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  <title>Finanzablog.it</title>
  <link>http://www.finanzablog.it</link>
  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 16:51:48 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Pirelli: le nuove direzioni degli pneumatici della Bicocca</title>
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    <pubDate>Thu, 04 Nov 2010 13:19:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Dopo Continental e Michelin è la volta di Pirelli: la società della Bicocca ha accresciuto il proprio giro d’affari di quasi un quinto nei primi nove mesi di quest’anno fatturando al 30 settembre[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pirelli1_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="256" alt="pirelli tronchetti provera pneumatici mercato bicocca andamento risultati finanza banche " /></p>
<p>Dopo Continental e Michelin è la volta di Pirelli: la società della Bicocca ha accresciuto il proprio giro d’affari di quasi un quinto nei primi nove mesi di quest’anno fatturando al 30 settembre 3,7 miliardi di euro. La marginalità operativa del gruppo è passata dal 5,9% all’8,4% e nel terzo trimestre ha raggiunto il 9,1% ponendosi anche al di sopra, per esempio, di quella di Michelin, un competitor lodato dal mercato nei giorni scorsi per i suoi risultati.</p>
<p>Il conto economico del terzo trimestre del gruppo si chiude con un utile da 74,1 milioni di euro che conferma la forza del core business. Bisogna però ricordare che sui dati dei nove mesi pesano gli effetti dello spin off di Pirelli Re (oggi Prelios) che hanno portato a un impatto di 265,6 milioni di euro (evidenziato come risultato delle attività cessate): conclusione, il gruppo nei nove mesi perde 101,5 milioni di euro.</p>
<p>Il core business, in compenso si dimostra sempre più solido e la transizione verso una società ormai concentrata quasi esclusivamente sugli pneumatici è in pratica cosa fatta. Negli ultimi anni Pirelli ha ceduto Telecom Italia, Alcatel Lucent Submarine, Oclaro, Pirelli Broadband Solutions e infine Pirelli Re ritornando alle gomme che ormai coprono quasi tutto il fatturato della Bicocca.</p>
<p>Negli ultimi nove mesi Pirelli Tyre ha fatturato 3,55 miliardi di euro sui 3,7 complessivi di Pirelli. Nei prossimi 5 anni il settore degli pneumatici crescerà in media del 7% l’anno e la Bicocca intende giocare un ruolo di primo piano nei nuovi assetti del comparto.</p>
<p>Con l’ultima trimestrale gli obiettivi del gruppo cambiano per la terza volta in un anno: gli ultimi target ipotizzano una crescita media dei ricavi totali oltre l’8% l’anno fino al 2013. Il giro d’affari previsto a circa 4,8 miliardi di euro per la fine di quest’anno al termine del piano dovrebbe superare i 6 miliardi di euro. La redditività operativa dovrebbe passare dal 7,5% previsto a fine anno al 10,5-11,5% nel 2013.</p>
<p>A fine settembre il gruppo Pirelli aveva una posizione finanziaria netta negativa per 704,9 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di oltre 2,13 miliardi. Il gruppo prevede un aumento della propria solidità finanziaria nei prossimi anni con un rapporto net debt/ebitda a 0,6 nel 2015. La crescita di Pirelli, stando al piano presentato dalla compagnia, sarà organica: nei prossimi tre anni non sono previste fusioni o acquisizioni.</p>
<p>La società punterà sulle economie emergenti e pone come sua priorità il “local to local” ossia l’imperativo dell’avvicinamento della produzione al mercato di riferimento. In altri termini, come già si è visto negli ultimi anni, i nuovi impianti saranno spesso in Sudamerica o in Cina piuttosto che in Italia o in Europa. Già oggi la produzione di Pirelli è per tre quarti nei paesi in rapido sviluppo, nel 2015 il 73% delle vendite sarà dai segmenti Premium per l’auto e i veicoli commerciali leggeri che già oggi coprono due terzi del fatturato.</p>
<p>Proprio il settore Premium è quello che per ora si è mostrato più promettente e su esso Pirelli vuole puntare. Oltre il 57% dei ricavi fra cinque anni verrà dalle aree di maggiore crescita come la Russia, il Medioriente o il Sudamerica. Nel piano la Bicocca prevede di investire 1,9 miliardi nel prossimo lustro a fronte degli 1,5 miliardi investiti nel 2006-2010. Le dinamiche industriali del settore tyre in questo periodo di grande cambiamento sono ben chiarite nelle comunicazioni della societa&#8217;, che specifica anche che la concentrazione sullo pneumatico è stata incoraggiata negli ultimi anni dalla profittabilità di questo business: il segmento tyre deve più del 70% del suo fatturato al ricambio e questo lo rende meno volatile e strutturalmente più redditizio del comparto automotive in generale.</p>
<p>Il margine dell’ebit sui ricavi dei primi dieci produttori di pneumatici è pari al 7,3% nel 2010 contro il 5,7% dei primi dieci produttori di componentistica per l’automotive e il 4,3% dei dieci maggiori produttori di automobili. Con un brand che già vale 1,8 miliardi e ora sarà rilanciato dal ruolo preponderante nella Formula 1, Pirelli sembra pronta a cogliere le occasioni dei prossimi anni, anche se probabilmente saranno sempre più distanti dai mercati europei.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4559/pirelli-le-nuove-direzioni-degli-pneumatici-della-bicocca">Pirelli: le nuove direzioni degli pneumatici della Bicocca</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 15:19 di giovedì 04 novembre 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Pirelli Re: prove di fusione con Fimit</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4270/pirelli-re-prove-di-fusione-con-fimit</link>
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    <pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:34:25 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/caseesher_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="219" height="284" alt="pirelli re fimit marco tronchetti provera finanza borsa fusione inpdap pensioni enasarco immobili mercato" /></p>
<p>Sicuramente gli ultimi anni si stanno rivelando particolarmente vivaci per Pirelli Re che in più settori si è mossa con attenzione e rapidità raggiungendo dei risultati spesso notevoli, ma anche subendo pesantemente gli effetti della crisi generale e di un indebitamento notevole. L&#8217;ultima novità riguarda però un&#8217;alleanza appena progettata: quella con Fimit, società che gestisce 12 fondi e che potrebbe allearsi al ramo immobiliare dell&#8217;impero industriale di Marco Tronchetti Provera.</p>
<p>La notizia sembra piacere molto al mercato che oggi scalda il titolo Pirelli Re con rialzi di quasi cinque punti percentuali. D&#8217;altra parte che Pirelli Re abbia bisogno di strategie decise in questo momento di crisi è noto. L&#8217;aumento di capitale da 400 milioni di euro completato a luglio è sicuramente servito, ma i problemi sono ancora numerosi. Il gearing (inteso come rapporto tra posizione finanziaria netta esclusi i crediti per finanziamenti e patrimonio netto: quindi come capacità di far fronte con mezzi propri agli investimenti del gruppo) è passato a 0,65 dal 2,35 di fine 2008. La posizione finanziaria netta è passata da un saldo negativo di 861,8 milioni di euro a uno di 447,4 milioni di euro.</p>


