<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xml:lang="it-it">

  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T16:45:38+00:00</updated>
  <id>http://www.finanzablog.it</id>
  <link rel="alternate" type="text/html" hreflang="it-it" href="http://www.finanzablog.it" />
  <generator uri="http://lightpress.org/" version="1.1.0">Lightpress</generator>

  
  <entry>
    <title type="html">C&#039;era una volta un gigante della telefonia di nome Nokia</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5189/cera-una-volta-un-gigante-della-telefonia-di-nome-nokia" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=5189</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-04-20T08:58:52+00:00</published>
    <updated>2012-04-20T08:58:52+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>android</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>iphone</dc:subject><dc:subject>nokia</dc:subject><dc:subject>smartphone</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dagli allori alla polvere in pochi passi. È questa la parabola di Nokia, che ha appena pubblicato i risultati disastrosi del primo trimestre 2012. La società finaldese ha dovuto iscrivere a bilancio[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5189/cera-una-volta-un-gigante-della-telefonia-di-nome-nokia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/nokiahq.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="243" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Dagli allori alla polvere in pochi passi. È questa la parabola di Nokia, che ha appena pubblicato i risultati disastrosi del <a href="http://www.nytimes.com/2012/04/20/technology/nokia-logs-loss-as-sales-of-less-sophisticated-phones-slips.html">primo trimestre 2012</a>. La società finaldese ha dovuto iscrivere a bilancio perdite per 929 milioni di euro, in seguito a una riduzione del 29 per cento delle vendite, a causa del cattivo andamento dei suoi cellulari Symbian.</p>
<p>La perdita contrasta con i 344 milioni di euro di profitto un anno fa, con le vendite scese da 10,4 a 7,4 miliardi di euro, L&#8217;unica risposta possibile per Nokia, oltre allo sviluppo di nuovi smartphone in grado di incontrare i gusti del pubblico, è uno sforzo di riduzione dei costi in attesa di tempi migliori.</p>
<p>Solo dieci anni fa Nokia sembrava il dominatore incontrastato del settore dei cellulari e ancora pochi anni fa pareva in grado di rispondere all&#8217;offensiva di Apple e dei produttori di cellulari Android; invece negli smartphone è emerso un gap che la società finaldese non è mai riuscita a colmare, anzi che si è andato ampliando sempre più.</p>
<p>&#8220;Chiaramente siamo delusi della nostra performance nel primo trimestre&#8221;, ha detto l&#8217;ammnistratore delegato Stephen Elop durante un&#8217;intervista. Le azioni di Nokia sono scese del 5,4 per cento negli scambi pomeridiani a Helsinki, a € 2,86. Ma questo è solo l&#8217;antipasto di un difficile momento di transizione.</p>
 <p>
La settimana scorsa l&#8217;azienda, con sede a Espoo, in Finlandia, aveva avvertito gli investitori della perdita in arrivo nel primo trimestre e si aspetta che le perdite continuino nel secondo trimestre; all&#8217;andamento negativo nelle vendite si sono aggiunti anche 772 milioni di euro in spese di ristrutturazione di Nokia Siemens Networks, la deludente rete in joint venture con Siemens.</p>
<p>Lunedì Moody&#8217;s ha declassato il rating del debito a lungo e a breve termine di Nokia, citande il deterioramento della posizione finanziaria e mettendo in discussione la sua capacità di fare con successo la transizione da Symbian a Windows.  Secondo Timo Ihamuotila, chief financial officer di Nokia, comunque Nokia Siemens sta facendo progressi per ristrutturare l&#8217;azienda e tornare alla redditività.</p>
<p>La speranza per Nokia è riuscire a vendere in gran quantità il suo Lumia 610, il modello meno costoso in produzione, che nelle prossime settimane comincerà a essere venduto in Cina, Singapore, Vietnam, Taiwan, Indonesia e Malesia. Sembra intanto che le vendite del Lumia 900 attraverso AT &#038; T Wireless negli Stati Uniti abbiano superato le aspettative della società.</p>
<p>Nel primo trimestre di quest&#8217;anno, il Lumia 900 è arrivato a due milioni di pezzi venduti, ad un prezzo medio di vendita di € 220. Nel medio termine, quindi, l&#8217;azienda potrebbe uscire dalle secche, ma nelbreve continua a soffrire.</p>
<p>Le vendite nei dispositivi Nokia e la divisione servizi di base, che genera il 60 per cento del totale delle vendite, sono scese del 40 per cento nel trimestre. Le vendite di smartphone sono sceso del 52 per cento nel periodo, a € 1,7 miliardi da € 3,5 miliardi, riflettendo la debolezza dei Symbian.</p>
<p>Anche le vendite di cellulari di base, che rappresentano la maggior parte delle attività portatile di Nokia, sono scese, in mezzo alla crescente concorrenza dai rivali asiatici a basso costo e la pressione da parte degli operatori di rete mobile cinese: il prezzo medio per un telefono cellulare Nokia di base è crollato del 18 per cento, a € 33 da € 40 di un anno fa. L&#8217;unica chiave per sopravvivere è diventare competitive negli smartphone, quello che non sta riuscendo nemmeno a Rim con il suo BlackBerry.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Apple sotto i $ 590: prese di profitto o altro?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5183/apple-sotto-i-590-prese-di-profitto-o-altro" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5183/apple-sotto-i-590-prese-di-profitto-o-altro/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-04-17T11:11:37+00:00</published>
