<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
  <title>Finanzablog.it</title>
  <link>http://www.finanzablog.it</link>
  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 16:56:08 GMT</pubDate>
  <generator>http://lightpress.org/</generator>
  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Angeli e venture capitalist a caccia della nuova Facebook</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5217/angeli-e-venture-capitalist-a-caccia-dell-nuova-facebook</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5217/angeli-e-venture-capitalist-a-caccia-dell-nuova-facebook</guid>
    <pubDate>Wed, 09 May 2012 08:58:49 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5217/angeli-e-venture-capitalist-a-caccia-dell-nuova-facebook#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>business angel</category><category>facebook</category><category>glancee</category><category>ipo facebook</category><category>linkedin</category>
    <description>Il caso di Facebook, insieme ai successi di altre società più piccole ma comunque redditizie e vendute a peso d&amp;#8217;oro, ha riacceso negli investitori la voglia di finanziare le buone idee e le[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5217%2Fangeli-e-venture-capitalist-a-caccia-dell-nuova-facebook" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5217%2Fangeli-e-venture-capitalist-a-caccia-dell-nuova-facebook" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Angeli+e+venture+capitalist+a+caccia+della+nuova+Facebook&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5217%2Fangeli-e-venture-capitalist-a-caccia-dell-nuova-facebook" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/venturecapitalpianta.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="240" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Il caso di Facebook, insieme ai successi di altre società più piccole ma comunque redditizie e vendute a peso d&#8217;oro, ha riacceso negli investitori la voglia di finanziare le buone idee e le imprese allo stato embrionale, almeno negli Stati Uniti dove la tradizione dei venture capitalist e dei business angel ha radici ben consolidate.</p>
<p>Invece di aspettare l&#8217;arrivo in Borsa e investire su una società già quotata, si può guadagnare molto (ma molto!) di più investendo su una società appena nata, una start-up, che se funziona può moltiplicare di molte volte il finanziamento iniziale grazie a un buon collocamento sul listino (Ipo) oppure all&#8217;acquisizione da parte di una società più grande.</p>
<p>Il primo caso è quello di LinkedIn o di Zynga o della stessa Facebook, che sta per debuttare sul mercato; il secondo è quello di Instagram, su cui Andreessen Horowitz aveva puntato 250mila dollari, che sono diventati 78 milioni di dollari dopo che proprio Facebook ha acquisito per un miliardo il servizio di foto editing e pubblicazione online. Sull&#8217;onda di questi casi sembra che ci sia <a href="http://www.forbes.com/sites/karstenstrauss/2012/05/08/startup-capital-show-me-the-money/">un rinnovato interesse</a> sul capitalismo di ventura.</p>


<p>Del resto, perché aspettare la quotazione e confondersi con la massa dei piccoli e piccolissimi investitori, se si può intervenite in uno stadio precedente? Il punto, ovviamente, è che non tutte le ciambelle riescono col buco né tutte le galline danno uova d&#8217;oro: così per un investimento azzeccato ce ne sono decine che vanno male. Ciononostante i venture capitalist e gli angeli, specie nella Silicon Valley, hanno l&#8217;imbarazzo della scelta e possono selezionare i progetti su cui investire.</p>
<p>L&#8217;ultimo caso ha riguardato anche una società quasi tutta italiana  - Glancee - che <a href="http://www.corriere.it/economia/12_maggio_08/startup-zuckerberg-pennisi_45eb23ec-98e8-11e1-a280-1e18500845d6.shtml">è stata acquisita sempre da Facebook</a> in cambio di un lauto (e segreto) pacchetto azionario. Non a caso uno dei suoi fondatori, Andrea Vaccari, da Chicago si è trasferito in California per far conoscere la sua idea e la sua piccola società e fare anche un po&#8217; di sane pubbliche relazioni. Certo, con questa acquisizione Facebook si è conquistata nuova attenzione anche in Italia, a costo zero.</p>
<p>A quanto scrive Forbes, comunque, pare che in questo momento sia scoppiata la febbre del venture capitalism, anche se - al tempo stesso - in finanziatori sono diventati anche più diffidenti e sono meno disposti di un tempo a mettere soldi solo su un&#8217;idea: vogliono un progetto dettagliato e possibilmente una società già funzionante. Difficile dar loro torto, ma senza buone idee e senza coraggio e fantasia non basta una bella presentazione.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5217/angeli-e-venture-capitalist-a-caccia-dell-nuova-facebook">Angeli e venture capitalist a caccia della nuova Facebook</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:58 di mercoledì 09 maggio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>&quot;Sell in May and go away&quot;? No, meglio non vendere azioni</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni</guid>
