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  <title>finanzablog</title>
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  <pubDate>Sat, 31 Jul 2010 14:47:35 GMT</pubDate>
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  <copyright>Copyright notice for atom feeds.</copyright>
  <language>it-it</language>


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    <title>Telecom: paese che vai, concorrenza che trovi</title>
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    <pubDate>Tue, 14 Apr 2009 15:45:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>riva</dc:creator>
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    <category>sp-mib</category><category>telecomunicazioni</category><category>telecom-italia</category><category>az-italia</category>
    <description>Oggi Telecom Italia non sembra fornire particolari spunti per i trader e si mantiene al di sopra della parità con timidi rialzi in una giornata in cui invece l’effetto Goldman scalda in ben altra[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/puzzle3.jpg" class="post" align="left" border="0" width="238" height="161" alt="telecom italia rete argentina bernab&Atilde;&uml; amministratore delegato network open access europa bruxelles reding kroes concorrenza reti agcom calabr&Atilde;&sup2; organo di vigilanza argentina cndc concorrenza telefonica telecomunicazioni azioni borsa mercato finanza politica network" /></p>
<p>Oggi Telecom Italia non sembra fornire particolari spunti per i trader e si mantiene al di sopra della parità con timidi rialzi in una giornata in cui invece l’effetto Goldman scalda in ben altra maniera i titoli del comparto finanziario. I dossier che il leader delle telecomunicazioni in Italia è costretto a esaminare in questi giorni sono d’altra parte numerosi e complessi e sembra spesso che, non appena un fascicolo vada al suo posto, un altro si riapra.</p>
<p>Per esempio l’assetto regolatorio della rete, nonostante sia uno dei più dibattuti da anni, ancora non pare avere trovato una sua dimensione definitiva e lascia aperti numerosi interrogativi. Proprio oggi la Commissione di Bruxelles ha inviato una lettera all’Autorità italiana per le telecomunicazioni in cui chiede nuovi dettagli sulla società della rete chiamata Open Access e sugli impegni presi da Telecom Italia per garantire un equo accesso al network da parte di tutti gli operatori.</p>
<p>Le parole usate dall’Autorità per le tlc guidata da Viviane Reding sono in realtà apparse lusinghiere (le nuove regole per Open Access sono già state approvate sul suolo nazionale e consentono una valutazione generale del progetto) e Bruxelles ha addirittura affermato che, se correttamente implementato, il progetto Open Access potrebbe fornire un modello anche per gli altri paesi: urge però qualche altra missiva con gli impegni più dettagliati presi da Telecom per la salvaguardia della concorrenza e la tutela del mercato. L’Agcom di Corrado Calabrò ha prontamente ringraziato e prestato la propria disponibilità a una ulteriore collaborazione.</p>
<p>D’altra parte, dopo la consegna del dossier di Francesco Caio che ha lasciato parecchie incertezze sull’evoluzione verso la rete di nuova generazione in Italia, lo scorso 9 aprile si è insediato il nuovo organo indipendente che dovrà garantire l’esecuzione degli impegni presi da Telecom in Italia per la tutela della concorrenza sulla rete telefonica da lei controllata. In altre parole si è insediato il board dell’organo di vigilanza su Open Access.</p>


<p>
Il presidente Giulio Napolitano è stato designato dall’Agcom e nominato dalla stessa Telecom. Dall’Authority di Corrado Calabrò provengono pure Claudio Leporelli e Gerard Pogorel, a Telecom è rimasta la nomina di Francesco Chirichigno e Sergio Giovanni Fogli. Il controllore della rete si riunirà almeno una volta al mese e invierà ogni tre mesi dossier con eventuali irregolarità o anomalie sia ad Agcom che a Telecom Italia. Prevista anche una relazione annuale.</p>
<p>Di fronte a questi nuovi doveri dell’incumbent non c’è dunque da sorprendersi se Bruxelles abbia mostrato un certo favore alla soluzione italiana del problema dei monopoli nelle reti di telecomunicazione. Di fatto col nuovo assetto regolatorio l’Autorità per le telecomunicazioni, già incaricata di sorvegliare la concorrenza e più volte intervenuta sul caso Telecom, passa al controllo diretto delle attività della rete al fine di garantire che l’accesso al network sia davvero equo.</p>
<p>A un passo avanti in Italia (fermo restando il problema dei forti investimenti richiesti dalla rete Telecom nel futuro) si è però accompagnato un passo indietro in Argentina. Ironia della sorte proprio in questi giorni l’Antitrust argentino (la Cndc) ha invece congelato i diritti di voto di Telecom Italia nella controllata Telecom Argentina.</p>
