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Snia

I migliori di ieri : Mediaset, Impregilo, Eni

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Eni Snia

Rialzo del 2,6% ieri per Mediaset
Rialzo del 2,6% ieri per Mediaset: dopo l’affondo visto nella prima parte della seduta, Mediaset ha infatti invertito la rotta e ha archiviato la seduta con un buon rialzo. Il titolo ha tratto vantaggio dalla presentazione della nuova offerta sul digitale terrestre denominata Premium Fantasy dedicata ai bambini. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.975 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.043 ed un minimo a 3.700 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 6,047,025 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 22 % circa. Segnali positivi oltre area 4,05 per un target a 435. Rischi di ribasso solo al di sotto di area 3,70 con supporti successivi a 3,55 e 3,05. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prosegue il rally di Impregilo
Prosegue il rally di Impregilo che ha approfittato delle parole del Ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, secondo il quale tra le opere da realizzare c’e’ anche il ponte sullo Stretto di Messina per il quale sarebbero gia’ pronti 700 milioni di euro per l’esproprio dei terreni necessari. Ricordiamo che Impregilo e’ general contractor per il progetto. La chiusura di seduta è stata registrata a 2.163 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 2.188 ed un minimo a 2.020 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 2.613 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 2.248 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.858 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi in crescita del 2,9% ieri per Eni
Tonica ieri Eni che annulla il ribasso di ieri e si ripropone verso le prime resistenze significative, ovvero quelle posizionate sui 18,22 euro. La societa’ ha lanciato ieri con successo un’emissione obbligazionaria a tasso fisso, collocata sul mercato degli Eurobond, dal valore nominale 1,25 miliardi di euro. Scadenza del prestito 20 gennaio 2014, cedola annua del 5,875% e prezzo di re-offer di 99,710%. La chiusura di seduta è stata registrata a 17.790 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 18.100 ed un minimo a 17.110 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 19,530,524 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 19721358. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 20.646 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 18.364 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 16.174 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Snia, al rialzo la società del biodiesel

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Energy Snia

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Snia guadagna in borsa nel giorno in cui l’assemblea degli azionisti (ormai in massima parte coincidenti col management della società) ha comunicato gli aggiornamenti decisi sul piano industriale. Il capitale sociale di Snia, che come noto è reduce ma non ancora salva da una situazione di crisi, è stato portato a quota 24,88 milioni di euro dopo le perdite d’esercizio da 5,85 milioni di euro dell’ultimo trimestre. Una parte notevole di questa perdita, si legge nella nota della società, deriva dagli accantonamenti necessari al rischio di eventuali bonifiche da eseguire sui terreni utilizzati dall’azienda chimica.

Andrea Mattiussi, amministratore delegato della società ha deciso di premere l’acceleratore sullo sviluppo delle competenze nel gruppo nel settore del bioetanolo, dell’idrogeno e dei biocarburanti in genere. La compagnia ha comunicato anche l’avvio di trattative con un’importante società del settore degli zuccheri e della fermentazione: una partnership che potrebbe tornare utile per il proseguimento dei progetti nel settore dei biocarburanti.

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Snia, eco-rally in borsa

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Azioni Italia Tecnologia Snia

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Snia si fa notare a piazza Affari: oggi guadagna il 9,8% a un’ora e mezza dalla fine delle contrattazioni. La settimana scorsa il titolo aveva però già cominciato a correre con volumi accesissimi e da martedì scorso ha guadagnato più del 23,2%. Quali sono le novità che hanno spinto all’acquisto?

