<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xml:lang="it-it">

  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T16:46:23+00:00</updated>
  <id>http://www.finanzablog.it</id>
  <link rel="alternate" type="text/html" hreflang="it-it" href="http://www.finanzablog.it" />
  <generator uri="http://lightpress.org/" version="1.1.0">Lightpress</generator>

  
  <entry>
    <title type="html">Ipo o nuovi azionisti in vista per Bertelsmann</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5163/ipo-o-nuovi-azionisti-in-vista-per-bertelsmann" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5163/ipo-o-nuovi-azionisti-in-vista-per-bertelsmann/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-03-29T08:35:33+00:00</published>
    <updated>2012-03-29T08:35:33+00:00</updated>
    <dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>bertelsmann</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>musica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Grandi manovre in vista nella finanza tedesca, dove il colosso dei media Bertelsmann si prepara a rinnovarsi e ha già cambiato pelle per accogliere nuovi azionisti. Qualsiasi trasformazione, però, non[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5163/ipo-o-nuovi-azionisti-in-vista-per-bertelsmann"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bertelsmannlogo.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Grandi manovre in vista nella finanza tedesca, dove il colosso dei media Bertelsmann si prepara a rinnovarsi e ha già cambiato pelle per accogliere nuovi azionisti. Qualsiasi trasformazione, però, non comporterà una riduzione di <a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/043cdb9c-78af-11e1-9f0f-00144feab49a.html#axzz1qQ3xiUPW">potere per la famiglia Mohn</a>, che non intende mollare la presa e cambiare idea rispetto al modello di capitalismo familiare.</p>
<p>Fra qualche tempo, forse, ci accorgeremo che gli Agnelli sono sempre stati all&#8217;avanguardia, se non nella tecnologia motoristica e meccanica, certamente nelle costruzioni finanziarie e nella creazione di una rete societaria che permettesse l&#8217;apertura a capitali esterni alla famiglia senza compromettere il controllo dinastico. Più o meno è questo il progetto dei Mohn.</p>
<p>Sotto la guida del nuovo direttore generale Thomas Rabe, Bertelsmann si è già mossa per cedere una partecipazione strategica a investitori selezionati oppure scegliere la via di un&#8217;offerta pubblica iniziale: la struttura giuridica della società, infatti, è stata modificata per fornire al gruppo tedesco i miliardi di euro necessari a una significativa espansione, mantenendo le leve del comando in mano alla famiglia Mohn.</p>
 <p>Lo strumento è la trasformazione in un cosiddetto KgaA, per cui i proprietari del gruppo diventano i soci accomandatari, cui fa capo il consiglio di amministrazione , mentre altri investitori possono acquistare quote della società operativa.</p>
<p>Non molto dissimile dal percorso già battuto da altri gruppi tedeschi aziende a proprietà familiare, come Henkel, il gruppo dei beni di consumo, e Merck, la casa farmaceutica, che hanno raccolto risorse fresche sui mercati azionari senza perdere il controllo familiare. Concretamente Bertelsmann - che controlla RTL Television, Magazines G &#038; J e i Libri Random House - non ha ancora deciso esattamente quando e come aprire le porte a investitori esterni, ma il progetto di Rabe è resituire alla società quella rilevanza globale persa negli ultimi cinque anni.</p>
<p>Solo nel 2006 la decana della famiglia, Liz Mohn, aveva bloccato un&#8217;Ipo, quando Bertelsmann aveva riacquistato il 25 per cento delle azioni detenute dall&#8217;investitori belga Albert Frère per € 4,5 miliardi. Dopo un lungo piano di risparmi e riduzione dell&#8217;indebitamento adesso la società è pronta a investire per nuove acquisizioni - nei settori in crescita - ampliando l&#8217;attività a nuovi rami, come l&#8217;istruzione, e a regioni in rapida crescita come Cina, India e Brasile. Il punto di partenza sarà Bmg, la società operativa che gestisce i diritti d&#8217;autore di Bertelsmann in campo musicale.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Il successo di Apple mette a rischio alcuni fondi comuni</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5161/il-successo-di-apple-mette-a-rischio-alcuni-fondi-comuni" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=5161</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-03-27T07:30:10+00:00</published>
    <updated>2012-03-27T07:30:10+00:00</updated>
    <dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>apple fondi comuni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Apple croce e delizia degli investitori? Sicuramente il titolo della Mela finora ha dato molte più soddisfazioni che delusioni a tutti quelli che vi hanno riposto fiducia e denaro; adesso però il suo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5161/il-successo-di-apple-mette-a-rischio-alcuni-fondi-comuni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/applefondi.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Apple croce e delizia degli investitori? Sicuramente il titolo della Mela finora ha dato molte più soddisfazioni che delusioni a tutti quelli che vi hanno riposto fiducia e denaro; adesso però il suo stesso successo rischia di trasformare la società in <a href="http://www.reuters.com/article/2012/03/26/us-apple-fund-risk-analysis-idUSBRE82P0Y620120326">un rischio troppo grande</a>, almeno per alcuni fondi comuni di investimento.</p>
