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  <title>Finanzablog.it</title>
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  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 16:43:33 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Facebook mette sul piatto altri 85 milioni di azioni</title>
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    <pubDate>Wed, 16 May 2012 09:12:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Domani pomeriggio (ora di New York) sarà il grande giorno della Ipo per Facebook, che da venerdì sarà quotata sui mercati finanziari; ma ancora adesso arrivano novirà che aggiungono elementi[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5231%2Ffacebook-mette-sul-piatto-altri-85-milioni-di-azioni" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/facebookipo85.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="270" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Domani pomeriggio (ora di New York) sarà il grande giorno della Ipo per Facebook, che da venerdì sarà quotata sui mercati finanziari; ma ancora adesso arrivano novirà che aggiungono elementi all&#8217;evento dell&#8217;anno per le Borse mondiali e per gli investitori.</p>
<p>Secondo un&#8217;indiscrezione riportata da Cnbc, Facebook si prepara ad aggiungere <a href="http://www.forbes.com/sites/ericsavitz/2012/05/15/facebook-reportedly-to-boost-deal-by-85-million-shares/">altri 89 milioni di azioni</a> da mettere sul mercato al momento dell&#8217;Offerta pubblica iniziale: dai 337 milioni si arriverà a 422 milioni di azioni, che lascia immaginare un&#8217;altissima richiesta e la previsione di uno straordinario successo.</p>
<p>Non è chiaro però se sarà la società stessa a cedere questo ulteriore pacchetto di azioni o se saranno gli attuali soci a &#8220;fare cassa&#8221; e incamerare il premio per aver creduto in quello che è diventato il re dei social network. Attualmente i documenti depositati alla Sec indicano la vendita di 180 milioni di azioni da parte di Facebook e 157,4 milioni da parte degli attuali azionisti che si apprestono a vendere: proprio oggi, secondo Cnbc, la società aggiornerà i documenti presentati alle autorità di vigilanza.</p>


<p>Ovviamente se sarà la società a cedere un ulteriore pacchetto azionario, ciò significa che metterà in cassa una cifra attorno ai 3,2 miliardi di dollari rispetto al previsto. Dipenderà dal prezzo che verrà stabilito domani per la quotazione. Alla cifra di cui si discute adesso, fra i 34 e i 38 dollari per azioni, si parla di 16 miliardi di dollari in totale di raccolta, da suddividere fra la compagnia e gli azionisti che cederanno parte dei loro pacchetti.</p>
<p>Se Facebook venisse quotata a 38 dollari e la compagnia esercitasse la cessione ulteriore di circa 50 milioni di azioni - di cui già si parla nel prospetto - si tratterebbe di una dote ulteriore di 1,9 miliardi di dollari, in parte per la società in parte per gli azionisti. Un bottino di tutto rispetto.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5231/facebook-mette-sul-piatto-altri-85-milioni-di-azioni">Facebook mette sul piatto altri 85 milioni di azioni</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:12 di mercoledì 16 maggio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Via Thompson: Yahoo brucia un altro Ceo</title>
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    <pubDate>Mon, 14 May 2012 08:59:35 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <category>tecnologia</category><category>scotto thompson</category><category>yahoo ceo</category>
    <description>Alla fine il nuovo amministratore delegato, che avrebbe dovuto risollevare le sorti di Yahoo, ha dovuto fare le valigie in tutta fretta: Scott Thompson si è dimesso a causa dello scandalo sulla sua[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/yahoothompson.jpg" class="post" border="0" width="586" height="329" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Alla fine il nuovo amministratore delegato, che avrebbe dovuto risollevare le sorti di Yahoo, ha dovuto fare le valigie in tutta fretta: Scott Thompson si è dimesso a causa dello scandalo sulla sua presunta laurea di Informatica, che in realtà non ha mai conseguito. Sul suo curriculum il manager aveva dichiarato di essere laureato in Contabilità e informatica, ma si è scoperto che sul certificato c&#8217;è scritto solo Contabilità.</p>
<p>La questione è stata sollevata da uno degli azionisti di Yahoo, il fondo speculativo (hedge) Third Point, il cui fondatore David Loeb da tempo aveva ingaggiato una battaglia contro Thompson e le sue iniziative strategiche sulla società. Sui documenti ufficiali presentati alla Sec si leggeva infatti che Thompson aveva conseguito il suo titolo in Contabilità e informatica allo Stonehill College: peccato che in quell&#8217;università non esistesse più la laurea in Informatica dal 1983!</p>
<p>Per Yahoo è l&#8217;ennesima tegola dopo un anno di incertezza e di scelte sbagliate o contraddittorie, come la messa vendita della controllata Alibaba e la ristrutturazione aziendale con i conseguenti tagli.  Al suo posto la società ha scelto Fred Amoroso come presidente e il 48enne <a href="http://www.forbes.com/sites/shelisrael/2012/05/13/whats-yahoo-to-do/">Ross Levinsohn</a> in qualità di amministratore delegato: una scelta che secondo alcuni, anche se fatta in un momento di emergenza, può portare conseguenze positive.</p>


