giovedì 31 gennaio 2008

La nuova strada di Pramac punta al Sole

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Il mercato accoglie positivamente il nuovo piano industriale 2008-2010 di Pramac, azienda con sede operativa a Casole d’Elsa (Siena) attiva nella produzione e distribuzione di gruppi elettrogeni. La societa’ è presieduta da Mario Campinoti, fondatore e padre del secondo azionista, cioé l’amministratore delegato Paolo Campinoti (15% del capitale). Il primo azionista del gruppo è infatti la I.F.C. srl, una societa’ della famiglia Campinoti con il 37% del capitale circa in portafoglio.

Pramac prevede nel periodo 2008-2012 una crescita media annua dei ricavi pari al 24% con un target finale a 430 milioni di euro. Per l’ebitda il progresso dovrebbe essere di ben il 39% con un obiettivo per l’esercizio 2010 pari a 37.5 milioni.

Pramac intende puntare con decisione sulle fonti energetiche rinnovabili, mediante la produzione e la commercializzazione di pannelli fotovoltaici.

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mercoledì 17 gennaio 2007

Sopaf, un po' d'ordine fra le holding lussemburghesi

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Sopaf ha chiuso oggi l’acquisizione del 100% di Lm & Partners Sca, una società registrata in Lussemburgo di cui Sopaf aveva già una quota di maggioranza del 79,2%. Sopaf è una holding di partecipazioni operante sui mercati italiani ed esteri nel settore immobiliare, nel venture capital, nel private equity e nel corporate financing e sta riorganizzando la propria struttura dividendo le proprie attività specifiche fra diverse società di risparmio gestito.

L’acquisto di Lm & Partners è costata 48 milioni di euro, l’ultima tranche dei quali sarà pagata entro la fine del 2009. Il portafoglio di partecipazioni nelle sgr di Sopaf è abbastanza ampio: controlla il 49% di Polis Fondi (partecipata anche da Bpu, Bpi, Bper, Banca popolare di Sondrio e Banca popolare di Vicenza, al 30 giugno 2006 gestiva un patrimonio da 312 milioni di euro), il 74% di Private Wealth Management, il 30% di Cartesio Alternative Investments, per fare solo alcuni esempi.

Il patrimonio netto di Lm & Partners al 31 dicembre 2005 ammontava a 91 milioni di euro. L’intenzione di Sopaf sembra essere quella di acquisire il controllo al 100% anche delle altre proprie subholding lussemburghesi: Lm-Is, Star Venture Management e Star Venture 1 Scpa.

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venerdì 15 dicembre 2006

Cogeme, oggi in borsa la matricola del turbo

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Oggi sbarca a piazza Affari una nuova matricola della componentistica per veicoli: Cogeme Set. La società entra nel segmento Expandi (Classe 2) e porta sul mercato il 31,48% del capitale (il 35,42% in caso di integrale esercizio della greenshoe).

La nuova matricola è controllata dal gruppo TMS-EKAB (al 67,86% del capitale dopo la quotazione e prima della greenshoe) e divide la sua attività fra l’Italia, il Brasile (Cogeme do Brasil) e la Romania (Cogeme Set Ro in fase di start up). La società è nata nel 1991 e opera in un settore altamente tecnologico e competitivo producendo componenti, fra l’altro, impiegati nei sistemi di turbocompressione, iniezione o scarico dei veicoli. Sono suoi clienti le maggiori case produttrici di veicoli del mondo. I dati del conto economico di Cogeme Set dal prospetto di quotazione risultano positivi alla fine della prima metà di quest’anno. I ricavi consolidati sono cresciuti da 9,3 a 13,3 milioni di euro fra il primo semestre del 2005 e il primo semestre del 2006. Anche la redditività della società aumenta e il margine operativo lordo è cresciuto da 2,43 a 3,85 milioni di euro nel giro di un anno. Il risultato operativo è più che raddoppiato dagli 1,2 milioni del giugno 2005 ai 2,8 milioni del giugno di quest’anno. L’utile netto del gruppo è addirittura quasi triplicato da 523 mila euro a 1,5 milioni nello stesso periodo di riferimento.

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martedì 29 agosto 2006

Biesse, 7 milioni di dollari aiutano a guardare lontano

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Biesse continua a fare affari d’oro anche in un mercato come quello americano che, in base agli ultimi dati del settore housing negli Usa, doveva risultare debole. E invece no: +16,7% è l’incremento degli ordinativi che toccano quota sette milioni di euro dopo l’ultima importante manifestazione del settore, l’IWF (International woodworking fair).