In effetti di novità ce ne sono parecchie. La prima è che Nuova chimica investimenti, la società espressione del management del gruppo, che sta comprando fette sempre più grosse di Snia, ha deciso di acquistare altri 16 milioni di azioni da Hopa. La società finanziaria bresciana che da tempo sta cercando di liquidare le proprie quote nel gruppo ha venduto il 2,6% circa del capitale ad un prezzo di 0,12 euro per azione. Le cessioni di Hopa, un tempo guidata da Chicco Gnutti, non sembrano però frenare la corsa del titolo, forse anche a causa dei buoni risultati del terzo trimestre comunicati lo scorso 14 novembre. La relazione del terzo quarto, come direbbero gli inglesi, ha mostrato un utile netto da 2,9 milioni (ma sui nove mesi rimane un rosso di oltre 14 milioni): se si considera che la bottom line del conto economico un anno prima era in rosso per 30,5 milioni di euro si capisce che qualcosa negli ultimi tempi è cambiato. I risultati della società della chimica votata al biodiesel si sono mostrati però lusinghieri anche più in alto a livello di fatturato (una crescita del 7% che porta il giro d’affari nel trimestre a quasi 32 milioni) e di margine operativo lordo (quasi 14,7 milioni di euro).

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Snia, il rally continua fra qualche incertezza

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Persone & fatti Up & Down Azioni Italia Snia

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Snia regala ancora brividi al mercato dopo i rialzi dei giorni scorsi e incassa a fine giornata l’1,73%. Incerte però rimangono le prospettive del gruppo chimico, nonostante l’iniezione di fiducia regalata a piazza Affari con l’ingresso del management nella compagine azionaria. La neonata Nuova Chimica Investimenti, che fa riferimento a diversi dirigenti fra cui il nuovo ad di Snia Andrea Mattiussi, ha comprato infatti recentemente dai bresciani di Hopa quasi il 5,4% del gruppo. Il futuro di Snia è nel biodiesel e in quella serie di sottoprodotti - usati in diversi settori - generati dagli scarti della trasformazione di oli vegetali in biocarburanti.

Fra la produzione, che sarà avviata dalla controllata Caffaro (in cui è attivo anche Ennio Doris) entro l’inizio del 2006 e oggi, sarà compiuta però l’operazione di cessione di una parte degli immobili della società, valutati recentemente in 64 milioni di euro.

Servono circa 30 milioni per lo start up del biodiesel. Forse qualcosa potrebbe venire anche dalla vendita della Nylstar (ci sarebbero state delle manifestazioni d’interesse da parte di alcuni investitori). Su Snia però continuano a pesare gli impegni presi per la bonifica di vari siti che richiederanno al gruppo complessivamente 70 milioni di euro.

Hopa, grazie a Telecom perdita da 1,3 miliardi: che botta!

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Fatti del giorno Up & Down Persone Telecom Italia Azioni Italia Snia

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Certo che fa paura una cifra del genere. Chiudere un bilancio con una perdita di quasi 1,3 miliardi non è certo una bella cosa. Fortuna che Hopa non è quotata, comunque i suoi azionisti avranno sicuramente il broncio. Soprattutto con Marco Tronchetti Provera, che con la sua Telecom da solo gli ha fatto scrivere in bilancio una perdita di 1,41 miliardi per la svalutazione delle loro quote. Così mentre continua la battaglia per il divorzio in Olimpia, la holding del Tronchetti ci Proverà. I bresciani di Hopa avranno già dovuto mettere in conto che anche nel migliore dei casi non potranno rifarsi delle perdite, anche perché le cifre di cui si parla per restituire le quote Olimpia a Milano non raggiungono la metà del valore bruciato in borsa. Sottolineamo però che tramite un’altra holding, la Holinvest, Hopa ha quote superiori al 3,36% in Telecom e che quindi non è proprio tutta colpa di Olimpia, anche se di Tronchetti lo è sicuramente.

Insomma niente di buono su quel fronte, ma neanche sul fronte Snia ci sono buone nuove: la svalutazione dei titoli ha registrato una perdita di 13,7 milioni. Insomma la società di cui Hopa aveva il 16,85% che ora ha rivenduto a Enerchem (per 9,13 milioni) fra le proteste del board, è un altro capitolo grigio.

Ancora più duro il colpo dal punto di vista di Bios: circa 105 milioni in meno che deriverebbero in gran parte dalle perdite in borsa di Sorin, di cui Hopa, tramite Bios appunto, controlla più del 25% ed è quindi di fatto azionista di maggioranza relativa.

