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  <title>Finanzablog.it</title>
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  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 16:39:51 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Settore industriale favorito dal contesto macro. Pirelli e Stm sotto la lente</title>
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    <pubDate>Thu, 02 Dec 2010 16:10:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <description>Le incertezze sul caso Irlanda ed i timori che la crisi si possa allargare ad altri paesi dell&amp;#8217;Unione Europea fino addirittura a comprometterne l&amp;#8217;integrità contrastano con i dati[...]</description>
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    </p>
<p>Le incertezze sul caso Irlanda ed i timori che la crisi si possa allargare ad altri paesi dell&#8217;Unione Europea fino addirittura a comprometterne l&#8217;integrità contrastano con i dati provenienti dall&#8217;economia reale: in Germania ad esempio l&#8217;indice Ifo che misura la fiducia delle imprese è balzato a novembre a 109,3 punti sorprendendo i mercati che si attendenvano una flessione dopo il dato di ottobre a 107,7 e raggiungendo invece il valore massimo dai tempi della riunificazione. Questo significa che le aziende tedesche, il dato si riferisce ai settori del commercio e dell&#8217;industria, hanno una visione positiva della situazione corrente e del futuro fino a sei mesi e credono nella forza della ripresa. Bene in particolare il comparto manifatturiero, soddisfatto dell&#8217;andamento di ottobre e ottimista per le prossime evoluzioni. Il miglioramento del clima economico, nonostante le difficoltà del settore finanziario, potrebbe favorire anche alcuni titoli industriali domestici che appaiono attualmente già bene impostati da un punto di vista grafico come Pirelli &#038; C e Stm.</p>


<p>
Il confronto tra il grafico del titolo della Bicocca e l&#8217;indice Ftse Mib è istruttivo: la similitudine di andamento tra le due curve è stata evidente dai massimi del 2007 a quelli dell&#8217;ottobre 2008, nell&#8217;ultimo anno circa si è verificato invece un netto allontanamento che è risultato in un differenziale di performance sui primi 10 mesi dell&#8217;anno superiore al 40%. Il Ftse Mib è sceso al di sotto della linea tracciata dai minimi di marzo 2009 e passante per quelli del luglio già a novembre dello stesso anno, nel caso di Pirelli invece quella linea rappresenta ancora la base del canale rialzista che contiene l&#8217;andamento del titolo da un anno e mezzo circa. Considerazioni analoghe possono essere avanzate nei confronti della media mobile a 200 giorni, approssimazione del trend di medio lungo termine di ogni strumento, ormai da molti mesi resistenza per l&#8217;indice (attualmente transita in area 21000) ed invece sfruttata come supporto in più di una occasione dal titolo ed ora molto lontana dai prezzi, passante in area 5 euro, quasi coincidente con la base del citato canale. Se il rialzo di Pirelli riuscirà a lasciarsi alle spalle anche la resistenza offerta a 6,70 dalla linea tracciata dai massimi di febbraio 2005 diverrà probabile l&#8217;estensione della fase crescente fino in area 8 euro almeno. In caso di mancata rottura di 6,70 non si possono escludere flessioni, tuttavia appare al momento improbabile una vera e propria inversione di trend, che rimarrebbe saldamente al rialzo a meno di discese sotto i 5 euro. Movimenti al di sotto di 5,60 potrebbero comunque riportare i prezzi in area 5 suggerendo un temporaneo alleggerimento delle posizioni in attesa di nuovi segnali di forza sui quali rientrare. </p>
<p>Il grafico di Stm è forse meno dichiaratamente rialzista rispetto a quello di Pirelli ma mantiene in ogni caso un netto vantaggio in termini di comportamento rispetto al quello dell&#8217;indice Ftse Mib. Stm ha infatti messo a segno un deciso rimbalzo dopo aver avvicinato in area 5,15 i minimi del novembre 2009, l&#8217;indice si trova invece al di sotto di quel riferimento grafico (area 21400). La reazione disegnata da Stm dal supporto dei 5,15 euro ha permesso al titolo di lasciarsi alle spalle sia la linea ribassista tracciata dal massimo di aprile sia la media mobile a 100 giorni, saltata con un gap al rialzo il 27 ottobre. Le oscillazioni disegnate dai minimi di marzo 2008 lasciano intravedere l&#8217;ipotesi che quello in formazione da allora sia un ampio testa spalle rialzista, figura delimitata dalla linea tracciata dal top di settembre 2008 e passante per quello dell&#8217;aprile 2010, attualmente in transito a 7,50 euro. In caso di superamento della resistenza a 7,50 l&#8217;ipotesi di un quadro di lungo termine rialzista prenderebbe forma, con i prezzi diretti in area 9,50 euro almeno (prima resistenza a 8,15, poi a 8,80). Indizi in favore di un test di 7,50 verrebbero oltre i 7 euro. La violazione di area 5,95, base del gap del 27 ottobre, potrebbe invece negare le aspettative di ripresa e ricondurre le quotazioni verso il supporto critico dei 5,15 euro.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4590/settore-industriale-favorito-dal-contesto-macro-pirelli-e-stm-sotto-la-lente">Settore industriale favorito dal contesto macro. Pirelli e Stm sotto la lente</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:10 di giovedì 02 dicembre 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Risultati incoraggianti per Stm, ma non mancano le sfide</title>
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    <pubDate>Wed, 27 Oct 2010 16:50:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/stmicroelectronics_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="248" height="211" alt="stmicroelectronics mercato finanza andamento chip mercato" /></p>
<p>Il gruppo Stmicroelectronics ha stupito il mercato con risultati in crescita che hanno battuto le attese, intimidite anche dalle recenti stime di Texas Instruments per la fine dell’anno (il concorrente americano aveva ridimensionato le sue previsioni).</p>
<p>I ricavi di Stm sono saliti dell’8,9% sullo scorso trimestre e del 27% sul terzo trimestre del 2009: in valore assoluto significa un giro d’affari di 2,63 miliardi di dollari. L’utile netto ha raggiunto i 198 milioni di dollari a fronte di un rosso da oltre duecento milioni di un anno fa.</p>
<p>Fra i due estremi del conto economico si inserisce però un business in forte evoluzione con i ricavi che si arricchiscono delle buone performance dei prodotti dedicati alle auto, ai computer, all’elettronica da consumo, mentre scende gradualmente il peso del comparto Telecom che nel settembre del 2009 copriva il 41% del fatturato e ora ha soltanto una quota del 31% del giro d’affari (oltre a essere l’unica business unit in rosso nel periodo). Nel comparto tlc procede però bene l&#8217;alleanza con Ericsson, anche se ancora gli investimenti dei soci non sono stati ripagati e le perdite operative del comparto wireless sono di 94 milioni di dollari.</p>