    <updated>2012-04-17T11:11:37+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>bolla tecnologica</dc:subject><dc:subject>microsoft</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La corsa di Apple verso quota 1000 sembra essersi fermata, anzi la società di Cupertino ha registrato il quinto giorno consecutivo in calo: 50 punti in meno in cinque sedute, cioè il 7,9% del valore[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5183/apple-sotto-i-590-prese-di-profitto-o-altro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/appleipad.JPG" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La corsa di Apple verso quota 1000 sembra essersi fermata, anzi la società di Cupertino ha registrato il quinto giorno consecutivo in calo: <a href="http://www.forbes.com/sites/ericsavitz/2012/04/16/apple-drops-50-points-in-5-days-whats-up-with-that/">50 punti in meno in cinque sedute</a>, cioè il 7,9% del valore lasciato sul terreno. Le azioni della Mela adesso valgono poco più di 580 dollari, dopo essere arrivate sopra quota 630 un paio di settimane fa.</p>
<p>Questo movimento al ribasso è legato solo alle prese di profitto da parte degli speculatori a breve, che hanno messo a segno già un buon guadagno e lo stanno monetizzando? Oppure c&#8217;è dietro qualche altro motivo, come il possibile movimento dei fondi di investimento <a href="http://www.forbes.com/sites/kaipetainen/2012/04/17/funds-rotate-out-of-apple-and-into-microsoft-why-im-bearish-on-apple/">ipotizzato da Kai Petainen</a>?</p>
<p>Negli ultimi tempi qualche analista aveva messo in discussione il verbo rialzista che da un po&#8217; sembra circondare Apple e aveva ipotizzato che il prezzo delle azioni potesse subire qualche aggiustamento. Il 9 aprile per esempio Walter Piecyk di BTIG aveva dagliato il suo rating sul titolo da Buy a Neutral, giustificando la scelta con l&#8217;entusiasmo che ha accompagnato la società ultimamente e la necessità di considerare con attenzione ciò che succederà nei prossimi mesi.</p>
 <p>
È vero che Apple continuerà ad essere &#8220;il principale beneficiario di un trend di crescita in accelerazione nell&#8217;adozione di smartphone, considerando che la penetrazione globale di smartphone non ha ancora nemmeno raggiunto il 30%&#8221;; ma forse il livello del titolo ha già scontato questi elementi e prima di consigliare l&#8217;acquisto è meglio aspettare altre indicazioni.</p>
<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, in effetti, il titolo Apple ha guadagnato oltre il 44%, anche se consideriamo il ribasso degli ultimi giorni, tanto che si era cominciato a speculare sulla possibilità di toccare quota mille dollari per azione. Tornando alle analisi, la settimana scorsa Brian Blair di Wedge Partners ha ammonito che le previsioni per l&#8217;iPad per il trimestre di marzo potrebbero ora essere troppo rialziste; anche se in effetti l&#8217;iPad non ha veri concorrenti sul mercato e per adesso continua a dominare il suo settore.</p>
<p>Oltre alle prese di profitto, ci potrebbe essere anche un po&#8217; di nervisismo da parte degli investitori, in vista dei risultati del primo trimestre, attesi dopo la chiusura del 24 aprile. Se le cose non fossero andate secondo le attese il titolo ne risentirebbe un po&#8217;. In alternativa, poi, c&#8217;è la lettura di Kai Petainen, che focalizza la sua attenzione sui movimenti dei fondi e ipotizza uno spostamento progressivo da Apple verso Microsoft.</p>
<p>Non bisogna dimenticare che lo stesso Petainen <a href="http://seekingalpha.com/article/168697-why-apple-is-worth-80">nel 2009 sostenne</a> che Apple valeva al massimo 80 dollari e che i suoi calcoli smentivano l&#8217;analisi di Jim Cramer, secondo cui la Mela sarebbe arrivata almeno a 300 dollari. Poi sappiamo com&#8217;è andata a finire.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Sprint rischia di essere la prossima vittima dell&#039;iPhone</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5143/sprint-la-prossima-vittima-delliphone" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5143/sprint-la-prossima-vittima-delliphone/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-03-22T06:59:54+00:00</published>
    <updated>2012-03-22T06:59:54+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>4g usa</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>iphone</dc:subject><dc:subject>sprint bancarotta</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Come altre aziende del settore tecnologia, media e telecomunicazioni anche l&amp;#8217;operatore telefonico americano Sprint rischia di crollare, a causa dell&amp;#8217;iPhone di Apple. Stavolta, però,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5143/sprint-la-prossima-vittima-delliphone"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/sprintapple.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="274" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Come altre aziende del settore tecnologia, media e telecomunicazioni anche l&#8217;operatore telefonico americano Sprint rischia di crollare, <a href="http://www.forbes.com/sites/briancaulfield/2012/03/20/killed-by-apples-iphone-is-sprint-next/">a causa dell&#8217;iPhone</a> di Apple. Stavolta, però, a differenza di altri casi, non si tratta di concorrenza, bensì di risorse necessarie per supportare la tecnologia della Mela.</p>
<p>Lunedì scorso le azioni della società hanno perso oltre il 4,5% dopo che un analista di Sanford Bernstein ha sostenuto che la società molto probabilmente dovrà presentare <a href="http://www.dslreports.com/shownews/Craig-Moffett-Single-Handedly-Tanks-Sprint-Stock-118902?nocomment=1">una richiesta di fallimento</a>. Che c&#8217;entra Apple con tutto ciò? L&#8217;anno scorso Sprint, per tenere il passo dei concorrenti At&#038;t - il primo a credere nell&#8217;iPhone - e Verizon, ha siglato un ricco accordo con la casa di Cupertino per offrire l&#8217;iPhone ai propri clienti; ma se sui prossimi modelli Apple spingerà sulla tecnologia ad alta velocità Lte, già presente sul nuovo iPad, allora saranno guai.</p>
<p>Secondo gli analisti il prossimo telefono di Apple offrirà il supporto per lo standard 4G e per tenere il passo AT&#038; T e Verizon stanno spendendo miliardi per aggiornare le loro reti wireless; Sprint, però, rischia di non avere risorse finanziarie sufficienti per combattere questa battaglia. Entro la fine del 2013 si prevede che avrà 1,8 miliardi di dollari di debito, più  1,4 miliardi nel 2014, e altri 2,6 nel 2015. Se la situazione non migliora non sarà facile trovare altro denaro</p>