<p><a href="http://www.forbes.com/sites/stevenrosenbaum/2012/05/13/yahoos-light-at-the-end-of-the-tunnel/">Secondo Steven Rosenbaum</a>, c&#8217;è una luce in fondo al tunnel per Yahoo dal momento che per la prima volta in diversi anni a capo della società arriva una persona con un&#8217;esperienza nel mondo dei media. </p>
<p>Levinsohn è noto come ex presidente di Fox Interactive Media, nel periodo in cui News Corp. aveva acquisito MySpace, peraltro non una grandissima idea visto com&#8217;è finita. Dopo hapassato alcuni anni a Velocity Interactive Group, una società di venture capitalism fondata con il chairman di Aol Jonathan Miller.</p>
<p>Sotto la sua guida è possibile che Yahoo trovi finalmente una direzione e riesca a capire dove deve andare e soprattutto su he tipo di business concentrarsi, visto che come motore di ricerca è stato surclassato da Google e come media company online ha ancora moltissima strada da fare. Sarà una fine ingloriosa per uno dei protagonisti dell&#8217;espansione di Internet oppure un nuovo inizio?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5227/via-thompson-yahoo-brucia-un-altro-ceo">Via Thompson: Yahoo brucia un altro Ceo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:59 di lunedì 14 maggio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Facebook: il debutto in Borsa dovrebbe arrivare il 18 maggio</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5207/facebook-il-debutto-in-borsa-dovrebbe-arrivare-il-18-maggio</link>
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    <pubDate>Thu, 03 May 2012 08:35:19 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>C&amp;#8217;è una data per l&amp;#8217;Ipo di Facebook: secondo il Wall Street Journal si tratta del 18 maggio, quando finalmente tutti gli investitori saranno liberi di butt&amp;#8230; pardon,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fbipomay.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>C&#8217;è una data per l&#8217;Ipo di Facebook: secondo il Wall Street Journal <a href="http://www.forbes.com/sites/tomiogeron/2012/05/01/facebook-sets-ipo-date-for-may-18-report/">si tratta del 18 maggio</a>, quando finalmente tutti gli investitori saranno liberi di butt&#8230; pardon, investire i propri soldi nell&#8217;azienda di Mark Zuckerberg.</p>
<p>Intanto, però, non spariscono le nuvole attorno alle reali prospettive di crescita della società e soprattutto all&#8217;appetibilità dei messaggi pubblicitari pubblicati sulle pagine personali degli utenti di Facebook e degli altri social network. Sempre secondo il Wall Street Journal, mentre da un lato gli inserzionisti sono esortati a utilizzare nuove forme di annunci pubblicitari, d&#8217;altra parte la loro libertà di azione è molto ridotta.</p>
<p>Secondo il quotidiano newyorchese, siti come Google e Yahoo offrono più opportunità di profilare gli utenti e permettono ritorni superiori in rapporto agli investimenti pubblicitari. Facebook, che non fa pagare gli utenti per utilizzare i suoi servizi, ha estremo bisogno della pubblicità per sopravvivere e per accrescere il fatturato; ma se questa pubblicità non dà sufficienti ritorni rischia di diminuire.</p>


<p>Il punto è <a href="http://www.foxbusiness.com/technology/2012/05/02/as-ipo-approaches-facebook-advertisers-investors-unsure-return-report/">quanto sarà valutata Facebook</a> al momento della quotazione: davverò arriverà ai 100 miliardi di dollari di cui si favoleggia? In quel caso, calcola il Wall Street Journal, siamo attorno a 33 volte il fatturato pubblicitario che dovrebbe essere attorno a 3 miliardi all&#8217;anno.</p>
<p>Nel trimestre chiuso a marzo, il fatturato derivante dalla pubblicità ha rappresentato oltre l&#8217;80% del fatturato del periodo, cresciuto sì del 45%, ma molto meno di quanto ottenuto l&#8217;anno scorso, quando le entrate raddoppiarono rispetto a dodici mesi prima. Facebook quindi sta rallentando e questo andamento, peraltro fisiologico in parte, sembra preoccupare gli analisti. C&#8217;è stato anche chi ha valutato la capitalizzazione giusta della società attorno ai 20 o 30 miliardi di dollari.</p>
<p>Ma Facebok è affamata di denaro fresco e comunque è probabile che l&#8217;arrivo in Borsa faccia scoppiare la febbre degli acquisti, forse persino a prezzi troppo alti.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5207/facebook-il-debutto-in-borsa-dovrebbe-arrivare-il-18-maggio">Facebook: il debutto in Borsa dovrebbe arrivare il 18 maggio</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:35 di giovedì 03 maggio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Amazon: il Fire spinge le vendite e le azioni volano</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5203/amazon-il-fire-spinge-le-vendite-e-le-azioni-volano</link>
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    <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 09:25:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Amazon ha sempre amato sorprendere investitori e analisti e ribaltare le previsioni, specie quando in molti la davano in difficoltà o addirittura già per spacciata o in declino inesorabile. Qualcosa[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5203%2Famazon-il-fire-spinge-le-vendite-e-le-azioni-volano" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bezoskindlefire.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="302" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Amazon ha sempre amato sorprendere investitori e analisti e ribaltare le previsioni, specie quando in molti la davano in difficoltà o addirittura già per spacciata o in declino inesorabile. Qualcosa di simile sembra che stia succedendo in questo momento con il Fire, il tablet che dovrebbe fare concorrenza all&#8217;iPad di Apple.</p>
<p>Gli ultimi risultati trimestrali <a href="http://www.reuters.com/article/2012/04/26/net-us-amazon-idUSBRE83P1E320120426">hanno superato le previsioni</a> degli analisti, di conseguenze le azioni Amazon hanno messo a segno un bazo in avanti del 15%, accrescendo la capitalizzazione dell&#8217;intera impresa di 10 miliardi di dollari. Il merito va soprattutto al Kindle.</p>
<p>A parte le vendite dell&#8217;apparecchio in sé - che secondo molti osservatori viene commercializzato al prezzo di costo o addirittura in perdita - la notizia positiva riguarda la vendita di prodotti digitali, che ha ricevuto un importante impulso proprio dalla diffusione del tablet. Non solo libri digitali, ma anche film, videogiochi e musica hanno goduto della spinta propulsiva del Fire.</p>