<p>Quando una società guadagna il 50 per cento in un solo anno e diventa la più capitalizzata del mondo, il suo peso rischia di essere davvero troppo, almeno in linea teorica, per non diventare un problema. Coloro che hanno acquistato azioni Apple a un prezzo ben inferiore a quello corrente, infatti, hanno visto il valore del loro investimento gonfiarsi, a volte a più del 10 per cento del patrimonio loro fondo.</p>
<p>Se da un lato questo si è dimostrato un ottimo investimento, adesso potrebbe diventare difficilmente sopportabile a lungo, sotto il profilo della diversificazione del rischio, specie per alcuni tipi di fondi comuni, che adesso hanno legato più strettamente i dollari dei loro investitori  alle prestazioni di una singola azienda. Il problema non si pone tanto per i fondi che scommettono in particolare sulla tecnologia, quando su quelli ad ampia partecipazione, che magari garantiscono le pensioni di milioni di lavoratori.</p>
 <p>Apple rende quasi il 9 per cento degli 80,8 miliardi di dollari del Contrafund di Fidelity, per esempio. Una caduta significativa delle azioni Apple, per quanto improbabile possa sembrare al momento, si riverserebbe rapidamente sui conti pensionistici di milioni di investitori che pensavano di essere più al sicuro investendo in fondi che in singole azioni.</p>
<p>Generalmente nel settore dei fondi comuni, qualsiasi posizione oltre il 5 per cento del patrimonio è considerata una grande scommessa in grado di influenzare un fondo, ma le azioni di Apple sono quasi raddoppiate da 310 dollari a circa 600 dollari in meno di un anno e non è semplice rinunciare a un titolo così promettente; come sostituirlo poi?</p>
<p>Ben 46 fondi seguiti da Morningstar hanno partecipazioni in Apple che superano il 9 per cento del patrimonio: un calo nel prezzo delle azioni di Apple potrebbe far perdere a questi fondi più di quello che perde l&#8217;intero mercato.  </p>
<p>Alcuni gestori di fondi stanno prendendo misure per ridurre il peso di Apple nei loro portafogli e forse non potevano fare altrimenti.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Monster è in vendita, tutta o a pezzi</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5147/monster-e-in-vendita-tutta-o-a-pezzi" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5147/monster-e-in-vendita-tutta-o-a-pezzi/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-03-23T10:11:13+00:00</published>
    <updated>2012-03-23T10:11:13+00:00</updated>
    <dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>monster vendita</dc:subject><dc:subject>servizi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Monster è in vendita. La società che si occupa di ricerche e annunci di lavoro è pronta ad analizzare offerte per cedere tutta l&amp;#8217;attività o singoli rami d&amp;#8217;azienda, come ha[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5147/monster-e-in-vendita-tutta-o-a-pezzi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/monster.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="285" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Monster è in vendita. La società che si occupa di ricerche e annunci di lavoro è pronta ad analizzare offerte per cedere tutta l&#8217;attività o singoli rami d&#8217;azienda, come <a href="http://finance.yahoo.com/news/monster-ceo-open-selling-part-192629321.html">ha spiegato</a> il Chief Executive Sal Iannuzzi in un&#8217;intervista.</p>
<p>Quest&#8217;anno le azioni di Monster hanno guadagnato circa il 17 per cento finora, dopo che Iannuzzi in una conferenza con gli investitori all&#8217;inizio di questo mese aveva detto che l&#8217;azienda stava considerando &#8220;alternative strategiche&#8221;. Dal 1° marzo, quando sono state annunciate queste novità, non sono ancora cominciati contatti formali, ha detto Iannuzzi, e il mercato non ha certezze su chi potrebbero essere i potenziali acquirenti.</p>
<p>Questo mese Monster ha assoldato Stone Key Partners LLC e BofA Merrill Lynch come consulenti finanziari per analizzare le alternative strategiche. Sul tavolo ci sono una vera e propria vendita, la cessione di una quota o alcune delle attività regionali, come la Cina e la Corea del Sud o un&#8217;acquisizione a debito.</p>
 <p> Iannuzzi ha chiarito che le possibilità sono diverse: &#8220;vendere la società, potenzialmente. Significa realizzare un accordo in una regione del mondo in cui possiamo condividere la spesa &#8230; potrebbe significare un investimento strategico nel senso che qualcuno acquista un pezzo consistente di Monster. Potrebbe essere un mercato estero o potrebbe essere qui a New York. &#8221;</p>
<p>Dal quando Iannuzzi detto che la società sta valutando alternative strategiche, gli analisti hanno messo in guardia che non ci sono compratori ovvii per l&#8217;azienda.</p>
<p>Giovedì le azioni hanno guadagnato l&#8217;1,7 per cento a 9,46 dollari, il massimo da ottobre, il che significa una capitalizzazione di mercato di circa 1,1 miliardi di dollari. Secondo le parole di Iannuzzi, la società ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse da potenziali acquirenti, ma non ha ancora avviato colloqui formali perché deve valutare le offerte.</p>
<p>La società sta subendo adesso la concorrenza di social netowork come Facebook e LinkedIn e a gennaio aveva annunciato il taglio del 7 per cento del proprio personale, circa 400 posti di lavoro. Per combattere la concorrenza si cerca di percorrere strade tecnologicamente nuove come i software che analizzano le parole delle richieste.</p>