<p>Per tornare alle stime va rimarcato il miglioramento delle attese per la fine dell’anno annunciato dal presidente e amministratore delegato della società Carlo Bozotti (in foto) che ha detto di attendersi una crescita sequenziale dei ricavi nel trimestre in corso compresa tra il 2 il 7% e ha anche ipotizzato una crescita del margine dell’utile lordo sul fatturato nella forchetta tra il 38,5%-40,5 per cento. </p>
<p>Va però anche evidenziato che fra i costi tagliati ci sono quelli per ricerca e sviluppo che sono passati da 595 a 558 milioni di dollari (dato trimestrale). Al netto della cessione di Numonix nel secondo trimestre del 2010 e dei costi di ristrutturazione l’utile netto del terzo trimestre si è attestato a 211 milioni di dollari al netto dei 159 milioni del secondo trimestre di quest’anno. </p>
<p>Ancora forte la cassa che indica strumenti di liquidità per 2,78 miliardi di dollari a fronte dei 2,95 miliardi di un anno fa a fronte di un debito finanziario sul quale un forte intervento ha saputo imporre tagli per circa 780 milioni di dollari (da 2,68 a 1,90 miliardi di dollari). Complessivamente il gruppo registra dunque un miglioramento della posizione finanziaria netta (positiva) da 266 a 878 milioni di dollari nel giro di un anno. Vanno sottolineati anche i flussi di cassa operativi impetuosi che sono passati (al netto delle operazioni di M&#038;A) dai 100 milioni di dollari di un anno fa ai 228 milioni del terzo trimestre del 2010. Ancora una volta è da evidenziare però il calo delle attività di investimento che ha avvantaggiato l’andamento dei flussi di cassa ed è passato dai 300 milioni del secondo trimestre (311 nel terzo trimestre del 2009) ai 120 milioni del terzo trimestre del 2010. Di certo i nuovi progetti nel fotovoltaico e l’implementazione di prodotti (grandi attese in proposito vengono dai nuovi giroscopi del gruppo) in futuro richiederanno nuove risorse.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4552/risultati-incoraggianti-per-stm-ma-non-mancano-le-sfide">Risultati incoraggianti per Stm, ma non mancano le sfide</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:50 di mercoledì 27 ottobre 2010.</p>
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  </item>

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    <title>Stm punta sulla ripresa dei semiconduttori </title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4440/stm-punta-sulla-ripresa-dei-semiconduttori</link>
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    <pubDate>Fri, 04 Jun 2010 11:41:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Stm in denaro anche stamane a Piazza Affari dopo la presentazione di ieri al mercato delle nuove strategie del gruppo e la promozione di Ubs degli obiettivi del maggior produttore di microprocessori[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/StmCarloBozottipresidenteead.jpg" class="post" align="left" border="0" width="150" height="150" alt="stm stmicroelctronics ipad apple giroscopio elettronica mercato finanza semiconduttori andamento risultati presentazioni ericsson cambio euro dollaro esportatori costi strategie obiettivi" /></p>
<p>Stm in denaro anche stamane a Piazza Affari dopo la presentazione di ieri al mercato delle nuove strategie del gruppo e la promozione di Ubs degli obiettivi del maggior produttore di microprocessori europeo. La banca svizzera, pur mantenendo invariato il prezzo obiettivo a 6,45 euro, ha promosso da sell a neutral il titolo sottolineando i grandi vantaggi che il cambio più favorevole dell’euro con il dollaro potrà apportare ai risultati del gruppo.</p>
<p>Lo stesso Carlo Bozotti, presidente e amministratore delegato del gruppo (in foto), ieri ha sottolineato i vantaggi di un dollaro più forte per una società che fattura nella valuta statunitense pur avendo gran parte della produzione in Europa: la corsa dell’euro sarebbero infatti costata circa 600 milioni di dollari fra il 2005 e i 2009 e dunque ora Bozotti calcola che ogni flessione di un punto percentuale dell’euro possa comportare un guadagno, a conto economico, di 10 milioni di euro a trimestre. Stm spera, insomma, di riprendersi quanto ha lasciato ai mercati valutari durante gli anni passati.</p>


<p>
Gli obiettivi per l’anno sono chiari, a partire dal superamento dei 10 miliardi di euro di ricavi che dovrebbe essere raggiunto tramite il miglioramento della generale situazione dei mercati dei semiconduttori nel corso del 2010. Il fatturato globale del comparto dei semiconduttori dovrebbe infatti crescere nel 2010 del 20% e quindi anche più delle attese precedenti. In questo contesto Stm spera di fare la parte del leone concentrandosi sui vantaggi competitivi delle proprie tecnologie e sulle nuove alleanze.</p>
<p>Sarà fondamentale migliorare i risultati della nuova joint venture con Ericsson che rischia di appesantire ancora le performance generali della società e agire sulla catena dei costi che, secondo gli analisti di Ubs, nonostante i tagli del 2009, è ancora un po’ rigida. I manager della società hanno ammesso di avere contatti con un nuovo importante partner strategico che, secondo diversi osservatori, potrebbe essere la Apple con il suo nuovo iPad: se così fosse, dopo l’era dei telefonini per la Nokia, per Stm potrebbero aprirsi nuove prospettive per lo sviluppo dei prossimi anni. Nessuna conferma (o smentita) ufficiale è però giunta in merito. Di certo le sfide, dopo la profondissima crisi del 2009 che aveva portato a pesanti interventi sul magazzino, su produzione e impiego, sono ancora numerose e cogliere al massimo le opportunità del nuovo contesto globale sarà più che un’occasione una necessità. Il ritorno del gruppo a flussi di cassa positivi e l&#8217;incremento della cedola di recente varato sono sicuramente dei buoni segnali in tal senso.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4440/stm-punta-sulla-ripresa-dei-semiconduttori">Stm punta sulla ripresa dei semiconduttori </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:41 di venerdì 04 giugno 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Il &quot;fenomeno&quot; Intel scalda anche Stm, attesa per il risultati del 22 aprile</title>
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    <pubDate>Wed, 14 Apr 2010 12:35:12 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Il signore dei chip ha inviato un poderoso segnale di fiducia alla borse. I risultati oltre le attese di Intel pubblicati ieri sera hanno infatti scaldato i listini tecnologici statunitensi contagiando[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/chipstm.jpg" class="post" align="left" border="0" width="242" height="180" alt="stmicroelectronics intel microprocessori elettronica hi tech borsa finanza andamento titolo mercato " /></p>
