
Il settore tecnologico si dimostra ancora una volta redditizio e pericoloso insieme. Quando lo scorso 30 marzo Google è entrata nella classifica dei dieci titoli più capitalizzati d’America superando la General Electric in molti hanno affermato che quel sorpasso simbolico della tecnologia che lasciava indietro l’industria tradizionale poteva già rappresentare una nuova epoca sempre più vicina. Altri ricordavano invece la bolla della new economy.
Proprio Google (con un p/e intorno ai 20 è una delle società più care del Nasdaq in termini di multipli) era data per pronta alla conquista del portale di microblogging Twitter. Il fidanzamento non ufficiale, però, si è rotto presto. A Wall Street si è però sentito anche un altro litigio tecnologico: quello tra Sun Microsystem e Ibm che ha abbassato gradualmente la propria offerta da 9,55 a 9,40 dollari per ogni azione della casa del Java. A quel punto la Sun ha giudicato troppo bassa quest’offerta da 7 miliardi di dollari e ha chiuso le trattative con un “No, grazie”.
Il fallimento delle due nozze più gettonate del Nasdaq ha portato sui listini un cattivo sentiment togliendo improvvisamente appeal speculativo a questo comparto. In generale, però, il settore dell’hi tech, si tratti di hardware o di software, mostra diverse occasioni di investimento anche fra le società italiane, sebbene il comparto nel Bel Paese sia molto meno evoluto, ovviamente, che negli States.
In forte rialzo venerdi’ STMicroelectronics
In forte rialzo venerdi’ STMicroelectronics dopo un report di UBS. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 4.8 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 7,425,278 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 71 % circa. L’ufficio studi della banca elvetica ha incrementato il rating del titolo a neutral da sell, e portato il prezzo obiettivo da 3,70 a 4,40 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.968 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.500 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.096 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.
Rialzo del 4,% venerdi’ per Telecom Italia
Rialzo del 4,% venerdi’ per Telecom Italia. Secondo indiscrezioni di stampa il piano del consulente del governo, Francesco Caio, prevederebbe lo scorporo della rete fissa. Sembra inoltre che anche tra gli azionisti di riferimento della societa’, eccezion fatta per Telefonica, stia crescendo il consenso nei confronti di questa soluzione. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.052 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.067 ed un minimo a 1.022 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.240 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.079 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.979 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Balzo in avanti venerdi’ per Eni
Balzo in avanti venerdi’ per Eni (la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 2.4 %) dopo la pubblicazione dei dati preconsuntivi relativi all’esercizio 2008. L’utile netto adjusted e’ salito del 7,7% a/a a 10,2 miliardi di euro. Il dividendo e’ stato confermato a 1,30 euro per azione, di cui 0,65 gia’ distribuiti a titolo di acconto. Il cda ha deciso inoltre la vendita del 100% di Stogit e Italgas alla controllata Snam Rete Gas per oltre 4,7 miliardi di euro. Quest’ultima finanziera’ l’acquisizione mediante un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro e ricorso al debito per circa 1,3 miliardi. La chiusura di seduta è stata registrata a 17.230 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 17.370 ed un minimo a 17.040 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 19.105 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 17.438 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 16.422 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Rialzo del 5,6% ieri per Brembo
Rialzo del 5,6% ieri per Brembo. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.970 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.970 ed un minimo a 3.690 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 94,339 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 90835. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.383 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.076 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.696 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Prezzi in rialzo del 4,7% ieri per Fondiaria Sai
Prezzi in rialzo del 4,7% ieri per Fondiaria Sai. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 453,409 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 431880. La chiusura di seduta è stata registrata a 13.510 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 13.510 ed un minimo a 12.410 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 15.040 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 13.880 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 12.447 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Chiusura di seduta al rialzo ieri per Stm
Chiusura di seduta al rialzo ieri per Stm. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.270 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.335 ed un minimo a 4.125 euro. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 0.6 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 3,619,369 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 7 % circa. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzioni al rialzo intrapresa ieri. La rottura di area 4,35 potrebbe aprire la strada al test di area 4,50. Solo discese sotto 4,10 primo supporto a 4,03, poi discese verso 3,70/72 euro. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.
3,3% di rialzo ieri per Banco Popolare
3,3% di rialzo ieri per Banco Popolare. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 6,807,988 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 13 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.245 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.420 ed un minimo a 4.000 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzione al rialzo vista ieri. La rottura di 4,40 potrebbe portare al test di area 5,10. Supporto critico a 4 euro, sotto il quale i prezzi potrebbero scendere fino a 3,80. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.