<p>Monster, che nel 2010 ha acquistato il concorrente HotJobs.com, compete anche con gli operatori dei siti di lavoro specializzati, come Dice Holdings Inc, che si concentra sulla finanziaria, IT e altri settori. In complesso il mercato del recruitment online è stimato a più di $ 5 miliardi.</p>
<p>Nel recruitment online la quota di mercato di Monster è valutata al 23 per cento, al di sotto per cento del 32 di CareerBuilder.com, ma prima del 16 per cento di LinkedIn. Se continua il recupero di posti di lavoro negli Stati Uniti, anche Monster avrà nuove possibilità e forse i potenziali acquirenti saranno pronti a pagare di più.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Pignoramenti illegali: banche Usa multate per 25 miliardi</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5135/le-banche-usa-pagano-25-miliardi-per-i-pignoramenti-illegali" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5135/le-banche-usa-pagano-25-miliardi-per-i-pignoramenti-illegali/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-03-14T09:11:31+00:00</published>
    <updated>2012-03-14T09:11:31+00:00</updated>
    <dc:subject>banche</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>bolle</dc:subject><dc:subject>banche usa</dc:subject><dc:subject>bolla immobiliare usa</dc:subject><dc:subject>pignoramenti usa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Se le banche a livello mondiale, ma soprattutto in America, non godevano di buona fama, adesso il grande pubblico ha un motivo in più per detestarle: in base a un accordo siglato con il governo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5135/le-banche-usa-pagano-25-miliardi-per-i-pignoramenti-illegali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pignoramentiusa.jpg" class="post" border="0" width="586" height="389" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Se le banche a livello mondiale, ma soprattutto in America, non godevano di buona fama, adesso il grande pubblico ha un motivo in più per detestarle: in base a un accordo siglato con il governo federale americano e 48 procuratori generali, le cinque maggiori banche degli Stati Uniti si impegnano <a href="http://economywatch.msnbc.msn.com/_news/2012/03/12/10654572-us-files-25-billion-settlement-with-banks-on-mortgage-abuses">a pagare 25 miliardi di dollari</a> per evitare di finire alla sbarra.</p>
<p>L&#8217;intesa deve essere ancora approvata da un giudice, ma il fatto stesso che si sia arrivati a una composizione indica che gli istituti di credito avevano molto da farsi perdonare. <a href="http://www.nytimes.com/2012/03/13/business/tough-reviews-ahead-for-banks-in-26-billion-mortgage-deal.html?_r=1">Secondo le indagini federali</a>, infatti, i dirigenti dei maggiori gruppi finanziari hanno chiuso un occhio e in molti casi hanno anzi spinto i loro dipendenti a procedure ai limiti della legalità e oltre, per pignorare le abitazioni di cittadini in difficoltà.</p>
<p>Notifiche mai pervenute, tempi di pignoramento ridotti a meno del minimo di legge: &#8220;errori&#8221;, secondo la difesa delle banche, ma pagati a caro prezzo da centinaia di migliaia di americani che hanno perso la loro casa in tempi rapidissimi, anche in base a procedure irregolari. I manager erano a conoscenza dei problemi e delle irregolarità, ma non hanno fatto nulla per correggerli, anzi si sono solo preoccupati di mettere le mani su villette e appartamenti, contribuendo ad acuire la crisi del 2009/2009 da cui adesso gli Stati Uniti stanno provando a uscire con fatica.</p>
 <p><a href="http://www.forbes.com/sites/greatspeculations/2012/03/13/banks-foreclosure-settlement-marks-a-turning-point/">Dell&#8217;accordo</a> da 25 miliardi di dollari, 5 miliardi andranno a finire nelle casse federali e statali sotto forma di multe. Dei rimanenti 20 miliardi, una somma di 17 miliardi sarà messa a disposizione per fornire sostegno finanziario e altre forme di assistenza ai mutuatari colpiti. I rimanenti 3 miliardi serviranno ad aiutare migliaia di proprietari di case a concludere un nuovo contratto ipotecario rifinanziato con la propria banca.</p>
<p>Ripartito in base alle banche interessate, l&#8217;accordo <a href="http://economywatch.msnbc.msn.com/_news/2012/03/12/10654572-us-files-25-billion-settlement-with-banks-on-mortgage-abuses">prevede i seguenti pagamenti</a>:<br />
Ally - 110 milioni di dollari ai governi federali e statali, 200 milioni di dollari come aiuto per i mutuatari,<br />
Bank of America - 3,24 miliardi dollari e 8,58 miliardi dollari,<br />
Citigroup - 415 milioni e 1,79 miliardi dollari<br />
JPMorgan - 1,08 miliardi dollari e 4,21 miliardi dollari<br />
Wells Fargo - 1,01 miliardi dollari e 4,34 miliardi dollari</p>
<p>In Borsa i titoli delle banche coinvolte nelle accuse hanno già perso terreno, ma ne perderanno ancora di più nella fiducia dei consumatori e dei contribuenti americani.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Yahoo si prepara a tagliare migliaia di dipendenti</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5121/yahoo-si-prepara-a-tagliare-migliaia-di-dipendenti" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5121/yahoo-si-prepara-a-tagliare-migliaia-di-dipendenti/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-03-07T09:35:38+00:00</published>
    <updated>2012-03-07T09:35:38+00:00</updated>
    <dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>yahoo personale</dc:subject><dc:subject>yahoo tagli</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Un colpo di mannaia sta per calare sui dipendenti di Yahoo, che secondo alcune indiscrezioni si prepara a tagliare migliaia di posti di lavoro secondo la volontà del nuovo Ceo Scott Thompson.