<p>Il signore dei chip ha inviato un poderoso segnale di fiducia alla borse. I risultati oltre le attese di Intel pubblicati ieri sera hanno infatti scaldato i listini tecnologici statunitensi contagiando rapidamente quelli asiatici e, stamane, quelli europei. Il sentiment positivo si è allargato agli altri comparti alimentando quell’ondata di acquisti che oggi fa sorridere le principali piazze finanziarie europee.</p>
<p>D’altra parte Intel, che da sola fornisce circa l’80% dei microprocessori presenti nei personal computer di tutto il mondo, ha svelato utili quasi quadruplicati a 2,4 miliardi di dollari in un solo trimestre e una crescita del 44% delle vendite che porta il giro d’affari d’inizio 2010 a circa 10,3 miliardi di dollari. I risultati battono le attese del mercato e analisti di tutto il mondo hanno usato aggettivi come “straordinarie” o “fenomenali” per le performance del gruppo. Qualcuno ha sottolineato che si tratta di un trimestre da record nella storia di Intel archiviato in un periodo di incerto consolidamento del mercato al termine di una crisi drammatica. In altre parole il futuro potrebbe portare risultati ancora più lusinghieri e intanto gli investitori brindano alla solida ripresa della domanda di tecnologia. Gli analisti, attenti alla solidità delle scorte sulle quali si sono concentrate le strategie anticrisi di molte aziende, affermano che gli attuali livelli di inventario sono affidabili e confermano una domanda sostenibile da parte del mercato. A breve sono attesi i risultati di colossi come Microsoft, Google e Ibm e i dati di Intel potrebbero annunciare una primavera all’insegna dell’ottimismo.</p>
<p>Il settore tecnologico invia però segnali positivi anche su questa sponda dell’Atlantico con i positivi risultati di Asml che si occupa di sistemi di litografia per l’industria dei semiconduttori e che nel primo trimestre del 2010 è tornata a un utile da 107,3 milioni di euro contro perdite da oltre 117 milioni registrate un anno fa. L’High Tech del Vecchio Continente già scaldato dalle news a stelle e strisce e dalle performance asiatiche di Samsung, Tokyo Electron e Taiwan Semiconductor non poteva che avvantaggiarsene ancora.</p>
<p>Stamane Stmicroelectronics mostra dunque i muscoli a Milano e registra un rialzo di oltre tre punti e mezzo a 7,78 euro. Il momento positivo del titolo potrebbe portare a nuovi test delle importanti resistenze di area 8,1 euro in attesa dei risultati del prossimo 22 aprile. Durante questa settimana però i risultati dei big della tecnologia statunitense continueranno a guidare gli orientamenti del mercato anche in Europa.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4390/il-fenomento-intel-scalda-anche-stm-attesa-per-il-risultati-del-22-aprile">Il "fenomeno" Intel scalda anche Stm, attesa per il risultati del 22 aprile</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:35 di mercoledì 14 aprile 2010.</p>
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  <item>
    <title>Buone prospettive per i chip, Stm e Eems sotto analisi</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4362/buone-prospettive-per-i-chip-stm-e-eems-sotto-analisi</link>
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    <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:37:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>compratienivendi</category><category>fatti-del-giorno</category><category>educational</category><category>stm</category>
    <description>Negli Usa il comparto tecnologico sta attraversando una fase positiva: il Nasdaq Composite dai minimi di febbraio è salito del 10% circa contro il 7% circa dello S&amp;#038;P500. La maggiore reattività[...]</description>
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    </p>
<p>Negli Usa il comparto tecnologico sta attraversando una fase positiva: il Nasdaq Composite dai minimi di febbraio è salito del 10% circa contro il 7% circa dello S&#038;P500. La maggiore reattività dell&#8217;indice tecnologico rispetto a quello della &#8220;corporate America&#8221;, sia nelle fasi positive sia in quelle negative, è cosa nota ed il comportamento delle ultime settimane non deve quindi stupire. La buona propensione al rialzo del Nasdaq, che si è lasciato alle spalle anche un piccolo testa spalle rialzista superando area 1115 (figura disegnata a partire dai minimi del 29 gennaio), depone comunque in favore di una buona salute dei mercati azionari nel loro complesso, e permette di considerare come possibile un prossimo test dei massimi di gennaio.</p>


<p> Se gli indici trovassero la forza per superare questo ostacolo la fase di ripiegamento vista nelle ultime settimane si potrebbe dire archiviata in favore della ripresa del trend rialzista. Anticipare questi segnali da un punto di vista operativo sarebbe rischioso, non solo i grafici tuttavia lasciano intravedere una evoluzione positiva. Recentemente gli analisti di Ubs hanno alzato infatti le stime sull&#8217;andamento del settore dei semiconduttori a livello globale. La previsione è di una crescita per l&#8217;anno in corso del 18%, un notevole miglioramento rispetto alla stima precedente che prospettava una crescita del 12%. Una parziale conferma a questa visione viene dalla decisione di SanDisk, il primo produttore al mondo di memorie flash, di alzare le proprie previsioni di ricavi nel primo trimestre. L&#8217;indice Sox dei semiconduttori conferma le impressioni che si ricavano dallo studio del grafico del Nasdaq: i prezzi sono rimbalzati con forza dopo aver disegnato in area 310 un doppio minimo, supportato dalla linea di tendenza tracciata dai minimi di marzo 2009. La reazione sembra in grado di avvicinare la resistenza offerta dal top di inizio anno a 370. In caso di superamento di questo ostacolo il trend rialzista visto dai minimi di fine 2008 si potrebbe dire ripreso, primo target in area 400 dove si colloca un&#8217;altra resistenza critica (il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco del luglio 2007). </p>
<p>Tra i titoli del comparto tecnologico domestico che potrebbero beneficiare di questa evoluzioni vi sono Stm e Eems. </p>