    <pubDate>Wed, 02 May 2012 08:23:25 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>up-down</category><category>azioni maggio</category><category>vendere maggio</category>
    <description>Maggio non è solo il mese delle rose e dei matrimoni, ma secondo un vecchio adagio molto diffuso nel mondo anglosassone è il momento giusto per vendere le proprie azioni e prendere una bella pausa[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5205%2Fsell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5205%2Fsell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=%22Sell+in+May+and+go+away%22%3F+No%2C+meglio+non+vendere+azioni&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5205%2Fsell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/azionistock.jpg" class="post" border="0" width="586" height="389" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Maggio non è solo il mese delle rose e dei matrimoni, ma <a href="http://www.forbes.com/sites/eamonnfingleton/2012/05/01/sell-in-may-and-go-away-not/">secondo un vecchio adagio</a> molto diffuso nel mondo anglosassone è il momento giusto per vendere le proprie azioni e prendere una bella pausa estiva: &#8220;Sell in May and go away&#8221;, &#8220;Vendi a maggio e vai avanti&#8221;, recita il detto.</p>
<p>In effetti storicamente l&#8217;estate è un momento di minore pressione sui mercati, gli scambi si riducono in volume e molti investitori preferiscono tenersi alla larga dalle Borse. Ma davvero è meglio vendere, monetizzare gli investimenti e tornare sul mercato a ottobre? </p>
<p>Su The Motley Fool, Alex Dumortier <a href="http://www.fool.com/investing/general/2012/04/30/should-you-sell-in-may-read-this-first.aspx">ha voluto verificare</a> concretamente le basi di questo principio piuttosto condiviso negli Stati Uniti e in Inghilterra e ha analizzato i risultati di Borsa del passato. Un primo dato è sorprendente: in effetti dal 1950 a oggi la gran parte dei rialzi azionari si concentrano nel periodo da ottobre ad aprile. Quindi vale la saggezza del passato?</p>


<p>Dumortier ha voluto vederci a fondo e ha analizzato i dati dal 1926 forniti da Ibbotson Associates (una unità di Morningstar) sui risultati dell&#8217;indice S&#038;P 500 e qui i risultati sono ancora più interessanti, prendendo in considerazione non solo il capital gain, ma anche i dividendi e le tasse.</p>
<p>Chi nel corso di quasi un secolo avesse venduto a maggio e acquistato a ottobre avrebbe guadagnato mediamente l&#8217;8,4%; facendo l&#8217;opposto, cioè acquistando a maggio e vendendo a ottobre, la performance sarebbe stata solo del 5,1%. Ma a sorpresa c&#8217;è un comportamento ancora più efficace: acquistare e tenere il proprio pacchetto ha fruttato un rotondo 10%, grazie anche a minori spese in tasse e transazioni e all&#8217;incasso dei dividendi.</p>
<p>Qual è il risultato di questo studio, quindi? Che al di là degli effetti stagionali, che pure esistono e non vanno dimenticati, ci sono stretegie di più lungo periodo che possono pagare di più. Su Forbes, Eamonn Fingleton suggerisce per esempio di monetizzare i pacchetti azionari che hanno guadagnato di più e acquistare azioni di società che pagano ricchi dividendi. E magari azioni europee, visto che l&#8217;euro è pur sempre la valuta della Germania.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni">"Sell in May and go away"? No, meglio non vendere azioni</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:23 di mercoledì 02 maggio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Chi vince e chi perde dalla riorganizzazione Hp</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5165/chi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5165/chi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp</guid>
    <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 09:47:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5165/chi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>tecnologia</category><category>hp imprese</category><category>hp riorganizzazione</category><category>meg whitman hp</category>