Non[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5121/yahoo-si-prepara-a-tagliare-migliaia-di-dipendenti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/yahoosunny.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Un colpo di mannaia sta per calare sui dipendenti di Yahoo, che <a href="http://allthingsd.com/20120305/yahoos-new-ceo-preps-major-restructuring-including-significant-layoffs/?mod=atdtweet">secondo alcune indiscrezioni</a> si prepara a tagliare migliaia di posti di lavoro secondo la volontà del nuovo Ceo Scott Thompson.</p>
<p>Non sarebbe di certo la prima volta che il colosso di Internet ricorre a licenziamenti in larga scala per ridurre i costi e accontentare azionisti e investitori, ma stavolta sarebbe il taglio più ampio mai deciso dalla società. Ma dove andrà a ridurre il personale il nuovo Ceo?</p>
<p>Gli osservatori <a href="http://www.forbes.com/sites/jeffbercovici/2012/03/05/yahoo-prepping-biggest-layoff-ever-will-media-be-spared/">considerano le scelte</a> anticipata dal precedente capo-azienda, Carol Bartz, che poi è stata licenziata: il suo piano puntava a rafforzare gli investimenti nel settori dell&#8217;intrattenimento e dei media, puntando su un ritorno economico grazie ai banner pubblicitari; adesso però quella strategia non sembra così scontata.</p>
 <p>Nelle sue prime uscite ufficiali Thompson ha parlato di dati, innovazione ed esperienze di consumo, ma non ha fatto menzione di contenuti. </p>
<p>Secondo le indiscrezioni, i primi settori ad essere sfoltiti potrebbero essere l&#8217;organizzazione del prodotto, le pubbliche relazioni, il marketing e la ricerca; ma non è chiaro che succederà con i diritti di trasmissione in Canada delle Olimpiadi invernali del 2014 e quelle del 2016. In ogni caso i licenziamenti potrebbero riguardare le attività più marginali del gruppo. </p>
<p>Il Ceo Thompson si è rivolto di recente alla società Boston Consulting Group per individuare le migliori iniziative orientate alla &#8220;crescita&#8221; della compagnia e definire la migliore strategia per andate avanti; magari in attesa della sempre vagheggiata cessione che in molti auspicano per il gruppo. </p>
<p>A quanto sembra la preoccupazione della nuova dirigenza è quella di concentrarsi sulle attività correnti di Yahoo per renderle più coerenti, oltre a cercare nuovi spazi di manovra in settori nuovi. Intanto però alcuni dirigenti lasciano la società: l&#8217;ultimo è stato il capo di Yahoo Labs, Prabhavar Raghavan, che è passato a Google, preoccupato di subire troppi tagli nel suo settore.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Con i tassi attuali meglio la Borsa dei bond Usa</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5097/con-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=5097</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-02-27T08:45:42+00:00</published>
    <updated>2012-02-27T08:45:42+00:00</updated>
    <dc:subject>obbligazionario</dc:subject><dc:subject>up-down</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>borsa usa</dc:subject><dc:subject>buoni del tesoro</dc:subject><dc:subject>crescita usa borsa</dc:subject><dc:subject>mercati azionari</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Se guardiamo ai Buoni del tesoro sembra quasi che la Germania sia dalla parte sbagliata dell&amp;#8217;Atlantico. Le emissioni di quasi tutti i paesi europei continuano a offrire rendimenti[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5097/con-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/azioniobbligazioni.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="297" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Se guardiamo ai Buoni del tesoro sembra quasi che la Germania sia dalla parte sbagliata dell&#8217;Atlantico. Le emissioni di quasi tutti i paesi europei continuano a offrire rendimenti interessanti, a partire proprio dai cosiddetti Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), ma senza dimenticare stati come la Francia e il Belgio.</p>
<p>I Bund tedeschi, invece, come ci ripetono in continuazione i rendiconti sullo spread, danno una remunerazione molto vicina alla zero, che si annulla se consideriamo l&#8217;effetto dell&#8217;inflazione. Lo stesso avviene in questo momento negli Stati Uniti, dove il Tesoro ottiene in prestito il denaro di cui ha bisogno a un tasso ridicolmente basso, tanto che mettere i propri soldi in Borsa è diventato molto più economico che investirli in buoni del tesoro.</p>
<p>In base alle rilevazioni di Bloomberg, il rapporto fra l&#8217;indice S&#038;P 500 e i Treasury Bond a 10 anni <a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-02-21/s-p-500-cheapest-to-bonds-as-bernanke-zero-rates-boost-business-investment.html">è vicino ai minimi di sempre</a>, dopo le ultime emissioni; non parliamo poi della remunerazione dei conti correnti: la politica dei tassi di interesse bassi, mantenuta dalla Fed con il beneplacito della Casa Bianca, serve a favorire una ripresa dell&#8217;economia, ma punisce i risparmiatori.</p>
 <p>Chi aveva 10mila dollari a dicembre 2008 e li ha messi in un conto corrente ha guadagnato circa 185 dollari; se li ha investiti in Bond del Tesoro Usa ne ha ottenuti 1.644; invece chi li ha investiti in azioni dell&#8217;indice S&#038;P 500 ha guadagnato - in teoria - 5.690 dollari, compresi i dividendi.</p>
<p>Nonostante lo stimolo all&#8217;economia e i tassi di interesse bassi, però, la ripresa stenta a decollare e, al contrario del passato,  quando dopo una recessione la crescita era ancora più forte, stavolta la locomotiva americana riprende a un ritmo ridotto. Su quasi 9 milioni di posti di lavoro persi dall&#8217;inizio della crisi ne sono stati recuperati 3,2 milioni, secondo i dati del Dipartimento del Lavoro: la percentuale di persone in età lavorativa attive nel mercato del lavoro è al livello più basso in 29 anni.</p>