<p>Tra i dieci prodotti più venduti da Amazon ben 9 - segnala la società - sono prodotti digitali, fra cui appunto video, applicazioni e musica. </p>
<p>Si sta dimostrando vincente, dunque, la strategia di Jeff Bezos che ha puntato sulla penetrazione del Fire nel maggior numero possibile di clienti, anche a scapito dei margini, per favorire la trasformazione di Amazon da rivenditore di prodotti soprattutto fisici a rivenditore di prodotti digitali. E il sistema funziona!</p>
<p>Le entrate in Nord America nel settore Media, che comprende libri, DVD e musica, si sono attestate a 2,2 miliardi di dollari nel primo trimestre, in crescita del 17 per cento rispetto all&#8217;anno precedente. Nel corso del quarto trimestre del 2011, questo segmento è cresciuto dell&#8217;8 per cento. Le spese che Amazon ha dovuto sostenere hanno compresso i margini di profitto negli ultimi trimestri, con la conseguenza di deprimere le azioni della società. Ma nel primo trimestre, il margine lordo è aumentato di circa 120 punti base a circa il 24 per cento, secondo le stime di Macquarie Schachter.</p>
<p>Dopo la fase degli investimenti, però, adesso sta arrivando la fase dei ritorni. Amazon ha registrato un utile netto sceso a 130 milioni di dollari o 28 centesimi per azione nel primo trimestre, rispetto ai 201 milioni dollari o 44 centesimi un anno fa. Ma questo è di gran lunga superiore alla media previsioni di Wall Street che si aspettava 7 centesimi per azione.</p>
<p>Il fatturato ha toccato i 13,18 miliardi dollari, in crescita del 34 per cento rispetto all&#8217;anno precedente, l&#8217;utile operativo è stato di $ 192 milioni rispetto ai 322 milioni dollari un anno prima. Insomma Amazon sembra ben attrezzata per le sfide che la attendono nell&#8217;immediato futuro.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5203/amazon-il-fire-spinge-le-vendite-e-le-azioni-volano">Amazon: il Fire spinge le vendite e le azioni volano</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:25 di venerdì 27 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Apple aumenta la liquidità e soddisfa Wall Street</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5199/apple-aumenta-la-liquidita-e-soddisfa-wall-street</link>
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    <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 09:20:07 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Vento in poppa per Apple che ha pubblicato i risultati del suo secondo trimestre e ha mostrato un ottimo stato di salute, ulteriore successo per i suoi prodotti di punta - iPhone e iPad - e[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/applecookmoney.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="311" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Vento in poppa per Apple che ha pubblicato i risultati del suo secondo trimestre e ha mostrato un ottimo stato di salute, ulteriore successo per i suoi prodotti di punta - iPhone e iPad - e un&#8217;accresciuta disponibilità liquida, che rende il prossimo dividendo più che sostenibile.</p>
<p>Apple ha visto aumentare del 12% le disponibilità liquide negoziabili della società, arrivate ormai a 110 miliardi di dollari o circa $ 116,60 per azione. Tale importo comprende contanti, investimenti a breve termine e titoli negoziabili a lungo termine. Rispetto a un anno fa la liquidità dell&#8217;azienda è aumentata circa del 67% ed è più che raddoppiata in due anni.</p>
<p>Nel secondo trimestre le vendite di hardware sono complessivamente diminuite rispetto al trimestre record precedente, ma con la notevole eccezione di iPod; ma i risultati sono di gran lunga migliori rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. IPhone Apple ha venduto nel trimestre l&#8217;88% in più di quanto abbia fatto nello stesso periodo dello scorso anno.</p>