<p>
I primi nove mesi si sono però chiusi, per Pirelli Re, con un rosso da 58,7 milioni di euro contro la perdita da 10,6 milioni dei primi nove mesi del 2008 (rosso da 57,9 se consideriamo solo la quota del gruppo). Quello che pesa di più sui conti però non è come detto il peso degli oneri finanziari legati al debito che anzi sono appunto scesi da 39,9 a 24,5 milioni di euro, ma il calo dei ricavi che sono passati dai circa 300 milioni di euro dei primi nove mesi del 2008 ai 200 milioni dei nove mesi del 2009. Che abbattere i costi operativi di 100 milioni di euro non basti appare evidente proprio dai dati a valle del conto economico che risentono anche degli apporti (negativi) delle varie partecipate.</p>
<p>Tornando al matrimonio, non ancora certo, con Fimit è utile confrontare i due gruppi con un dato rozzo e poco aggiornato, ma indicativo. Il patrimonio gestito di Pirelli Re a maggio aggiornato ai valori di mercato era di circa 17 miliardi di euro; quello di Fimit, da quanto risulta dal suo sito web dovrebbe essere di circa 4,1 miliardi di euro nel conto dei quali però forse non rientrano i 190 milioni di euro di immobili di Enel la cui gestione Fimit ha ottenuto di recente.</p>
<p>Il gruppo Fimit controlla fondi noti e quotati a Piazza Affari come Alpha e Beta. Il gestore ha anche azionisti pubblici di rilievo come l&#8217;Inpdap (l&#8217;Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti della Pubblica Amministrazione) che ne controlla il 30,72% e l&#8217;Enpals (l&#8217;ente che controlla pensioni e assistenza dei lavoratori nel mondo dello spettacolo) che ne controlla un altro 19 per cento. Si aggiungono Inarcassa, la Cassa Nazionale Previdenza e Assistenza Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, e Fondazione ENASARCO, che invece tutela le pensioni di agenti e rappresentanti di commercio. Fimit è insomma una cassaforte di alcuni dei più importanti enti previdenziali italiani e serve a valorizzarne il patrimonio immobiliare o quel che ne è rimasto dopo le grandi privatizzazioni del passato. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore di oggi l&#8217;operazione prevederebbe la creazione di una nuova società in cui confluirebbero i due gruppi con una quota che per Fimit dovrebbe essere di circa il 25% e per Pirelli Re un po&#8217; maggiore: in un secondo momento sarebbe prevista la quotazione della nuova società. Nel frattempo il peso del mattone nell&#8217;impero della Bicocca dovrebbe scendere ulteriormente con questa graduale separazione dal resto delle attività.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4270/pirelli-re-prove-di-fusione-con-fimit">Pirelli Re: prove di fusione con Fimit</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 17:34 di giovedì 12 novembre 2009.</p>
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  <item>
    <title>Pirelli brilla, ma i tempi sono ancora duri</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4203/pirelli-brilla-ma-i-tempi-sono-ancora-duri</link>
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    <pubDate>Thu, 30 Jul 2009 15:38:43 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pneumatico.jpg" class="post" align="left" border="0" width="234" height="284" alt="pneumatico mercato finanza pirelli pirelli re semestrale tronchetti provera risultati aumento di capitale " /></p>
<p>Pioggia di acquisti su Pirelli in Borsa. Il titolo della società delle gomme e degli immobili guadagna oltre 6,38 punti percentuali. I risultati del gruppo sono evidentemente piaciuti al mercato che probabilmente ha apprezzato forse la conferma degli obiettivi del piano industriale e di riduzione del debito oltre alle prospettive di recupero dei mercati nel medio e lungo periodo.</p>
<p>Un colosso articolato come Pirelli è sicuramente difficile da misurare e valutare in tutte le sue sfumature, anche per via della varietà di asset che controlla (dagli pneumatici di Pirelli Tyre, agli immobili di Pirelli Re, ai filtri antiparticolato di Pirelli Eco technology al broadband di  Pirelli Broadband solution): qualche considerazione però si può fare.</p>
<p>I ricavi a 2,13 miliardi di euro hanno registrato una flessione di quasi il 13% rispetto al dato di un anno fa. Il risultato operativo, a 101,1 milioni contro i 180,9 milioni di euro del gruppo nel primo semestre del 2008, registra non solo un calo notevole, ma anche una marginalità operativa inferiore rispetto al dato dell&#8217;anno scorso: il 4,7% dei ricavi sul 7,4% del dato del 30 giugno 2008.</p>


<p>
Il risultato netto totale del gruppo è negativo per 12,4 milioni di euro contro l&#8217;utile semestrale da 9,5 milioni di euro del primo semestre del 2008.</p>
<p>In miglioramento la posizione finanziaria netta che si riduce a 1,1 miliardi di euro contro gli 1,27 miliardi dello scorso marzo. Il patrimonio netto del gruppo ammonta a 2,36 miliardi di euro (erano oltre 3 miliardi a giugno 2008) e quindi appare ampiamente sufficiente a coprire gli investimenti e le esposizioni della società. Nel semestre l&#8217;utile di Pirelli Tyre si è quasi dimezzato passando dai 101,7 milioni di euro del primo semestre 2008 ai 54,2 milioni di euro dello scorso giugno: questo calo dei profitti fa da parallelo al calo delle vendite dell&#8217;11,6% a 1,91 miliardi di euro.</p>
<p>In forte flessione anche i ricavi consolidati della piccola Pirelli Re che registra un calo del fatturato da 192,8 a 115 milioni di euro e, dopo la chiusura del semestre, ha concluso un aumento di capitale da 400 milioni di euro. Nel mese di luglio Pirelli ha inoltre ceduto più di 84,7 milioni di azioni di Telecom Italia con un incasso di 87,4 milioni di euro. In mano alla Bicocca rimangono circa 39,15 milioni di titoli della vecchia controllata (lo 0,29% del capitale votante). A fine 2009 la società prevede ricavi da 4,3 miliardi di euro e un ebit margin fra il 4,5 e il 5% comunque lontano dal 7,4% del giugno 2008. Come dimostrato nel caso Pirelli Re, l&#8217;attenzione è rivolta alla patrimonializzazione del complesso industriale, non a caso Pirelli prevede di ridurre ulteriormente il debito a 800 milioni di euro entro la fine dell&#8217;anno anche grazie ai benefici effetti dello stesso aumento di capitale.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4203/pirelli-brilla-ma-i-tempi-sono-ancora-duri">Pirelli brilla, ma i tempi sono ancora duri</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 17:38 di giovedì 30 luglio 2009.</p>
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  <item>