<p>Le imprese dello S&#038;P 500 imprese hanno aumentato le spese di capitale del 35 per cento da giugno 2010 fino alla fine del 2011, il tasso più veloce dal giugno 2006, secondo i dati Bloomberg e gli utili nello S&#038;P 500 sono più che raddoppiati a 96,58 dollari dal 2009 e si prevede di raggiungere un record di 104,28 dollari quest&#8217;anno, più di 11.000 analista stime compilate da Bloomberg show. Il rendimento degli utili (earning yeald) - cioè i profitti annuali divisi per prezzo delle azioni - è salito al 7,1 per cento, 5 punti percentuali in più rispetto al tasso a 10 anni del Tesoro. </p>
<p>Nonostante questo, però, i volumi di scambio restano bassi e anche se la Borsa sembra poter offrire rendimenti interessanti e le azioni sono quotate a sconto rispetto ai livelli storici, non sono arrivati nuovi investitori sui mercati azionari. Anzi, anche se l&#8217;indice S&#038;P 500 è quasi raddoppiato, molti investitori hanno ritirato parte dei soldi impegnati nei fondi comuni di investimento che comprano azioni degli Stati Uniti per il quinto anno nel 2011: i prelievi sono stati 135 miliardi dollari l&#8217;anno scorso, il secondo totale più alto dopo il 2008. </p>
<p>In pratica l&#8217;andamento della Borsa non rispecchia quello dell&#8217;economia reale: questa si riprende a piccoli passi, l&#8217;altra corre. Ma se l&#8217;economia non riparte e le risorse non vengono redistribuite, la platea degli investitori in Borsa è destinata a restringersi sempre di più.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Banche commerciali e d&#039;affari di nuovo separate in Usa?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5093/banche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5093/banche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-02-23T10:03:11+00:00</published>
    <updated>2012-02-23T10:03:11+00:00</updated>
    <dc:subject>up-down</dc:subject><dc:subject>banche</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>banche d'affari</dc:subject><dc:subject>banche di investimento</dc:subject><dc:subject>volcker rule</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Le riforme volute dal presidente Obama per frenare la speculazione finanziaria produrranno forse la fine della &amp;#8220;banca universale&amp;#8221;? Per chi non se lo ricorda, ci fu un tempo in cui le[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5093/banche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/goldmansachsvolcker.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="225" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Le riforme volute dal presidente Obama per frenare la speculazione finanziaria produrranno forse la fine della &#8220;banca universale&#8221;? Per chi non se lo ricorda, ci fu un tempo in cui le banche d&#8217;affari si occupavano di affari, trading, investimenti, fusioni e acquisizioni; invece le banche commerciali si occupavano di depositi e di gestire i risparmi della clientela. Poi arrivarono gli anni Novanta e la <em>deregulation</em> e quelle commistioni che in parte hanno portato alla speculazione e alla crisi attuale.</p>
<p>Le nuove regole contenute nella riforma Dodd–Frank su Wall Street e relative alle banche riportano alcuni paletti che potrebbero dividere di nuovo il mondo del credito: è la cosiddetta <a href="http://dealbook.nytimes.com/2012/02/21/under-volcker-old-dividing-line-in-banks-may-return/?ref=business">Volcker Rule</a>, da Paul Volcker, ex presidente della Federal Reserve e scelto da Obama per guidare il comitato consultivo Economic Recovery Advisory Board formato il 6 febbraio 2009.</p>
<p>Il paradosso è che alcuni simboli della finanza e degli affari, come Goldman Sachs e Morgan Stanley, potrebbero finire dalla &#8220;parte sbagliata&#8221; del muro ed essere considerate banche commerciali e non di investimento, visto anche come sta andando il mercato in questi anni. A quel punto si potrebbe creare lo spazio per l&#8217;arrivo di nuovi concorrenti, magari più piccoli e agguerriti che prenderebbero il posto di queste istituzioni centenarie. Non sappiamo, però, con quali conseguenze.</p>
 <p>
Per esempio nel 2007 Goldman aveva registrato un fatturato di 7,6 miliardi dalle attività di investment banking tradizionale, ma 31,2 miliardi dollari in ricavi grazie alle operazioni di trading, che invece l&#8217;anno scorso hanno portato appena 17,3 miliardi dollari di entrate.</p>
<p>In base alla Dodd-Frank i derivati ​​devono essere negoziati su agenzie centrali di compensazione piuttosto che tra le banche di investimento come avveniva prima della crisi finanziaria; d&#8217;altra parte il rafforzamento dei requisiti patrimoniali richiesti aumenta il costo del finanziamento. Poi c&#8217;è la regola Volcker, che rischia di ridurre sostanzialmente la maggior parte dei profitti che le banche ottengono dal trading: un vero colpo al cuore per realtà come Morgan Stanley.</p>
<p>Non è un caso che la settimana scorsa Goldman, Morgan Stanley e 15 altre banche globali siano state messe sotto osservazione dall&#8217;Investors Service di Moody&#8217;s, con la motivazione che &#8220;la combinazione di condizioni operative mutate e crescenti requisiti normativi e le restrizioni ha ridotto a più lungo termine la redditività e le prospettive di crescita per queste imprese&#8221;.</p>
<p>La Volcker Rule, per essere onesti, ha effetti benefici anche per le banche di grandi dimensioni; ma per seguire tutte le regole e le imposizioni previste dal nuovo sistema bisogna avere risorse e apparati sufficienti. Per questo motivo le vecchie banche d&#8217;affari potrebbero rinunciare ad essere holding bancarie, come avevano scelto di diventare dopo la crisi del 2008, quella che era costata il fallimento di Lehman Brothers.</p>
<p>Merrill Lynch era stata acquisita da Bank of America, Morgan Stanley si era salvata grazie all&#8217;intervento di Mitsubishi UFJ Financial Group, mentre Goldman aveva ricevuto un&#8217;iniezione di capitale dalla Berkshire Hathaway di  Warren Buffett. Con le nuove regole saranno costrette a rispettare criteri più severi e ottemperare a regolamenti stringenti.</p>