 <p>Il problema di Sprint è che non ha a disposizione abbastanza spettro libero per trasmettere i dati su una rete Lte e non ha i soldi per ripulire lo spettro che è già in uso; quando il 4G sarà diventato lo standard degli Stati Uniti Sprint si trovare in serie difficoltà.</p>
<p>Non sarebbe la prima società a scontare l&#8217;effetto iPhone, ma finora si era trattato di concorrenti di Apple, non di società che hanno stretto un accordo con la Mela, anche se Sprint è arrivata in ritardo. Basta pensare alla fine ingloriosa fatta prima da Palm e poi da Hp, costretta a chiudere il settore smartphone; o peggio ai tablet di Hp.</p>
<p>Un destino che si potrebbe materializzare anche per la canadese Research In Motion, che ha visto diminuire pericolosamente la sua sua quota di mercato nel settore smartphone a livello mondiale, schiacciata fra Apple e aziende come Samsung che realizzano prodotti basati sul software Android di Google. Il Rim PlayBook tablet, pubblicizzato come alternativa all&#8217;iPad di Apple, è un flop.</p>
<p>Sta resistendo Adobe, che rimane redditizia anche se iPhone non supporta la piattaforma Flash multimediale.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Troppi ostacoli: At&amp;T rinuncia ad acquistare T-Mobile</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4993/troppi-ostacoli-att-rinuncia-ad-acquistare-t-mobile" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4993/troppi-ostacoli-att-rinuncia-ad-acquistare-t-mobile/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2011-12-21T09:37:38+00:00</published>
    <updated>2011-12-21T09:37:38+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>at&amp;t t-mobile</dc:subject><dc:subject>telefonia cellulare usa. at&amp;t antitrust</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Affare fallito e una penalità da pagare per At&amp;#038;T. Il colosso americano della telefonia ha rinunciato ufficialmente ad acquisire T-Mobile, l&amp;#8217;operatore telefonico mobile controllato da[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4993/troppi-ostacoli-att-rinuncia-ad-acquistare-t-mobile"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tmobile.png" class="post" border="0" width="586" height="320" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Affare fallito e una penalità da pagare per At&#038;T. Il colosso americano della telefonia <a href="http://finance.yahoo.com/news/t-gives-39-billion-bid-014608349.html">ha rinunciato ufficialmente</a> ad acquisire T-Mobile, l&#8217;operatore telefonico mobile controllato da Deutsche Telekom: l&#8217;offerta da 39 miliardi di dollari era stata presentata a marzo, ma aveva subito attirato l&#8217;attenzione delle autorità americane sulle comunicazioni e alla fine il risultato è stato il fallimento del progetto.</p>
<p>In caso di successo At&#038;T sarebbe diventato il primo operatore mobile negli Stati Uniti con una netta distanza sui concorrenti e le due società avevano cominciato anche a diffondere cartelloni pubblicitari con i due loghi congiunti; da subito, però, la Federal Communications Commission aveva sollevato dubbi e aperto immediatamente un&#8217;istruttoria sull&#8217;operazione.</p>
<p>Eppure i vertici di At&#038;T - in particolare il Ceo Randall Stephenson - erano così sicuri di ottenere un via libera che avevano offerto a Deutsche Telekom una specie di clausola di sicurezza: in caso di decisione negativa da parte delle autorità la compagnia americana avrebbe pagato una penale da 4 miliardi di dollari, che adesso finiranno nelle casse tedesche, ma non saranno sufficienti a consolarli per la mancata cessione.</p>
 <p>Lo stop all&#8217;acquisizione, infatti, lascia entrambi i &#8220;promessi sposi&#8221; in una situazione difficile: da un lato Deutsche Telekom ha bisogno di cedere la sua controllata americana per fare cassa, dall&#8217;altro At&#038;T ha bisogno di cercare un altro modo per ampliare il proprio spettro di frequenze.</p>
<p>Per mesi gli operatori del settore e gli analisti si erano chiesti come sarebbe stato possibile ottenere un&#8217;approvazione da parte della Fcc su una fusione tra due dei principali operatori della telefonia mobile negli Stati Uniti: era chiaro che ci fossero, quanto meno, dubbi sul fronte della concorrenza. Il Dipartimento di Giustizia, come previsto, ha posto condizioni così dure che le due compagnie in un primo tempo hanno provato ad opporsi alla decisione, ma in ultimo hanno preferito rinunciare.</p>
<p>Del resto se l&#8217;accordo fosse andato in porto At&#038;t sarebbe diventato il numero uno statunitense nella telefonia mobile con una quota del 42% circa, mettendo insieme i suoi 95,5 milioni di utenti con i circa 33 di T-Mobile: quasi la metà della clientela in un mercato da 296 milioni di utenti che usano il cellulare per parlare, mandarsi messaggi e navigare in Rete. E le conseguenze, sul fronte della concorrenza, sarebbero state forti proprio sul 4G.</p>
<p>Adesso è tutto da rifare e se al tempo dell&#8217;annuncio Wall Street <a href="http://www.finanzablog.it/post/4690/att-compra-t-mobile-usa-e-fa-volare-wall-street">aveva brindato</a> al matrimonio e adesso è facile immaginare conseguenze negative sui titoli delle due società.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Apple è sempre un buon affare grazie al vantaggio di iPhone su Android</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4931/apple-e-sempre-un-buon-affare-grazie-al-vantaggio-di-iphone-su-android" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4931/apple-e-sempre-un-buon-affare-grazie-al-vantaggio-di-iphone-su-android/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2011-11-17T10:06:42+00:00</published>