<p>
Oltre al grande aumento delle vendite di iPhoneanno su anno, le vendite di iPad e Mac sono aumentate del 188% e del 7%, rispettivamente. L&#8217;iPod invece non se la cava così bene: le vendite sono in calo del 15% rispetto al trimestre dello scorso anno. &#8220;Siamo entusiasti con un fatturato di oltre 35 milioni di iPhone e quasi 12 milioni di iPad nel trimestre di marzo&#8221;, ha detto Tim Cook, CEO di Apple ha detto in un comunicato. </p>
<p>Nel primo trimestre 2012 Apple ha frantumato quasi tutti i suoi record precedenti. In quel periodo Apple ha venduto 37,04 milioni di iPhone, 15,43 di iPads e 5,2 Mac. L&#8217;iPod è chiaramente in declino in popolarità, ma ha venduto bene nel trimestre natalizio.</p>
<p>In ogni caso adesso l&#8217;azienda, forte dei risultati e della liquidità in cassa, ha in programma un riacquisto di azioni per 10 miliardi di dollari. E la compagnia dovrebbe pagare un dividendo di 2,65 dollari a trimestre, che ammonta a 10,60 dollari per azione. Che costerebbe altri $ 10 miliardi di dollari.</p>
<p>La società se lo può ovviamente permettere grazie al suo utile netto, ma se lo potrebbe permettere anche solo con la liquidità che ha accumulato negli ultimi anni.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5199/apple-aumenta-la-liquidita-e-soddisfa-wall-street">Apple aumenta la liquidità e soddisfa Wall Street</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:20 di mercoledì 25 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>C&#039;era una volta un gigante della telefonia di nome Nokia</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5189/cera-una-volta-un-gigante-della-telefonia-di-nome-nokia</link>
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    <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:58:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Dagli allori alla polvere in pochi passi. È questa la parabola di Nokia, che ha appena pubblicato i risultati disastrosi del primo trimestre 2012. La società finaldese ha dovuto iscrivere a bilancio[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/nokiahq.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="243" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Dagli allori alla polvere in pochi passi. È questa la parabola di Nokia, che ha appena pubblicato i risultati disastrosi del <a href="http://www.nytimes.com/2012/04/20/technology/nokia-logs-loss-as-sales-of-less-sophisticated-phones-slips.html">primo trimestre 2012</a>. La società finaldese ha dovuto iscrivere a bilancio perdite per 929 milioni di euro, in seguito a una riduzione del 29 per cento delle vendite, a causa del cattivo andamento dei suoi cellulari Symbian.</p>
<p>La perdita contrasta con i 344 milioni di euro di profitto un anno fa, con le vendite scese da 10,4 a 7,4 miliardi di euro, L&#8217;unica risposta possibile per Nokia, oltre allo sviluppo di nuovi smartphone in grado di incontrare i gusti del pubblico, è uno sforzo di riduzione dei costi in attesa di tempi migliori.</p>
<p>Solo dieci anni fa Nokia sembrava il dominatore incontrastato del settore dei cellulari e ancora pochi anni fa pareva in grado di rispondere all&#8217;offensiva di Apple e dei produttori di cellulari Android; invece negli smartphone è emerso un gap che la società finaldese non è mai riuscita a colmare, anzi che si è andato ampliando sempre più.</p>
<p>&#8220;Chiaramente siamo delusi della nostra performance nel primo trimestre&#8221;, ha detto l&#8217;ammnistratore delegato Stephen Elop durante un&#8217;intervista. Le azioni di Nokia sono scese del 5,4 per cento negli scambi pomeridiani a Helsinki, a € 2,86. Ma questo è solo l&#8217;antipasto di un difficile momento di transizione.</p>


<p>
La settimana scorsa l&#8217;azienda, con sede a Espoo, in Finlandia, aveva avvertito gli investitori della perdita in arrivo nel primo trimestre e si aspetta che le perdite continuino nel secondo trimestre; all&#8217;andamento negativo nelle vendite si sono aggiunti anche 772 milioni di euro in spese di ristrutturazione di Nokia Siemens Networks, la deludente rete in joint venture con Siemens.</p>
<p>Lunedì Moody&#8217;s ha declassato il rating del debito a lungo e a breve termine di Nokia, citande il deterioramento della posizione finanziaria e mettendo in discussione la sua capacità di fare con successo la transizione da Symbian a Windows.  Secondo Timo Ihamuotila, chief financial officer di Nokia, comunque Nokia Siemens sta facendo progressi per ristrutturare l&#8217;azienda e tornare alla redditività.</p>
<p>La speranza per Nokia è riuscire a vendere in gran quantità il suo Lumia 610, il modello meno costoso in produzione, che nelle prossime settimane comincerà a essere venduto in Cina, Singapore, Vietnam, Taiwan, Indonesia e Malesia. Sembra intanto che le vendite del Lumia 900 attraverso AT &#038; T Wireless negli Stati Uniti abbiano superato le aspettative della società.</p>
<p>Nel primo trimestre di quest&#8217;anno, il Lumia 900 è arrivato a due milioni di pezzi venduti, ad un prezzo medio di vendita di € 220. Nel medio termine, quindi, l&#8217;azienda potrebbe uscire dalle secche, ma nelbreve continua a soffrire.</p>
<p>Le vendite nei dispositivi Nokia e la divisione servizi di base, che genera il 60 per cento del totale delle vendite, sono scese del 40 per cento nel trimestre. Le vendite di smartphone sono sceso del 52 per cento nel periodo, a € 1,7 miliardi da € 3,5 miliardi, riflettendo la debolezza dei Symbian.</p>
<p>Anche le vendite di cellulari di base, che rappresentano la maggior parte delle attività portatile di Nokia, sono scese, in mezzo alla crescente concorrenza dai rivali asiatici a basso costo e la pressione da parte degli operatori di rete mobile cinese: il prezzo medio per un telefono cellulare Nokia di base è crollato del 18 per cento, a € 33 da € 40 di un anno fa. L&#8217;unica chiave per sopravvivere è diventare competitive negli smartphone, quello che non sta riuscendo nemmeno a Rim con il suo BlackBerry.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5189/cera-una-volta-un-gigante-della-telefonia-di-nome-nokia">C'era una volta un gigante della telefonia di nome Nokia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:58 di venerdì 20 aprile 2012.</p>
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  </item>