<p>L’intreccio azionario (ormai datato) tra Telefonica e Telecom Italia faceva temere la formazione di un monopolio, così di fatto a Telecom Italia è stato impedita la gestione effettiva della propria controllata. Franco Bernanbè ha subito promosso un ricorso in Argentina condannando i numerosi profili di illegittimità emersi dalle decisioni della Cndc (a partire dalla delibera con 2 membri su cinque del direttorio dell’Authority). Di fatto il Sudamerica è diventato sempre più territorio di battaglia dopo che la spagnola Telefonica, entrando nel capitale di Telecom Italia, ha avvicinato due dei maggiori operatori del Continente. Ironia della sorte, mentre un pezzo del puzzle sembrava andare a posto in Italia, finiva per scombinarsi in Argentina.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4131/telecom-paese-che-vai-concorrenza-che-trovi">Telecom: paese che vai, concorrenza che trovi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 17:45 di martedì 14 aprile 2009.</p>
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    <title>La crisi di Bear Stearns gela le borse europee </title>
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    <pubDate>Mon, 17 Mar 2008 11:33:56 GMT</pubDate>
    <dc:creator>riva</dc:creator>
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    <category>fatti-del-giorno</category><category>sp-mib</category><category>banche</category><category>titoli-esteri</category><category>politica</category>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Bearice.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="187" alt="bear stearns cirsi subprime mutui ad alto rischio mercato borsa finanza banche crollo fed ben bernanke crisi stati uniti bush federal reserve dollaro euro crisi" /></p>
<p>Il forte calo dei listini europei di oggi (dal -2,32% dell&#8217;S&#038;P/Mib a Milano al -3,21% del Dax 30 tedesco) ha le radici ancora ancora una volta negli Stati Uniti. L&#8217;aggravarsi improvviso della crisi di Bear Stearns, la quinta banca d&#8217;investimento del mondo, ha infatti costretto la collega JP Morgan e la Federal Riserve a un urgente intervento congiunto. Una manovra d&#8217;emergenza che porterà JP Morgan ad acquisire Bear per soli 2 dollari ad azione pari a circa 236,2 milioni di dollari. Se si considera che fino al 2005 Bear Stearns vantava utili regolarmente superiori al miliardo di dollari, si comprende quanto la tempesta dei mutui ad alto rischio abbia pesato sui bilanci della banca guidata da Alan Schwarz.</p>
<p>Il gruppo - finora - ha dichiarato svalutazioni sui propri asset per 2,75 miliardi di dollari e lo scorso venerdì, sui timori di una presunta insolvenza della banca, era stato colpito da pesanti vendite che avevano bruciato a New York 5,7 miliardi di dollari di capitalizzazione portando il titolo a lasciare sul parterre di Wall Street il 47% del proprio valore.</p>
<p>Adesso JP Morgan ha promosso la propria offerta di scambio carta contro carta (una azione BS contro 0,05472 azioni Jp Morgan) in modo da salvare il salvabile. La Fed del sempre più interventista Ben Bernanke, per scongiurare un fallimento che potrebbe affondare il sistema finanziario globale, ha concordato contemporaneamente un sostegno da 30 miliardi di dollari massimi per la copertura degli asset di Bear Stearns con maggiori problemi di liquidità.</p>


<p>
Al momento il mercato incrocia le dita e, dopo il repentino taglio dal 3,5% al 3,25% del tasso di sconto interbancario degli Stati Uniti, scommette su un prossimo deciso intervento della Fed sui tassi d&#8217;interesse. Questi ultimi potrebbero essere ridotti, al termine della riunione di domani, al 2% dall&#8217;attuale 3% con una sforbiciata di un punto percentuale. A questo punto le parole di Ben Bernanke e dello stesso presidente Usa George Bush sull&#8217;importanza di un &#8220;dollaro forte&#8221; per gli interessi dell&#8217;America passano davvero in secondo piano.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3479/la-crisi-di-bear-stearns-gela-le-borse-europee">La crisi di Bear Stearns gela le borse europee </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 13:33 di lunedì 17 marzo 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Finmeccanica fa cassa con Stm</title>
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    <pubDate>Thu, 28 Feb 2008 16:58:41 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Popi</dc:creator>
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    <description>Et Voilà, da ieri il peso di Italia e Francia in Stm è paritetico. Con il comunicato datato 27 febbraio, Finmeccanica informa di aver ceduto ad Ft1C1, società posseduta dalla francese Areva, il[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/finmeccanica.JPG" class="post" align="left" border="0" width="247" height="155" alt="finmeccanica, stm, difesa, elicotteri, cassa, report, analisi" /> </p>
<p>Et Voilà, da ieri il peso di Italia e Francia in Stm è paritetico. Con il comunicato datato 27 febbraio, Finmeccanica informa di aver ceduto ad Ft1C1, società posseduta dalla francese Areva, il 2,85% del capitale di Stm.<br />
Operazione avvenuta al prezzo di 10 euro per azione, con un premio del 17% sugli attuali corsi del titolo e che comunque potrà essere rivista al rialzo, fino a 14 euro per azione, sulla base dell’andamento del titolo in borsa nei prossimi 12 mesi.<br />
In questo modo Italia e Francia avranno entrambe poco meno del 14% del capitale di Stm.L’incasso per Finmeccanica è stato di 260 mln di euro, denaro che la società guidata da Pier Francesco Guarguaglini potrebbe utilizzare per acquisizioni all’estero, magari proprio sfruttando il rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro.</p>