<p>Stm, il primo produttore di chip in Europa, si è lasciato alle spalle grazie al rialzo del 2 marzo la forte resistenza offerta a 6,58 dal picco del 6 gennaio. Il titolo dimostra quindi una notevole forza relativa rispetto all&#8217;indice Ftse Mib del quale fa parte: a differenza di quest ultimo infatti Stm vanta un saldo positivo rispetto all&#8217;apertura di inizio anno a 6,395 euro (l&#8217;indice perde invece il 6% circa dai prezzi di avvio del 2010). La fase positiva partita dal doppio minimo di area 5,70 disegnato ad inizio febbraio posa su solide basi, su quei livelli transitano infatti sia la media mobile a 200 sedute sia la linea di tendenza rialzista tracciata dai minimi di marzo 2009. I presupposti in favore di un allungo al di sopra dei massimi di ottobre, resistenza a 7,03, sembrano quindi esserci. Il superamento di quell&#8217;ostacolo rappresenterebbe un segnale graficamente rilevante anche in ottica di medio termine: in area 7 euro si colloca infatti il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di settembre 2008 a 9,50 euro. Questa percentuale di ritracciamento ricavata dalla serie di Fibonacci si dimostra spesso capace di fare da spartiacque tra una correzione ed una vera e propria inversione di tendenza. Oltre area 7 quindi il trend in atto dai minimi del 2009 potrebbe dimostrarsi capace di evolvere ulteriormente, con primo obiettivo in area 8,05/8,10 euro, sul lato superiore del canale rialzista che contiene le oscillazioni dell&#8217;ultimo anno. Solo discese sotto la base di questo canale, in area 5,70, porrebbero fine alle prospettive di rialzo aprendo la strada alla correzione di tutta la salita dai minimi di area 3 euro con target in area 5 euro almeno.</p>
<p>Il quadro grafico di Eems è caratterizzato dalla presenza di un potenziale testa spalle rialzista disegnato a partire dai minimi dello scorso luglio. Il superamento della linea tracciata dal massimi di settembre e passante per quello di fine dicembre, attualmente in area 1,27, completerebbe la figura prospettando il proseguimento della fase rialzista in atto da novembre. Target del testa spalle in area 1,85, quindi sul massimo di maggio 2009, resistenza intermedia a 1,52 euro circa. La rottura anche di 1,85 aprirebbe la strada al test di 2,10, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2008 a 3,66, quota critica anche per l&#8217;evoluzione a medio termine del titolo. Perchè il trend possa mantenere una intonazione positiva le quotazioni dovranno confermarsi al di sopra di area 0,95/1,00, supporto dimostratosi determinante in più occasioni nel recente passato (i minimi di fine marzo 2009, di fine luglio 2009, di febbraio). Sotto area 0,95/1,00 rischio di test a 0,85 della linea di tendenza tracciata dai minimi di marzo 2009, ultimo sostegno in grado di evitare movimenti di ribasso estesi, diretti verso area 0,50.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4362/buone-prospettive-per-i-chip-stm-e-eems-sotto-analisi">Buone prospettive per i chip, Stm e Eems sotto analisi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:37 di mercoledì 10 marzo 2010.</p>
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    <title>Stm: senza memorie si punta sul Sole</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4331/stm-senza-memorie-si-punta-sul-sole</link>
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    <pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:17:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>az-italia</category><category>stm</category>
    <description>Stmicroelectronics, il più grande costruttore europeo di microprocessori, si presenta al futuro dell’energia verde senza memoria. Già perché l’evoluzione del mercato ha imposto negli ultimi anni[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/stm_03.jpg" class="post" align="left" border="0" width="166" height="118" alt="stmicroelectronics fotovoltaico flash memories numonyx intel francisco partners micron memorie business m6 catania energia solare fotovoltaico a pellicola tripla giuntura mercato finanza borse azioni titoli enel greenpower green power sharp energy" /></p>
<p>Stmicroelectronics, il più grande costruttore europeo di microprocessori, si presenta al futuro dell’energia verde senza memoria. Già perché l’evoluzione del mercato ha imposto negli ultimi anni ai principali operatori del settore hardware delle scelte nette per quel che riguarda le flash memory, ossia quelle memorie che finiscono nelle card delle nostre macchine fotografiche, dei nostri telefonini, nelle nostre chiavette Usb e mantengono i nostri dati anche quando stacchiamo la corrente. Si tratta di un settore dai volumi immensi e in lieve miglioramento nel 2009 rispetto al 2008, tuttavia si tratta anche di un business molto “capital intensive” che ha imposto ai player lo spostamento degli impianti in Cina, a Singapore e nell’Estremo Oriente per abbattere i costi della manodopera e rimanere sul mercato.</p>
<p>Alla fine anche Stmicroelectronics, che aveva racchiuso le sue attività nel settore nella Numonyx cui partecipavano anche Intel e Francisco Partners, ha deciso di vendere e di disimpegnarsi. Micron, società quotata sul Nasdaq e attiva in questo settore, ha infatti promosso un’offerta carta contro carta per Numonyx e messo sul piatto 140 milioni di titoli propri. In questo modo Stm cede alla società americana il 48,6% di Numonyx e le obbligazioni trentennali che questa le doveva rimborsare.</p>


<p>
La società franco-italiana ottiene, anche tenendo conto dei 77,8 milioni di dollari da versare a Francisco Partners, circa 66,6 milioni di titoli di Micron del valore di 9,08 dollari ciascuno. Stm ottiene inoltre il trasferimento dell’impianto M6 di Catania nato inizialmente proprio per lo sviluppo di memorie flash e mai realmente diventato operativo. Si tratta di una base operativa che proietta i piani del colosso guidato da Carlo Bozotti verso il nuovo business del fotovoltaico.</p>
<p>Già lo scorso maggio Stm aveva annunciato la creazione di una joint venture con Sharp ed Enel Greenpower per la produzione di pannelli fotovoltaici in Sicilia. La capacità produttiva annuale dovrebbe raggiungere i 160 MW inizialmente per poi crescere fino a 480 MW. Attraverso risorse proprie, project financing e incentivi statali dovrebbero essere messi sul piatto circa 320 milioni di euro. Risorse che serviranno ad avviare la produzione di pannelli solari a film sottile con tripla giuntura particolarmente adatti per gli impianti di medie e grandi dimensioni.</p>
<p>L’obiettivo è quello di distribuire questa tecnologia in Europa, nel Medioriente e in Africa.</p>
<p>I nuovi prodotti dovrebbero essere attraenti anche perché adatti alle elevate temperature e perché meno soggetti alle oscillazioni del prezzo del silicio per via del più basso impiego di questo materiale nella loro produzione. In Sicilia, dove già Enel è presente con il progetto innovativo Archimede, che sfrutta la tecnologia del solare termodinamico, Stm controlla uno dei suoi impianti più importanti e potrebbe cogliere l’occasione di questa nuova opportunità di business per attivare definitivamente l’impianto M6 tanto innovativo quanto inutilizzato. Alleggerita del peso delle memorie ora il gigante dei chip potrebbe puntare sul Sole.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4331/stm-senza-memorie-si-punta-sul-sole">Stm: senza memorie si punta sul Sole</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:17 di giovedì 11 febbraio 2010.</p>
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    <title>Contesto generale favorevole alla borsa, ecco due titoli sui quali puntare, A2A ed Stm</title>