    <description>Le forbici di Meg Whitman si sono abbattute con decisione sul colosso dell&amp;#8217;informatica Hp e la riorganizzazione lanciata dieci giorni fa lascia intravedere l&amp;#8217;idea che ha[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5165%2Fchi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5165%2Fchi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Chi+vince+e+chi+perde+dalla+riorganizzazione+Hp&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5165%2Fchi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/megwhitmanhp.jpg" class="post" border="0" width="586" height="389" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Le forbici di Meg Whitman si sono abbattute con decisione sul colosso dell&#8217;informatica Hp e la riorganizzazione lanciata dieci giorni fa <a href="http://www.forbes.com/sites/patrickmoorhead/2012/04/01/hp-reorg-who-wins-and-loses-2/">lascia intravedere</a> l&#8217;idea che ha l&#8217;attuale dirigenza su come dovrà essere l&#8217;Hp del futuro.</p>
<p>In particolare la nuova struttura basata su due grandi divisioni, impresa e personal computer, lascia presagire che il cuore della Hp che verrà sarà proprio il settore Enterprise, sul modello di Ibm e Oracle, che realizzano la maggior parte dei loro profitti dai servizi alle imprese più che dal settore retail.</p>
<p>Il comparto delle stampanti, infatti, è stato unito alla divisione pc, mentre le funzioni di commercializzazione, comunicazione e vendite per i grandi clienti sono state centralizzate all&#8217;interno del resto di Hp. È chiaro quindi &#8220;chi vince e chi perde&#8221; da questa ristrutturazione e quale sarà il profilo di Hp che uscirà da questo rinnovamento.</p>


<p>Le divisioni stampati e pc sono state combinate, creando un comparto da 60 miliardi di dollari, circa il 50% del fatturato annuale di Hp, e affidata a Todd Bradley, che in precedenza aveva guidato i personal computer, mentre lo storico capo del settore stampanti, Vyomesh Joshi, va in pensione dopo 31 anni nella società.</p>
<p>Non è casuale, però, che tutti i venditori che servivano i maggiori clienti di grandi dimensioni sono stati tutti inseriti nella divisione Enterprise, mentre il marketing e la comunicazione sono stati entrambi centralizzati sotto Marty Homlish e Henry Gomez. </p>
<p>La riorganizzazione chiaramente favorisce il settore dedicato ai servizi per le imprese, sul modello di Ibm e Oracle. Hp è leader di mercato nel settore personal computer, con un fatturato di 8,9 miliardi di dollari e un utile operativo di 464 milioni nell&#8217;ultimo trimestre; ma il settore pc sta subendo trasformazioni straordinarie, che puntano sempre più verso tablet e smartphone che verso i tradizionali pc.</p>
<p>D&#8217;altro canto quello delle stampanti è un settore maturo, che anzi sembra destinato a un lento ma progressivo declino, perché si stampa poco e anche nei paesi emergenti l&#8217;aumento nell&#8217;acquisto di stampanti non è al livello registrato anni fa nei paesi già industrializzati. </p>
<p>La prospettiva più probabile è che la divisione stampanti e pc presto o tardi venga ceduta, a meno che Hp non riesca a dimostrare di poter competere sul serio con Apple e con Google nei tablet e negli smartphone.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5165/chi-vince-e-chi-perde-dalla-riorganizzazione-hp">Chi vince e chi perde dalla riorganizzazione Hp</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:47 di venerdì 06 aprile 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Wall Street 2012: la grande fuga dagli hedge fund?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5119/wall-street-2012-la-grande-fuga-dagli-hedge-fund</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5119/wall-street-2012-la-grande-fuga-dagli-hedge-fund</guid>
    <pubDate>Tue, 06 Mar 2012 08:35:53 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5119/wall-street-2012-la-grande-fuga-dagli-hedge-fund#comments</comments>
    <slash:comments>3</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>educational</category><category>crisi del debito</category><category>crisi finanziaria</category><category>hedge fund</category><category>mercati speculazione</category>