<p>Eppure con la Volcker Rule ci sono anche spazi di crescita, perché non si applica ai fondi di private equity, hedge fund e banche d&#8217;investimento più piccole: questi attori potrebbero tentare di intervenire da sé e riempire lo spazio che le banche di investimento non possono più occupare.</p>
<p>È possibile, quindi, che le vecchie banche di investimento siano sfidate da nuovi protagonisti che non sono limitati da questa regola; oppure che scelgano di tornare piccole e si liberino dai paletti della Volcker Rule. Tecnicamente, questo è giuridicamente possibile; ma politicamente non è così facile da digerire dall&#8217;opinione pubblica: un puzzle tutto da ricostruire.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Corsa a vendere azioni per Ceo, dirigenti e grandi azionisti</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5077/corsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=5077</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-02-14T08:09:47+00:00</published>
    <updated>2012-02-14T08:09:47+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>insidere dow jones</dc:subject><dc:subject>mercato vendite</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Che sta succedendo ai dirigenti delle grandi aziende americane? A quanto pare tra la fine di gennaio e febbraio è cominciata una corsa a vendere azioni e stock options, a un ritmo che non si vedeva da[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5077/corsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/azionivendita.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="284" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Che sta succedendo ai dirigenti delle grandi aziende americane? A quanto pare tra la fine di gennaio e febbraio è cominciata una corsa <a href="http://www.marketwatch.com/story/the-insiders-are-selling-heavily-2012-02-09?link=home_carousel">a vendere azioni e stock options</a>, a un ritmo che non si vedeva da luglio.</p>
<p>Secondo il <a href="http://www.argusgroup.com/VickersReports/ReportsDetail.aspx#">Vickers Weekly Insider Report</a>, calcolato da Argus Research, gli &#8220;insider&#8221; hanno venduto molte più azioni delle proprie società di quante ne abbiano acquistate: il rapporto, la settimana scorsa, è stato di 5,77 a 1. Addirittura fra le società quotate al New York Stock Exchange, il rapporto è ancora più clamoroso, con un 8,2 a 1.</p>
<p>Un dato del genere non lascia ben sperare, se si guarda ai corsi e ricorsi storici. A luglio, dopo un movimento simile da parte degli amministratori e grandi dirigenti delle società quotate, tra l&#8217;ultima settimana di luglio e la seconda di agosto l&#8217;indice Dow Jones ha perso circa 2000 punti. È vero che in mezzo all&#8217;estate 2011 molti motivi hanno giustificato una situazione di debolezza sui mercati: dal downgrade degli Stati Uniti alla crisi greca; sta di fatto che il comportamento degli insider ci dice qualcosa delle aspettative generali dei mercati.</p>
 <p>In altre parole: se i dirigenti, i Ceo, i direttori finanziari e i consiglieri di amministrazione vendono le azioni che possiedono nelle società che gestiscono, come si deve comportare chi conosce quelle società certamente molto meno di loro?</p>
<p>Come segnala Market Watch, a novembre lo stesso rapporto fra azioni vendute e azioni comprate era di 0,8 a 1: da allora il Dow Jones ha guadagnato oltre 1500 punti; se adesso il comportamento degli insider è cambiato così tanto, non possiamo concludere automaticamente che la tendenza dei mercati sarà al ribasso, ma di certo è molto più facile prevedere una fase di debolezza che una di rafforzamento degli indici.</p>
<p>C&#8217;è da dire anche che in un momento di pagamento delle tasse e in una fase di apprezzamento delle azioni - che garantisce un discreto guadagno - è più naturale che anche gli insider vendano azioni proprie più che comprarne. Potrebbe trattarsi anche solo di una breve correzione, ma in un momento così complesso - con il default della Grecia sempre dietro l&#8217;angolo - è davvero complesso provare ad anticipare le tendenze dei mercati.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">E se Apple fosse stata accolta nel Dow Jones nel 2009?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5073/e-se-apple-fosse-stata-accolta-nel-dow-jones-nel-2009" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=5073</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-02-09T08:45:36+00:00</published>
    <updated>2012-02-09T08:45:36+00:00</updated>
    <dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>apple dow jones</dc:subject><dc:subject>steve jobs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Facciamo un po&amp;#8217; di fanta-finanza sull&amp;#8217;onda di un interessante post di SeekingAlpha. Che sarebbe successo se nel 2009 - per sostituire General Motors in amministrazione controllata -[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5073/e-se-apple-fosse-stata-accolta-nel-dow-jones-nel-2009"><![CDATA[<p>Facciamo un po&#8217; di fanta-finanza sull&#8217;onda di un <a href="http://seekingalpha.com/article/351781-apple-vs-cisco-woulda-shoulda-coulda">interessante post</a> di SeekingAlpha. Che sarebbe successo se nel 2009 - per sostituire General Motors in amministrazione controllata - le autorità di Borsa avessero scelto Apple?</p>
<p>A quell&#8217;epoca l&#8217;azienda fondata da Steve Jobs quotava circa 143 dollari e sul momento la sua inclusione nell&#8217;indice industriale non avrebbe creato sconquassi; adesso, però, Apple ha aggiornato il suo record di tutti i tempi e si avvicina a un prezzo di 500 dollari per azione. Al posto di General Motors fu scelta Cisco, invece di Apple, ma se la decisione fosse stata diversa qualcosa sarebbe cambiato.</p>
<p>La simulazione di SeekingAlpha mostra che adesso il Dow Jones è a quota 12.865 punti, cioè poco più del 10% in meno rispetto ai massimi di ogni tempo, registrati con la quota 14.198,10 toccata a ottobre 2007. Se però Apple fosse stata inserita nel listino e il suo andamento fosse stato effettivamente quale abbiamo osservato in questi anni, l&#8217;indice sarebbe il 14% più alto rispetto ai valori attuali.</p>