    <title>Camfin: Tronchetti Provera interviene anche sulla capogruppo</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4173/camfin-tronchetti-provera-interviene-anche-sulla-capogruppo</link>
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    <pubDate>Mon, 15 Jun 2009 12:28:39 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Grandi manovre nella galassia Pirelli. Il gruppo controllato da Marco Tronchetti Provera (in foto) sta prendendo di petto la crisi con una serie di ricapitalizzazioni, cessioni, alleanze e cambiamenti[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Pirelligroup.JPG" class="post" align="left" border="0" width="271" height="374" alt="pirelli marco tronchetti provera pirelli re camfin " /></p>
<p>Grandi manovre nella galassia Pirelli. Il gruppo controllato da Marco Tronchetti Provera (in foto) sta prendendo di petto la crisi con una serie di ricapitalizzazioni, cessioni, alleanze e cambiamenti nelle varie squadre di manager che sono destinati a ridisegnare una complessa struttura industriale con diramazioni che passano dagli pneumatici all&#8217;energia pulita al settore immobiliare.<br />
Si tratta di una complessa catena finanziaria che, per mantenersi sulla più semplice catena di società quotate, passa da Camfin a Pirelli fino a Pirelli Real Estate. Quest&#8217;ultima, anima immobiliare del gruppo, ha appena varato un aumento di capitale da 400 milioni di euro per rifinanziare un debito che, considerando i veicoli fuori bilancio e non consolidati, ammonta a 12,8 miliardi di euro. Forse proprio l&#8217;entità di questi debito che secondo i calcoli di Repubblica sarebbe garantito solo al 30% dal patrimonio della società, ha spinto Pirelli Re a varare un&#8217;offerta di titoli a prezzi stracciati (valore nominale da 50 centesimi contro quotazioni sui 4,9 euro prima dell&#8217;annuncio dei dettagli sul piano). La ricapitalizzazione è comunque garantita dalla controllante Pirelli che mette i propri crediti a disposizione: quindi quei 400 milioni di euro Pirelli Re li incasserà, anche se i suoi titoli varranno alla fine molto meno in borsa e saranno molti di più.</p>
<p>A monte della catena di controllo si muove però anche Camfin, società finanziaria controllata dallo stesso Marco Tronchetti Provera, che ha appena varato un aumento di capitale da 100 milioni di euro, un riscadenziamento del debito assai importante e che ha accolto tra i suoi soci un azionista di eccellenza come Vittorio Malacalza.</p>


<p>
Si tratta di un uomo finora assai poco noto alla cronaca puramente finanziaria per via della sua scarsa presenza nelle società quotate a Milano; si tratta però, anche di uno degli imprenditori più potenti di Genova, che da poco ha ceduto le sue attività nell&#8217;acciaio controllate con Trametal al magnate ucraino Rinat Achmetov per la favolosa cifra di oltre un miliardo di euro. Un manager superliquido insomma che ora ha messo una fiche da 12,2 milioni di euro in Camfin pagando, secondo un calcolo de Il Sole 24 Ore, 0,95 euro per azione contro quotazioni di venerdì a 26 centesimi. Al Gruppo Partecipazioni Industriali, la holding di Marco Tronchetti Provera, rimane il 50,3% del capitale in portafoglio. Malacalza dovrebbe comunque rappresentare un&#8217;alleanza soprattutto industriale: egli commercia ancora acciaio a Genova e opera nel settore dei semiconduttori e del biomedicale.</p>
<p>L&#8217;aumento di capitale di Camfin da 100 milioni di euro è stato solo parzialmente definito e prevede un importo di 70 milioni in nuovi titoli in opzione e 30 milioni in warrant in scadenza al 2011. Allo scorso 31 marzo la Camfin aveva triplicato le proprie perdite da 5,4 a 16,1 milioni di euro e mostrava una posizione finanziaria netta negativa per oltre 577 milioni di euro a fronte di patrimonio da 171,1 milioni di euro. Dopo quella data però la società ha ceduto ai francesi di Suez Gaz de France il 40% di Energie Investimenti (ricavi da trimestrali da quasi 400 milioni e utile trimestrale da 6,2 milioni) per un corrispettivo di 119 milioni di euro.</p>
<p>L&#8217;accordo di venerdì con le banche finanziatrici prevede inoltre nuove linee di credito da 420 milioni a condizioni che sembrano vantaggiose e un congelamento delle rate dovute fino all&#8217;erogazione di questo nuovo finanziamento. Pagheranno in parte questo accordo anche gli azionisti di Camfin che non potranno ricevere cedole fino al 2011. Entro il 2012 è inoltre prevista la cessione del 49% di Pirelli Ambiente Spa (perdite trimestrali da 1,2 milioni) e Pirelli Eco Technology (perdite trimestrali da 3,4 milioni): due società che si occupano rispettivamente di mobilità sostenibile e di attività ambientali. Alla fine insomma fra dismissioni, cessioni e aumenti di capitale Marco Tronchetti Provera ha prescritto al proprio gruppo una cura da cavallo: alla fine questa galassia sarà sempre più focalizzata sul core business degli pneumatici di Pirelli, il vero cuore di tutte le sue attività industriali.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4173/camfin-tronchetti-provera-interviene-anche-sulla-capogruppo">Camfin: Tronchetti Provera interviene anche sulla capogruppo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:28 di lunedì 15 giugno 2009.</p>
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  </item>

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    <title>A Mediobanca un posto si trova</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3799/a-mediobanca-un-posto-si-trova</link>
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    <pubDate>Fri, 12 Sep 2008 18:13:36 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>geronzi</category><category>banche</category><category>tronchetti-provera</category><category>az-italia</category><category>a-profumo</category><category>unicredito</category>
    <description>A Mediobanca il duro braccio di ferro dei giorni scorsi si è sciolto in una stretta di mano. In Borsa hanno già stappato lo spumante e il titolo guadagna più di due punti e mezzo ponendosi fra i[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Poltrona1.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="260" alt="mediobanca geronzi unicredit nagel pagliaro profumo bernheim equilibri potere poteri forti banche" /></p>
<p>A Mediobanca il duro braccio di ferro dei giorni scorsi si è sciolto in una stretta di mano. In Borsa hanno già stappato lo spumante e il titolo guadagna più di due punti e mezzo ponendosi fra i migliori dell’S&#038;P/Mib in questa chiusura di ottava. Sullo scontro fra il presidentissimo Cesare Geronzi e i manager Nagel e Pagliaro per il potere nel salotto buono della finanza italiana una parola l’hanno detta tutti, chi a voce alta, chi a denti stretti. È un rituale che si ripete da qualche anno ormai, qualcuno lo attribuisce addirittura alla scomparsa di Enrico Cuccia.</p>