    <description>Tempi bui in vista  per gli hedge fund? Fino all&amp;#8217;anno scorso sembrava che i fondi speculativi fossero in grado di superare qualsiasi crisi, finanziaria economica valutaria, qualunque cosa[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5119%2Fwall-street-2012-la-grande-fuga-dagli-hedge-fund" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5119%2Fwall-street-2012-la-grande-fuga-dagli-hedge-fund" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Wall+Street+2012%3A+la+grande+fuga+dagli+hedge+fund%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5119%2Fwall-street-2012-la-grande-fuga-dagli-hedge-fund" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/JohnPaulson.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="259" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.forbes.com/sites/nathanvardi/2012/03/05/investors-are-starting-to-lose-faith-in-hedge-funds/">Tempi bui in vista </a> per gli hedge fund? Fino all&#8217;anno scorso sembrava che i fondi speculativi fossero in grado di superare qualsiasi crisi, finanziaria economica valutaria, qualunque cosa accadesse ai mercati nella loro complessità. Persino dopo il crollo spaventoso del 2008 che ha messo in difficoltà e ha costretto a chiudere molti hedge, il business nel suo complesso si è ripresa velocemente e l&#8217;anno scorso i capitali investiti hanno raggiunto un massimo storico di 2 trilioni di dollari.</p>
<p>Nel 2011 però si è manifestata in pieno la debolezza degli hedge fund, che in media sono scesi del 5%; quelli specializzati nel settore azionario sono scesi addirittura dell&#8217;8%. Anche colossi come il fondo del miliardario John Paulson hanno lasciato sul terreno somme impressionanti, mentre lo S&#038;P 500 metteva a segno un rialzo del 2%. Risultato: molti investitori hanno cambiato cavallo.</p>
<p>Secondo un&#8217;analisi condotta da Hedge Barclays e TrimTabs, solo a gennaio gli investitori hanno ritirato dagli hedge fund 15,2 miliardi di dollari, il flusso più alto dalla crisi del credito nel gennaio 2009. Ma se le cose non migliorano c&#8217;è il rischio che questo sia solo l&#8217;inizio e che la grande fuga porti via dagli hedge buona parte delle risorse con cui esercitano la loro speculazione.</p>


<p>Pur andando bene, a gennaio gli hedge fund hanno messo a segno, in media, un +3,1%, peggio dello S&#038;P 500, che ha registrato un +4,2%. Non va meglio a febbraio: Bank of America Merrill Lynch sostiene che nel secondo mese dell&#8217;anno il suo indice degli hedge fund composite è aumentato del 1,19%, ancora una volta peggio dello S&#038;P500 e del suo +2,87%.</p>
<p>Se le cose non si mettono meglio sarà dura riuscire a convincere gli investitori a tenere i loro soldi negli hedge fund: secondo la società di Chicago Hedge Fund Research <a href="http://online.wsj.com/article/BT-CO-20120305-711432.html">il guadagno per le compagnie del settore</a>, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno fino al 1° marzo, è del 3,35%, ma i risultati devono migliorare e di molto per garantire la sopravvivenza stessa degli hedge.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5119/wall-street-2012-la-grande-fuga-dagli-hedge-fund">Wall Street 2012: la grande fuga dagli hedge fund?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:35 di martedì 06 marzo 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Bolla immobiliare in agguato per l&#039;Europa occidentale</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5095/bolla-immobiliare-in-agguato-per-leuropa-occidentale</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5095/bolla-immobiliare-in-agguato-per-leuropa-occidentale</guid>
    <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 09:11:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5095/bolla-immobiliare-in-agguato-per-leuropa-occidentale#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>bolle</category><category>bolla immobiliare</category><category>europa prezzo immobili</category>
    <description>Con gli occhi di tutti gli investitori e degli analisti ben fissi sul Mediterraneo e sui paesi del famigerato &amp;#8220;Club Med&amp;#8221; della finanza europea - Grecia, Italia, Spagna e Portogallo -[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5095%2Fbolla-immobiliare-in-agguato-per-leuropa-occidentale" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5095%2Fbolla-immobiliare-in-agguato-per-leuropa-occidentale" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Bolla+immobiliare+in+agguato+per+l%27Europa+occidentale&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5095%2Fbolla-immobiliare-in-agguato-per-leuropa-occidentale" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/immobiliarebollaue.jpg" class="post" border="0" width="586" height="426" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Con gli occhi di tutti gli investitori e degli analisti ben fissi sul Mediterraneo e sui paesi del famigerato &#8220;Club Med&#8221; della finanza europea - Grecia, Italia, Spagna e Portogallo - può darsi che molti non si accorgano di un&#8217;altra minaccia per l&#8217;equilibrio dei mercati, stavolta in arrivo da alcuni dei paesi considerati più &#8220;virtuosi&#8221; sotto il profilo dei conti pubblici.</p>