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    <title>Apple sotto i $ 590: prese di profitto o altro?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5183/apple-sotto-i-590-prese-di-profitto-o-altro</link>
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    <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 11:11:37 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>La corsa di Apple verso quota 1000 sembra essersi fermata, anzi la società di Cupertino ha registrato il quinto giorno consecutivo in calo: 50 punti in meno in cinque sedute, cioè il 7,9% del valore[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/appleipad.JPG" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La corsa di Apple verso quota 1000 sembra essersi fermata, anzi la società di Cupertino ha registrato il quinto giorno consecutivo in calo: <a href="http://www.forbes.com/sites/ericsavitz/2012/04/16/apple-drops-50-points-in-5-days-whats-up-with-that/">50 punti in meno in cinque sedute</a>, cioè il 7,9% del valore lasciato sul terreno. Le azioni della Mela adesso valgono poco più di 580 dollari, dopo essere arrivate sopra quota 630 un paio di settimane fa.</p>
<p>Questo movimento al ribasso è legato solo alle prese di profitto da parte degli speculatori a breve, che hanno messo a segno già un buon guadagno e lo stanno monetizzando? Oppure c&#8217;è dietro qualche altro motivo, come il possibile movimento dei fondi di investimento <a href="http://www.forbes.com/sites/kaipetainen/2012/04/17/funds-rotate-out-of-apple-and-into-microsoft-why-im-bearish-on-apple/">ipotizzato da Kai Petainen</a>?</p>
<p>Negli ultimi tempi qualche analista aveva messo in discussione il verbo rialzista che da un po&#8217; sembra circondare Apple e aveva ipotizzato che il prezzo delle azioni potesse subire qualche aggiustamento. Il 9 aprile per esempio Walter Piecyk di BTIG aveva dagliato il suo rating sul titolo da Buy a Neutral, giustificando la scelta con l&#8217;entusiasmo che ha accompagnato la società ultimamente e la necessità di considerare con attenzione ciò che succederà nei prossimi mesi.</p>


<p>
È vero che Apple continuerà ad essere &#8220;il principale beneficiario di un trend di crescita in accelerazione nell&#8217;adozione di smartphone, considerando che la penetrazione globale di smartphone non ha ancora nemmeno raggiunto il 30%&#8221;; ma forse il livello del titolo ha già scontato questi elementi e prima di consigliare l&#8217;acquisto è meglio aspettare altre indicazioni.</p>
<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, in effetti, il titolo Apple ha guadagnato oltre il 44%, anche se consideriamo il ribasso degli ultimi giorni, tanto che si era cominciato a speculare sulla possibilità di toccare quota mille dollari per azione. Tornando alle analisi, la settimana scorsa Brian Blair di Wedge Partners ha ammonito che le previsioni per l&#8217;iPad per il trimestre di marzo potrebbero ora essere troppo rialziste; anche se in effetti l&#8217;iPad non ha veri concorrenti sul mercato e per adesso continua a dominare il suo settore.</p>
<p>Oltre alle prese di profitto, ci potrebbe essere anche un po&#8217; di nervisismo da parte degli investitori, in vista dei risultati del primo trimestre, attesi dopo la chiusura del 24 aprile. Se le cose non fossero andate secondo le attese il titolo ne risentirebbe un po&#8217;. In alternativa, poi, c&#8217;è la lettura di Kai Petainen, che focalizza la sua attenzione sui movimenti dei fondi e ipotizza uno spostamento progressivo da Apple verso Microsoft.</p>
<p>Non bisogna dimenticare che lo stesso Petainen <a href="http://seekingalpha.com/article/168697-why-apple-is-worth-80">nel 2009 sostenne</a> che Apple valeva al massimo 80 dollari e che i suoi calcoli smentivano l&#8217;analisi di Jim Cramer, secondo cui la Mela sarebbe arrivata almeno a 300 dollari. Poi sappiamo com&#8217;è andata a finire.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5183/apple-sotto-i-590-prese-di-profitto-o-altro">Apple sotto i $ 590: prese di profitto o altro?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:11 di martedì 17 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Facebook distorcerà il Nasdaq come ha fatto Apple?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5173/facebook-distorcera-il-nasdaq-come-ha-fatto-apple</link>
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    <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 10:38:12 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Si avvicina a grandi passi la quotazione in Borsa di Facebook, che secondo il New York Times avrà il ticker Fb e potrebbe essere sul Nasdaq già dal prossimo mese, ma con un punto interrogativo. La Ipo[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/facebooknasdaq.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="239" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Si avvicina a grandi passi la quotazione in Borsa di Facebook, che secondo il New York Times avrà il ticker Fb e potrebbe essere sul Nasdaq già dal prossimo mese, ma con un punto interrogativo. La Ipo può valutare la società numero uno del social networking fino a 100 miliardi, a quel punto quindi Facebook <a href="http://www.forbes.com/sites/roberthof/2012/04/05/will-facebook-distort-the-nasdaq-just-like-apple-did/">distorcerà l&#8217;indice Nasdaq 100</a> in modo che diventi ancora più volatile di quanto non sia già?</p>
<p>In questo momento poche grande aziende &#8220;fanno&#8221; l&#8217;indice e ogni loro variazione si ripercuote in modo spropositato sul Nasdaq: sono Apple, Google, Microsoft, Intel e Oracle, che insieme rappresentano quasi la metà del valore di tutto il Nasdaq 100. Grazie alla sua incredibile corsa, Apple da sola è arrivata a rappresentare il 20% dell&#8217;indice.</p>
<p>Non è ancora chiaro, ovviamente, che tipo di peso avrà Facebook e non si potrà valutare fino al momento del debutto, ma non è difficile immaginare che avrà un andamento tutt&#8217;altro che tranquillo, Dato l&#8217;enorme interesse nella società da parte degli investitori e la stampa e il flottante relativamente piccolo, almeno in un primo tempo, è facile che ogni annuncio o indiscrezione possa provocare un&#8217;impennata o un crollo.</p>