<p>D’altra parte in ballo c’erano gli interessi di Unicredit e dei francesi di Groupama, dei grandi industriali italiani (praticamente sono tutti membri del patto di sindacato) e di un colosso come Generali. Alla fine qualcosa sono riusciti a ottenerla tutti. Geronzi ha aggirato gli insidiosi paletti della Banca d’Italia ed è riuscito a riottenere il potere che il sistema duale complicato da Mario Draghi rischiava di togliergli. Lo ha riassunto bene oggi Giovanni Pons ricordando le difficoltà del banchiere per far passare la nomina di Franco Bernabé in Telecom. Partecipazioni cruciali come quelle in Telecom, in Generali o in Rcs sono d’altra parte l’essenza del potere di Mediobanca: per questo il comitato nomine che le gestisce diventa un nodo cruciale per chi vuole mettere i propri uomini nei posti giusti.</p>
<p>Geronzi avrebbe probabilmente giocato all’asso pigliatutto se l’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, non avesse trovato una sponda calcolata in Alessandro Profumo, ad di Unicredit e grande azionista di Mediobanca.</p>


<p>Il tandem con Profumo ha permesso a Nagel di difendere molto bene le prerogative del management e di strappare a Geronzi e ai suoi alleati 5 posti per 5 manager che prima componevano il consiglio di gestione sia nel prossimo consiglio di amministrazione, che nel comitato esecutivo. Cavallo che vince non si cambia, verrebbe da dire.</p>
<p>Qui però per far posto a tutti è stato necessario portare a 22 i membri del cda, scomodare francesi (il gruppo C del patto di sindacato che poi è anche quello che sostiene l’amico Antoine Bernheim al vertice di Generali) e tedeschi (Commerzbank che però fa parte del gruppo A dei soci finanziari) e accontentare anche gli industriali.</p>
<p>I posti alla fine sono stati tutti assegnati in un riequilibrio studiatissimo. Dietro le quinte la regia di Mario Draghi da via Nazionale, una presa di posizione prudente ma decisa di Profumo e in qualche maniera il management che ha rimpolpato di utili in questi anni Mediobanca è rimasto alla guida dell’istituto.</p>
<p>Nel frattempo, come giustamente ha evidenziato Manacorda sulla Stampa, Geronzi, col ritorno alla governance monistica, aggira i paletti della banca d’Italia in materia nomine per gli organi di controllo delle società partecipate. In parole più semplici per Geronzi si spiana la via per la vicepresidenza di Generali.</p>
<p>A Trieste, d’altra parte, Bernheim gli ha già steso un tappeto rosso dichiarando pochi giorni fa che avrebbe gradito un suo ritorno sulla seconda poltrona di Generali.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3799/a-mediobanca-un-posto-si-trova">A Mediobanca un posto si trova</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:13 di venerdì 12 settembre 2008.</p>
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  <item>
    <title>Fastweb vede l&#039;utile, in questo contesto non era semplice</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3750/fastweb-vede-lutile-in-questo-contesto-non-era-semplice</link>
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    <pubDate>Fri, 08 Aug 2008 16:41:11 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>telecomunicazioni</category><category>tronchetti-provera</category><category>telecom-italia</category><category>az-italia</category>
    <description>Fastweb ha archiviato davvero un trimestre da record. Con gli utili da 25,9 milioni di euro accumulati fra aprile e giugno, il gruppo ha per la prima volta prodotto dei profitti e ribaltato il bilancio[...]</description>
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<p>Fastweb ha archiviato davvero un trimestre da record. Con gli utili da 25,9 milioni di euro accumulati fra aprile e giugno, il gruppo ha per la prima volta prodotto dei profitti e ribaltato il bilancio dell&#8217;intero semestre. Questo e&#8217; avvenuto oltretutto in un momento in cui tutte le telecom d&#8217;Europa annaspano nella crisi congiunturale e contemporaneamente sono indebolite da una guerra sempre piu&#8217; senza confini.</p>
<p>Nuovi lumi li dara&#8217; senz&#8217;altro la stessa Telecom Italia, che a mercato chiuso annuncera&#8217; i dati del primo semestre del 2008. Nel frattempo giova osservare che in questi anni di convergenza fra piattaforme e servizi (telefonia fissa e mobile, internet, tv digitale e quant&#8217;altro) le compagnie di tutta Europa faticano a trovare la via e a ripagare gli investimenti necessari a rimanere sul mercato.</p>
<p>Cosi&#8217; succede che, per esempio, Tiscali riesca a catapultare il proprio giro d&#8217;affari da 393 milioni a 535 milioni di euro (primo semestre 2007/primo semestre 2008) per poi conseguire una perdita in termini di risultato operativo di 32,6 milioni (-28,4 nella prima meta&#8217; del 2007)  chiudendo il semestre con un rosso di 57,2 milioni a fronte di un utile da 22,4 milioni nel primo semestre del 2007.</p>


<p>Pesa il cambio con la sterlina, ma anche la lievitazione dei costi operativi (da 49,3 milioni nel primo semestre 2007 a 63,3 milioni nel primo semestre 2008). Va ricordato pero&#8217; che, durante la prima meta&#8217; del 2007, Tiscali si era avvantaggiata della cessione delle attivita&#8217; olandesi. Alla fine la societa&#8217; e&#8217; costretta a ridimensionare i propri obiettivi per l&#8217;anno in corso e a ridurre i target di ricavi (da 1,3 mld a 1-1,1) e di ebitda (da 290 mln a 220-230)</p>
<p>Non si tratta comunque di un caso isolato: basta dare uno sguardo alle maggiori compagnie europee del settore per vedere uno scenario simile ripetersi un po&#8217; ovunque. Soltanto ieri in Germania Deutsche Telekom ha registrato un calo dell&#8217;utile trimestrale del 35% a quota 394 milioni, con una flessione della clientela della rete fissa e, anche in questo caso, un incremento di oneri straordinari e spese per interessi.</p>
<p>In Francia France Telecom ha chiuso il primo semestre con un calo degli utili del 19% a 2,68 miliardi di euro e con una performance inferiore al consensus; il gruppo d&#8217;Oltralpe ha pero&#8217; confermato le guidance per l&#8217;anno in corso e il dividendo da 60 centesimi. Nel Regno Unito British Telecom ha registrato una flessione degli utili del 34,6% nel primo semestre 2008 (in termini assoluti i profitti sono scesi a quota 397 milioni di sterline).</p>
<p>In Spagna, infine, la societa&#8217; di telecomunicazioni Telefonica (maggiore azionista singolo di Telco) ha registrato nel secondo trimestre un calo del 20,2% a livello di utile, dai 3,2 miliardi di euro del primo semestre ai 2,05 miliardi della prima meta&#8217; di quest&#8217;anno. Nel 2007 la societa&#8217; spagnola si era avvantaggiata del provento straordinario realizzato con la vendita della radio britannica Airwave, ma quest&#8217;anno Telefonica ha dovuto anche far fronte a una notevole contrazione del mercato spagnolo. Alla fine, per diversi motivi, quasi tutte le telecom europee hanno tagliato gli utili nel corso di questa prima meta&#8217; dell&#8217;anno. In questo contesto difficile il primo trimestre di Fastweb con un bilancio in nero dimostra di che pasta e&#8217; fatta la societa&#8217; della fibra ottica.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3750/fastweb-vede-lutile-in-questo-contesto-non-era-semplice">Fastweb vede l'utile, in questo contesto non era semplice</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:41 di venerdì 08 agosto 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Congiuntura pesante, ma Pirelli RE pensa in grande</title>