<p>Le scelte strategiche di Finmeccanica vedono il consolidamento nel settore aerospaziale e difesa ad elevato valore aggiunto. Tuttavia va detto le società che operano in questo campo sono tutt’altro che a buon mercato; ecco spiegato allora il motivo della vendita di una parte di partecipazione in Stm.<br />
L’ultima acquisizione messa a segno da Finmeccanica risale a novembre del 2007, dove venne lanciata una offerta pubblica di acquisto sulla britannica Vega, società di consulenza ingegneristica e tecnologica. Il costo dell’operazione fu intorno a 90 mln di euro.<br />
Il progetto di bilancio verrà approvato dal cda il 17 marzo 2008; le più recenti stime indicano un giro d’affari 2007 a 13 mld di euro, risultato operativo netto a 1 mld di euro e utile netto sui 400 mln di euro.<br />
L’indebitamento del gruppo dovrebbe attestarsi  a 1 mld di euro con un rapporto D/E  di 0,2x che quindi potrebbe consentire, ricorrendo ad una leva finanziaria più ampia, risorse per ulteriori acquisizioni per almeno 1,5 mld di euro, senza compromettere troppo la struttura finanziaria.<br />
In più poi, va considerato il cash della vendita del 2,85% di azioni Stm e del rimante 3,7% di Stm che, qualora si presentassero opportunità propizie, potrebbe essere ceduta con ulteriore incremento della disponibilità di cassa. </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3442/finmeccanica-fa-cassa-con-stm">Finmeccanica fa cassa con Stm</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 18:58 di giovedì 28 febbraio 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Eni in Kazakhstan, tanto ottimismo nell&#039;aria</title>
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    <pubDate>Mon, 08 Oct 2007 15:57:15 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>&amp;#8220;Vedo la voglia di arrivare a una soluzione anche se la trattativa è articolata e di non facilissima soluzione&amp;#8221;. In questa frase dell&amp;#8217;ad di Eni Paolo Scaroni è[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/eni_04.jpg" class="post" align="left" border="0" width="222" height="303" alt="" />&#8220;Vedo la voglia di arrivare a una soluzione anche se la trattativa è articolata e di non facilissima soluzione&#8221;. In questa frase dell&#8217;ad di Eni Paolo Scaroni è sintentizzato il senso di questa giornata di consultazioni ai massimi livelli tra l&#8217;Italia e il Kazakhstan. Il negoziato, ha aggiunto Scaroni, &#8220;è appena iniziato. Abbiamo ricevuto le richieste del Governo kazako venerdì e dobbiamo esaminarle all&#8217;interno del consorzio&#8221;.</p>
<p>E&#8217; vero che la legge mineraria approvata di recente dal parlamento kazako permetterà di rompere i contratti con le compgnie straniere in caso di &#8220;minaccia alla sicurezza nazionale&#8221;. Ma Scaroni per il momento ostenta ottimismo: &#8220;Non credo che questa legge sia stata approvata, è ancora nel pipeline. E&#8217; una legge scarsamente utile e rischia di non essere un elemento positivo&#8221;. &#8220;Non è ancora in Gazzetta Ufficiale, come diremmo in Italia - ha detto - quando verrà approvata la rispetteremo&#8221;.<br />


<br />
La visita di Prodi ha creato però un clima &#8220;positivo&#8221; intorno al negoziato, anche se, dice Scaroni, la trattativa deve essere condotta &#8220;commercialmente e dal consorzio&#8221; senza troppe interferenze politiche. &#8220;Questi negoziati - ha aggiunto - sono un affare commerciale e un affare del consorzio. Non c&#8217;è in mezzo nè la politica nè l&#8217;Eni&#8221;.</p>
<p>Tanto, suggerisce l&#8217;ad del cane a sei zampe, c&#8217;è tempo: il 22 ottobre &#8220;non è una scadenza rigida&#8221;. Una deadline &#8220;ragionevole&#8221; a cui fare riferimento potrebbe essere perciò quella di &#8220;fine anno&#8221;. &#8220;Un lavoro da 19 miliardi di dollari - ha aggiunto - si fa solo se si va d&#8217;accordo. Serve dunque un&#8217;intesa di fondo&#8221;. </p>
<p>Ma l&#8217;ad del cane a sei zampe deve anche guardarsi le spalle. Il consorzio è ampio: ne fanno parte Eni (18,52%), ExxonMobil (18,52%), Shell (18,52), ConocoPhillips (9,26%), Inpex (8,33%) e KazMunayGas (8,33%) e qualcuno dei membri potrebbe approfittarne per scalzare gli italiani dalla guida del progetto. Per ora Scaroni getta acqua sul fuoco: &#8220;C&#8217;è un clima unitario - ha detto - c&#8217;è la volontà comune di trovare una soluzione. Poi siamo società in competizione in giro per il mondo&#8221;.</p>
<p>Sulla richiesta di aumentare la quota all&#8217;interno del consorzio da parte della società petrolifera kazaka, la Kazmunaigas, Scaroni ha risposto che si tratta di &#8220;una richiesta presentata&#8221;, ma che sarà il consorzio a decidere in merito. Un&#8217;ipotesi del genere, ha aggiunto, si potrebbe realizzare &#8220;solo all&#8217;interno di un riassetto complessivo del consorzio stesso&#8221;. Rimane però il fatto che questa potrebbe essere &#8220;una delle soluzioni&#8221; del negoziato.</p>