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    <pubDate>Wed, 06 Jan 2010 10:53:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>fatti-del-giorno</category><category>i-titoli-di-oggi</category><category>educational</category><category>stm</category>
    <description>I dati macro di recente uscita continuano a puntare in direzione di una risoluzione dalla crisi economica in tempi forse più brevi di quelli preventivati sostenendo così i rialzi delle borse nonostante[...]</description>
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    </p>
<p>I dati macro di recente uscita continuano a puntare in direzione di una risoluzione dalla crisi economica in tempi forse più brevi di quelli preventivati sostenendo così i rialzi delle borse nonostante i volumi relativamente sottili. A causa delle festività infatti i flussi sono relativamente ridotti e sarebbe lecito attendersi una relativa stabilità e non la decisa propensione al rialzo evidenziata di recente. Ultimo a stupire in ordine di tempo comunicando un dato superiore alle attese è stato il Giappone, che ha reso nota una produzione industriale a novembre in crescita del 2,6%, oltre le attese. Ma anche dalla Cina vengono notizie confortanti, il governo di Pechino ha rivisto infatti le stime di crescita per il 2010 portandole al 9,6% dal precedente 9%. Del resto gli utili delle società industriali cinesi sono risultati in crescita nei primi 11 mesi del 2009 (+7,8% rispetto allo stesso periodo del 2008), un segnale che lascia ben sperare anche in termini di economia globale. Le prospettive di crescita sostengono i prezzi delle commodities, in particolare i metalli industriali continuano a ben performare ed anche le quotazioni del greggio sono tornare a salire, e questo a fronte di un dollaro sostanzialmente stabile, a conferma del fatto che i mercati si attendono effettivamente un incremento della domanda nel prossimo futuro. Anche in Italia le cose si stanno muovendo</p>


<p>, Confindustria stima una crescita della produzione a dicembre dello 0,2% rispetto a novembre. A mettersi in evidenza sono ovviamente i titoli petroliferi e quelli legati all&#8217;energia in generale, ma anche le banche e le assicurazioni, i titoli delle costruzioni, i tecnologici, in generale tutti i ciclici. Tra i soggetti che mostrano un quadro grafico positivo ma che risultano relativamente attardati rispetto ai campioni dell&#8217;ultima parte dell&#8217;anno, come ad esempio Saipem e Tenaris che hanno già corso molto, si trovano A2A ed Stm.</p>
<p>A2A ha superato il 16 dicembre, con una evidente accelerazione rialzista, il lato superiore della fase laterale disegnata dai prezzi a partire dal top di giugno. La lunga fase orizzontale, ormai alle spalle, dovrebbe fornire la base ad un rialzo che potrebbe correggere una porzione significativa del ribasso subito dal top di gennaio 2008 a 3,16 euro. Un primo target si colloca a 1,537, dove i prezzi hanno lasciato un evidente gap ribassista il 20 novembre 2008, successivamente le quotazioni potrebbero procedere al test di area 1,65, dove si colloca il lato superiore del canale che è possibile ipotizzare dai minimi d marzo. In ottica temporale più estesa inoltre, anche se da area 1,65 dovessero realizzarsi flessioni, il rialzo ha spazio per spingersi successivamente oltre quei livelli, almeno fino a 1,80 circa, a mettere alla prova il 38,2% di ritraccimento del ribasso dal top di inizio 2008. Se poi il titolo trovasse la giusta motivazione e salisse anche oltre quella resistenza sarebbe lecito iniziare ad ipotizzare una vera e propria inversione del trend ribassista di lungo termine. Flessioni fino in area 1,39/40 non metterebbero in discussione i recenti segnali rialzisti, la violazione di quel supporto potrebbe portare invece al test a 1,27 della trend line che sale dai minimi di marzo 2009, ultima spiaggia per mantenere vive le speranze di un rialzo. </p>
<p>Stm presenta un quadro grafico promettente: dopo aver testato quota 5,16 euro ad inizio novembre il titolo è tornato sugli stessi livelli il 27 novembre, mettendo a segno un rimbalzo esteso. La creazione in area 5,15 di una figura a doppio minimo, completata con il superamento del picco del 18 novembre a 6,11, lascia ben sperare per l&#8217;immediato futuro, con le quotazioni che dovrebbero conservare la forza necessaria ad un test dei massimi di ottobre a 7,03 euro. Ed anche in ottica temporale più estesa il titolo potrebbe continuare a crescere. Negli Usa la performance dell&#8217;indice Sox, rappresentativo del comparto dei semiconduttori, rispetto al quale STM mostra una correlazione (calcolata su base annua) positiva ed elevata, è stata negli ultimi mesi veramente molto interessante, con un guadagno del 90% circa dai minimi di marzo, ed il rialzo non sembra essere ancora giunto al termine. Il superamento di area 360, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di luglio 2007, fornisce infatti una ulteriore conferma della buona salute dell&#8217;indice che potrebbe spingersi anche al di sopra di area 400. Il grafico di forza relativa che mette in rapporto le chiusure del Sox con quelle di Stm evidenzia un andamento sostanzialmente laterale da alcuni mesi (solo una leggera tendenza del paniere americano a sovraperformare il titolo), quindi è lecito ipotizzare che ad una ulteriore ascesa del Sox possa rispondere un andamento simile di Stm. Oltre i 7 euro quindi il rialzo potrebbe proseguire fino a tentare la ricopertura del gap ribassista del 23 settembre 2008 lasciato in area 8,00 euro. Solo discese del titolo al di sotto di area 5,40, linea che sale dai minimi di marzo, sarebbero un primo segnale di allarme. La violazione di area 5 sarebbe poi conferma dell&#8217;avvio di una fase ribassista.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4301/contesto-generale-favorevole-alla-borsa-ecco-due-titoli-sui-quali-puntare-a2a-ed-stm">Contesto generale favorevole alla borsa, ecco due titoli sui quali puntare, A2A ed Stm</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:53 di mercoledì 06 gennaio 2010.</p>
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    <title>Qualche segnale positivo da Stm e dai grandi dell&#039;hardware</title>
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    <pubDate>Tue, 01 Sep 2009 13:13:35 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>az-italia</category><category>assicurazioni</category><category>stm</category>
    <description>A giudicare dall&amp;#8217;ultima riga del conto economico il primo semestre di Stmicroelectronics sembra disastroso. Una perdita da 923 milioni di dollari a fronte di un utile da 53 milioni di dollari[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ST.jpg" class="post" align="left" border="0" width="225" height="159" alt="stmicroelecotronics stm st chip elettronica it intel dell mercato finanza andamento generale" /></p>