<p>
Se quindi Facebook diventa una parte significativa del Nasdaq, come sembra probabile, è credibile che renda l&#8217;indice ancora più volatile. Questo non è un gran problema per Facebook in sé. Il suo destino non dipende tanto dall&#8217;andamento del titolo a breve termine, quanto a come il CEO Mark Zuckerberg e e i suoi dirigenti sapranno gestire la questione della pubblicità, i costi, i pagamenti online e in altre attività potenziali.</p>
<p>Di certo però sarà una responsabilità in più per l&#8217;azienda che in questo modo si troverà ancora di più sotto i riflettori di quanto non succederebbe se il suo peso fosse più ridotto.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5173/facebook-distorcera-il-nasdaq-come-ha-fatto-apple">Facebook distorcerà il Nasdaq come ha fatto Apple?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:38 di venerdì 13 aprile 2012.</p>
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  </item>

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    <title>In attesa di Facebook si può puntare su Renren?</title>
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    <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:37:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Qual è il social network su cui vale la pena investire in questo momento? La risposta, secondo Seeking Alpha non è Facebook - visto anche che la società di Zuckerberg non è ancora quotata e comunque[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/renren.png" class="post-h" border="0" width="432" height="208" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Qual è il social network su cui vale la pena investire in questo momento? La risposta, <a href="http://seekingalpha.com/article/490251-5-reasons-why-we-believe-renren-is-the-most-attractive-social-media-stock">secondo Seeking Alpha</a> non è Facebook - visto anche che la società di Zuckerberg non è ancora quotata e comunque costerebbe davvero troppo - ma ha un nome cinese, Renren.</p>
<p>Il social network cinese sbarcò in Borsa l&#8217;anno scorso, ma adesso gli investitori cominciano a interessarsi a questo titolo su cui si registrano alti volumi di scambi. Attualmente le azioni Renren quotano a poco meno di 6 dollari, nella fascia bassa della forchetta relativa all&#8217;ultimo anno; le sue prospettive però possono essere interessanti.</p>
<p>Gli analisti prevedono per la società perdite modeste nel 2012 e nel 2013, ma il prezzo è ancora basso rispetto al volume d&#8217;affari, se comparato ai suoi concorrenti e al fatturato previsto: nei prossimi due anni infatti lè stimata una crescita del 48,3%. Renren quota 1,8 volte il valore di libro, mentre Zynga 5 volte, Pandora 14 volte e Groupon 12 volte e LinkedIn 16 volte; c&#8217;è quindi un buon margine di apprezzamento per il titolo, se si considera la valutazioni di altri titoli del settore tecnologico, con prospettive di crescita dei ricavi spesso inferiori.</p>


<p>
L&#8217;Ipo di Faceboo d&#8217;altra parte potrà ridare slancio anche a Renren perché riaccenderà l&#8217;attenzione sul settore e contribuirà a dare visibilità a un concorrente molto più a buon mercato. Renren capitalizza circa 2 miliardi di dollari, mentre Facebook è valutato fra i 75 e i 100 miliardi; visto il potenziale del mercato cinese e i multipli con cui è valutata Renren quindi si può immaginare una spinta all&#8217;insù per il suo titolo. </p>
<p>Peraltro Renren non è solo un servizio di social networking, ma ha anche un sito di video sharing 56.com, un social legato al commercio Nuomi.com sito e un servizio di giochi online. Si prevede che l&#8217;azienda vedrà una forte crescita per il futuro non solo nella sua piattaforma di social networking, ma anche in e-commerce, giochi, e entrate pubblicitarie via cellulare.</p>
<p>Rimane da considerare poi la posizione finanziaria: Renren ha oltre un miliardo di dollari, o quasi 3 dollari in contanti per azione, circa la metà del prezzo corrente. Questa posizione di cassa gli permetterà di crescere per vie interne o esterne e quindi contribuisce a un quadro rialzista.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5179/in-attesa-di-facebook-si-puo-puntare-su-renren">In attesa di Facebook si può puntare su Renren?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:37 di mercoledì 11 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Con Instagram, Facebook apre la guerra delle acquisizioni</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5175/con-instagram-facebook-apre-la-guerra-delle-acquisizioni</link>
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    <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:59:14 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <category>tecnologia</category><category>ma</category><category>facebook</category><category>google</category><category>instagram facebook</category><category>social network</category>
    <description>Tutti ormai abbiamo letto della mirabolante acquisizione che ha portato Instagram nelle grinfie di Facebook al prezzo da capogiro di un miliardo di dollari. Che cosa succederà adesso, però, nel campo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/instagram.png" class="post" border="0" width="586" height="212" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Tutti ormai abbiamo letto della <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/04/09/news/zuckerberg_compra_instagram_ma_sar_un_marchio_indipendente-33028298/?ref=HREC1-11">mirabolante acquisizione</a> che ha portato <a href="http://instagr.am/">Instagram</a> nelle grinfie di Facebook al prezzo da capogiro di un miliardo di dollari. Che cosa succederà adesso, però, nel campo dei social network, soprattutto nell&#8217;ottica di ulteriori acquisizioni e di consolidamento di posizioni dominanti?</p>
<p>Il fenomeno in sé non è una novità, visto che già Twitter aveva acquisito la piattaforma di blogging Posterous, Google ha raccattato qua e là altre piccole società come Slide e, nella preistoria dei social, MySpace era stata conquistata, a un prezzo salatissimo, da News Corp di Murdoch.</p>
<p>Il punto è che con l&#8217;acquisizione di Instagram Facebook, come si suol dire, ha &#8220;innalzato il livello dello scontro&#8221;, mettendo in chiaro che è pronto a mettere sul piatto &#8220;una paccata di miliardi&#8221;, come dicono oggi i professori alla moda, per far fuori la concorrenza e recuperare il terreno perduto nei settori in cui è più debole, come appunto la condivisione di foto. Da ora in poi il campo dei social sarà un affare privato tra i grandi player in grado di movimentare somme colossali per aggiudicarsi le iniziative più promettenti? Ovviamente i nomi sono i soliti: oltre a Fb ci sono Google+ e Twitter.</p>