 <p>Del resto, Apple - un po&#8217; come General Motors - avrebbe rappresentato un pezzo dell&#8217;America reale nel listino più rappresentativo: quale famiglia non ha a casa un iPhone, un Mac o almeno un iPod, video, Nano o Shuffle che sia?</p>
<p>Con Apple sul listino, il Dow Jones adesso avrebbe raggiunto un nuovo massimo storico, a 14.636. Ovvio, è fanta-finanza e, come si dice, la storia non si fa con i &#8220;se&#8221; e con i &#8220;ma&#8221;; eppure come sarebbe l&#8217;atteggiamento e lo stato d&#8217;animo degli investitori se il Dow Jones in questo momento quotasse ai suoi massimi? In realtà non lo sapremo mai.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Le azioni Zynga volano, ma solo sull&#039;onda di Facebook</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5071/le-azioni-zynga-volano-ma-solo-sullonda-di-facebook" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5071/le-azioni-zynga-volano-ma-solo-sullonda-di-facebook/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-02-07T08:35:00+00:00</published>
    <updated>2012-02-07T08:35:00+00:00</updated>
    <dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>bolla tecnologica</dc:subject><dc:subject>zynga facebook</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Gli ultimi giorni - più o meno dall&amp;#8217;inizio di febbraio - stanno mostrando un rinnovato interesse per Zynga, l&amp;#8217;azienda tecnologica famosa per i videogiochi online che distribuisce su[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5071/le-azioni-zynga-volano-ma-solo-sullonda-di-facebook"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/farmvillezynga.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Gli ultimi giorni - più o meno dall&#8217;inizio di febbraio - stanno mostrando <a href="http://seekingalpha.com/article/343081-rally-in-zynga-shares-don-t-bet-the-farm-on-it">un rinnovato interesse per Zynga</a>, l&#8217;azienda tecnologica famosa per i videogiochi online che distribuisce su Facebook. Il titolo ha preso il volo e, dopo aver vivacchiato a lungo attorno ai 10 dollari, prima è schizzato fin sopra i 14 dollari e adesso veleggia poco sotto i 13 dollari. Il tutto con volumi moltiplicati rispetto al mese precedente.</p>
<p>Ma che cos&#8217;è successo a Zynga? e che cosa hanno visto gli investitori per riscoprire questo titolo? Di certo a innescare questa ondata di acquisti sul titolo ha contriuito più di ogni altra cosa <a href="http://seekingalpha.com/article/343081-rally-in-zynga-shares-don-t-bet-the-farm-on-it">la documentazione presentata da Facebook</a> per chiedere la propria quotazione in Borsa: in quei documenti si legge che il 12% delle entrate di Facebook dipendono proprio da Zynga.</p>
<p>Questo &#8220;piccolo particolare&#8221; significa in pratica che ancora per un po&#8217; di tempo - almeno finché Facebook non troverà un&#8217;alternativa e non amplierà le proprie fonti di incasso - l&#8217;accordo fra la società di videogiochi e il colosso dei social network non sarà messo in discussione, dunque Zynga potrà approfittare di questa posizione di vantaggio. Ma a parte questo sembra che ci sia ben poco d&#8217;altro.</p>
 <p>Se guardiamo ai numeri, appare evidente che Zynga non è fra le società più redditizie del suo settore: il margine operativo della società è del 28%, contro un minimo auspicabile del 40%; in confronto, Activision Blizzard ha un margine del 50% secondo Reuters.</p>
<p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro: innanzitutto i rapporti difficili della proprietà con i media, con una conseguente opacità sul funzionamento dell&#8217;azienda, e soprattutto i diritti di voto del fondatore Mark Pincus.  Pincus possiede una classe di azioni davvero molto speciali, con il 70% di diritti di voto in più rispetto alle azioni ordinarie: ciò significa che rispetto agli altri azionisti la volontà di Pincus conta molto di più. Ne sarebbe stato entusiasta Enrico Cuccia, secondo cui le azioni non si contavano, ma si pesavano.</p>
<p>L&#8217;ultimo punto dubbio riguarda invece proprio i risultati aziendali: dei numerosi clienti registrati, solo il 3% paga per giocare online. Con una percentuale di utenti paganti così ridotta, che prospettive ha realmente Zynga?</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">General Electric pronta a saltare sulla ripresa Usa</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5067/general-electric-pronta-a-saltare-sulla-ripresa-usa" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=5067</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-02-06T08:31:45+00:00</published>
    <updated>2012-02-06T08:31:45+00:00</updated>
    <dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>economia usa 2012</dc:subject><dc:subject>general electric</dc:subject><dc:subject>titoli ciclici 2012</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A Wall Street sta tornando l&amp;#8217;ora dei titoli ciclici? Gli Stati Uniti sembrano prepararsi a una nuova fase di espansione dell&amp;#8217;economia, che probabilmente potrebbe favorire la[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5067/general-electric-pronta-a-saltare-sulla-ripresa-usa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/generalelectric.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="285" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>A Wall Street sta tornando l&#8217;ora dei titoli ciclici? Gli Stati Uniti sembrano prepararsi a una nuova fase di espansione dell&#8217;economia, che probabilmente potrebbe favorire la rielezione del presidente Barack Obama; a parte le prospettive politiche, gli ultimi dati sulla ripresa rilanciano i titoli ciclici, quelli cioè che vanno bene quando il ciclo economico è in crescita.</p>
