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  <title>Finanzablog.it</title>
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  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 16:33:17 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Roche punta alla terapie geniche e vuole Illumina</title>
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    <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:45:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Roche vuole a tutti i costi conquistarsi una posizione importante nel promettente settore delle terapie basate sulla sequenza del Dna; con questa prospettiva ha messo nel mirino la società farmaceutica[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/rocheillumina.jpg" class="post" border="0" width="586" height="405" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Roche vuole a tutti i costi conquistarsi una posizione importante nel promettente settore delle terapie basate sulla sequenza del Dna; con questa prospettiva ha messo nel mirino la società farmaceutica americana Illumina, con sede a San Diego in California. Dopo mesi di trattative infruttuose con la dirigenza, gli svizzeri hanno deciso di <a href="http://www.forbes.com/sites/matthewherper/2012/01/24/roches-hostile-bid-ups-stakes-in-dna-tech-race/">lanciare un&#8217;offerta ostile</a> direttamente agli azionisti.</p>
<p>Il colosso farmaceutico svizzero è disposto a pagare 44 dollari e 50 per azione, con un premio del 19% rispetto agli attuali valori di Borsa. Per il management californiano, però, l&#8217;offerta non è sufficiente, per cui c&#8217;è da aspettarsi una lunga battaglia tra potenziale preda e cacciatore.</p>
<p>Già un anno fa, infatti, il cda di Illumina - nell&#8217;ambito delle trattative per un ingresso importante di Roche nella compagine azionaria - aveva fissato un prezzo accettabile in 79 dollari per azioe, quasi il doppio rispetto all&#8217;attuale somma che i rivali sono disposti a pagare.</p>


<p>In campo farmaceutico la grande conquista scientifica rappresentata dalla sequenza completa del genoma umano costituisce una prospettiva di portata enorme per le possibilità di cura e, già adesso, per le somme che i pazienti sono diposti a pagare per ottenere una mappa completa dei propri geni.</p>
<p>Illumina è riuscita a rafforzare la propria posizione nella sequenziazione del Dna umano per tutto il decennio scorso, eclissando la concorrenza dei rivali fra cui una società sussidiaria di Roche, 454 Life Sciences, che pure in un primo tempo aveva compiuto progressi enormi nella riduzione dei costi e nella possibilità di ottenere risultati sempre più precisi e affidabili.</p>
<p>Roche ritiene che Illumina - nonostante la concorrenza - sia in grado di mantenere la sua posizione di leader del mercato ed è disposta a pagare caro la conquista della società; ma forse non abbastanza per convincere management e azionisti. La partita è solo cominciata.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5043/roche-punta-alla-terapie-geniche-e-vuole-illumina">Roche punta alla terapie geniche e vuole Illumina</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:45 di giovedì 26 gennaio 2012.</p>
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  </item>

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    <title>Google tentata da Yahoo: il nemico è l&#039;antitrust</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4877/google-tentata-da-yahoo-il-nemico-e-lantitrust</link>
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    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:05:09 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <category>tecnologia</category><category>titoli-esteri</category><category>scalate</category><category>scalata yahoo</category><category>tecnologici</category><category>yahoo google</category>
    <description>Ma davvero Google sta pianificando l&amp;#8217;acquisizione dell&amp;#8217;antico rivale (un po&amp;#8217; appannato) Yahoo? A sentire le voci di corridoio e soprattutto a leggere i retroscena[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/googleyahoo.png" class="post-h" border="0" width="432" height="214" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Ma davvero Google sta pianificando l&#8217;acquisizione dell&#8217;antico rivale (un po&#8217; appannato) Yahoo? A sentire le voci di corridoio e soprattutto a leggere i retroscena sciorinati sul Wall Street Journal, sembrerebbe che ci sia ben di più di una vaga volontà. Secondo le fonti finanziarie che hanno passato la soffiata al quotidiano americano, Google <a href="http://www.forbes.com/2011/10/24/google-reportedly-working-on-yahoo-bid-with-pe-firms-marketnewsvideo.html">ha già contattato due società di prvate equity</a> per studiare un take over, ma per adesso potrebbe aver accantonato l&#8217;idea.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di un&#8217;operazione del genere, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204485304576646232054116582.html">secondo l&#8217;analisi del quotidiano</a>, potrebbe avere due conseguenze: o conquistare il rivale per trovare nei siti internet di Yahoo uno sbocco per la propria raccolta pubblicitaria ovvero partecipare a una sorta di asta per aumentare il prezzo di Yahoo e costringere un potenziale concorrente (Microsoft) a pagare di più, e magari svenarsi, per prevalere nella competizione.</p>
<p>In entrambi in casi, però, come <a href="http://www.forbes.com/sites/scottcleland/2011/10/24/googles-playing-with-antitrust-fire-courting-yahoo/">fa notare con attenzione Forbes</a>, Google giocherebbe col fuoco, quello dell&#8217;Autorità antitrust americana, che negli ultimi anni non ha mai fatto troppa paura (meno dell&#8217;Antitrust europeo) ai colossi della finanza, tranne quando nel 2008 bloccò proprio un accordo fra Google e Yahoo nel settore della pubblicità su internet.</p>