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    <pubDate>Fri, 09 May 2008 17:32:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>persone</category><category>tronchetti-provera</category><category>az-italia</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ThinkBig.jpeg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="308" alt="pirelli re mercato borsa azioni titolo borsa italiana carlo puri negri tronchetti provera mercato immobiliare real estate germania italia rallentamento congiuntura morgan stanley unicredit deutsche bank" /></p>
<p>Titolo Pirelli Re in affanno con i maggiori indici di Pizza Affari. Una perdita di 1,2 punti percentuali allinea il titolo della società guidata da Carlo Puri Negri alle performance del Midex. Su Pirelli Real Estate pesano, però, anche i deludenti dati del primo trimestre 2008 e le conseguenti reazioni di Citigroup e Cheuvreux che hanno abbassato di circa 2 euro a testa i prezzi obiettivo fissati nei loro rating (rispettivamente a 21,1 e a 20,5 euro).</p>
<p>Al 31 marzo il gruppo immobiliare controllato da Marco Tronchetti Provera ha registrato un giro d&#8217;affari di 301 milioni di euro contro i 405,8 milioni di un anno prima. Nello stesso periodo la società ha dimezzato gli utili dai 22,4 milioni di euro di inizio 2007 (al netto del consolidamento temporaneo di DGAG) a 11,6 milioni. Pirelli Re accusa la flessione generale del mercato che si registra di fatto a livello globale: un dato su tutti in questo senso è quello delle vendite di immobili che sono crollate dai 641,3 milioni di euro del marzo 2007 ai 199,8 milioni di oggi. Il fatto che le altre aree di attività vadano bene, o meglio, non alleggerisce il peso della difficile congiuntura.</p>
<p>Non ci sono solo dolenti note però. Se tutto il primo semestre sconterà probabilmente la contrazione del mercato, la società prevede un miglioramento dei risultati già nella seconda parte dell&#8217;anno. Un difficile 2008 dovrebbe chiudersi dunque con risultati vicini a quelli del 2007. Pirelli Re conta di portare il patrimonio gestito da 13 a 17-18 miliardi di euro. Nel frattempo è stata avviata una profonda ristrutturazione delle attività.</p>


<p>
Da un lato, come da tempo nei piani di Puri Negri, il gruppo ha avviato un&#8217;importante espansione sui mercati europei, in primis in Germania e nei paesi dell&#8217;Est. L&#8217;acquisizione del colosso immobiliare teutonico DGAG ha comportato un investimento diretto di 465 milioni di euro con una valutazione della preda (in termini di Enterprise Value) di 1,4 miliardi di euro.</p>
<p>Questa operazione porterà in un secondo momento a una joint venture con Morgan Stanley per gli asset del terziario (uffici e affini) che sarà al 70% della banca d&#8217;affari americana e al 30% di Pirelli RE. Gli immobili residenziali tedeschi confluiranno, invece, in una jv controllata al 65% da Deutsche Bank. Questa maxi operazione rende difficilmente comparabili i dati del 31 marzo 2008 con quelli del primo trimestre del 2007 per via del temporaneo consolidamento di DGAG a inizio 2007, ma sancisce anche l&#8217;ingresso in forze nel mercato tedesco.</p>
<p>Qualche osservatore ha sottolineato il peso crescente di Pirelli RE nel comparto immobiliare italiano ed estero grazie anche all&#8217;importanza &#8220;politica&#8221; di questi alleati bancari. Fare business nei mercati europei con Morgan Stanley, Deutsche Bank e, nei paesi dell&#8217;Est, con Unicredit significa, infatti, garantirsi un biglietto di presentazione a cinque stelle.</p>
<p>Pirelli Re ha quindi le carte in regola per essere un player europeo di primo piano nel settore immobiliare, dovrà però prima riuscire a tamponare gli effetti delle difficili condizioni del mercato di oggi.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3595/pirelli-re-pesa-la-congiuntura-ma-il-gruppo-pensa-in-grande">Congiuntura pesante, ma Pirelli RE pensa in grande</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:32 di venerdì 09 maggio 2008.</p>
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  <item>
    <title>Telecom: i dettagli dell&#039;ok brasiliano</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3205/telecom-i-dettagli-dellok-brasiliano</link>
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    <pubDate>Wed, 24 Oct 2007 18:09:36 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>persone-fatti</category><category>persone</category><category>telecomunicazioni</category><category>tronchetti-provera</category><category>az-italia</category>
    <description>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ok_hand.gif" class="post" align="left" border="0" width="209" height="448" alt="telecom anatel via libero condizionato fusioni telefonica le condizioni dettagli" /></p>
<p><em>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Finalmente è arrivata. La decisione dell&#8217;Anatel, l&#8217;Authority brasiliana per le comunicazioni, chiamata ad esprimersi sull&#8217;operazione Telecom-Telefonica, è giunta nella tarda serata di ieri con una conferenza stampa del consigliere relatore Antonio Domingos Teixeira Bedran.</p>
<p>Si tratta sostanzialmente di un via libera, ma condizionato. Sono 28 i vincoli posti dall&#8217;Autorità al &#8220;trasferimento indiretto del controllo di Telecom Italia&#8221; a Telco, il veicolo (di cui fanno parte insieme a Telefonica, anche Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Sintonia) che, rilevando Olimpia da Pirelli, deterrà una quota pari al 23,6% di Telecom Italia.</p>
<p>Al fine di &#8220;preservare il mercato competitivo in Brasile&#8221;, le restrizioni imposte da Anatel prevedono la completa separazione di attività e management delle controllate brasiliane Vivo e Tim Brazil (facenti capo rispettivamente a Telefonica e a Telecom), alle quali tuttavia non sono state imposte dismissioni di asset, al contrario di quanto ipotizzato alla vigilia della pronuncia.</p>


<p>
Telefonica non sarà quindi tenuta a cedere Telemig, l’operatore mobile recentemente acquistato, prevalendo sull&#8217;offerta del concorrente Claro, terzo operatore mobile brasiliano. Nè Telco dovrà scendere al 20% in Telecom Italia.</p>