<p>In realtà, a sentire gli esperti come ci racconta Forbes, il quadro non è così chiaro e definito, non ancora almeno; però una cosa è certa, il prezzo pagato da Facebook contribuirà in modo decisivo a far schizzare in alto le valutazioni dei più noti software e app, a partire da Pinterest.</p>
<p>Questa di Facebook è solo la prima mossa di una partita a scacchi che si svilupperà in modi forse ancora imprevedibili, coinvolgendo oltre ai concorrenti attuali magari altri nomi, come Microsoft e Apple. D&#8217;altro canto gli utenti stessi non è detto che siano così felici di trovarsi irretiti dentro un mondo tutto-Facebook o tutto Google; questi utenti, come sostiene Reggie Bradford, CEO della piattaforma di social marketing Vitrue, potrebbero essere il vero antidoto a un eccessivo consolidamento oligopolistico.</p>
<p>È ovvio comunque che adesso scatta la gara ad accaparrarsi le start-up più promettenti, che possono permettere ai grandi player di riempire i buchi e coprire quelle attività in cui sono più deboli. Non tutte le acquisizioni saranno produttive, ma alcuni settori come quello delle foto saranno certamente al centro delle piattaforme, perché sono le più usate dagli utenti.</p>
<p>Per esempio Pinterest in un paio di anni è diventato il terzo più visitato social network: non è detto che fra un po&#8217; non entri nel mirino di Google, ma se il prezzo non sarà abbastanza alto è difficile che la società ceda a un corteggiamento. Il prezzo pagato da Facebook farà certamente moltiplicare gli investimenti di incubatori, angeli e venture capitalist nelle start-up dedicate ai social network.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5175/con-instagram-facebook-apre-la-guerra-delle-acquisizioni">Con Instagram, Facebook apre la guerra delle acquisizioni</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:59 di martedì 10 aprile 2012.</p>
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  </item>

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    <title>Chi vince e chi perde dalla riorganizzazione Hp</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5165/chi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp</link>
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    <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 09:47:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <category>uncategorized</category><category>tecnologia</category><category>hp imprese</category><category>hp riorganizzazione</category><category>meg whitman hp</category>
    <description>Le forbici di Meg Whitman si sono abbattute con decisione sul colosso dell&amp;#8217;informatica Hp e la riorganizzazione lanciata dieci giorni fa lascia intravedere l&amp;#8217;idea che ha[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/megwhitmanhp.jpg" class="post" border="0" width="586" height="389" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Le forbici di Meg Whitman si sono abbattute con decisione sul colosso dell&#8217;informatica Hp e la riorganizzazione lanciata dieci giorni fa <a href="http://www.forbes.com/sites/patrickmoorhead/2012/04/01/hp-reorg-who-wins-and-loses-2/">lascia intravedere</a> l&#8217;idea che ha l&#8217;attuale dirigenza su come dovrà essere l&#8217;Hp del futuro.</p>
<p>In particolare la nuova struttura basata su due grandi divisioni, impresa e personal computer, lascia presagire che il cuore della Hp che verrà sarà proprio il settore Enterprise, sul modello di Ibm e Oracle, che realizzano la maggior parte dei loro profitti dai servizi alle imprese più che dal settore retail.</p>
<p>Il comparto delle stampanti, infatti, è stato unito alla divisione pc, mentre le funzioni di commercializzazione, comunicazione e vendite per i grandi clienti sono state centralizzate all&#8217;interno del resto di Hp. È chiaro quindi &#8220;chi vince e chi perde&#8221; da questa ristrutturazione e quale sarà il profilo di Hp che uscirà da questo rinnovamento.</p>