<p>Se gli obiettivi di Google fossero davvero quelli ipotizzati dal Wsj, in entrambi i casi ci troveremmo davanti a una violazione delle regole della concorrenza; e neppure lieve! Nell&#8217;ipotesi uno sarebbe una riproposizione, aggravata, dell&#8217;accordo del 2008; nella seconda, sarebbe un comportamento illegale.</p>
<p>Per di più Google è sotto osservazione in parecchi stati degli Usa e anche fuori dai confini federali. Oltre al dipartimento della Giustizia e alla Federal Trade Commission, sono in corso indagini antitrust in Texas, California e nello stato di New York; e anche nell&#8217;Unione Europea e in Corea. In particolare l&#8217;Ue potrebbe colpire anche duramente Google, che controlla il 90% del mercato continentale.</p>
<p>Per di più, non più tardi del mese scorso una commissione del Senato americano inviò un invito pressante a Google affinché ammetta la propria posizione dominante e si impegni a non mettere in campo azioni anti-concorrenziali. Quindi, in questo quadro, un&#8217;acquisizione di Yahoo sarebbe davvero l&#8217;opposto rispetto a una richiesta del genere.</p>
<p>Che succederà dunque a Yahoo. A quanto pare ci sono in campo parecchie soluzioni, da quella avanzata in passato da Microsoft all&#8217;interesse della cinese Alibaba. Google dovrebbe restare alla finestra, ma non è detto che non provi a essere, in qualche modo, della partita.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4877/google-tentata-da-yahoo-il-nemico-e-lantitrust">Google tentata da Yahoo: il nemico è l'antitrust</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:05 di martedì 25 ottobre 2011.</p>
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  </item>

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    <title>Lactalis si beve Parmalat, il Sistema Italia non ha soldi</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4691/lactalis-si-beve-parmalat-il-sistema-italia-non-ha-soldi</link>
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    <pubDate>Thu, 24 Mar 2011 06:35:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <category>alimentare</category><category>parmalat</category><category>scalate</category><category>parmalat fondi esteri</category><category>parmalat lactalis scalata</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/parmalatlactalis.jpg" class="post" border="0" width="586" height="376" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Come volevasi dimostrare, per i mercati finaziari e per gli investitori non contano i passaporti, gli &#8220;interessi nazionali&#8221; e gli impegni fra gentiluomini: quello che conta è il denaro, possibilmente contante e sonante, e chi offre denaro - specialmente se dall&#8217;altra parte non ci sono prospettive concrete e fidejussioni, ma solo chiacchiere - ha ottime possibilità di averla vinta.</p>
<p>Così i francesi di Lactalis, al prezzo di 2,8 euro per azione, <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/03/22/news/parmalat_lactalis-13936397/?ref=HREC1-3">si sono aggiudicato il 15,3% di Parmalat</a> riunito in un patto fra i tre fondi esteri azionisti di Collecchio, Skagen Global, Mackenzie financial corporation e Zenit. Sì, è vero, i tre fondi <a href="http://www.finanzablog.it/post/4689/lactalis-punta-a-parmalat-scoppia-la-guerra-italia-francia">si erano detti propensi</a> a una soluzione &#8220;itaiana&#8221;, ma non sono mica un ente caritatevole! Fanno affari e il miglior affare gliel&#8217;hanno proposto i francesi di Lactalis.</p>
<p>Questa cessione ingloba un premio del 13% circa in più rispetto alla chiusura di lunedì, ma per i tre fondi vuol dire, probabilmente, una plusvalenza del 30% sul loro pacchetto. Che dovrebbero fare? Immolarsi per la causa italiana? Per carità! Avrebbero dovuto pensarci prima quelli che urlano all&#8217;interesse nazionale - vero Emma Marcegaglia? - e si sgolano per tenere lontano lo straniero i giorni dispari, mentre nei giorni pari versano calde lacrime perché dall&#8217;estero nessuno è pronto a investire in Italia.</p>