    <updated>2011-11-17T10:06:42+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>apple android iphone</dc:subject><dc:subject>apple azion</dc:subject><dc:subject>apple iphone borsa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nel ricco mercato della telefonia di alta gamma, quello degli smartphone per intenderci, si rinnova quotidianamente la battaglia fra Apple, con il suo iPhone arrivato alla versione 4S, e gli altri[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4931/apple-e-sempre-un-buon-affare-grazie-al-vantaggio-di-iphone-su-android"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/iphoneandroid.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="258" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Nel ricco mercato della telefonia di alta gamma, quello degli smartphone per intenderci, si rinnova quotidianamente la battaglia fra Apple, con il suo iPhone arrivato alla versione 4S, e gli altri produttori che hanno scelto il sistema operativo di Google, Android. L&#8217;andamento del mercato, il volume delle vendite e i profitti ottenuti in questo settore, dunque, saranno decisivi per l&#8217;andamento dei titoli di queste due società in Borsa; e di conseguenza per decidere se investire o no.</p>
<p>Negli ultimi anni Apple ha costituito una vera manna dal cielo per chi ha investito i propri capitali nelle azioni di Cupertino: il risultato è stato un aumento costante di valore, grazie al lancio di sempre nuovi prodotti e alla capacità di attrarre una clientela disposta a spendere di più per avere l&#8217;ultimo modello di cellulare o di computer o di lettore mp3. Ma di certo il segmento degli smartphone, quello dell&#8217;iPhone in parole povere, è stato ed è il più redditizio.</p>
<p>In questo quadro è molto interessante <a href="http://www.marketwatch.com/story/apple-killing-google-android-where-it-counts-2011-11-08?Link=obinsite">l&#8217;analisi che illustra Nigam Arora</a> su Market Watch a proposito dell&#8217;andamento di questo mercato e delle prospettive a breve/medio periodo per i principali attori che si spartiscono il mercato.</p>
 <p>La sua riflessione parte da una valutazione dei dati e degli aspetti cui prestare davvero attenzione per capire le prospettive del settore. E a questo proposito la prima conclusione è molto interessante: nell&#8217;arco di un anno la quota di mercato dei produttori Android è destinata comunque ad aumentare ancora, ma in ogni caso Apple amplierà il proprio vantaggio in termini di profitti. E questo dipende dal prezzo degli smartphone nonché dalle strategie commerciali dei produttori e degli operatori di telefonia cellulare.</p>
<p>Nei mercati maturi, infatti, le società di telefonia si sobbarcano parte del prezzo dei cellulari e in qualche modo partecipano alla spesa dei clienti per grantire certi modelli di smartphone: l&#8217;obiettivo ovviamente è accaparrarsi nuovi abbonati e impedire che i propri passino alla concorrenza. Al contrario nei mercati meno sviluppati l&#8217;utente deve affrontare da solo la spesa per il telefonino, sia di livello basso sia di fascia alta.</p>
<p>Per esempio negli Stati Uniti un consumatore finale paga solo 199 dollari per il modello base dell&#8217;iPhone, ma Apple ne incassa complessivamente circa 600 a pezzo: la differenza è a carico dell&#8217;operatore mobile, che si rifà con il traffico e le tariffe applicate. I cellulari Android, invece, in assenza di promozioni da parte degli operatori sono più economici e proprio per questo stanno conquistando sempre nuove quote, ma soprattutto nei mercati in via di sviluppo.</p>
<p>Sta di fatto però che per gli operatori di telefonia offrire un iPhone - secondo le analisi di mercato - costituisce un vantaggio competitivo e dunque nei mercati che contano, per adesso, Apple ha una marcia in più, dal momento che ha margini più alti su ogni singolo pezzo venduto, anche se i concorrenti vendono complessivamente più cellulari.</p>
<p>L&#8217;esempio - semplice, ma efficace - di Arora è di due compagnie, A e B: A vende 30 pezzi a 600 dollari e su ogni pezzo venduto ha un margine di guadagno di 240 dollari, per un totale di 7200 dollari di utile lordo; B invece ne vende 50 a 200 dollari con un margine di 20 dollari a pezzo, per un totale di 1000 dollari di utile. B supera A in quote di mercato, ma A ha un margine del 720% superiore a B. E nel settore della telefonia Apple è più o meno nella situazione di A.</p>
<p>Finche l&#8217;azienda di Cupertino riuscirà a mantenere alta la desiderabilità dei suoi prodotti, in particolare nel mercato degli smartphone, il suo titolo continuerà a beneficiare di risultati brillanti e dunque andrà preso in considerazione per un investimento.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Microsoft dovrebbe comprare Nokia?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4773/microsoft-dovrebbe-comprare-nokia" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=4773</id>
    <author>
      <name>Carlo Tissi</name>
    </author>
    <published>2011-08-29T08:20:58+00:00</published>
    <updated>2011-08-29T08:20:58+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>htc</dc:subject><dc:subject>microsoft</dc:subject><dc:subject>nokia</dc:subject><dc:subject>samsung</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Google ha comprato Motorola, Microsoft dovrebbe comprare Nokia? Gli analisti sono divisi. L&amp;#8217;opportunità di un&amp;#8217;operazione, per il momento soltanto ipotetica, che sarebbe[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4773/microsoft-dovrebbe-comprare-nokia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/microsoftnokia.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="" /><br clear="all" />Google <a href="http://www.finanzablog.it/post/4771/cosa-vuole-fare-google-con-motorola/">ha comprato Motorola</a>, Microsoft dovrebbe comprare <strong>Nokia</strong>? Gli analisti sono divisi. L&#8217;opportunità di un&#8217;operazione, per il momento soltanto ipotetica, che sarebbe &#8220;all&#8217;inseguimento&#8221; del rivale ancora una volta è da valutare, ma l&#8217;ipotesi c&#8217;è. Basta guardare al comportamento del titolo Nokia (+10%) all&#8217;annuncio dell&#8217;accordo Google-Motorola, ma Redmond ci guadagnerebbe? Secondo <a href="http://blogs.wsj.com/tech-europe/2011/08/15/why-microsoft-might-want-to-buy-nokia/">Benedict Evans di Enders Analysis si tratterebbe di una mossa difensiva</a>, ma necessaria.</p>
<blockquote><p>It would be a defensive play. The only reason Microsoft would buy Nokia would be to stop anyone else from buying it. The only way that Microsoft could guarantee Nokia stays loyal to Windows Phone is to own it.</p></blockquote>