<p>Dopo l&#8217;ondata di mutui subrime americani che ha innescato la crisi del 2008-2009, un&#8217;altra bolla immobiliare è andata crescendo negli ultimi anni e adesso sembra diventata abbastanza grossa da esplodere, trascinando con sé buona parte delle economie considerate più sane: <a href="http://www.thebubblebubble.com/european-housing-bubble/">è una bolla immobiliare</a>, causata dalla crescita continua del prezzo del mattone in paesi come Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna e Francia.</p>
<p>I paesi dell&#8217;Europa del Nord e dell&#8217;Ovest più economicamente solidi hanno attratto forti afflussi di investimenti perché erano considerati paesi-rifugio: questi movimenti di capitale, però, hanno gonfiato ulteriormente le bolle di proprietà preesistenti che si erano espanse a partire dalla metà degli anni Novanta fino al 2008. Con le loro economie surriscaldate e le bolle immobiliari arrivate al limite, oggi i paesi europei-rifugio possono benissimo diventare le nuove Grecia e Italia.</p>


<p> Nel Regno Unito i prezzi delle case sono quasi quadruplicati a partire dalla metà degli anni Novanta al 2008, sono diminuiti momentaneamente del 20% nel 2009 e da allora sono rimbalzato abbastanza da restare elevatissimi.</p>
<p>Attualmente i prezzi degli immobili nel Regno Unito sono molto sopravvalutati, al 128% del loro rapporto storico prezzo-stipendi e al 140% del rapporto prezzo-canone di affitto. A guidare la corsa dei prezzi ovviamente è il mercato della capitale Londra, che come Parigi, una una forte riconoscibilità internazionale ed è ambita da investitori stranieri.</p>
<p>I &#8220;nuovi ricchi&#8221; di Cina, India e altri mercati emergenti hanno voglia di diversificare la propria ricchezza nei principali mercati immobiliari occidentali come Londra, Vancouver e Manhattan, mentre un gestore di hedge fund di Londra ha detto che la casa era una &#8220;lavanderia&#8221; per il denaro russo. Se però la Cina rallenta e i mercanti emergenti frenano la loro corsa, i prezzi della Citu non saranno più giustificabili, anche in seguito alla perdita di posti di lavoro e alla riduzione dei bonus nella City.</p>
<p>Analogamente al Regno Unito, anche in Francia i prezzi sono decollati del 120% dal 2000 al 2008, sono scesi del 5,6% nel 2009 e poi hanno continuato la loro inesorabile marcia. La bolla immobiliare francese è fortemente guidata dalla regione di Parigi, dove i prezzi sono balzati del 18% nel 2010 e circa il 10% nel 2011, più del 40% dal 2005. Il mercato immobiliare francese ha ora il triste primato di essere il più sopravvalutato in Europa e il terzo mercato più sopravvalutato del mondo, dietro solo Hong Kong e l&#8217;Australia.</p>
<p>Il problema è che la &#8220;bolla dei prezzi&#8221; potrebbe mettere in pericolo le banche francesi: Moody ha anche emesso un avviso che il mercato immobiliare francese era in surriscaldamento e che gli istituti di credito meno cauti potrebbe affrontare perdite repentine. Dall&#8217;inizio del 2012, i nuovi mutui sono in caduta del 25,7%.</p>
<p>Va solo un po&#8217; meglio in Germania dove Berlino, a causa del surplus di offerta immobiliare, non ha vissuto esperienze analoghe alle altre capitali europee, ma Amburgo e Monaco hanno vissuto il loro boom. Dopo gli Stati Uniti, comunque, è incredibile che si profili una nuova bolla immobiliare.  Non si imparerà mai dagli errori del passato?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5095/bolla-immobiliare-in-agguato-per-leuropa-occidentale">Bolla immobiliare in agguato per l'Europa occidentale</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:11 di venerdì 24 febbraio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Le 5 regole auree del buon trader di Borsa</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5091/le-5-regole-auree-del-buon-trader-di-borsa</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5091/le-5-regole-auree-del-buon-trader-di-borsa</guid>
    <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:04:46 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5091/le-5-regole-auree-del-buon-trader-di-borsa#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>borse investire</category><category>regole trader</category><category>trading regole</category>