<p>A giudicare dall&#8217;ultima riga del conto economico il primo semestre di Stmicroelectronics sembra disastroso. Una perdita da 923 milioni di dollari a fronte di un utile da 53 milioni di dollari realizzato durante la prima metà del 2008 lascia immaginare una brusca frenata della società su tutti i fronti: un bilancio da piena crisi.</p>
<p>In realtà non è proprio così, anzi i segnali positivi di ripresa che già si possono cogliere nel mercato dei microchip e con esso nell&#8217;economia globale non sono di poco momento. Certo i ricavi di Stm sono passati da 4,87 a 3,66 miliardi di dollari portando a una perdita operativa da 724 milioni di dollari la società, ma la situazione del gruppo e la difficile congiuntura economica non hanno intaccato troppo la solidità patrimoniale di Stmicroelectronics che mantiene comunque una forte liquidità per le necessità operative.</p>
<p>Soprattutto al prossimo trimestre  Stmicroelectronics si presenta inoltre con un portafoglio ordini superiore a quello del secondo quarto del 2009 e stima inoltre di potere accrescere il proprio giro di affari in maniera consistente. Per il terzo trimestre la società stima ricavi compresi tra i 2,07 e i 2,27 miliardi di dollari con una crescita sequenziale compresa tra il 4 e il 14 per cento. St afferma inoltre di essere in linea con il proprio piano abbattimento dei costi di 750 milioni di dollari nel 2009 e ritiene che gran parte di questi miglioramenti della redditività del gruppo produrranno i propri effetti nel corso della seconda metà di quest&#8217;anno.</p>


<p>
In questi giorni il settore ha mandato inoltre qualche segnale positivo al mercato con il gruppo Intel che ha alzato le proprie stime per il prossimo trimestre puntando a una forchetta di ricavi compresa tra gli 8,8 e i 9,2 miliardi di dollari per il prossimo trimestre.</p>
<p>Anche il colosso dell&#8217;hardware al consumo Dell ha ridotto registrato una diminuzione dei ricavi del 22% a 12,76 milioni di dollari, tuttavia i dati sono stati superiori alle attese e il mercato ha cominciato a comprare i titoli della società dopo la pubblicazione dei risultati. Performance praticamente parallele a quelle di Stmicroelectronics che venerdì scorso ha guadagnando in Borsa il 12,24% e si è portata a 6,14 euro oltrepassando di misura le resistenze di area 5,90. Qualche ritracciamento ora è in corsa, ma non si può negare che il mercato sembra aver scommesso su una prossima ripresa.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4227/qualche-segnale-positivo-da-stm-e-dai-grandi-dellhardware">Qualche segnale positivo da Stm e dai grandi dell'hardware</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 15:13 di martedì 01 settembre 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Stm: trimestre sotto attese, ma risultati dalle manovre</title>
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    <pubDate>Wed, 29 Jul 2009 17:58:08 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>az-italia</category><category>tecnologia</category><category>stm</category>
    <description>Stmicroelectronics, dopo un avvio di seduta incerto, approfitta della positiva intonazione dei mercati e si porta a quota 5,26 euro con un rialzo dell&amp;#8217;1,35 per cento. I risultati semestrali[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/stmicroelectronics.JPG" class="post" align="left" border="0" width="248" height="211" alt="stmicroelectronics stm st elettronica borsa finanza semestrale bozotti andamento titoli azioni piazza affari" /></p>
<p>Stmicroelectronics, dopo un avvio di seduta incerto, approfitta della positiva intonazione dei mercati e si porta a quota 5,26 euro con un rialzo dell&#8217;1,35 per cento. I risultati semestrali del più grande costruttore europeo di microprocessori sono, però, risultati inferiori alle attese con una perdita netta di 318 milioni di dollari pari a circa 36 centesimi per azione: il consensus era fissato a 32 centesimi per azione e ieri le contrattazioni di Wall Street hanno portato il titolo a perdere l&#8217;1,44 per cento. Nelle ultime ore è stata inoltre annunciata un&#8217;alleanza con GlobalFoundries per la produzione di dispositivi wireless e portatili.</p>
<p>Questa prima metà del 2009 è stata importante per il colosso franco-italiano per diversi motivi. I ricavi trimestrali sono cresciuti fino a sfiorare i 2 miliardi di dollari con una performance del 20% sul dato del primo trimestre 2009. Le scorte di magazzino - la cui gestione è stata uno dei punti cardine delle manovre anticrisi del gruppo - sono state ridotte di 207 milioni di dollari e si sommano gli interventi del primo trimestre si arriva a un taglio dell&#8217;inventario da 391 milioni di dollari soltanto nella prima parte dell&#8217;anno.</p>
<p>La crescita sequenziale dei ricavi indica qualche timido segnale di ripresa che il gruppo è intenzionato a valorizzare al massimo, ma va ricordato che il saldo annuale rimane ancora molto negativo. A livello di ricavi si nota che il paragone tra il primo e il secondo trimestre dell&#8217;anno evidenzia una crescita della domanda in tutti i mercati e particolarmente in Cina e nell&#8217;Asia del Pacifico: il saldo annuale del trimestre (secondo trimestre 2009/secondo trimestre 2008) indica invece una perdita di fatturato in tutti i settori con l&#8217;eccezione delle telecomunicazioni.</p>


<p>
Le forti manovre sui costi hanno influito sulla generazione di cassa con un net operating cash flow che passa dai -139 milioni di dollari del primo trimestre a un saldo positivo di 45 milioni di dollari al 30 giugno 2009.</p>
<p>Importanti eventi hanno poi caratterizzato questo periodo con la creazione di ST-Ericsson, joint venture paritetica che ha avviato le proprie attività a febbraio ed è ormai consolidata nel bilancio, da cui invece sono tagliate fuori le flash memory. Per quanto riguarda proprio la jv con Ericsson sono da ricordare la partnership strategica con China Mobile e il rafforzamento dell&#8217;alleanza con Samsung.</p>
<p>&#8220;Entrando nel terzo trimestre del 2009, noi siamo incoraggiati dai nuovi ordinativi più di quanto non lo fossimo all&#8217;inizio del secondo trimestre. - ha affermato il numero uno del gruppo Carlo Bozotti - Ci attendiamo una solida crescita sequenziale dei ricavi in tutti i segmenti e in tutti i mercati. Stimiamo inoltre una crescita del margine lordo grazie a un parziale recupero dell&#8217;efficienza operativa e un incremento degli utilizzi degli impianti fino a quasi il 75 per cento&#8221;.</p>
<p>Previsti ancora degli interventi sul magazzino e un miglioramento del mix di prodotto. Stmicroelectronics punta a una riduzione dei costi di 750 milioni nel 2009 e dovrebbe compiere i maggiori interventi in tal senso proprio nella seconda metà dell&#8217;anno.</p>