<p>Catastrofico: l&#8217;unico modo per evitare che Nokia abbandoni in un futuro <strong>Windows Mobile </strong>è comprare l&#8217;intera baracca. In realtà Microsoft sta godendo i frutti <a href="http://www.zdnet.com/blog/microsoft/microsoft-and-nokia-finalize-their-windows-phone-collaboration-agreement/9255?tag=content;siu-container">di un proficuo accordo con il produttore di cellulari finlandese</a>, ma soprattutto non ha alcun bisogno della library di brevetti che Google si è assicurata comprando Motorola. I cellulari Nokia con Windows Mobile garantiscono già oggi un profitto per Microsoft superiore a quello dei tre produttori di PC che acquistano le licenze OEM per Windows come spiegava <strong>Matt Bencke</strong>, generale manager della divisione Windows Phone, nello scorso aprile:</p>
<blockquote><p>Nokia ships more phones than the top three PC OEMs all put together. They have supply chain and manufacturing in place in all major geographic regions and they have operator billing worldwide.</p></blockquote>
 <p>In realtà Microsoft, almeno secondo <a href="http://www.zdnet.com/blog/bott/will-microsoft-buy-nokia-should-they/3802">Ed Bott</a>, potrebbe semplicemente godere del vantaggio nei rapporti con i produttori HTC e Samsung che gli ha fornito Google.</p>
<p>Quando si concluse l&#8217;accordo fra Redmond e Nokia i rivali del produttore finlandese fecero trapelare un certo nervosismo per il rapporto privilegiato che si era venuto a creare, ora che Google ha direttamente acquistato Motorola (mettendosi personalmente in concorrenza con le citate <strong>HTC</strong> e <strong>Samsung</strong>) Microsoft potrebbe guadagnare punti limitandosi a non fare nulla.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">At&amp;t compra T-Mobile Usa e fa volare Wall street</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4690/att-compra-t-mobile-usa-e-fa-volare-wall-street" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=4690</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2011-03-22T08:01:16+00:00</published>
    <updated>2011-03-22T08:01:16+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>at&amp;t t-mobile deal</dc:subject><dc:subject>fusioni e acquisizioni usa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Wall Street vola sulle ali dei nuovi grandi movimenti di fusioni e acquisizioni, mentre sembra allontanarsi lo spettro di una catastrofe nucleare in Giappone. Ieri sera l&amp;#8217;indice Dow Jones ha[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4690/att-compra-t-mobile-usa-e-fa-volare-wall-street"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/atttmobiledeal.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="283" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Wall Street vola sulle ali dei nuovi grandi movimenti di fusioni e acquisizioni, mentre sembra allontanarsi lo spettro di una catastrofe nucleare in Giappone. Ieri sera l&#8217;indice Dow Jones ha chiuso ben sopra i 12mila punti, un livello che non raggiungeva più dai primi giorni di marzo, quando il terremoto e il maremoto in Giappone, più l&#8217;aggravarsi della crisi libica, avevano destabilizzato i mercati e spaventato molti investitori.</p>
<p>Le incertezze sul piano internazionale sembravano poter rallentare per un po&#8217; la tendenza rialzista e provocare un rinvio delle operazioni straordinarie, come è successo per alcune Ipo bloccate proprio sulla rampa di lancio. Dagli Stati Uniti, però, è arrivata la notizia dell&#8217;affare dell&#8217;anno nel settore della telefonia mobile, con <a href="http://dealbook.nytimes.com/category/the-att-t-mobile-deal/">At&#038;t che ha annunciato l&#8217;acquisizione</a> della concorrente T-Mobile Usa da Deutsche Telekom per 39 miliardi di dollari in contanti e azioni.</p>
<p>Se <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-03-21/tmobile-colosso-miliardi-dollari-115423.shtml?uuid=Aay6lIID">questa operazione</a> andrà in porto, dopo i passaggi formali e le autorizzazioni da parte delle autorità americane del mercato (il dipartimento di Giustizia e la Commissione federale sulle comunicazioni), At&#038;t diverrà il numero uno statunitense nella telefonia mobile con una quota del 42% circa, mettendo insieme i 95,5 milioni di utenti At&#038;t più i circa 33 di T-Mobile in un mercato da 296 milioni di utenti che usano il cellulare per parlare, mandarsi messaggi e navigare in Rete.</p>
 <p>
Proprio questo è l&#8217;aspetto interessante dell&#8217;operazione: At&#038;t è stata la prima a vendere negli Usa l&#8217;iPhone di Apple, anzi fino a un mese fa ne ha avuto l&#8217;esclusiva, T-Mobile d&#8217;altra parte ha investito per prima sugli smartphone con sistema operativo Android, mettendo in vendita il primo cellulare di Google, il G1.</p>
<p>Ma At&#038;t era rimasta un po&#8217; attardata nello sviluppo del cosiddetto 4G, la tecnologia Lte, considerata il futuro della trasmissione di dati in modalità senza fili. T-Mobile, da parte sua, non ha sviluppato il 4G, ma ha accordi per vendere i principali modelli di smartphone compatibili con la nuova tecnologia.</p>
<p>Con questo affare, il numero due della telefonia mobile americana, At&#038;t, conquisterebbe il concorrente al quarto posto e diventerebbe l&#8217;operatore più importante, ricacciando indietro i rivali Sprint e Verizon. Gli ostacoli maggiori per l&#8217;accordo sono di natura regolatoria e riguardano in particolare l&#8217;Antitrust. I consumatori, infatti, hanno poco da guadagnare da una concentrazione che rischia di ridurre la concorrenza e bisognerà capire se le autorità americane preferiranno lasciar agire il mercato, per non rischiare di frenare la crescita e l&#8217;entusiasmo delle piazze finanziarie, oppurre vorranno tutelare i consumatori. Wall Street comunque ha già cominciato a festeggiare.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Intesa per Telecom: Bernabè presidente con poteri da capo azienda</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4685/intesa-per-telecom-bernabe-presidente-con-poteri-da-capo-azienda" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=4685</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2011-03-14T08:24:11+00:00</published>