La società guidata da Roberto Selci archivia così un bel risultato dopo l’ultima acquisizione di Brenna Macchine che dovrebbe portare i propri effetti nel bilancio di Biesse a partire dal prossimo anno, quando il nuovo acquisto sarà consolidato e la società comasca potrà iniziare anche ad usufruire della rete di distribuzione internazionale della capogruppo.

Biesse oggi vanta un bilancio davvero incoraggiante sia a livello di conto economico che di situazione patrimoniale. La società pescarese, che annovera fra i suoi consiglieri Innocenzo Cipolletta e fra i suoi azionisti fondi stranieri del calibro di JP Morgan, ha negli ultimi anni premuto il piede dell’acceleratore sul processo di internazionalizzazione e questo l’ha portata a raggiungere il numero di 18 filiali all’estero e una presenza ormai consolidata nei maggiori mercati del settore delle macchine per la lavorazione di legno, marmo e vetro. Un business che sembra davvero essere sempre più promettente, anche per gli azionisti.

lunedì 28 agosto 2006

Aem-Asm, a un passo dalla fusione

pubblicato da riva in: Varie !!! Azioni Italia Small

Si trattiene il fiato per il matrimonio tra Aem Milano e Asm Brescia, dato ormai per imminente. Il mercato sospende il giudizio in attesa dei dettagli. Alle quattordici e trenta i due titoli guadagnano qualche decimo (rispettivamente lo 0,35% e lo 0,56%), in controtendenza rispetto agli indici, che viaggiano, perfettamente allineati, in territorio negativo: l’S&P/MIB (che indicizza anche Aem) è a quota -0,37% mentre il Mibtel si attesta su un -0,36%.

La maggior parte degli analisti concorda sul fatto che la fusione genererebbe dei risparmi di gestione creando delle sinergie sulle reti di approvvigionamento, ma le entità rimangono da definire. Intanto si attendono le trimestrali, in arrivo il 4 settembre per Asm e il 12 per Aem.

Il nuovo polo potrebbe contare su una capitalizzazione intorno ai sei miliardi di euro e verosimili scenari futuri vedono in campo ipotesi di ulteriori aggregazioni con altre multiutility, prime fra tutte Enia (Piacenza, Parma e Reggio Emilia) ed Hera (Bologna).

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giovedì 24 agosto 2006

Alitalia, finito il sogno Lufthansa il titolo cala

pubblicato da riva in: Varie !!! Azioni Italia Small Alitalia

Come se non bastassero tutti i guai di Alitalia, stamattina due Md80 della compagnia di bandiera si sono scontrati sulla pista di Fiumicino, mentre erano ancora in fase di traino. Nessun ferito, qualche danno alle ali. Spese che si aggiungono alle già non fortunate casse dell’azienda.
Anche in borsa non va bene: sgonfiate le voci sull’ipotesi Lufthansa, il titolo torna ad arretrare. Nonostante l’S&P/MIB guadagni quasi otto decimi di punto intorno alle dodici e trenta, Alitalia lascia sul terreno uno 0,3% del proprio valore. In effetti, a parte la smentita di Rutelli, nessuno in Germania sembra aver preso sul serio l’idea di un’aggregazione tra Lufthansa e la compagnia italiana. Solo FinanzTreff.de e il Frankfurter Allgemeine Zeitung citano la questione, il primo riportando le dichiarazioni di Brutti e il secondo riferendo la smentita di Rutelli. Per il resto, a proposito di Alitalia si accredita su Financial Times Deutschland e FinanzTreff.de esclusivamente la strada Air France KLM.

D’altra parte un accordo con la compagnia tedesca solleverebbe una quantità di problemi. Già l’acquisizione di Volare ha comportato qualche problema con l’Antitrust, che ha imposto le sue condizioni. Ora si affaccerebbe un’altra questione spinosa: Lufthansa ha un accordo con Airone. Un’aggregazione perciò significherebbe il monopolio della tratta Milano Roma e una posizione eccessiva del nuovo soggetto anche sui collegamenti con Francoforte. Tra l’altro Alitalia e Lufthansa fanno parte di due gruppi differenti: Skyteam il primo e Star Alliance il secondo. Il che solleverebbe altri problemi. All’interno di questi gruppi si condividono alcune risorse per realizzare delle economie di scala. Da che parte starebbe il nuovo soggetto? Ma poi bisogna anche dire che, superati questi ostacoli, quale sarebbe tutto sommato il grande vantaggio di agganciarsi ai tedeschi invece che ai francesi? Per capire un po’ le proporzioni, passiamo ai numeri: Lufhtansa capitalizza 6,8 miliardi di euro, Air France Klm 5,3 e Alitalia 1,3. Forse è persino meglio agganciarsi ai francesi, che sono un po’ più piccoli. Così la cosa saprebbe meno di acquisizione.

