
Sicuramente per chi opera in borsa essere aggiornati sulle piattaforme di trading on line può tornare utile, anzi risultare necessario. In realtà quello dello trading on line è un vero e proprio universo dove si incrociano di continuo professionisti della finanza e dilettanti investitori. Non mancano le critiche alla qualità dei servizi offerti da questo o da quel soggetto. Per fortuna però ci sono anche molti siti dove è possibile approfondire le proprie conoscenze e così orientare meglio le proprie scelte. Fra i numerosi siti d’informazione dedicati all’argomento possiamo segnalare Tradingprofessionale, Borsaprof e Piazzaffari, che sono fra i più rinomati. Chi volesse invece una guida più semplice e immediata può consultare quella di Miaeconomia. L’argomento è comunque davvero sconfinato e su questi siti è facile trovare ulteriori riferimenti per navigare nel mare magnum del web finanziario.

L’assemblea degli azionisti di IWBank (gruppo Banche popolari unite) ha approvato oggi il progetto di quotazione sul mercato Expandi di Borsa Italiana. Euromobiliare Sim sarà global coordinator e listing partner dell’offerta. La banca specializzata nel trading, banking e nella gestione del risparmio on line è attualmente guidata dal presidente Antonio Spallanzani e dall’amministratore delegato Pasquale Casale. Bpu controlla IWBank al 71% tramite una partecipazione diretta del 20% nel capitale della banca on line e una quota del 51% controllata per mezzo di Centrobanca, il ramo corporate & investment banking delle Popolari unite. Il rimanente 29% di IWBank è controllato da Qwerty.
Il primo semestre di IWBank si è chiuso con un margine d’interesse di 5,15 milioni di euro in crescita di circa un milione sul dato dello stesso periodo del 2005. Alla stessa data le commissioni della banca on line si sono attestate a quota 15,2 milioni di euro circa con un incremento di due milioni rispetto al dato corrispondente di un anno prima.
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La superborsa paneuropea ieri ha fatto un altro passo indietro. Sembrano sempre più lontani i tempi in cui sembrava che il Vecchio Continente stesse per fondere le sue borse per creare una piazza finanziaria unica. Tutto è nato da un articolo uscito sul Financial Times on line che sosteneva che la borsa di Francoforte stava per ritirare la sua offerta su Euronext (la piattaforma che gestisce i mercati azionari di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona). Il board della borsa tedesca ha prontamente negato le indiscrezioni anglosassoni, ma ciò non è bastato al mercato che ha portato al ribasso i titoli di entrambe le piattaforme. La notizia ha sicuramente incoraggiato ulteriormente Jean Francois Theodore, il grande capo di Euronext che da tempo lotta per una fusione con gli americani del Nyse (la borsa azionaria di New York).
A incoraggiare ulteriormente i piani transatlantici della borsa di Parigi era appena intervenuta la rottura – questa purtroppo ufficiale – delle trattative in corso fra Borsa Italiana e Deutsche Boerse per una fusione che avrebbe battezzato una grande borsa dell’Europa centro-meridionale. Dissensi sulla governance sarebbero alla base della brusca interruzione delle trattative. Così, mentre Francoforte rimane sempre più sola e l’idea di una borsa europea sembra deflagrare, si affacciano sulla scena i listini alternativi.
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Il periodo no delle borse sembra essere finito. Secondo Merrill Lynch, che ha appena pubblicato un report sull’argomento, la caduta nell’ultimo mese dei prezzi del petrolio del 25% può essere la premessa per il rilancio delle borse. L’ottimistica tesi della banca d’affari da 1,5 migliaia di miliardi di dollari di capitale gestito deriva da un sondaggio condotto fra gli esperti che tira fuori dal cappello prospettive rosee per gli stocks del mondo. Il calo del petrolio ha, infatti, ridotto i timori inflazionistici e la paura di nuove strette monetarie: questo significa che la gente può tornare a investire in azioni e strumenti finanziari (anche per la felicità di banche e gestori) e portare di nuovo i mercati nel segno del Toro.
In effetti a guardare i listini sembra che Merrill arrivi persino in ritardo. Ieri il Dow Jones ha aggiornato il suo record storico in chiusura superando durante la seduta di slancio anche la soglia dei 12 mila punti. È l’ottava volta che aggiorna il record di chiusura in due settimane, siamo già oltre i valori record del 2000. Gli 11.700 punti erano infatti una resistenza importante da un punto di vista psicologico perché segnarono lo scoppio della bolla della new economy. Che gli indici sappiano superare quella deadline è un segnale importante che potrebbe anche supportare l’ottimismo di Merrill Lynch.
Secondo il sondaggio, però, emerge anche un altro dato incoraggiante e “curioso”: per gli investitori e gestori intervistati dalla banca d’affari americana il futuro non è più dei mercati emergenti, ma dell’Europa continentale.
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Insider trading, esplosione negli Usa. Sarà vero? Abbiamo chiesto il parere di un esperto, per capire cosa vuol dire lo studio della società canadese Measured Markets, pubblicato un paio di giorni fa e ripreso prima dal New York Times e poi dal Sole 24 Ore. Francesco Perrini, docente senior dell’area finanza aziendale e immobiliare in Sda Bocconi, getta acqua sul fuoco: “Le aggregazioni sono processi lunghi, è naturale che nel mercato si diffondano aspettative”.