    <updated>2011-03-14T08:24:11+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>telecom-italia</dc:subject><dc:subject>bernabe presidente telecom</dc:subject><dc:subject>intesa telco telecom italia cda</dc:subject><dc:subject>telecom italia nuovo cda</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Formalmente largo ai giovani, ma nella sostanza in Telecom Italia - come nel paese di cui è l&amp;#8217;ex monopolista - trionfa il celebre motto del Gattopardo: &amp;#8220;se vogliamo che tutto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4685/intesa-per-telecom-bernabe-presidente-con-poteri-da-capo-azienda"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bernabefrancotelecom.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Formalmente largo ai giovani, ma nella sostanza in Telecom Italia - come nel paese di cui è l&#8217;ex monopolista - trionfa il celebre motto del Gattopardo: &#8220;se vogliamo che tutto rimanga com&#8217;è, bisogna che tutto cambi&#8221;. E così l&#8217;amministratore delegato Franco Bernabè diventa presidente del gruppo, ma con funzioni esecutive e deleghe simili a quelle che già aveva e con un chiaro ruolo di capo azienda sul modello dell&#8217;alleato-azionista spagnolo Telefónica. Lo affiancano due top manager interni che vengono promossi, ma di fatto <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=14384&#038;numero=999">continuano a seguire i settori</a> di cui si occupavano prima.</p>
<p>Bernabè, quindi, <a href="http://www.corriere.it/economia/11_marzo_12/telecom-accordo-bernabe-presidente_0aa21b42-4cc2-11e0-8264-fe1c829faf1a.shtml">avrà le deleghe non operative</a>si occuperà delle operazioni straordinarie, dei rapporti con le Authority, della finanza, del controllo e della comunicazione istituzionale; sarà lui a gestire le controllate, fra cui TiMedia che gestisce le televisioni generaliste del gruppo Telecom, Mtv e La7 che sta dando non pochi grattacapi e dispiaceri al presidente del Consiglio Berlusconi.</p>
 <p>
Marco Patuano sarà il nuovo amministratore delegato e avrà il compito di sviluppare le attività e accrescere la redditività sul mercato domestico, cercando di ottenere di più in particolare da Tim; Luca Luciani (detto NapoleTone o in alternativa Waterloo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3T-z2V9xhgo&#038;feature=fvwrel">dopo questo gustoso video</a> sfuggito ai controlli interni, in cui celebra il &#8220;capolavoro&#8221; di Napoleone a Waterloo) è il nuovo direttore generale che non siederà in consiglio, ma avrà il compito di rafforzare le posizioni del gruppo in America Latina, sui due mercati di Argentina e Brasile.</p>
<p>I grandi soci riuniti in Telco, la società che contiene la quota di controllo del 22,447% in Telecom, hanno trovato quindi un accordo dopo alcune settimane di incertezza e una lunga &#8220;campagna mediatica&#8221; dell&#8217;attuale ad Bernabè che ha fatto di tutto per difendere le proprie posizioni e rivendicare i risultati ottenuti, specie sul fronte della riduzione dell&#8217;indebitamento. <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/03/13/berlusconi-fa-lo-sgambetto-al-manager-non.html">Secondo Repubblica</a>, comunque, quello che ha fatto davvero rischiare il posto a Bernabè è stata la scelta di Enrico Mentana alla guida del telegiornale della 7, con conseguente calo di spettatori per il Tg1 e il Tg5 e dispetto di Berlusconi che avrebbe chiesto la testa del manager.</p>
<p>Ma a quanto pare non hanno tenuto in considerazioni le pressioni politiche i grandi soci che controllano Telco: Mediobanca (11,57%), Assicurazioni Generali (30,67%), Intesa Sanpaolo (11,57%) e Telefónica S.A. (46,179%). L&#8217;attuale presidente, Gabriele Galateri di Genola, resterà in cda grazie ai suoi buoni rapporti con il socio spagnolo, mentre tra i soci di minoranza Assogestioni dovrebbe confermare Luigi Zingales e la famiglia Fossati non ha ancora presentato i propri candidati.</p>
<p>Rimane un interrogativo che interessa soprattutto ai piccoli azionisti, quelli che Bernabè dice di preferire &#8220;ai salotti buoni&#8221;. Questo nuovo managemente - che tanto nuovo non è, se non nei ruoli - sarà in grado di migliorare i risultati del gruppo? Riuscirà a valorizzare la società che di fatto, dai tempi della scalata di Colaninno con Olivetti, è stata zavorrata di debiti e ha fatto passi da gambero sul mercato globale?</p>
<p>Con la conferma di Bernabè non sembra che si possano riaprire le questioni sullo scorporo della Rete telefonica e delle condizioni riservate agli altri operatori dall&#8217;ex monopolista. Gli investitori in ogni caso sono interessati al prossimo piano industriale e alle scelte di fondo, che potrebbero contemplare anche la cessione delle attività televisive che non sono considerate davvero all&#8217;interno del core-business della società e potrebbero essere cedute.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Telecom Italia in ulteriore progresso grazie a report Citigroup</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4619/telecom-italia-in-ulteriore-progresso-grazie-a-report-citigroup" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4619/telecom-italia-in-ulteriore-progresso-grazie-a-report-citigroup/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2011-01-07T13:00:18+00:00</published>
    <updated>2011-01-07T13:00:18+00:00</updated>
    <dc:subject>sp-mib</dc:subject><dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>telecom-italia</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Non si ferma il rally di Telecom Italia che, dopo aver superato l&amp;#8217;altro ieri le resistenze di area 1 euro, prosegue spedita verso il top di novembre a 1,1230. Una vittoria oltre questo ultimo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4619/telecom-italia-in-ulteriore-progresso-grazie-a-report-citigroup"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/19970.gif" class="post" align="left" border="0" width="153" height="51" alt="" /></p>