<p>Ma qualcuno può davvero pensare che gli investitori stranieri siano con l&#8217;anello al naso e possano venire in Italia a mettere i loro soldi senza contare qualcosa, anzi per fare una cortesia ai piccoli azionisti, ai dirigenti e al governo in carica? Con questa mossa Lactalis - che valorizza Parmalat a circa 5 miliardi di euro - arriva, a sentir loro, al 29% circa del capitale, un soffio sotto quella fatidica soglia del 30% che obbliga gli azionisti di maggioranza relativa a lanciare un&#8217;Offerta pubblica di acquisto (Opa) sulla totalità del capitale.</p>
<p>Il problema numero uno, infatti, è sempre il solito, come <a href="http://www.corriere.it/economia/11_marzo_22/parmalat-commento-sideri_dde31e48-5479-11e0-a5ef-46c31ce287ee.shtml">sottolinea Massimo Sideri sul Corriere della Sera</a> e come invece <a href="http://www.ft.com/cms/s/3/1e13a734-5494-11e0-979a-00144feab49a.html#axzz1HMEzqZxK">fa finta di non notare</a> il Financial Times, sempre pronto a celebrare i fasti del mercato, quando si esplicano sulla pelle degli altri (ma tant&#8217;è, la piena imparzialità non è di questo mondo): ai piccoli azionisti chi ci pensa?</p>
<p>I fondi investitori sono stati premiati e dal loro punto di vista hanno fatto un buon affare, in modo del tutto legale e trasparente: non avevano impegni con nessuno se non tra di loro e, una volta raggiunto l&#8217;accordo, hanno venduto al miglior offerente. Ma Lactalis, che si ferma al 29%, non deve lanciare l&#8217;Opa e al solito premia un blocco di azionisti di maggioranza relativa mentre i piccoli azionisti, se non hanno già venduto in questi giorni di rialzi, non avranno più grandi opportunità di fare cassa, a meno che la nuova gestione non valorizzi davvero la società, il che non è escluso peraltro.</p>
<p>Quelli che fanno la figura peggiore sono i soliti &#8220;partner industriali&#8221; e i &#8220;finanzieri&#8221; italiani, chiamati sempre a salvare la patria e l&#8217;italianità fuori tempo massimo; e neppure in grado di prendere una decisione, come è successo a Ferrero che, del tutto legittimamente, si è mossa con grande circospezione e non ha davvero messo una &#8220;fiche&#8221; sull&#8217;affare Parmalat. L&#8217;azienda di Collecchio, almeno fino alla prossima assemblea dei soci, è davvero l&#8217;unica vera public company italiana e i suoi titoli sono sul mercato da alcuni anni, almeno dal fallimento dell&#8217;èra Tanzi e il successivo salvataggio.</p>
<p>Se ci fosse stato un investitore o un gruppo di investitori pronti a metterci dei soldi e a impegnarsi nella valorizzazione della società, anche senza lanciare un&#8217;Opa, nessuno glielo avrebbe impedito, magari ai prezzi più bassi di un anno fa. Ma la Granarolo non ha i soldi - <a href="http://www.ilriformista.it/stories/adnkronos/367249/">e lo ha ribadito ieri</a> - quindi non compra azioni; altri partner industriali si sono fatti da parte in passato, come Barilla e la stessa Ferrero; investitori finanziari non se ne sono visti.</p>
<p>Come si pensa di fare industria o anche finanza senza soldi? Questa è la solita pretesa italiana, di organizzare il pranzo coi fichi secchi e magari con la protezione del governo. Se vogliamo stare sul mercato dobbiamo dimostrare di saperlo fare: Parmalat era contendibile, ma nessun italiano - industria o investitori - ha deciso di impadronirsene; e ora noi (o Tremonti) ci lamentiamo perché arrivano i francesi. Forse dovremmo ringraziarli per aver acceso l&#8217;attenzione attorno a un &#8220;gioiellino&#8221; italiano.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4691/lactalis-si-beve-parmalat-il-sistema-italia-non-ha-soldi">Lactalis si beve Parmalat, il Sistema Italia non ha soldi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 08:35 di giovedì 24 marzo 2011.</p>
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