<p>Le incertezze legate al progetto hanno spinto gli investitori alla cautela e il titolo ha chiuso sostanzialmente in parità, lasciando sul terreno appena un decimo di punto percentuale, a quota 25,92 euro.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3176/eni-in-kazakhstan-tanto-ottimismo-nellaria">Eni in Kazakhstan, tanto ottimismo nell'aria</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 17:57 di lunedì 08 ottobre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Unicredit, la difficile cessione delle azioni Mediobanca</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3173/unicredit-la-difficile-cessione-delle-azioni-mediobanca</link>
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    <pubDate>Fri, 05 Oct 2007 16:03:36 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>Si annuncia complicato il collocamento del 9,39% di Mediobanca in mano a Unicredit, obbligata a cederlo per ottemperare alle disposizioni dell&amp;#8217;Antitrust che in tal modo darebbe il suo via[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/mumble.jpg" class="post" align="left" border="0" width="241" height="244" alt="" />Si annuncia complicato il collocamento del 9,39% di Mediobanca in mano a Unicredit, obbligata a cederlo per ottemperare alle disposizioni dell&#8217;Antitrust che in tal modo darebbe il suo via libera alla fusione con Capitalia.</p>
<p>L&#8217;Authority ritiene che solo gli aderenti al patto di sindacato possano ottenere ulteriori quote della banca e comunque &#8220;solo nella misura in cui non abbiano legami diretti o indiretti con Unicredit e non siano partecipati da Mediobanca o Generali&#8221;. Secondo il presidente dell&#8217;Antitrust Catricalà peraltro &#8220;l&#8217;ideale sarebbe che non vi fossero in Piazzetta Cuccia soci concorrenti della partecipata Generali Assicurazioni così da non poterla condizionare. Mentre oggi ci sono Fondiaria-Sai, Mediolanum, Groupama&#8221;.<br />


<br />
E in effetti a mostrarsi interessata ad aumentare la propria partecipazione in Piazzetta Cuccia era stata, tra le altre, anche Mediolanum. Tuttavia la società guidata da Ennio Doris, stando ad una rigida interpretazione delle disposizioni dell&#8217;Antitrust, avrebbe le mani legate: Mediobanca ha infatti in portafoglio l&#8217;1,96% di Mediolanum, che a sua volta controlla l&#8217;1,89% della merchant bank. Ma secondo alcuni pareri legali, sarebbe il 2% il limite oltre il quale una società possa considerarsi partecipata. Di conseguenza Mediolanum potrebbe acquistare titoli Mediobanca.</p>
<p>Le quote che Unicredit si appresta a cedere fanno gola anche ai gruppi Benetton e Fininvest: il primo si candida ad acquisire circa il 2% mentre il gruppo del Biscione, che già detiene l&#8217;1,06% di Mediobanca, comprato a partire dal febbraio di quest&#8217;anno, potrebbe acquistarne un ulteriore 0,9%. </p>
<p>L&#8217;operazione, visto che il patto parasociale non prevede che i soci possiedano delle quote azionarie al di fuori della quota sindacata, porterebbe fra l&#8217;altro all&#8217;allargamento della quota vincolata al patto della merchant bank dall&#8217;attuale 47,94% al 49%. Fininvest sarebbe infatti costretta ad apportare all&#8217;accordo anche la quota già in suo possesso.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3173/unicredit-la-difficile-cessione-delle-azioni-mediobanca">Unicredit, la difficile cessione delle azioni Mediobanca</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 18:03 di venerdì 05 ottobre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Eni, il disgelo in Kazakistan</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3167/eni-il-disgelo-in-kazakistan</link>
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    <pubDate>Wed, 03 Oct 2007 16:00:41 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>Il governo del Kazakhstan abbassa i toni nella contesa con l&amp;#8217;Eni sul giacimento di Kashgan. La mossa del Governo italiano di sbarcare nella ex repubblica sovietica il 7 e 8 ottobre con al[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/primavera.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="198" alt="" />Il governo del Kazakhstan abbassa i toni nella contesa con l&#8217;Eni sul giacimento di Kashgan. La mossa del Governo italiano di sbarcare nella ex repubblica sovietica il 7 e 8 ottobre con al seguito il gotha di confindustria evidentemente ha funzionato, lasciando intendere ad Astana che un atteggiamento più favorevole può fruttare parecchio altro business. Per prima cosa la scadenza del 22 ottobre, finora considerata inderogabile per raggiungere un accordo con il cane a sei zampe, sarà più elastica. &#8220;Cercheremo di risolvere tutti i problemi con trattative&#8221;, ha detto il ministro per l&#8217;energia e le risorse minerarie Sauat Minbaiev.</p>
<p>Insomma niente cause legali. Anche la richiesta di promuovere la compania petrolifera nazionale KazMunaiGas da semplice partecipante al consorzio a cooperatore con l&#8217;Eni sarà discussa all&#8217;interno di un &#8220;pacchetto complessivo&#8221;. Quello che invece per i kazaki rimane il problema numero uno è quello dei costi: &#8220;Il piano approvato nel 2005 - ha spiegato oggi Minbaiev - prevedeva un budget di 56-57 miliardi di dollari: come ha potuto la cifra, in un anno e mezzo, arrivare a 136 miliardi? I problemi erano noti da principio&#8221;. Sui tempi, invece, i kazaki sembrano iniziare a farsi una ragione dello slittamento dell&#8217;avvio della produzione. A questo punto per l&#8217;Eni sembra aprirsi uno spiraglio tra le nuvole che coprono l&#8217;impresa di Kashgan.<br />