Lo studio sul mercato statunitense riferisce che nel 41% dei casi di fusioni e acquisizioni si sono verificate oscillazioni sospette sui titoli prima dell’annuncio. Significa che quasi metà delle operazioni sono viziate da insider trading?
Bisogna vedere chi è che compra, solo pochi casi sono messi sotto osservazione ravvicinata dalla Sec. Non necessariamente si tratta di insider trading.
A cosa sono dovuti perciò questi movimenti sui titoli?
C’è chi scommette. Spesso si sparge una voce e allora c’è chi decide di scommetterci e chi no.
E le voci non arrivano dalla rivelazione inappropriata di informazioni riservate?
Non necessariamente. Sono molti i soggetti coinvolti in un’operazione di fusione o acquisizione. Un’impresa intenzionata a questo passo commissiona studi, fa incontri, e questi sono elementi che attirano l’attenzione del mercato. Poi spesso basta mettere insieme informazioni note, come l’eccesso di liquidità di una società, per capire che qualcosa si muoverà intorno a quel titolo.
In questi giorni il titolo Bpi cresce, anche se non c’è nessun accordo pubblico e ufficiale sulla sua prossima fusione.
Quindi si tratta di un allarme infondato?
Dal punto di vista aziendalistico lo studio ha ragione. Le oscillazioni attese del titolo, legate ai fondamentali, sono turbate spesso da elementi imponderabili che possono essere sospetti. Ma il mercato è un po’ così.
Un fenomeno del tutto fisiologico.
Questo studio comunque prende in considerazione solo le scommesse vinte, sarebbe interessante analizzare anche quelle perse.
Cioè?
Si potrebbero studiare le acquisizioni pensate e non realizzate. Intorno a quei titoli si troverebbero sicuramente le oscillazioni dovute alle scommesse di molti operatori. E’ facile, col senno di poi, accusare quelli a cui è andata bene. Ma molti semplicemente corrono il rischio e spesso pagano.
Oggi, poi, la telematica ha accelerato molto la corsa dei rumors.
Cosa è cambiato?
Quando la borsa era gridata, il tam tam della borsa avveniva nei bar, negli aperitivi. Si stava a Milano, le notizie passavano di bocca in bocca, a macchia di leopardo. Oggi questo processo è molto più veloce, perché le notizie viaggiano sulla rete e può accedervi chiunque abbia il tempo e la capacità di scovarle. La diffusione avviene sempre a macchia di leopardo, ma è molto più rapida. E le oscillazioni in borsa riflettono questa velocità.
I dati macroeconomici americani diffusi oggi sembrano allontanare, almeno nell’immediato, i timori di nuove fiammate inflazionistiche e quindi di ulteriori violenti rialzi dei tassi da parte della Fed. Infatti, nonostante i dati abbiano mostrato un aumento del costo della vita in aprile dello 0,9% (contro attese per lo 0,8%), depurando il dato dalle componenti più volatili quali energia ed alimentari si è avuto un calo.
Particolarmente evidente è stata inoltre la diminuzione dei nuovi cantieri edili (-7,4%): in aprile ci sono stati solo 1,85 milioni di nuovi lavori contro una previsione di 1,95 milioni. Immediata è stata la reazione sui mercati obbligazionari americani, ove il future T-Notes a 10 anni ha consolidato il tentativo di interruzione del ribasso abbozzato ieri dopo un calo da inizio anno pressoché ininterrotto.
Continua a leggere: I dati americani influenzano il future T-Notes

Sergey Kozerev, un ex studente dell’Università di San Pietroburgo noto sul web come ZoOmer, è solo uno dei tanti. Ormai su Internet c’è persino una concorrenza sui prezzi fra gli hacker che vendono dati finanziari riservati come le password di accesso ai conti corrente e altro.
Tom Zeller in una serie di articoli sul New York Times sta in questi giorni mettendo a fuoco una realtà dinamica e pericolosa che, secondo un sondaggio di CyberSource, un provider di pagamenti elettronici e servizi di verifica, ha stimato che l’anno scorso circa 3 miliardi di dollari sarebbero stati frodati on line.
Nel week end abbiamo assistito alla nascita di desmoblog, blog della Ducati SpA gestito direttamente dal CEO Federico Minoli e rivolto all’ampia comunità che ha la passione per le due ruote. Poi è nato il blog di Benetton, su temi sociali e ambientali.
Ma il primo, nato a dicembre 2005, è quello gestito da Pasquale Casale A.D. di IW bank che si conferma così banca “nuova”, innovativa.
Complimenti all’idea quindi ma un limite però è evidente, e sta nell’aggiornamento, un post alla settimana è obiettivamente un po’ poco.
Directa ha interfacciato il mercato Xetra con l’obiettivo di renderlo praticabile anche agli scalper, cercando quindi di ottimizzare il lato costi. A carico dell’utente ci sono gli oneri di negoziazione e di clearing e 4 euro per ogni operazione fino a 50.000 euro.
Il servizio informativo sui mercati tedeschi della piattaforma di Banca Sella si amplia grazie alle migliorie apportate dalla Borsa tedesca. Il servizio Trading On Line Indici Tedeschi è Gratis per tutto marzo ma costo di un euro al mese a partire da aprile.