<p>Vivo e Tim Brazil però &#8220;dovranno rimanere indipendenti, due entità societarie distinte, con un proprio piano e un proprio indirizzo strategico&#8221;. E in questo senso va visto il divieto imposto alle società controllate da Telefonica e Telecom Italia di intrattenere rapporti in diversi ambiti, tra cui, in particolare, operazioni finanziarie significative, trasferimento di conoscenze tecnologiche e prestazione di servizi a condizioni agevolate.</p>
<p>Per quanto riguarda i rapporti con Telecom, l&#8217;Anatel ha esplicitamente vietato a Telefonica &#8220;nell&#8217;assemblea generale degli azionisti di partecipare, votare o esprimere un veto nelle decisioni di Telco, Olimpia, Telecom Italia o di qualsiasi altra società controllata direttamente o indirettamente da Telecom Italia su materie che riguardano l&#8217;offerta di servizi sul mercato delle tlc brasiliane da parte di queste società&#8221;. Il gruppo spagnolo non potrà neppure indicare i membri dei consigli di amministrazione e la direzione delle società controllate direttamente o indirettamente in Brasile da Telecom Italia.</p>
<p>Sei mesi è il termine indicato dall&#8217;Authority brasiliana per il recepimento delle condizioni poste. In ogni caso la commissione si è detta pronta ad adottare &#8220;nuove restrizioni&#8221; qualora &#8220;le condizioni siano aggirate&#8221; o ci siano &#8220;accordi sottobanco&#8221;. Nel frattempo le parti dovranno adeguarsi anche alle eventuali altre condizioni poste dal Cade, l&#8217;antitrust brasiliano, al quale l&#8217;Anatel provvederà a trasmettere nelle prossime due settimane le decisioni assunte ieri.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3205/telecom-i-dettagli-dellok-brasiliano">Telecom: i dettagli dell'ok brasiliano</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:09 di mercoledì 24 ottobre 2007.</p>
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    <title>Pirelli RE compra BauBeCon: asset tedeschi a 3 mld</title>
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    <pubDate>Tue, 17 Jul 2007 17:25:40 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Pirelli Real Estate prosegue la sua strategia di espansione. Oggi la società guidata da Carlo Puri Negri ha annunciato di aver firmato un accordo vincolante con i fondi immobiliari di RREEF (del Gruppo[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/realestateboom.jpg" class="post" align="left" border="0" width="198" height="282" alt="pirelli real estate carlo puri negri germania baubecon immobiliare settore rialzi merger and acquisitione fusioni acquisizioni" /></p>
<p>Pirelli Real Estate prosegue la sua strategia di espansione. Oggi la società guidata da Carlo Puri Negri ha annunciato di aver firmato un accordo vincolante con i fondi immobiliari di RREEF (del Gruppo Deutsche Bank) per l&#8217;acquisto dal fondo americano di private equity Cerberus del 100% di BauBeCon, un importante gruppo immobiliare tedesco attivo prevalentemente nel segmento residenziale. L&#8217;esborso previsto è di circa 350 milioni di euro, ma verrà successivamente rivisto sulla base della situazione patrimoniale al 30 giugno 2007.</p>
<p>Compresi il patrimonio immobiliare e le attività di asset management e servizi, il valore di BauBeCon risulta pari a circa 1.690 milioni di euro (dato stimato al 31 dicembre 2006). I costi di closing ammontano a 30 milioni di euro.</p>
<p>In base all&#8217;accordo alla società italiana andrà il 40% del patrimonio immobiliare di BauBeCon, composto da oltre 27.000 unità immobiliari a prevalente destinazione residenziale, situate per la maggior parte nelle città di Berlino, Hannover e Magdeburgo.</p>
<p>L&#8217;operazione è già stata approvata dalle autorità Antitrust competenti e si chiuderà entro la fine di luglio. 

Grazie ad essa Pirelli RE anticipa il raggiungimento del target di fine 2008: il patrimonio gestito nel mercato tedesco sale infatti a oltre 3 miliardi di euro (in termini di book value), corrispondente a circa un quarto del totale degli asset immobiliari in gestione.</p>
<p>Ma Pirelli RE ha anche altri progetti. Secondo quanto si legge nella nota diffusa oggi infatti in programma ci sarebbe la costituzione di una società di asset management e più società di servizi che sfrutteranno le efficienze dell&#8217;integrazione delle attività di BauBeCon con quelle di DGAG, al fine di migliorare ed incrementare la gestione degli asset.</p>
<p>È prevista comunque per giovedì 19 luglio una conference call nella quale il top-management della società fornirà ulteriori dettagli sull&#8217;operazione.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3053/pirelli-re-compra-baubecon-asset-tedeschi-arrivano-a-3-mld">Pirelli RE compra BauBeCon: asset tedeschi a 3 mld</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:25 di martedì 17 luglio 2007.</p>
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  </item>

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    <title>Se la partita su Tecla e Berenice lascia contenti tutti</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2992/se-la-partita-su-tecla-e-berenice-lascia-contenti-tutti</link>
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    <pubDate>Mon, 25 Jun 2007 16:27:56 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Dopo qualche sgomitata che ha preso un po’ tutti di sorpresa, gli attriti fra Pirelli-Morgan e Caltagirone-Goldman sembrano essersi in qualche maniera smussati. Al centro della contesa i fondi Tecla e[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/caniplayingpoker22.jpg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="230" alt="TECLA BERENICE FONDI immobiliari chiusi siiq reit sic pirelli re caltagirone telecom goldman morgan opa controopa offerte immobili" /></p>
<p>Dopo qualche sgomitata che ha preso un po’ tutti di sorpresa, gli attriti fra Pirelli-Morgan e Caltagirone-Goldman sembrano essersi in qualche maniera smussati. Al centro della contesa i fondi Tecla e Berenice, in gran parte dei contenitori per <a href="http://www.finanzablog.it/post/2975/le-citta-invisibili-di-pirelli">redditizi immobili affittati a Telecom</a>. Come noto intorno a questi due fondi immobiliari chiusi si è scatenata una lotta fra Pirelli-Morgan, che ha progettato e costruito questi due fondi da un lato, e Goldman-Caltagirone, che fiutato l’affare ci si è tuffato dall&#8217;altro.</p>
<p>Prima c’è stata un’opa sui fondi da parte della stessa Pirelli Re in cordata con Morgan Stanley (590 euro per ogni quota Tecla e 540 per ogni Berenice); poi una contro-opa di Caltagirone e Goldman Sachs (680 euro per Tecla e 725 per Berenice) e infine un’altra offerta di di Pirelli RE che però alza il prezzo solo su Tecla portandolo sopra il prezzo concorrente a quota 690. Il messaggio a questo punto è chiaro: la guerra non conviene a nessuno. Oppure, come dice Adriano Bonafede su Repubblica in un articolo molto esaustivo sull’argomento, <a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2007/06/25/finanza/043esteit.html">“cane non mangia cane”</a>.