<p>Le divisioni stampati e pc sono state combinate, creando un comparto da 60 miliardi di dollari, circa il 50% del fatturato annuale di Hp, e affidata a Todd Bradley, che in precedenza aveva guidato i personal computer, mentre lo storico capo del settore stampanti, Vyomesh Joshi, va in pensione dopo 31 anni nella società.</p>
<p>Non è casuale, però, che tutti i venditori che servivano i maggiori clienti di grandi dimensioni sono stati tutti inseriti nella divisione Enterprise, mentre il marketing e la comunicazione sono stati entrambi centralizzati sotto Marty Homlish e Henry Gomez. </p>
<p>La riorganizzazione chiaramente favorisce il settore dedicato ai servizi per le imprese, sul modello di Ibm e Oracle. Hp è leader di mercato nel settore personal computer, con un fatturato di 8,9 miliardi di dollari e un utile operativo di 464 milioni nell&#8217;ultimo trimestre; ma il settore pc sta subendo trasformazioni straordinarie, che puntano sempre più verso tablet e smartphone che verso i tradizionali pc.</p>
<p>D&#8217;altro canto quello delle stampanti è un settore maturo, che anzi sembra destinato a un lento ma progressivo declino, perché si stampa poco e anche nei paesi emergenti l&#8217;aumento nell&#8217;acquisto di stampanti non è al livello registrato anni fa nei paesi già industrializzati. </p>
<p>La prospettiva più probabile è che la divisione stampanti e pc presto o tardi venga ceduta, a meno che Hp non riesca a dimostrare di poter competere sul serio con Apple e con Google nei tablet e negli smartphone.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5165/chi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp">Chi vince e chi perde dalla riorganizzazione Hp</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:47 di venerdì 06 aprile 2012.</p>
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    <title>Il destino del BlackBerry colpirà iPhone e Android?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5167/il-destino-del-blackberry-colpira-iphone-e-android</link>
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    <pubDate>Mon, 02 Apr 2012 10:01:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <description>Guai sempre più grossi per Rim (Research in Motion): la società che ha inventato e produce il BlackBerry archivia un altro trimestre in perdita e vede le sue azioni crollare dai 140 dollari del 2008[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/rimhq.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Guai sempre più grossi per Rim (Research in Motion): la società che ha inventato e produce il BlackBerry <a href="http://www.forbes.com/sites/adamthierer/2012/04/01/bye-bye-blackberry-how-long-will-apple-last/">archivia un altro trimestre</a> in perdita e vede le sue azioni crollare dai 140 dollari del 2008 ai 14 dollari di venerdì scorso. Com&#8217;è possibile un simile tracollo in così poco tempo? E soprattutto, quello che è capitato a Rim rischia di riprodursi nel giro di qualche anno con gli attuali padroni del mercato Smartphone, cioè Apple e Google?</p>
<p>Un risultato negativo da imputare alla funzione imprenditoriale dell&#8217;impresa, quella che doveva occuparsi di scoprire e sfruttare nuove opportunità di business e garantire l&#8217;esistenza della società nel tempo, attraverso i decenni e magari da un secolo all&#8217;altro. In questo caso, però, qualcosa non ha funzionato. </p>
<p>Nel primi anni del 2000, l&#8217;azienda eccelleva in tutte e tre le funzioni. In ambito sociale, ha generato migliaia di posti di lavoro e ha fornito risorse per l&#8217;economia canadese, e la comunità locale. Nell&#8217;area gestionale, eseguiva una strategia di marketing accorto, sviluppando una serie di prodotti BlackBerry rivolti in primis agli utenti aziendali e, infine, a tutti. Nel settore imprenditoriale, ha offerto ai consumatori prodotti innovativi che battono i prodotti tradizionali cellulari. Ma bastano poche scelte sbagliate, nel momento più delicato, per ribaltare i destini di una società, nel bene (come per Apple e Google) e nel male.</p>


<p>
L&#8217;arrivo di nuovi prodotti come l&#8217;iPhone e l&#8217;iPad di Apple e i telefonini Android prodotti da Samsung, LG e HTC  hanno messo in difficoltà il BlackBerry, che solo cinque anni fa era praticamente sinonimo di &#8220;smartphone&#8221;. Era sulla buona strada per diventare un marchio generico, come Kleenex o Band-Aid, ma invece ha fatto la fine del Walkman di Sony: ha ballato solo qualche estate.</p>
<p>Giovedì Rim ha annunciato che stava licenziando i dirigenti migliori, i ricavi hanno continuato a scendere e il prezzo delle azioni della ditta è sceso al livello più basso dal 2003. Gli analisti del settore stanno abbassando le loro previsioni per l&#8217;impresa e non è chiaro se qualche pretendente - si parla di Microsoft con insistenza - potrebbe essere disposto a intervenire e salvare l&#8217;azienda.</p>
<p>Se RIM non riesce a tirare fuori una soluzione, il BlackBerry diventa lo studio esempio che esemplifica quanto velocemente un &#8220;impero dell&#8217;informazione&#8221; può salire e scendere nell&#8217;attuale mercato delle tlc. Microsoft sembrava in perfetta posizione per far decollare il suo Windows Mobile di fascia alta sui produttori di cellulari smartphone fino a quando Apple e Android hanno interrotto la sua attività. Pochi anni fa l&#8217;idea che Apple o Google potessero diventare seri contendenti nel settore smartphone era accolta con derisione, anche disprezzo. E invece la storia racconta un&#8217;altra conclusione. Anche Apple e Google rischiano di finire così? Non è affatto detto, ma allo stesso modo nessuno può assicurare che il loro futuro sia altrettanto roseo del recente passato.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5167/il-destino-del-blackberry-colpira-iphone-e-android">Il destino del BlackBerry colpirà iPhone e Android?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:01 di lunedì 02 aprile 2012.</p>
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