<p>È il caso di General Electric, che <a href="http://www.forbes.com/sites/genemarcial/2012/02/04/ge-catches-renewed-investor-attention-as-u-s-economy-picks-up-more-steam/">è di nuovo vicina a quota 20 dollari</a> per azione, dopo che da maggio 2011 il titolo era rimasto sotto questa soglia, mentre nel 2009 aveva toccato un minimo sotto i 7 dollari.</p>
<p>Ge, in effetti, produce di tutto - da motori per i jet a torbine a gas, locomotive e apparecchi elettromedicali - e nei periodi di debolezza per l&#8217;economia risente del clima generale; allo stesso modo quando l&#8217;economia riparte, anche i suoi risultati migliorano, con un riflesso che dai conti aziendali si sposta sulla quotazione.</p>
 <p>Nel caso di Ge, alcuni osservatori puntano a un valore del titolo che possa riavvicinarsi ai massimi degli ultimi 5 anni, quelli toccati nel 2007 a 42 dollari: lo giustificano l&#8217;andamento recente della società e la sua gestione in questi ultimi anni.</p>
<p>Per esempio il titolo per adesso vale meno della somma delle sue attività, il flusso di cassa è rimasto costantemente alto negli ultimi dieci anni, con un fatturat superiore ai 140 miliardi di dollari negli ultimi 8 anni; e il dividendo è al 3,57%. Senza contare come Ge possiede il 49% di una joint venture con Comcast, attiva nel finanziamento ai privati e al commercio, oltre all&#8217;Nbc Universal.</p>
<p>In questo momento la società appare forte in diversi settori, come energia, industria e trasporti e, dopo l&#8217;ultima trimestrale, sembra nelle condizioni migliori per ottenere risultati eccellenti nel 2012 secondo diversi analisti. Un&#8217;idea diffusa è che adesso le azioni di Ge siano sottovalutate: se davvero l&#8217;economia americana è all&#8217;inizio di un nuovo ciclo espansivo, Ge sembra in ottima posizione per approfittarne.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Per Gm forse è l&#039;ora di liberarsi di Opel (o no?)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/5055/per-gm-forse-e-lora-di-liberarsi-di-opel-o-no" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/5055/per-gm-forse-e-lora-di-liberarsi-di-opel-o-no/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2012-01-31T08:11:18+00:00</published>
    <updated>2012-01-31T08:11:18+00:00</updated>
    <dc:subject>automotive</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>finanza auto</dc:subject><dc:subject>general motors</dc:subject><dc:subject>opel gm</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[C&amp;#8217;eravamo tanto amati? Questo, secondo un articolo di Forbes è il destino più auspicabile per il matrimonio, onestamente sempre problematico, fra General Motors e Opel. La tesi di fondo è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5055/per-gm-forse-e-lora-di-liberarsi-di-opel-o-no"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/opelhq.jpg" class="post" border="0" width="586" height="366" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>C&#8217;eravamo tanto amati? Questo, secondo <a href="http://www.forbes.com/sites/michelinemaynard/2012/01/30/3-reasons-why-gm-may-have-to-give-up-on-opel/">un articolo di Forbes</a> è il destino più auspicabile per il matrimonio, onestamente sempre problematico, fra General Motors e Opel. La tesi di fondo è che la società americana, che è appena uscita fuori dall&#8217;amministrazione fallimentare, dovrebbe concentrarsi sulle attività nella madrepatria, molto più redditizie rispetto a quelle del Vecchio Continente.</p>
<p>Gm conquistò Opel all&#8217;inizio degli anni Novanta, quando l&#8217;ambizioso piano dell&#8217;azienda di Detroit era diventare un vero e proprio colosso con due piedi, uno negli Stati Uniti e l&#8217;altro in Europa: quest&#8217;ultimo, oltre a Opel, avrebbe dovuto comprendere anche la Fiat dei tempi dell&#8217;Avvocato Agnelli; ma poi sappiamo che le cose non andarono esattamente così.</p>
<p>Dopo il fallimento del matrimonio con Torino - che tra l&#8217;altro costò piuttosto caro agli americani - Gm dovrà fare marcia indietro anche su Opel. Secondo Micheline Maynard sì, e per almeno tre buoni motivi, tanto più che General Motors si prepara ad incassare il secondo anno consecutivo di perdite in Europa e che la politica della moltiplicazione dei marchi sotto lo stesso cappello sembra spesso poco efficace.</p>
 <p>Innanzitutto Opel distoglie risorse, attenzioni e menti di Gm dagli obiettivi principali, cioè il rafforzamento sul mercato domestico e la massimizzazione dei risultati in Asia e in America Latina. Per di più agli americani - che hanno contribuito con le loro tasse al salvataggio di Gm - non è semplice da spiegare perché i loro soldi debbano essere investiti in un&#8217;azienda in difficoltà; e per di più europea!</p>
<p>In secondo luogo, uno dei principali motivi per cui Gm aveva conquistato Opel era impadronirsi di tecnologie e risorse ingegneristiche importanti per fare un salto di qualità e competere con i principali concorrenti. Ormai Detroit ha preso quello che poteva prendere, ha sviluppato ciò che gli faceva comodo e gli serviva e adesso può trovare sul mercato singoli ingegneri, designer o interi team senza tenere in piedi una compagnia come Opel.</p>
<p>Da ultimo l&#8217;Europa è molto avanti rispetto agli Stati Uniti per quanto riguarda il mercato dell&#8217;auto, cioè qui si vendono veicoli più innovativi e soluzioni d&#8217;avanguardia che arrivano negli Stati Uniti con anni di ritardo. Se però l&#8217;Europa anticipa le tendenza americane, c&#8217;è da dire che Opel non sta andando bene affatto; e dunque non potrebbe contribuire neppure nel futuro prossimo ai risultati positivi di Gm.</p>
<p>Che dovrà fare dunque General Motors con la sua branca europea? Potrebbe tentare di fonderla con le attività cinesi, ma qui troverebbe la fiera resistenza di IgMetall, il potentissimo sindacato dei metalmeccanici tedeschi, e della politica tedesca tutta intera; in alternativa invece potrebbe studiare una cessione. Ma chi proverebbe a conquistare Opel? I giochi sono per adesso tutti aperti.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
</feed>