<br />
Ma tappato un buco se ne apre un altro: quest&#8217;inverno potremmo di nuovo avere seri problemi con l&#8217;approvvigionamento di gas. Visti i recenti risultati delle elezioni in Ucraina, la Russia ha chiesto il saldo immediato dei debiti pregressi, minacciando di chiudere nuovamente i rubinetti. Eventualità che metterebbe in difficoltà anche il Belpaese.</p>
<p>Sul fronte petrolifero però oggi Eni porta a casa un importante risultato in Algeria: è stata rinnovata con Sonatrach la concessione di sviluppo e produzione dei campi del blocco 403 che comprende i giacimenti BRN, BRV e BRSW situati nell&#8217;area di Bir Rebaa, nel deserto sahariano sud-orientale. Il rinnovo consentirà a Eni di consolidare il proprio livello di riserve e di produzione in Algeria con circa 90mila barili di olio equivalente al giorno.</p>
<p>Intanto gli analisti di Hsbc hanno migliorato il giudizio sul titolo a &#8220;overweight&#8221; dal precedente &#8220;neutral&#8221;. Rivisto al rialzo anche il target price, a 30 euro da 29. Il mercato però dà più peso alle incertezze e prevalgono le vendite: il titolo arretra dello 0,8% a quota 25,67 euro.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3167/eni-il-disgelo-in-kazakistan">Eni, il disgelo in Kazakistan</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 18:00 di mercoledì 03 ottobre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>L&#039;Eurofighter è salvo</title>
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    <pubDate>Tue, 02 Oct 2007 15:49:13 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/party.jpg" class="post" align="left" border="0" width="227" height="295" alt="" />Il progetto Eurofighter è salvo. Secondo quanto riportato in Finanziaria all&#8217;art.37, che riguarda la &#8220;partecipazione a programmi europei aeronautici ad elevato contenuto tecnologico, interventi nel settore aeronautico e programmi europei navali e terrestri ad alta tecnologia&#8221;,  sono previsti complessivamente 4,049 miliardi di euro spalmati tra il 2008 e il 2012. </p>
<p>La parte del leone la fa il programma Eurofighter. Sono previsti infatti complessivamente 3,904 miliardi di euro - 318 milioni per il 2008, 468 per il 2009, 918 per il 2010, 1,1 miliardi per il 2011 e altri 1,1 miliardi per il 2012 - per &#8220;garantire un qualificato livello della presenza italiana nei programmi aeronautici di elevato contenuto tecnologico, connessi alle esigenze della difesa aerea nazionale e realizzati nel contesto dell&#8217;Unione europea&#8221;. Ma secondo il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri &#8220;i fondi complessivi stanziati per l&#8217;Efa ammontano a 5,4 miliardi di euro da qui al 2012&#8243;. Una spesa avviata con un decreto del 1998 che prevedeva uno stanziamento di circa 50 milioni di euro autorizzando, all&#8217;interno di questo limite, il ministro della Difesa a &#8220;corrispondere le quote di competenza italiana del programma Efa (European fighter aircraft)&#8221;.<br />


<br />
Altri 75 milioni vanno a coprire, per i prossimi tre anni (25 milioni per anno) gli impegni già presi dalla finanziaria dell&#8217;anno scorso &#8220;per consentire la prosecuzione del programma di sviluppo e di acquisizione delle unita&#8217; navali della classe FREMM (fregata europea multimissione) e delle relative dotazioni operative&#8221;.</p>
<p>Infine con altri 70 milioni sono garantiti &#8220;contributi quindicennali rispettivamente di 20 milioni per il 2008, di 25 milioni per il 2009 e di 25 milioni per il 2010, da erogare alle imprese nazionali&#8221; per i settori portuale, marittimo, cantieristico ed armatoriale.<br />
Insomma Finmeccanica sarebbe a questo punto a posto e sarebbero confermati anche i fondi per l&#8217;acquisizione di 14 aerei militari da addestramento M-346 realizzati da Aermacchi.</p>
<p>Per quanto riguarda il resto del ministero della Difesa, la Finanziaria confermerebbe gli investimenti in mezzi già stanziati anche per il 2007, pari a 3,06 miliardi di euro. </p>
<p>Insomma sulla florida industria degli armamenti si diradano le nubi che sembravano addensarsi qualche giorno fa. Finmeccanica oggi guadagna quasi un punto percentuale, portandosi intorno a quota 20,71 euro, spinta anche dalla notizia del nuovo ordine per Ansaldo di turbine e sistemi ausiliari per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro. Il pacchetto di forniture è contenuto in due contratti stipulati con Power Machines, produttore russo di sistemi per la generazione di energia elettrica.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3164/leurofighter-e-salvo">L'Eurofighter è salvo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 17:49 di martedì 02 ottobre 2007.</p>
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    <title>Alitalia, per Jp Morgan il meglio è sempre Toto</title>