Probabilmente ad attutire l’impatto di questi naufragi hanno un po’ contribuito le altre partecipazioni: in Unipol, per esempio, del 2,75% (auguri nuovo ad Carlo Salvatori!) e in Vemer Siber che oggi incassa addirittura un rialzo del 7,7% e sembra essere riuscita da aprile a tornare stabilmente intorno a quota 5 euro.

Di finanziamenti le piccole e medie imprese ne hanno sicuramente bisogno, ma se si considera che chi li vorrebbe aiutare a volte perde 1,3 miliardi quasi ci si chiede se non sia meglio che corrano da sole.

Hopa, le mosse su Snia e Telecom contro avversari decisi

pubblicato da Ferry Boat in: Up & Down Tronchetti Provera Marco Telecom Italia Azioni Italia Snia

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Colpo di scena: Hopa non vende più il 16,85% di Snia, ma ne vende solo il 5,4% (sempre a un corrispettivo di 0,095 euro per azione). La differenza è quella fra 9,13 milioni e poco più di tre, ma la partita pare ancora aperta. A noi sembra che la questione sia passata soprattutto dal Cda dove il cambio di guardia nell’azionariato di Snia sembrava non essere gradito, anzi. Lo scorso 30 maggio il Cda ha preso atto delle dimissioni di tre consiglieri nel giro di un mese: Dallocchio, Lonati e Bossini (i tre di Hopa), ma ha anche portato la spaccatura al vertice con l’annuncio delle dimissioni del presidente Umberto Rosa, che non è d’accordo con la vendita a Snia delle azioni di Hopa. Insomma la questione al momento sembra in stallo, con l’ingresso di Enerchem, ma senza l’uscita definitiva di Hopa che mantiene un buon 10,8%. Osserviamo, en passant che al momento dal sito della Consob (aggiornato al 31 maggio!), risulta un 16,8% del capitale in mano ai bresciani quindi nei conti tirati sul comunicato di Hopa non viene conteggiato uno 0,4% del capitale che non sapremmo dire che fine abbia fatto (venduto sul mercato?).

Intanto sottolineamo anche che questo tiraemolla fra Cda di Snia, Hopa e Enerchem potrebbe danneggiare un titolo già malmesso in borsa (ha perso più del 41% in un anno). L’accordo sul piano industriale eppure c’è, sembra quindi che si tratti di una “semplice” questione di assetto proprietario. Anche se di soldi in questa malmessa società bisognerà pure parlarne. I conti, infatti, non tornano e lo scorso trimestre ha evidenziato un peggioramento della posizione finanziaria di circa 17 milioni di euro e un decremento nei dati assoluti di tutte le voci del conto economico. Il fatto poi che il Cda di Snia diffidi tanto di nuovi soci in ingresso nel board e nel capitale ci suggerisce due ipotesi l’una più maliziosa dell’altra.

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In calo Mps nel giorno del bilancio, che pure è positivo

pubblicato da Ferry Boat in: Up & Down Banche Azioni Italia Snia

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Lascia sul terreno quasi il 2,3% in tarda mattinata Mps. La banca senese risente probabilmente della cattiva aria che tira nel comparto bancario in questi ultimi giorni.

Eppur si muove ci verrebbe da aggiungere: il gruppo bancario guidato dal neo presidente Giuseppe Mussari ha infatti registrato dei dati positivi a inizio 2006 con ricavi cresciuti del 12,8% su base annua, un calo del cost/incombe al 56,7% (nonostante l’aopertura di 117 filiali nell’ultimo anno) e un utile netto a quasi 278 milioni di euro in crescita del 70,1% rispetto al primo trimestre del 2005.

Il Tier 1 è migliorato dello 0,22% portandosi a quota 6,73%; il margine di solvibilità è al 9,2% contro il 9,16%. La banca di Rocca Salimbeni ha però ancora molti nodi da sciogliere soprattutto per quanto riguarda la sua contendibilità e i suoi rapporti azionari con gran parte della finanza ben al di qua delle Alpi.

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