Rialzo del 5,9% ieri per Saipem
Rialzo del 5,9% ieri per Saipem favorito dal recupero del prezzo del greggio che al Nymex ha toccato quota 50 dollari/barile dopo aver sfiorato i 43 venerdi’ scorso (la chiusura sul mercato americano ha poi registrato un calo con i prezzi tornati in area 43 dollari). La chiusura di seduta è stata registrata a 12.700 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 12.850 ed un minimo a 12.310 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 15.755 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 13.005 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.612 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.
Saldo positivo in avvio di ottava per Erg
Saldo positivo in avvio di ottava per Erg: la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 2.8 %. Il titolo, forte della alleanza con Lukoil, prima compagnia petrolifera privata russa (recentemente si e’ perfezionato il conferimento da parte di ERG Raffinerie Mediterranee Spa di tutti gli assets della Raffineria ISAB nella società ISAB Srl ed è stato effettuato il trasferimento a LUKOIL della quota corrispondente al 49% del capitale di quest’ultima. A seguito del passaggio di proprietà della quota, LUKOIL ha versato l’importo di 600 milioni di Euro, a titolo di prima rata di pagamento del prezzo concordato), ha trovato un forte supporto in area 9,60 e sembra intenzionato a sfruttarlo per mettere a segno un rimbalzo. Segnali positivi verrebbero oltre 10,80, introduttivi al test dei massimi di novembre a 12,05 euro. Rischio di flessioni al di sotto di 9,50/60, target a 8,40 euro. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Balzo in avanti ieri per Stm
Balzo in avanti ieri per Stm che ha tratto vantaggio dalla pubblicazione del rapporto Gartner sul settore dei semiconduttori. In base al report la societa’ italofrancese nel 2008 dovrebbe guadagnare una posizione rispetto al 2007 nella graduatoria mondiale dei ricavi delle aziende del comparto, scavalcando Infineon e portandosi a un passo da Texas Instruments. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.920 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 5.005 ed un minimo a 4.840 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 5.542 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 5.030 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.715 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

La conferma degli obiettivi previsti per il 2008, il nuovo accordo per lo sviluppo con Ericsson delle tecnologie wireless e la promessa che il Stmicroelectronics quest’anno farà meglio del mercato non hanno scongiurato le vendite sul titolo. La chiusura dello stabilimento cinese della Hynix Semiconductor, società di cui Numonyx (joint venture fra Stm e Intel per la produzione delle memorie flash), sembra avere pesato sui prezzi di Stm in Borsa.
Il management conferma comunque gli obiettivi che si è prefissata per il secondo trimestre: i ricavi dovrebbero crescere, rispetto alla prima parte dell’anno, del 5-7 per cento. L’ebitda margin dovrebbe raggiungere a fine giugno il 37% circa del giro d’affari. La debolezza del dollaro rischia di influire pesantemente sulla redditività del gruppo, anche perché attualmente Stm produce in euro e vende in dollari.
Oggi la società, in contemporanea a un roadshow londinese in cui sono state illustrate le strategie del management guidato da Carlo Bozotti, ha anche annunciato l’approfondimento degli accordi con la svedese Ericsson. Dopo il successo della partnership che ha portato a sviluppare e produrre i processori digitali 3G e 3.5G, adesso i due gruppi vogliono fare di più e allargare la collaborazione ai processori analogici che operano su piattaforme Ericsson, garantendo alte performance e un minore consumo di energia.
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Et Voilà, da ieri il peso di Italia e Francia in Stm è paritetico. Con il comunicato datato 27 febbraio, Finmeccanica informa di aver ceduto ad Ft1C1, società posseduta dalla francese Areva, il 2,85% del capitale di Stm.
Operazione avvenuta al prezzo di 10 euro per azione, con un premio del 17% sugli attuali corsi del titolo e che comunque potrà essere rivista al rialzo, fino a 14 euro per azione, sulla base dell’andamento del titolo in borsa nei prossimi 12 mesi.
In questo modo Italia e Francia avranno entrambe poco meno del 14% del capitale di Stm.L’incasso per Finmeccanica è stato di 260 mln di euro, denaro che la società guidata da Pier Francesco Guarguaglini potrebbe utilizzare per acquisizioni all’estero, magari proprio sfruttando il rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro.