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    <pubDate>Wed, 26 Sep 2007 16:07:53 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>&amp;#8220;Un piano di sopravvivenza&amp;#8221;: è così che il presidente di Alitalia Maurizio Prato definisce la strategia che sarà messa nero su bianco per tenere a galla la società. Il documento[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/toto.jpg" class="post" align="left" border="0" width="221" height="299" alt="" />&#8220;Un piano di sopravvivenza&#8221;: è così che il presidente di Alitalia Maurizio Prato definisce la strategia che sarà messa nero su bianco per tenere a galla la società. Il documento allo studio dei vertici della compagnia &#8220;non è di risanamento. Tenta solo di tamponare l&#8217;emorragia di perdite. Serve esclusivamente a dire al mercato che Alitalia è in grado di sopravvivere, altrimenti non viene certificato il bilancio&#8221;.</p>
<p>Il messaggio sembra molto chiaro. Basta interferenze politiche, basta con le illusioni di un recupero facile che metta insieme redditività, livelli occupazionali e salvataggio di Malpensa: &#8220;Roberto Formigoni forse non sa - ha detto ieri Prato in un&#8217;audizione alla commissione Trasporti del Senato - che per portare i passeggeri ad imbarcarsi a Malpensa la compagnia sostiene perdite tra 150 e 200 milioni l&#8217;anno&#8221;. In realtà, spiega, &#8220;il 62% dei milanesi e il 92% dei viaggiatori del nord vola utilizzando altri hub&#8221;. Non solo, ma a proposito dei collegamenti con India e Cina Prato mette in chiaro che Alitalia &#8220;non si può permettere di conservare rotte che perdono 20-30 milioni l&#8217;anno&#8221;.<br />
Uno studio di Jp Morgan in effetti gli dà ragione. Secondo gli analisti della banca d&#8217;affari &#8220;i viaggiatori business che partono da Milano preferiscono volare su vettori non italiani da Linate, a causa della convenienza, piuttosto che su Alitalia da Malpensa&#8221;. Quelli che devono raggiungere gli Usa &#8220;prendono il taxi fino a Linate, volano su hub del nord Europa e da lì sfruttano i collegamenti col nord America&#8221;. Così &#8220;le rotte intercontinentali introdotte da Alitalia su Malpensa non hanno mai catturato molto del relativamente redditizio traffico sulle lunghe rotte da e per Milano&#8221;.<br />


<br />
Lo studio di Jp Morgan continua specificando che il miglior partner per Alitalia sarebbe AirOne: la società ha &#8220;ordini di A320 che probabilmente contengono guadagni oggi ancora non realizzati. Cederli ad Alitalia a prezzi di mercato (anche in leasing) per sostituire gli MD80 potrebbe potrebbe garantire gli incassi necessari a finanziare l&#8217;acquisizione&#8221;. E&#8217; vero che l&#8217;operazione indicata dalla banca d&#8217;affari metterebbe AirOne nella condizione di vantare un credito sulla società che andrebbe a comprare. Ma è anche vero che il rinnovo della flotta potrebbe essere il principio della svolta per Alitalia. Insomma AirOne pagherebbe una parte cash e una parte in asset.</p>
<p>Per quanto riguarda Air France-Klm e Lufthansa, l&#8217;analista di Jp Morgan è scettico &#8220;per la semplice ragione che adottare i tagli occupazionali da straniero rende troppo facile per sindacati, politici e opinione pubblica unirsi in un fronte contrario, e non vediamo nessuna di quelle due compagnie intenzionate a impegnarsi in questo modo, a praticamente nessun prezzo&#8221;.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3154/alitalia-per-jp-morgan-il-meglio-e-sempre-toto">Alitalia, per Jp Morgan il meglio è sempre Toto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 18:07 di mercoledì 26 settembre 2007.</p>
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  </item>

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    <title>Terna, nuova acquisizione in Brasile</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3137/terna-nuova-acquisizione-in-brasile</link>
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    <pubDate>Tue, 18 Sep 2007 14:28:51 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>Riceviamo da Gentle Shark e volentieri pubblichiamo:
Terna consolida ulteriormente la propria presenza in Brasile attraverso un&amp;#8217;importante operazione. Terna Participacoes, holding brasiliana[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tralicci_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="269" height="177" alt="" />Riceviamo da Gentle Shark e volentieri pubblichiamo:</p>
<p>Terna consolida ulteriormente la propria presenza in Brasile attraverso un&#8217;importante operazione. Terna Participacoes, holding brasiliana del gruppo quotata alla Borsa di San Paolo, ha firmato, tramite una società controllata ed insieme a Topaz Group Sarl ed Earth Tech Brasil Ltda, entrambe controllate da Tyco International Ltd, l&#8217;accordo per l&#8217;acquisto dell&#8217;intero capitale sociale di Empresa de Transmissao de Energia do Oeste Ltda (Eteo).</p>
<p>L&#8217;operazione, il cui corrispettivo è pari a circa 216,8 milioni di euro in termini di Enterprise value, verrà finanziata attraverso la liquidità disponibile di Terna Part e con il ricorso ad ulteriore debito finanziario da parte di Terna Part o di una delle sue controllate.<br />


<br />