</p>
<p>Di certo l’impressione che questi fondi quotati a notevole sconto rispetto al Nav possano molto avvantaggiarsi delle facilitazioni introdotte con le <a href="http://www.finanzablog.it/post/2460/lintervista-tutto-quello-che-non-avevate-capito-delle-siiq">Siiq</a> (società di investimento immobiliare quotate) è confermata da molti segnali. Oltre alle parole degli analisti ci sono quelle dello stesso Francesco Gaetano Caltagirone, che da subito ha ammesso che il progetto era proprio questo. Del resto i notevolissimi sconti fiscali delle Siiq introdotte dall’attuale Governo in teoria potrebbero rendere il mercato dei fondi immobiliari italiani simile a quello britannico dei Reit o a quello francese delle Sic, mercati dove è assai abituale vedere nel settore immobiliare dei prezzi a premio rispetto al nav dei fondi. Se poi tutto questo si traduca in una nuova e inattesa stagione di offerte e battaglie sui fondi immobiliari come ipotizza Bonafede, è ancora probabilmente troppo presto per dirlo.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2992/se-la-partita-su-tecla-e-berenice-lascia-contenti-tutti">Se la partita su Tecla e Berenice lascia contenti tutti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:27 di lunedì 25 giugno 2007.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Le città invisibili di Pirelli</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2986/le-citta-invisibili-di-pirelli</link>
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    <pubDate>Tue, 19 Jun 2007 11:48:38 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>La controfferta di Goldman Sachs e Gaetano Caltagirone sui fondi Tecla e Berenice ha sconquassato il castello di carte e mattoni che faticosamente da tempo Pirelli Real Estate e dopo Morgan Stanley[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/cittinvisibili2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="329" alt="telecom tecl tronchetti provera berenice italo calvino telefonica morgan stanley caltagirone opa offerta centrale inchiesta cusani compravendita retroscena affitti pirelli real estate bicocca carlo puri negri" /></p>
<p> La controfferta di Goldman Sachs e Gaetano Caltagirone sui fondi Tecla e Berenice ha sconquassato il castello di carte e mattoni che faticosamente da tempo Pirelli Real Estate e dopo Morgan Stanley avevano messo su. La storia è andata così. Almeno dal 1999 a oggi il patrimonio di Telecom è stato oggetto di dismissioni continue. Se prendiamo il valore di terreni e fabbricati in possesso di Telecom si nota che nel 1999 esso superava i 5 miliardi di euro, mentre nel giugno del 2006 era inferiore agli 800 milioni. Nello stesso periodo le immobilizzazioni per impianti e macchinari sono passate da 16 miliardi e mezzo a 12,7 miliardi di euro. Nei bilanci spesso sono usati i termini “plusvalenza” e “valorizzazione”, ma molti osservatori negli anni hanno parlato di gestione dubbia del patrimonio immobiliare e degli asset di Telecom.</p>
<p>All’ultima assemblea per l’approvazione del bilancio <a href="http://www.multimedia.ilsole24ore.com/media/3eb76e06-ec30-11db-96c8-00000e251029/3eb76e06-ec30-11db-96c8-00000e251029.shtml">Sergio Cusani</a>, attento conoscitore dei bilanci della società di telecomunicazione più importante d’Italia, ha tuonato contro lo <a href="http://appuntifinanziari.splinder.com/archive/2007-03">strapotere di Pirelli</a> (ex controllante del gruppo) in Telecom e ha denunciato un conflitto d’interessi fra Pirelli RE e Telecom nella gestione degli immobili di quest’ultima. Cosa è successo esattamente? È successo che, per valorizzare molte centrali di Telecom  e buona parte del suo patrimonio immobiliare, la società ha deciso di conferire la proprietà di immobili spesso anche strumentali, ossia necessari allo svolgimento delle sue attività, ai fondi Tiglio I e Tiglio II.

</p>
<p>Gli immobili sono redditizi, anche perché spesso ancora affittati alla stessa Telecom. Nel bilancio 2006 della società da poco venduta da Tronchetti Provera alle banche e agli spagnoli di Telefonica si legge: “Nell’ambito dell’attività di riorganizzazione degli spazi fisici occupati dagli impianti di rete che prevede la progressiva liberazione di parte degli immobili adibiti a tali impianti, il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia S.p.A. ha approvato nel 2005 l’operazione di cessione di oltre 1.300 immobili per un valore totale di circa euro 1 miliardo”. Praticamente per razionalizzare le sue attività la società telefonica ha deciso di mettere in vendita un patrimonio immobiliare delle dimensioni di un piccolo paese, ma in molti casi continuerà ad affittare molti degli appartamenti che lo compongono. E si tratta in ogni caso soltanto della seconda grossa alienazione di immobili di Telecom visto che una forse anche maggiore era avvenuta nel 2002/2003. In entrambi i casi comunque la torta di mattoni è stata da subito tagliata in tante fette più piccole che poi sono state spostate da una proprietà all’altra.</p>
<p>Per esempio nel 2005 Telecom conferì ben 867 immobili alla controllata Olivetti Multiservices (OMS). Ovviamente questi immobili non si sono fermati qui. Il 29 marzo 2006 OMS cede 201 immobili al fondo Raissa per 158 milioni di euro, 21 di questi immobili hanno un contratto di retrolocazione di lunga durata e in questo caso, come negli altri, l’affitto pagato da Telecom per l’uso dell’immobili viene conferito al nuovo proprietario. Il giorno dopo, il 30 marzo del 2006 OMS cede altri 120 immobili al fondo Spazio Industriale, che deve pagare 71 milioni di euro e accollarsi un debito finanziario da 60 milioni. “La maggioranza delle quote così rivenienti del fondo Spazio Industriale – riporta sempre il bilancio di Telecom - è stata ceduta a investitori istituzionali facenti capo a Cypress Grove International Funds”.</p>
<p>Nei mesi successivi OMS continua a cedere altri immobili al fondo Raissa e al fondo Spazio Industriale. Ma chi controlla il fondo Raissa a questo punto?  La maggioranza delle quote è dei fondi real estate di Morgan Stanley, ma anche Pirelli RE ha mantenuto, sempre nel fondo Raissa, una quota del 35 per cento. Praticamente la stessa struttura azionaria dei fondi Tecla e Berenice prima della quotazione. Alla fine quindi la maggior parte degli immobili è finita o in Raissa o in Spazio Industriale. Raissa è una joint venture al 65% di Morgan Stanley e al 35% di Pirelli RE (che fa parte del gruppo industriale che controlla Telecom). Spazio Industriale è invece controllato a questo punto dall’olandese Spazio Investment NV, una joint venture del fondo internazionale Cypress Grove (65% delle quote di Spazio Investment) e di Pirelli RE che anche in questo caso ha una quota del 35% del fondo. Nel caso Spazio Investment NV il progetto però va oltre e prevede la quotazione della stessa società sul mercato alternativo di Londra (Aim, Alternative investment market). La matricola, di cui Pirelli Re lo scorso marzo controllava il 14% circa del capitale, fa un ottimo debutto a Londra. Un comunicato della stessa Pirelli RE riporta: “Dal collocamento di Spazio Investment NV nell’ottobre dello scorso anno avvenuto a 12,5 euro per azione , il prezzo ha registrato un incremento di circa il 28% portando la capitalizzazione di mercato a oltre 490 milioni di euro”.</p>
<p>Ma torniamo all’offerta sui fondi Tecla e Berenice per cui Caltagirone e Goldman Sachs hanno messo sul piatto 782 milioni di euro. La scheda tecnica del fondo Tecla, che prende il suo nome dalla citta in perenne costruzione inventata da Italo Calvino nel romanzo le “Città Invisibili”,  riporta una fotografia del fondo al momento del collocamento. La società che aveva ceduto i suoi asset era Tiglio I, quella a cui furono conferiti gli asset della prima cessione di immobili Telecom e che alla data del collocamento del fondo risulta controllata dai fondi immobiliari di Morgan Stanley e partecipata da Telecom Italia, Telecom Italia Media e Pirelli.</p>