    <description>Quali sono le qualità del buon trader, quelle che permettono - non garantiscono! - il successo delle operazioni in Borsa? Andiamo a leggere che cosa ci dice The Big Picture, che stila un elenco di 5[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5091%2Fle-5-regole-auree-del-buon-trader-di-borsa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5091%2Fle-5-regole-auree-del-buon-trader-di-borsa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Le+5+regole+auree+del+buon+trader+di+Borsa&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5091%2Fle-5-regole-auree-del-buon-trader-di-borsa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/borsedisplay.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Quali sono le qualità del buon trader, quelle che permettono - non garantiscono! - il successo delle operazioni in Borsa? Andiamo a leggere che cosa ci dice <a href="http://www.ritholtz.com/blog/2012/02/5-qualities-great-traders/">The Big Picture</a>, che stila un elenco di 5 qualità che denotano il &#8220;grande trader&#8221;.</p>
<p><strong>1. Tagliare le perdite</strong>. Tutti i grandi trader hanno sempre condiviso un orientamento di fondo: le perdite vanno ridotte al minimo, perché preservare il proprio capitale è l&#8217;unico modo per continuare a stare in gioco. Bisogna ricordarsi, infatti, che quando un titolo perde il 25%, poi deve guadagnare il 33% per tornare al livello di partenza; e così un calo del 33% richiede un rally del 50%. Se poi si perde il 50% per tornare in pari occorre un guadagno del 100%.</p>
<p>Mica facile, no? Per questo è necessario porsi un limite di perdita e ridurre al minimo le perdite. Anche per Warren Buffett, la regola numero uno per guadagnare è &#8220;non perdere denaro&#8221;; e la numero 2 è &#8220;ricordarsi della regola n. 1&#8243;.</p>
<p><strong>2. Fiducia</strong>.  Bisogna avere il coraggio di cogliere le occasioni e non lasciarsi spaventare dal rischio, altrimenti meglio lasciar perdere. </p>
<blockquote><p>Non c&#8217;è niente di peggio che vedere una grande opportunità, ma non avere il coraggio di &#8220;premere il grilletto&#8221; e di comprare. </p></blockquote>
<p>Bloccarsi per la paura non è un comportamento da grande trader di Borsa, perché per operare bisogna aver fiducia nelle proprie intenzioni e sapere come andrà a finire; se invece non va bene sapere come comportarsi. La fiducia non si insegna, ma viene dall&#8217;azione e dall&#8217;esperienza.</p>


<p>
<strong>3) Niente ego.</strong> Un trader di successo può avere grande personalità, ma tiene separato il suo ego dalla sua attività. Va bene avere convinzioni solide, ma quando il mercato dimostra il contrario, non bisogna litigarci: piuttosto accettare &#8220;la lezione&#8221; e andare avanti.</p>
<p><strong>4) Solidità.</strong> I migliori sono migliori perché sono solidi e si confermano nel tempo, come i grandi giocatori che non sono grandi perché segnano una domenica, ma perché fanno 20 gol a campionato. Non bisogna concentrarsi su una singola seduta, ma controllare i risultati mese per mese, trimestre per trimestre e <del datetime="2012-02-26T22:08:25+00:00">ano</del> anno per anno. I risultati si ottengono confermandosi sia nei momenti di boom sia in quelli più complicati. </p>
<p><strong>5) Studiare il mercato.</strong> Chi vuole essere grande non si accontenta mai, ma ha sempre voglia di imparare e di migliorarsi. Un buon sistema è analizzare le operazioni effettuate e verificare che le perdite siano inferiori ai guadagni; altrimenti c&#8217;è qualcosa da correggere. E poi conoscere l&#8217;andamento dei mercati e delle aziende su cui si vuole investire.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5091/le-5-regole-auree-del-buon-trader-di-borsa">Le 5 regole auree del buon trader di Borsa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:04 di mercoledì 22 febbraio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Corsa a vendere azioni per Ceo, dirigenti e grandi azionisti</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5077/corsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5077/corsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti</guid>
    <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 08:09:47 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5077/corsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti#comments</comments>
    <slash:comments>1</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>titoli-esteri</category><category>insidere dow jones</category><category>mercato vendite</category>
    <description>Che sta succedendo ai dirigenti delle grandi aziende americane? A quanto pare tra la fine di gennaio e febbraio è cominciata una corsa a vendere azioni e stock options, a un ritmo che non si vedeva da[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5077%2Fcorsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5077%2Fcorsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Corsa+a+vendere+azioni+per+Ceo%2C+dirigenti+e+grandi+azionisti&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5077%2Fcorsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/azionivendita.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="284" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Che sta succedendo ai dirigenti delle grandi aziende americane? A quanto pare tra la fine di gennaio e febbraio è cominciata una corsa <a href="http://www.marketwatch.com/story/the-insiders-are-selling-heavily-2012-02-09?link=home_carousel">a vendere azioni e stock options</a>, a un ritmo che non si vedeva da luglio.</p>