Apre malissimo la sua giornata di contrattazione Stm perdendo oltre il 2,3% nella prima seduta dopo i conti del quarto trimestre del 2006. Il fatturato si è rivelato leggermente inferiore alle attese che stimavano una crescita nell’ultimo quarto dell’anno vicina ai 2,57 miliardi di dollari, mentre il dato finale si è bloccato a 2,48 miliardi, pur segnando un incremento del 3,9%.
Ancor di più pesa il fatto che le aspettive per il trimestre in corso sono ancora minori e, secondo il management i ricavi potrebbero mostrare una variazione nella forbice fra il +3% e il -11%. “La correzione al ribasso del mercato”, ha dichiarato Carlo Bozotti, presidente e amministratore delegato della società franco italiana (ma con sede a Ginevra), e l’impatto dei risultati negativi del settore wireless (dovuti allo scivolamento del mix prodotto verso la parte bassa del conto economico) hanno condizionato in particolar modo le aspettative sul breve periodo. Probabilmente i costi in crescita nel segmento ricerca e sviluppo derivanti dalla uscita dal consorzio francese di Crolles dell’ex socio Nxp Semiconductors potrebbe avere un impatto economico sul breve periodo.
Il conto economico più giù scorre liscio con un utile netto stimato in 190 milioni di dollari pari al 14% in più del dato di dicembre 2005 che invece ha raggiunto i 276 milioni: sul totale dell’anno la bottom line dell’esercizio 2006 segna 786 milioni di dollari, praticamente il triplo dei 266 di fine 2005.
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Stmicroelectronics guida la classifica dei rialzi oggi a piazza Affari con un +2%. L’ultima novità industriale riguarda l’uscita della Nxp Semiconductor dalla Crolles 2 Alliance, un’alleanza strategica per lo sviluppo di nuovi progetti che univa Stm, Nxp, Freescale. La Stmicroelectronics ha ribadito oggi il suo forte interessamento ai progetti in atto nei laboratori di Crolles e in particolare a quelli già avviati che riguardano Cmos a 45 e 32 nanometri.
La novità non è piaciuta agli esperti della Dresdner Bank che rimangono negativi sulle prospettive di breve dell’orfana alleanza: gli investimenti in ricerca e sviluppo di Stm aumenteranno almeno fino a che non sarà trovato un altro alleato. Risultato? La riconferma del precedente giudizio “reduce”. Qualche giorno fa Lehman Brothers la pensava diversamente alzando il suo target price da 12 a 16 euro per azione grazie al sospirato piano di deconsolidamento finanziario del settore delle memorie flash che la società ha avviato. Intanto un quotidiano israeliano ha appena messo in circolo le voci su una alleanza per le memorie Nor con Nokia, ma la notizia non è stata confermata. L’ultima novità riguarda invece i rialzi di oggi che, secondo alcuni analisti riporterebbero proprio al rialzo del rating sulla stessa Nokia da neutral a buy da parte di Goldman Sachs. Gli effetti dell’upgrade si sarebbero sentiti persino a Ginevra, la città dove ha sede il colosso dei semiconduttori Stmicroelectronics.

Stm in ribasso questa mattina travolta dalle cattive notizie di due dei principali produttori di telefoni cellulari. Motorola e Nokia. La prima ha rivisto al ribasso le stime di vendita per il quarto trimestre 2006: le attuali previsioni parlano di un fatturato compreso tra 11,6 e 11,8 miliardi di dollari, contro la precedente valutazione sempre interna a Motorola, di 11,8-12,1 miliardi.
Gli analisti, secondo Reuters Estimates, si attendevano per la società ricavi per 11,99 miliardi e 38 centesimi di dollaro per azione, che invece saranno compresi tra 13 e 16 centesimi. I risultati definitivi di Motorola saranno resi noti comunque il 19 gennaio.
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Infineon perde in borsa dopo la trimestrale. Il secondo produttore europeo di semiconduttori ha archiviato un quarto trimestre e un anno con un rosso da 268 milioni di euro (dati sull’intero esercizio) al fondo del conto economico, ma la perdita d’esercizio nel 2005 era stata di 312 milioni quindi si può dire che le cose vanno meno peggio.
In realtà sembra che il mercato si attendesse un ritorno all’utile, ma procediamo con ordine. I ricavi della società tedesca nel quarto trimestre dell’anno hanno toccato quota 7,93 miliardi di euro, con un incremento su base annua del 17%, senza considerare lo scorporo del ramo memorie che ha generato Qimonda.
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