<p>Per il trimestre in corso i target di vendita sono stati posti a 2,07-2,27 miliardi di dollari in termini di ricavi (+4/14%) e al 31% in termini di gross margin (era del 26,1% nel secondo trimestre). Gli interventi della società di Ginevra saranno insomma ancora duri, ma qualche segnale di ripresa e gli effetti delle manovre dei mesi scorsi sembrano già portare dei risultati.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4202/stm-trimestre-sotto-attese-ma-risultati-delle-manovre">Stm: trimestre sotto attese, ma risultati dalle manovre</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:58 di mercoledì 29 luglio 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Stmicroelectronics: da Nokia qualche timido segnale di ripresa del comparto</title>
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    <pubDate>Thu, 16 Apr 2009 17:47:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>telecomunicazioni</category><category>az-italia</category><category>tecnologia</category><category>stm</category>
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    </p>
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<p>C’è attesa per il prossimo 29 aprile, quando Stmicroelectronics pubblicherà i dati del primo trimestre 2009 e farà il punto sulle proprie prospettive sul difficile mercato dell’hi tech in generale. Nessuna conference call, ma solo un comunicato stampa atteso da coloro che seguono la più grande casa di microchip europea. Il titolo della società oggi è stato fortemente influenzato dalla pubblicazione dei dati di Nokia, principale cliente di Stm. Il colosso finlandese ha praticamente azzerato gli utili trimestrali a 4 milioni di euro, ma ha comunque fornito risultati al di sopra delle attese. Soprattutto Nokia ha previsto i primi segnali di ripresa del comparto della telefonia a partire dal trimestre in corso: previsti in questi tre mesi volumi di vendita stabili o addirittura in lieve crescita dopo gli scivoloni dettati dalla crisi e dal calo della domanda.</p>
<p>Si tratta di una notizia assai importante per Stm che negli scorsi mesi ha creato una joint venture paritetica con Ericsson per lo sviluppo di prodotti per la telefonia (praticamente le due società producono tutti i chip dei telefonini e i dispositivi connessi fuorché le memorie). L’operazione è stata una delle più importanti realizzate dal colosso franco-italiano nell’ultimo anno almeno e mette su una società da circa 3,6 miliardi di dollari di ricavi annui nel 2008. In pratica il legame con Nokia e con la telefonia mobile si rafforza ulteriormente.</p>
<p>Il caso di Nokia non è però l’unico che ha smosso il settore: già ieri Intel aveva pubblicato i suoi dati sul primo quarto del 2009 e la più importante casa del chip per pc del mondo aveva dovuto archiviare il periodo con una flessione dei profitti del 55% a 647 milioni di dollari. I dati si sono mostrati però, anche in questo caso, migliori delle stime degli analisti sebbene le indicazioni sull’anno in corso si siano dimostrate poco precise.</p>
<p>D’altra parte il settore hi tech in generale e le case dell’hardware in particolare hanno subito pesanti contraccolpi da questa crisi e il calo della domanda globale di prodotti tecnologici ha inciso pesantemente sui risultati di tutte le società principali.</p>


<p>
La stessa Stm ha dovuto promuovere interventi decisi sulle scorte di magazzino e ha abbassato notevolmente la propria produzione interna operando anche tagli dolorosi sul personale (in Italia migliaia di persone sono finite in cassa integrazione). Anche gli azionisti hanno dovuto compiere dei sacrifici e proprio ieri l’assemblea ha approvato il taglio del dividendo a 0,12 dollari contro gli 0,36 dollari del 2007.</p>
<p>Insomma la crisi si sente, ma forse la luce fuori dal tunnel si inizia a intravedere. Labili segnali senz’altro: intanto, però, il titolo di Stmicroelectronics oggi quota sopra i 4,8 euro e, soltanto a marzo, era scivolato fino a quota 3 euro. Non resta dunque che intrecciare le dita per un concreto recupero del comparto che potrebbe trovare Stm posizionata sempre meglio nei mercati globali della telefonia.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4133/stmicroelectronics-da-nokia-qualche-timido-segnale-di-ripresa-del-comparto">Stmicroelectronics: da Nokia qualche timido segnale di ripresa del comparto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:47 di giovedì 16 aprile 2009.</p>
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  </item>

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    <title>Hi Tech? Redditizio e pericoloso</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4127/hi-tech-redditizio-e-pericoloso</link>
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    <pubDate>Mon, 06 Apr 2009 18:24:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>az-italia</category><category>tecnologia</category><category>titoli-esteri</category><category>stm</category>
    <description>Il settore tecnologico si dimostra ancora una volta redditizio e pericoloso insieme. Quando lo scorso 30 marzo Google è entrata nella classifica dei dieci titoli più capitalizzati d’America[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/chipandmoney.jpg" class="post" align="left" border="0" width="239" height="192" alt="hi tech stm sorin reply mercato finanza azioni occasioni di investimento titoli mercato " /></p>
<p>Il settore tecnologico si dimostra ancora una volta redditizio e pericoloso insieme. Quando lo scorso 30 marzo Google è entrata nella classifica dei dieci titoli più capitalizzati d’America superando la General Electric in molti hanno affermato che quel sorpasso simbolico della tecnologia che lasciava indietro l’industria tradizionale poteva già rappresentare una nuova epoca sempre più vicina. Altri ricordavano invece la bolla della new economy.</p>
<p>Proprio Google (con un p/e intorno ai 20 è una delle società più care del Nasdaq in termini di multipli) era data per pronta alla conquista del portale di microblogging Twitter. Il fidanzamento non ufficiale, però, si è rotto presto. A Wall Street si è però sentito anche un altro litigio tecnologico: quello tra Sun Microsystem e Ibm che ha abbassato gradualmente la propria offerta da 9,55 a 9,40 dollari per ogni azione della casa del Java. A quel punto la Sun ha giudicato troppo bassa quest’offerta da 7 miliardi di dollari e ha chiuso le trattative con un “No, grazie”.</p>
<p>Il fallimento delle due nozze più gettonate del Nasdaq ha portato sui listini un cattivo sentiment togliendo improvvisamente appeal speculativo a questo comparto. In generale, però, il settore dell’hi tech, si tratti di hardware o di software, mostra diverse occasioni di investimento anche fra le società italiane, sebbene il comparto nel Bel Paese sia molto meno evoluto, ovviamente, che negli States.</p>


<p>