Si tratta di un importante tassello del mosaico delle attività di Terna Part che, dopo aver ufficializzato il mese scorso l&#8217;acquisizione delle società concessionarie di linee di trasmissione Gtesa e Patesa, proprietarie di 186 km di linee a 230 Kv per circa 34,9 milioni di euro, continua ad ampliare l&#8217;estensione delle linee gestite. Eteo è infatti titolare di una concessione trentennale su 502 km di linee di trasmissione a 440 Kv nello Stato di San Paolo. Nel 2006 inoltre la società ha realizzato ricavi per circa 35 milioni di euro con un utile netto di circa 17,7 milioni. L&#8217;operazione, il cui closing è previsto entro il 2007, dovrà comunque ottenere il via libera dall&#8217;Autorità di regolazione locale Aneel (Agencia Nacional de Energia Eletrica).</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3137/terna-nuova-acquisizione-in-brasile">Terna, nuova acquisizione in Brasile</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 16:28 di martedì 18 settembre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Aem-Asm scuote il settore delle multiutility</title>
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    <pubDate>Fri, 14 Sep 2007 16:29:22 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>Utilities in continuo fermento a Piazza Affari. &amp;#8220;La fusione fra Brescia e Milano ha scosso il settore&amp;#8221; ha rilevato Renzo Capra, presidente di Asm Brescia. La fusione con Aem[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/earthquakenorthridge2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="189" alt="" /> Utilities in continuo fermento a Piazza Affari. &#8220;La fusione fra Brescia e Milano ha scosso il settore&#8221; ha rilevato Renzo Capra, presidente di Asm Brescia. La fusione con Aem &#8220;darà vita ad una grande società mista con risultati in crescita, circa 90 milioni di euro all&#8217;anno in più&#8221; ha precisato Capra, il quale ha ricordato che Asm sta &#8220;trattando con Enel per lo scorporo di asset del 20% di Endesa Italia&#8221; in suo possesso. &#8220;Stiamo negoziando per una quota del 26-27% di Endesa Italia, pari a 1600-1700 megawatt&#8221;. L&#8217;operazione è relativa agli accordi nell&#8217;ambito dell&#8217;Opa di Enel-Acciona su Endesa secondo i quali Endesa Italia verrà smembrata e la partecipazione del 20% di Asm Brescia venga tramutata in asset.</p>
<p>Ma il neonato colosso se la dovrà vedere con le altre società del settore che non stanno d certo a guardare. Qualora infatti andasse in porto il piano elaborato da Unicredit che prevede la creazione di un una megaazienda attraverso la fusione di Hera con la romana Acea e con la piemonteseligure Iride, nascerebbe un big player con una capitalizzazione di 8,4 miliardi contro gli 8,1 di Aem-Asm ed un margine lordo di 1,2 miliardi rispetto al miliardo dell&#8217;asse tra Milano e Brescia. Si tratterebbe inoltre della più grande società italiana nel gas e nei rifiuti, peraltro leader europeo nell’acqua. Il matrimonio a tre tuttavia non sorride al sindaco di Torino, il quale ha ammonito che &#8220;solo dopo la fusione con Hera&#8221; si potrà trattare con altri. &#8220;È già arduo unire due aziende, figuriamoci tre&#8221; ha sottolineato Chiamparino.<br />
 

<br />
Anche la piccola Enia cerca di difendersi. La multiutility di Parma, Reggio Emilia e Piacenza non ha presentato risultati brillanti: il primo semestre dell&#8217;anno si è concluso con ricavi consolidati pari a 590,6 milioni di euro, in calo del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2006. Anche l&#8217;utile netto ha evidenziato una contrazione, scendendo a 19,6 milioni dai 24 milioni dell&#8217;analogo periodo dello scorso anno, il che porta il margine sui ricavi dal 3,7% al 3,3%. Tuttavia la società ha annunciato un importante accordo di fornitura: CEA Centrex Energy &#038; Gas AG, con la partecipazione delle società del Gruppo Gazprom e appunto Enia, ha concluso un accordo che prevede la compravendita di circa 700 milioni/m3 di gas naturale dalla Russia per il periodo che va dal primo ottobre 2007<br />
al 30 settembre 2008. L&#8217;operazione è volta a sviluppare attività di piu&#8217; ampio respiro e a più lungo termine con il Gruppo Gazprom sul mercato energetico italiano, stando alle parole del management.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3129/aem-asm-scuote-il-settore-delle-multiutility">Aem-Asm scuote il settore delle multiutility</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 18:29 di venerdì 14 settembre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Alitalia ancora in mezzo al guado</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3119/alitalia-ancora-in-mezzo-al-guado</link>
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    <pubDate>Tue, 11 Sep 2007 15:56:46 GMT</pubDate>
    <dc:creator>riva</dc:creator>
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    <description>Nuova giornata di polemiche inconcludenti su Alitalia. Il titolo, fiacco, perde un terzo di punto percentuale, attestandosi appena al di sopra di 0,8 euro in un giornata gli indici invece avanzano[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/canoa.jpg" class="post" align="left" border="0" width="175" height="250" alt="" />Nuova giornata di polemiche inconcludenti su Alitalia. Il titolo, fiacco, perde un terzo di punto percentuale, attestandosi appena al di sopra di 0,8 euro in un giornata gli indici invece avanzano significativamente.</p>