Ciò non toglie che ultimamente Alitalia conti più sui voli esteri che su quelli nazionali e con un’alleanza oltralpe rischierebbe seriamente di perdere buona parte dei collegamenti intercontinentali a favore di Parigi. Un’equazione, questa, che ha forse troppe incognite per essere risolta in tempi brevi.

giovedì 20 luglio 2006

FullSix, giù i target 2006. Lo scontro Wpp-Benatti continua

pubblicato da riva in: Azioni Italia Small Fullsix

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Guerra senza quartiere in FullSix. La società del marketing di nuova generazione ha ridotto i target del 2006 e sembra che i contrasti fra gli azionisti di maggioranza possano avere influito sul calo degli ordinativi. Possibile che lo scontro sia arrivato alla fine a danneggiare anche i conti della società? In effetti, a seguire le vicende di FullSix, c’è da diventare matti. Così abbiamo deciso di andare dall’analista (finanziario) a chiedere lumi.

D. Ieri sera FullSix ha comunicato di avere ridimensionato gli obiettivi per il 2006, abbiamo però dato uno sguardo al titolo e abbiamo visto che sale dell’1% circa, come mai?

R. Secondo me dipende dal fatto che i volumi sono ancora ridotti. Si tratta ancora di 5 mila pezzi: è un volume troppo basso per essere indicativo. Io metto un cartello under advisor, anche se non attendo un impatto troppo negativo sul titolo.

D. In effetti già qualcosa in passato del calo degli ordinativi di Wpp si era sentito. È possibile che il titolo abbia già scontato la notizia?

R. Sì, in effetti è possibile che parte di questa cosa sia già stata metabolizzata dal mercato. Anche perché le tensioni fra Marco Benatti (presidente di FullSix e azionista col 46,34% Ndr.) e Wpp (secondo azionista con il 26,2% Ndr.) vanno avanti dalla seconda metà dell’anno scorso e hanno pure portato ad un opa (poi andata deserta) dello stesso Benatti sulla società. FullSix comunque si aspettava un qualche rallentamento negli ordinativi degli spagnoli. Il conflitto interno comunque rimane e non molto tempo fa anche Wpp ha cercato di incrementare la sua quota.

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mercoledì 19 luglio 2006

Apulia Pronto Prestito vuol crescere e diventare banca

pubblicato da riva in: Azioni Italia Small Up & Down Banche

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Uno dei fatti del giorno di cui riusciamo a parlare solo ora è quello della richiesta di diventare banca che Apulia Pronto Prestito ha inoltrato a Bankitalia. Poche news su una piccola società dell’Expandi che effettivamente in borsa sembra un po’ ballerina e imprevedibile.

L’ok della Banca d’Italia dovrebbe arrivare entro il 2007, ma gli incassi a Piazza Affari non si sono fatti aspettare: le azioni di Apulia sono salite a quota 1,785 euro con un rialzo del 3,78%. Ma, come giustamente evidenzia oggi un articolo, meglio stare attenti.

mercoledì 17 maggio 2006

Acea ed ASM Brescia: Municipalizzate alla riscossa

pubblicato da Popi in: I titoli di oggi Azioni Italia Small Utilities

Negli ultimi giorni sia ASM Brescia che Acea hanno inviato importanti segnali di ripresa, ma tutto il comparto delle municipalizzate appare comunque interessante dal punto di vista grafico. ASM Brescia ha appena oltrepassato i massimi di febbraio a 2.86 euro, una circostanza che se confermata anche in chiusura di settimana rilancerebbe le ambizioni di rialzo del titolo lasciando intravedere la possibilità del riavvicinamento ai massimi assoluti dello scorso anno poco al di sotto dei 3.10 euro. Il quadro grafico subirà un deciso peggioramento solo a seguito del ritorno al di sotto dei 2.80 euro, segnale che andrà ad annullare i recenti progressi.

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venerdì 05 maggio 2006

Juventus: Moggi e il management in bilico

pubblicato da theman in: Notizie Fatti del giorno Azioni Italia Small Media Juventus

lucianone
Titolo in calo per la Juventus FC a 2,22 euro con un ribasso del 1,73%, sull’onda del nuovo scandalo legato alle intercettazioni telefoniche di Moggi e Giraudo.

Sembra ripetersi nel mondo del calcio una telenovela simile a quella di Ricucci, in questo caso l’obiettivo della conquista è lo Scudetto/Antonveneta con co-protagonisti Giraudo/Gnutti e Carraro/Fazio. Le informazioni che emergono dalle intercettazioni le potete trovare su Calcio blog

Moggi e lo scandalo intercettazioni - Parte Prima

Moggi e lo scandalo intercettazioni - Parte Seconda

Moggi e lo scandalo intercettazioni - Parte Terza

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