<p>Non si ferma il rally di Telecom Italia che, dopo aver superato l&#8217;altro ieri le resistenze di area 1 euro, prosegue spedita verso il top di novembre a 1,1230. Una vittoria oltre questo ultimo ostacolo determinerebbe la ripresa del recupero in forza dalla scorsa primavera in direzione degli 1,26 circa toccati a settembre 2009. L&#8217;eventuale ritorno sotto quota 1 preannuncerebbe invece un test del supporto a 0,9435.<br />
Telecom oggi approfitta di un report di Citigroup, che ha alzato il prezzo obiettivo a 1,20 euro da 1,02 con raccomandazione di acquisto. Gli analisti dell&#8217;importante investment bank americana hanno migliorato le stime sulla divisione mobile brasiliana e sulla telefonia fissa in Italia, facendo anche presente che i mandati dei top manager scadono ad aprile.<br />
La gestione dell&#8217;a.d. Bernabe&#8217; e del presidente Galateri non e&#8217; stata esente da critiche, quindi Citigroup ipotizza che entro breve potrebbero essere prese iniziative rilevanti, come ad esempio il lancio di una nuova strategia sul mobile in Italia, oppure un dividendo superiore ai 5,5 centesimi attesi dal mercato: questo al fine di garantire una riconferma ai manager. Ma anche l&#8217;ipotesi di ricambio ai vertici sembra solleticare l&#8217;interesse degli investitori.<br />
Il titolo grazie a questi scenari sta per il momento ignorando il rischio di rinvio del lancio dell&#8217;offerta residenziale a 100 Mega in fibra ottica. Telecom attende l&#8217;ok dell&#8217;AgCom, che dovrebbe decidere martedi&#8217; prossimo. Secondo indiscrezioni di stampa gli operatori telefonici alternativi avrebbero scritto all&#8217;authority per far presente il rischio di instaurazione di un monopolio da parte di Telecom, in quanto quest&#8217;ultima non li avrebbe messi nelle condizioni di farle concorrenza nella banda larga.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Sawiris-Vimpelcom: fusione a rischio</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4609/sawiris-vimpelcom-fusione-a-rischio" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4609/sawiris-vimpelcom-fusione-a-rischio/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2010-12-29T13:35:30+00:00</published>
    <updated>2010-12-29T13:35:30+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Dopo mesi di trattative la fusione tra la Weather Investments del magnate egiziano delle telecomunicazioni Naguib Sawiris e la Vimpelcom sembra essersi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4609/sawiris-vimpelcom-fusione-a-rischio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/windlogo_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="163" alt="wind vimpelcom telefonia sawiris mobile djezzy mercato andamento risultati merger fusione board cda" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Dopo mesi di trattative la fusione tra la Weather Investments del magnate egiziano delle telecomunicazioni Naguib Sawiris e la Vimpelcom sembra essersi arenata. Il cda della societa&#8217; di telecomunicazioni russa, in programma per il 22 dicembre e chiamato ad approvare la fusione, non si e&#8217; tenuto a causa dell&#8217;opposizione della norvegese Telenor, socio di minoranza con il 40% del capitale di Vimpelcom. Telenor chiedeva una revisione degli accordi originari dell&#8217;operazione, accordi ritenuti troppo favorevoli a Sawiris.</p>
<p>Le ultime indiscrezioni provenienti da Mosca sembrano quasi una provocazione: per i russi l&#8217;operazione si puo&#8217; fare a patto che a Sawiris rinunci ad avere rappresentanti nel board della nuova societa&#8217;. Difficile ipotizzare che l&#8217;imprenditore egiziano possa accettare di fare il socio finanziario senza poter influire sull&#8217;operativita&#8217; di quello che sarebbe il quinto gruppo al mondo nella telefonia mobile.</p>
<p>A meno che le voci che fino all&#8217;estate ponevano Weather (che tra i suoi asset ha l&#8217;italiana Wind) in grossa difficolta&#8217; non si rivelino vere. I problemi per Sawiris arrivano dall&#8217;Algeria, dove il suo gruppo e&#8217; attivo con Djezzy, societa&#8217; che il governo algerino, ai ferri corti con quello egiziano, vorrebbe nazionalizzare. Sawiris sarebbe intenzionato a cercare la via della mediazione con l&#8217;Algeria mediante un arbitrato internazionale per non perdere Djezzy o comunque, nel caso peggiore, ricevere in cambio un risarcimento equo. Possibile quindi che, con la scusa dell&#8217;opposizione di Telenor e approfittando delle difficolta&#8217; di Sawiris, Alpha Group, azionista di maggioranza di Vimpelcom, possa cercare di forzare la mano per ottenere condizioni particolarmente favorevoli.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Telecom Italia Media sale su possibile cessione</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4595/telecom-italia-media-sale-su-possibile-cessione" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4595/telecom-italia-media-sale-su-possibile-cessione/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2010-12-07T13:00:45+00:00</published>
    <updated>2010-12-07T13:00:45+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>telecom-italia</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Telecom Italia Media al centro delle attenzioni degli operatori questa mattina. Il titolo sta provando a mettere sotto pressione la resistenza a 0,2545[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4595/telecom-italia-media-sale-su-possibile-cessione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/televisori_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="243" height="180" alt="telecom italia media la7 telecom italia mercato finanza televisione dahlia air plus digitale terrestre mentana share mediaset bernab&Atilde;�&Acirc;&uml;" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Telecom Italia Media al centro delle attenzioni degli operatori questa mattina. Il titolo sta provando a mettere sotto pressione la resistenza a 0,2545 euro, livello oltre il quale verrebbe completato il doppio minimo in formazione da circa tre settimane, un pattern rialzista capace di spingere i prezzi sul top di fine ottobre a 0,2840. A catalizzare gli acquisti e&#8217; stato un articolo di Repubblica che ha riproposto un tema gia&#8217; emerso a piu&#8217; riprese in passato, ovvero