<p>Berenice è invece l’altro fondo in questione, prende anch’esso nome da una delle Città Invisibili di Calvino, esattamente dalla città della giustizia. Gli immobili confluiti nel fondo risultano provenienti da Ganimede Due, da Kappa Srl, da Aida Srl e, ovviamente, in cima alla lista degli apportanti ci sono ancora Tiglio I e Tiglio II. Nel caso di Tecla il valore di conferimento del fondo è di 808 milioni di euro e si confronta con valori di mercato superiori ai 950 milioni: il valore del fondo del fondo è stimato in 323,3 milioni di euro. Nel caso di Berenice  i conferimenti totali ammontano a 750 milioni e il valore di mercato è di 860 milioni di euro, mentre il valore del fondo ammonta a 300 milioni di euro.</p>
<p>Creati i due fondi e immesse sul mercato le loro quote, la cordata Pirelli RE-Morgan Stanley decide di ricomprarle. Forse il loro piano, come per quell’altro troncone, è quello di conferirle a un’altra holding olandese per poi quotarle all’Aim di Londra? Comunque sia Morgan Stanley e Pirelli RE offrono 590 euro per ogni quota del fondo Tecla e 540 euro per ogni quota Berenice. Caltagirone e Goldman sono invece pronti a sborsare 650 euro per ogni quota di ciascuno dei due fondi. Si tratta nel caso di Berenice di un’offerta migliorativa del 20,4 per cento, mentre nel caso di Tecla il premio sull’offerta di Pirelli è del 10,2 per cento. La contro-opa di Caltagirone prende però tutti di sorpresa, tanto che ieri il management di Pirelli RE ha incontrato d’urgenza gli investitori di Morgan Stanley nella propria sede senza però riuscire a decidere per un rilancio o un forfait. Nel frattempo Pirelli RE in borsa perdeva quota fino a chiudere la giornata con perdite in borsa del 2,34% a quota 47,6 euro.</p>
<p>Per comprendere le dimensioni dell’affare fiutato dal gruppo Caltagirone può essere utile un esempio portato oggi su Repubblica da Walter Galbiati. Fra i vari immobili in gioco c’è la centrale telefonica di Trieste convertita per 1,29 milioni al fondo Berenice. Telecom, scrive Galbiati, paga ogni anno un affitto da 106 mila euro. A conti fatti in 25 anni Telecom sborserà per un immobile che era suo ben 2,65 milioni di euro. E non si tratta certo dell’unica centrale che Telecom ha dismesso e per cui oggi paga un notevole affitto. Si possono calcolare per i fondi in questione rendimenti medi e garantiti dagli affitti del 7-8% annuo. Questo significa che nel lungo periodo i fondi incasseranno da quegli immobili il doppio di quanto hanno speso per comprarli.</p>
<p>Anche in termini finanziari l’affare sembra più che conveniente. Il Sole 24 Ore di oggi, per esempio, calcola che persino la nuova offerta da 782 milioni di euro, per quanto migliorativa, esprime uno sconto rispetto al Nav (Net asset value) delle prede fra il 4,1%  e il 5,1% e che sarebbe ulteriormente conveniente anche rispetto ai multipli del settore dei fondi immobiliari. Francesco Caltagirone, che, in caso di successo dell’opa, acquisirà il 30% di Berenice e il 5% di Tecla (con un’opzione a salire al 25%), non ha però chiarito ancora che cosa farà delle sue nuove conquiste. Solo qualche timido accenno, in una lettera alla Consob, a varie alternative e alle opportunità presentate dal nuovo strumento delle Società d’investimento immobiliare quotate (Siiq). È buffo pensare che una centrale Telecom costruita a suo tempo con il denaro dei cittadini finisca poi, dopo lunghi giri, per essere messa in vendita da un privato sul mercato italiano che magari a piccole quote la ricomprerà. Nel frattempo Telecom continuerà a pgare i suoi ricchi affitti. Se vincerà, Caltagirone probabilmente toglierà dai listini Tecla e Berenice (città invisibili che scompariranno?). I nuovi fondi immobiliari poi saranno quotati a Milano e, almeno, non passeranno per una società olandese prima di finire sui mercati d’Oltremanica.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2986/le-citta-invisibili-di-pirelli">Le città invisibili di Pirelli</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:48 di martedì 19 giugno 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Pirelli, risolta Telecom torna la questione Tyre</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2867/pirelli-risolto-il-problema-telecom-torna-la-questione-tyre</link>
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    <pubDate>Wed, 02 May 2007 14:56:17 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>Con il passare delle ore il profilo della nuova cassaforte di controllo di Telecom Italia si fa più chiaro. In primo luogo il diritto di prelazione tra soci italiani prevale su quello di Telefonica.[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tyre.jpg" class="post" align="left" border="0" width="227" height="186" alt="" /></p>
<p>Con il passare delle ore il profilo della nuova cassaforte di controllo di Telecom Italia si fa più chiaro. In primo luogo il diritto di prelazione tra soci italiani prevale su quello di Telefonica. Assicurazioni Generali possiederà il 28,1%, Intesa Sanpaolo il 10,6%, Mediobanca il 10,6%, Sintonia l’8,4% e Telefonica il 42,3%. Se per esempio la società dei Benetton deciderà di scendere di qualche punto nell&#8217;azionariato, gli altri azionisti italiani potranno comprare prima di Telefonica.</p>
<p>Inoltre &#8220;la governance sarà articolata secondo criteri di proporzionalità: prevede maggioranze qualificate, il cui raggiungimento implica anche l&#8217;assenso di Telefonica, relativamente a talune specifiche operazioni di particolare rilievo&#8221;.<br />
Per quanto riguarda il prezzo, gli italiani fanno sapere che 4,1 miliardi di euro è un valore &#8220;provvisorio, dovendosi tenere conto della posizione finanziaria netta di Olimpia alla data di perfezionamento dell&#8217;operazione&#8221;. Insomma per conoscere il prezzo definitivo occorrerà aggiornare il valore del debito da stornare.<br />


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Il mercato risponde con cautela e il titolo Telecom Italia viaggia sostanzialmente in parità, dopo le perdite dei giorni scorsi.<br />
Chi invece ci rimette è Pirelli, che lascia sul terreno lo 0,85% attestandosi a quota 0,91 euro, nonostante l&#8217;indicazione di Societe Generale, che alza il proprio target price sulla Bicocca da 1,02 a 1,05 euro. A pesare sul titolo, secondo un analista di una nota sim milanese, sono le incertezze legate all&#8217;uso che Pirelli farà degli incassi legati alla cessione di Olimpia. In cassa dovrebbero entrare circa 3,3 miliardi (l&#8217;80% di 4,1 miliardi). Con questi fondi Pirelli potrebbe decidere di ritornare in possesso di quel 38,9% di Pirelli Tyre ceduto alle banche nel luglio scorso, per fare cassa, per 740 milioni di euro. Oggi però il valore di mercato di quelle azioni è sensibilmente più alto e la Bicocca potrebbe essere costretta a tirare fuori 1,08 miliardi di euro. Con questa operazione, dunque, avrebbe bruciato poco meno di 350 milioni di euro. Potrebbe anche darsi, spiega la fonte, che ci sia qualche accordo non pubblico per il rientro della società guidata da Marco Tronchetti Provera in Pirelli Tyre a prezzi inferiori a quelli di mercato, ma è probabile che non sia così.</p>
<p>Al di là di questi fattori di incertezza, però, la situazione appare positiva: la Bicocca torna a concentrarsi sul proprio core business, le gomme, un settore che sta andando bene. E si mette alle spalle la fallimentare esperienza di Telecom strappando un prezzo che limita le perdite, che erano potenzialmente maggiori considerando le attuali condizioni di mercato. Questo spiegherebbe l&#8217;indicazione di Societe Generale.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2867/pirelli-risolto-il-problema-telecom-torna-la-questione-tyre">Pirelli, risolta Telecom torna la questione Tyre</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 16:56 di mercoledì 02 maggio 2007.</p>
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