Il caso della franco-italiana Stmicroelectronics è per certi versi esemplare: la debolezza del settore della telefonia mobile ha negli scorsi mesi indebolito molto il titolo e il calo degli ordini a livello globale ha spinto il management ha interventi emergenziali sulle scorte di magazzino e a un taglio della produzione e del personale per certi versi drammatico. Secondo il settimanale Borsa e Finanza, però, la nuova alleanza di St-Nxp con Ericsson potrebbe suonare la campana della riscossa e il minirally del titolo (passato in un mese da 3 a più di 4 euro) testimonierebbe questa inversione di tendenza.</p>
<p>Esistono poi altre piccole società dotate di un certo appeal per il mercato. La torinese Reply, per esempio, ha visto crescere gli utili del 20% nel 2008 e ha cominciato a fare shopping forte anche di una situazione finanziaria molto solida. Il titolo ha un p/e atteso di 7,3 che lo rende appetibile anche se ha perso il 4% del proprio valore da inizio anno. Dal punto di vista grafico i recenti recuperi da 12 a 15 euro e mezzo hanno inviato segnali positivi, anche se forse la società manca ancora di una adeguata visibilità pur capitalizzando oltre 140 milioni di euro in borsa (a fronte di un patrimonio netto di 111 milioni circa).</p>
<p>Per alcuni osservatori anche la società specializzata in apparecchiature biomedicali Sorin potrebbe dimostrarsi interessante. Il gruppo proviene da una profonda ristrutturazione che ha anche permesso una rinegoziazione conveniente del debito. Proprio la riduzione dell’indebitamento finanziario (tagliato nel 2008 da 293 a 253 milioni di euro) è uno dei segnali migliori inviati al mercato insieme alla riduzione delle perdite d’esercizio. Il management prevede di portare la società in utile quest’anno e il titolo ha di recente recuperato quota 50 centesimi dopo un affondo a 35,4 inviando altri segnali positivi alla comunità finanziaria.</p>
<p>Un altro titolo che, infine, potrebbe apparire interessante è quello di Exprivia che capitalizza meno del proprio patrimonio netto e quota a meno di sette volte gli utili. Nel caso di Exprivia il raddoppiamento degli oneri fiscali connessi al debito ha sicuramente pesato sulle performance borsistiche. Il gruppo ha presentato un’offerta vincolante su Aurora (ramo d’azienda di Siemens attivo nei sistemi informatici per ospedali), ma trova le sue maggiori difficoltà, come detto, proprio nella gestione del debito.</p>
<p>In generale un po’ tutte le società it italiane si presentano alla crisi con una buona liquidità e con un basso indebitamento rispetto ad altri comparti. Le loro caratteristiche di settore le rendono, però, cicliche e costrette, per competere, a compiere rilevanti e continui investimenti con i rischi che in condizioni di stretta del credito si possono immaginare. Anche in questo caso saranno quindi da valutare le singole opportunità di investimento in base alle peculiarità di ogni gruppo. Le tensioni in direzione di nuove campagne di merger&#038;acquisition registrate fra alti e bassi anche negli Stati Uniti potrebbero in piccolo riproporsi anche in Italia ed è probabile che il settore Hi Tech ne riceva in generale un certo appeal speculativo.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4127/hi-tech-redditizio-e-pericoloso">Hi Tech? Redditizio e pericoloso</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:24 di lunedì 06 aprile 2009.</p>
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    <title>I migliori di venerdi&#039;: Stm, Telecom Italia, Eni </title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4067/i-migliori-di-venerdi-stm-telecom-italia-eni</link>
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    <pubDate>Sun, 15 Feb 2009 23:45:42 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>i-titoli-di-oggi</category><category>telecom-italia</category><category>eni</category><category>stm</category>
    <description>In forte rialzo venerdi’ STMicroelectronics
In forte rialzo venerdi’ STMicroelectronics dopo un report di UBS. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 4.8 %. I volumi[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p>In forte rialzo venerdi’ STMicroelectronics<br />
In forte rialzo venerdi’ STMicroelectronics dopo un report di UBS. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 4.8 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  7,425,278 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 71 % circa. L&#8217;ufficio studi della banca elvetica ha incrementato il rating del titolo a neutral da sell, e portato il prezzo obiettivo da 3,70 a 4,40 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.968 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.500 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.096 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
<p>Rialzo del 4,% venerdi’ per Telecom Italia<br />
Rialzo del 4,% venerdi’ per Telecom Italia. Secondo indiscrezioni di stampa il piano del consulente del governo, Francesco Caio, prevederebbe lo scorporo della rete fissa. Sembra inoltre che anche tra gli azionisti di riferimento della societa&#8217;, eccezion fatta per Telefonica, stia crescendo il consenso nei confronti di questa soluzione. La chiusura di seduta è stata registrata a  1.052 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  1.067 ed un minimo a 1.022 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.240 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.079 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.979 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Balzo in avanti venerdi’ per Eni<br />
Balzo in avanti venerdi’ per Eni (la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 2.4 %) dopo la pubblicazione dei dati preconsuntivi relativi all&#8217;esercizio 2008. L&#8217;utile netto adjusted e&#8217; salito del 7,7% a/a a 10,2 miliardi di euro. Il dividendo e&#8217; stato confermato a 1,30 euro per azione, di cui 0,65 gia&#8217; distribuiti a titolo di acconto. Il cda ha deciso inoltre la vendita del 100% di Stogit e Italgas alla controllata Snam Rete Gas per oltre 4,7 miliardi di euro. Quest&#8217;ultima finanziera&#8217; l&#8217;acquisizione mediante un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro e ricorso al debito per circa 1,3 miliardi. La chiusura di seduta è stata registrata a  17.230 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  17.370 ed un minimo a 17.040 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 19.105 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 17.438 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 16.422 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4067/i-migliori-di-venerdi-stm-telecom-italia-eni">I migliori di venerdi': Stm, Telecom Italia, Eni </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 01:45 di lunedì 16 febbraio 2009.</p>
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