<p>Secondo uno studio di Ambrosetti e The European House l&#8217;abbandono di molti voli su Malpensa costerà alla compagnia mancati ricavi per una cifra compresa tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro, con un perdita di 7 milioni di passeggeri. Solo un terzo di coloro che ora si imbarcano su voli continentali dallo scalo lombardo intenderebbe infatti passare da Fiumicino.</p>
<p>Per quanto riguarda la flotta, si fa avanti ItAli Airlines: il presidente Giuseppe Spadaccini si dice interessato agli Atr dismessi dalla compagnia di bandiera e non esclude un accordo con AirOne: &#8220;Il mercato aereo in Italia è molto frammentato e in futuro sarà necessario stringere delle alleanze. Le sinergie sarebbero molteplici, e non solo perché gravitiamo entrambi nella zona tra Chieti e Pescara&#8221;.<br />


<br />
Sul piano politico oggi è stato il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani a rilanciare la necessità di tagli: &#8220;Quando una compagnia e&#8217; sull&#8217;orlo del fallimento, l&#8217;imperativo è quello di ridurre i costi&#8221;. D&#8217;altra parte, ha aggiunto, &#8220;lo sviluppo di Malpensa non puo&#8217; essere affidato a una società che rischia il fallimento, ma deve essere legato alla riorganizzazione del sistema aeroportuale&#8221;.</p>
<p>Di parere opposto naturalmente i sindacati. Per Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, di esuberi si potrà discutere solo &#8220;dopo il piano di rilancio&#8221;. Secondo Angeletti &#8220;la discussione sugli esuberi è inutile se non inquadrata in un piano strategico, il che significa un nuovo proprietario. Il piano strategico dell’Alitalia lo deve fare il nuovo proprietario. Non è che questi che amministrano ci dicono che fanno un piano e fra due mesi vendono, il nuovo proprietario che fa? Ricominciamo da capo? Quindi che l’amministratore si cimenti a vendere l’Alitalia a qualcuno che abbia un piano industriale - aggiunge il segretario della Uil - cioè che metta soldi e compri nuovi aerei aprendo e non chiudendo nuove rotte, poi si discute di esuberi, di efficienza, di produttività ma nell&#8217;ambito di un piano di rilancio che ovviamente non può che essere fatto dal nuovo proprietario, se ci sarà. Se invece hanno deciso di fare altrimenti, di non vendere più, lo dicano&#8221;.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3119/alitalia-ancora-in-mezzo-al-guado">Alitalia ancora in mezzo al guado</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 17:56 di martedì 11 settembre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Telecom, i soci si scaldano sulla presidenza</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3095/telecom-i-soci-si-scaldano-sulla-presidenza</link>
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    <pubDate>Thu, 23 Aug 2007 14:57:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>riva</dc:creator>
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    <description>Primi accenni di tensione tra i soci di Telco, la newco che acquisirà la quota di controllo di Telecom Italia da Pirelli&amp;#038;C. Ancor prima che sia reso noto l&amp;#8217;esito[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tafferugli.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="230" alt="" />Primi accenni di tensione tra i soci di Telco, la newco che acquisirà la quota di controllo di Telecom Italia da Pirelli&#038;C. Ancor prima che sia reso noto l&#8217;esito dell&#8217;istruttoria dell&#8217;Anatel, l&#8217;autorità brasiliana sulle telecomunicazioni, che mercoledì prossimo, il 29 agosto, dovrebbe rendere noto il verdetto in merito all&#8217;operazione, Telefonica, Mediobanca, Generali, Intesa San Paolo e Benetton non hanno trovato un accordo sul nome del nuovo presidente dell&#8217;ex monopolista pubblico della telefonia tricolore. </p>
<p>Martedì scorso si è infatti tenuto un vertice tra i soci nella sede di Mediobanca, e Renato Pagliaro, presidente del consiglio di gestione di Piazzetta Cuccia, avrebbe proposto il nome dell&#8217;attuale vicepresidente esecutivo di Telecom Italia, Carlo Buora, senza incontrare il favore di Intesa San Paolo, che vorrebbe un segno di discontinuità con la precedente gestione. La banca guidata da Corrado Passera non ha però indicato un&#8217;alternativa, e l&#8217;incontro si è dovuto concludere senza possibilità di parlare dei candidati all&#8217;altro ruolo chiave, ovvero quello di amministratore delegato. Non sembrano comunque esserci segnali di crisi all&#8217;interno di Telco.<br />


<br />
Come accennato in precedenza manca ancora l&#8217;autorizzazione di Anatel, quindi l&#8217;incontro dei giorni scorsi ha semplicemente segnato il via a trattative che potrebbero anche essere lunghe. Indicativo in tal senso il fatto che Intesa San Paolo si sia manifestata fredda nei confronti della proposta di Mediobanca, ma senza proporre un suo candidato: probabilmente c&#8217;è l&#8217;intenzione di non scoprire le proprie carte, e di non &#8220;bruciare&#8221; i nomi più interessanti ancor prima di entrare nel vivo della partita.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3095/telecom-i-soci-si-scaldano-sulla-presidenza">Telecom, i soci si scaldano sulla presidenza</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">finanzablog</a> alle 16:57 di giovedì 23 agosto 2007.</p>
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