quello relativo alla valorizzazione della partecipazione di controllo in TI Media da parte di Telecom Italia. In base a quanto riportato dal quotidiano l&#8217;a.d. di Telecom Franco Bernabe&#8217; e quello di TI Media, Gianni Stella, sarebbero al lavoro con il cfo Andrea Mangoni per prendere una decisione. Il momento sembrerebbe propizio per una vendita dato che, grazie all&#8217;effetto-Mentana, la share di La7, il canale generalista del gruppo, e&#8217; balzato da meno del 3% al 4%. Inoltre i conti al 30 settembre hanno evidenziato una crescita dell&#8217;11,6% a/a dei ricavi e il ritorno in positivo dell&#8217;EBITDA. Tra le ipotesi sul tavolo oltre alla cessione totale del pacchetto azionario c&#8217;e&#8217; quella che prevede una discesa di Telecom Italia sotto il 50%, in modo da poter deconsolidare i conti di TI Media. Questa ultima motivazione appare invero non determinante date le dimensioni minime di TI Media rispetto al gruppo Telecom. Inoltre l&#8217;indebitamento netto di TI Media e&#8217; sceso a 99,2 milioni di euro in virtu&#8217; dell&#8217;aumento di capitale da 239,5 milioni concluso a giugno il cui onere e&#8217; ricaduto principalmente sulla stessa Telecom. Da segnalare anche che TI Media ha un 10% di Dahlia, la pay tv controllata dagli svedesi di Air Plus, attualmente in difficolta&#8217; e probabilmente prossima a sua volta a un aumento di capitale. Il frangente potrebbe pero&#8217; essere colto da TI Media per acquisire Dahlia e potersi mettere sul mercato con un pacchetto completo costituito da frequenze digitali e pay tv.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">TLC: prima Wind, ora Tiscali, i piccoli alzano il tiro</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4534/tlc-prima-wind-ora-tiscali-i-piccoli-alzano-il-tiro" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4534/tlc-prima-wind-ora-tiscali-i-piccoli-alzano-il-tiro/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2010-10-07T17:06:31+00:00</published>
    <updated>2010-10-07T17:06:31+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>telecom-italia</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[I termini della fusione tra Wind e Vimpelcom rimangono ancora incerti su alcuni dettagli. Il gruppo Terna ha avviato delle trattative con Wind in merito al contratto per l’utilizzo della rete in fibra[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4534/tlc-prima-wind-ora-tiscali-i-piccoli-alzano-il-tiro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fibraottica_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="223" height="240" alt="tiscali fastweb vodafone telecom italia tlc fibra ottica wind vimpelcom digital divide mercato finanza risultati" /></p>
<p>I termini della fusione tra Wind e Vimpelcom rimangono ancora incerti su alcuni dettagli. Il gruppo Terna ha avviato delle trattative con Wind in merito al contratto per l’utilizzo della rete in fibra ottica controllata dal gestore della rete elettrica nazionale. La cifra chiesta per la rimodulazione di un contratto in scadenza al 2019 sarebbe di 100 milioni di euro. D’altra parte i legami con Terna sono assai cambiati da quando il gruppo Wind non è più controllato da Enel e la scadenza del 2019 per il contratto che regolamenta l’uso di un backbone da 13 mila chilometri in fibra ottica si pone su basi ben diverse dai 13 milioni di euro annui previsti oggi.</p>
<p>Di certo questo non è il solo dossier che il nuovo colosso Vimpelcom-Wind dovrà affrontare nel prossimo futuro: ad Algeri il premier Dmitry Medvedev russo recatosi nel Paese nordafricano anche per questo dossier non ha trovato l’accoglienza che sperava sul caso Djezzy. La compagnia telefonica algerina ha infatti una proprietà divisa tra il governo locale e la nuova Vimpelcom-Wind. Già lo scorso anno la società algerina era stata multata per ragioni fiscali per 597 milioni di dollari e quest’anno nuove rivendicazioni del governo per 230 milioni di dollari di tasse inevase potrebbero indicare rinnovate pressioni nazionalizzatrici. Nel secondo trimestre Djezzy ha registrato ricavi per 436,5 milioni di dollari in calo rispetto ai 478,9 milioni di dollari del secondo trimestre del 2009, ma comunque assai rilevanti (basti pensare che in tutto il 2009 Wind Italia ha fatturato 7,4 miliardi di dollari). I passati tentativi di vendere alla sudafricana MTN Djezzy si sono infranti proprio contro il veto del governo algerino e dunque il nodo da sciogliere per Vimpelcom-Wind non sarà facile.</p>
<p>D’altra parte anche in Italia la partita si complica sempre di più e la contrapposizione degli operatori alternativi al monopolio nella rete fissa di Telecom Italia registra novità ogni giorno. Oggi il progetto di Tiscali di avviare la realizzazione di una rete in fibra ottica direttamente collegata al cliente in tutta la Sardegna aggiunge un nuovo tassello al progetto Fibra per l’Italia e consolida la presenza di Tiscali nella regione dove ha una quota di mercato intorno al 50 per cento. Il Comitato NGN nel frattempo non sembra aver fornito soluzioni al problema della rete italiana e del suo ammodernamento. Il potenziamento di Tiscali, Wind, il delisting di Fastweb e gli investimenti di Vodafone lasciano però intravedere un’accesa pressione competitiva con Telecom Italia in vista di un nuovo assetto.</p>
<p>La difficile sfida di una composizione dei pesi nell’interesse del Bel Paese e dell’abbattimento del digital divide (che rimane la vera sfida della rete italiana) chiamerà dunque da subito il neoeletto ministro Paolo Romani a nuovi interventi sul tema. Con la novità di un&#8217;apertura sempre più palese delle nostre reti tlc e del nostro mercato al resto del Mediterraneo e persino dell&#8217;Asia. Soluzioni di lungo periodo richiederanno dunque nuovi e più solidi sforzi in vista di un riassetto del ricco mercato italiano delle telecomunicazioni, un mercato che potrebbe rilanciare anche il progetto di una crescente integrazione delle tlc con i content provider dopo i fallimenti di qualche anno fa. Come dimostrato anche dai diversi progetti sulla ip tv di Fastweb.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
</feed>