<p>Secondo il <a href="http://www.argusgroup.com/VickersReports/ReportsDetail.aspx#">Vickers Weekly Insider Report</a>, calcolato da Argus Research, gli &#8220;insider&#8221; hanno venduto molte più azioni delle proprie società di quante ne abbiano acquistate: il rapporto, la settimana scorsa, è stato di 5,77 a 1. Addirittura fra le società quotate al New York Stock Exchange, il rapporto è ancora più clamoroso, con un 8,2 a 1.</p>
<p>Un dato del genere non lascia ben sperare, se si guarda ai corsi e ricorsi storici. A luglio, dopo un movimento simile da parte degli amministratori e grandi dirigenti delle società quotate, tra l&#8217;ultima settimana di luglio e la seconda di agosto l&#8217;indice Dow Jones ha perso circa 2000 punti. È vero che in mezzo all&#8217;estate 2011 molti motivi hanno giustificato una situazione di debolezza sui mercati: dal downgrade degli Stati Uniti alla crisi greca; sta di fatto che il comportamento degli insider ci dice qualcosa delle aspettative generali dei mercati.</p>


<p>In altre parole: se i dirigenti, i Ceo, i direttori finanziari e i consiglieri di amministrazione vendono le azioni che possiedono nelle società che gestiscono, come si deve comportare chi conosce quelle società certamente molto meno di loro?</p>
<p>Come segnala Market Watch, a novembre lo stesso rapporto fra azioni vendute e azioni comprate era di 0,8 a 1: da allora il Dow Jones ha guadagnato oltre 1500 punti; se adesso il comportamento degli insider è cambiato così tanto, non possiamo concludere automaticamente che la tendenza dei mercati sarà al ribasso, ma di certo è molto più facile prevedere una fase di debolezza che una di rafforzamento degli indici.</p>
<p>C&#8217;è da dire anche che in un momento di pagamento delle tasse e in una fase di apprezzamento delle azioni - che garantisce un discreto guadagno - è più naturale che anche gli insider vendano azioni proprie più che comprarne. Potrebbe trattarsi anche solo di una breve correzione, ma in un momento così complesso - con il default della Grecia sempre dietro l&#8217;angolo - è davvero complesso provare ad anticipare le tendenze dei mercati.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5077/corsa-a-vendere-azioni-per-ceo-dirigenti-e-grandi-azionisti">Corsa a vendere azioni per Ceo, dirigenti e grandi azionisti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:09 di martedì 14 febbraio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Capi-azienda narcisisti: una minaccia per le società quotate?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5023/capi-azienda-narcisisti-una-minaccia-per-le-societa-quotate</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5023/capi-azienda-narcisisti-una-minaccia-per-le-societa-quotate</guid>
    <pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:36:23 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5023/capi-azienda-narcisisti-una-minaccia-per-le-societa-quotate#comments</comments>
    <slash:comments>5</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>assicurazioni</category><category>ceo nacisisti</category><category>dirigenti aziende</category>
    <description>In una società come la nostra in cui il personalismo - che sfocia fino al culto della personalità - ha pervaso omai tutti i settori, dalla politica alla cultura all&amp;#8217;arte alla finanza - come[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5023%2Fcapi-azienda-narcisisti-una-minaccia-per-le-societa-quotate" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5023%2Fcapi-azienda-narcisisti-una-minaccia-per-le-societa-quotate" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Capi-azienda+narcisisti%3A+una+minaccia+per+le+societ%C3%A0+quotate%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5023%2Fcapi-azienda-narcisisti-una-minaccia-per-le-societa-quotate" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/maarchionnebarba.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>In una società come la nostra in cui il personalismo - che sfocia fino al culto della personalità - ha pervaso omai tutti i settori, dalla politica alla cultura all&#8217;arte alla finanza - come si deve valutare il rapporto che gli amministratori delegati e i capi-azienda in genere hanno con il proprio ego?</p>
<p>Un professore di Management della Pennsylvania University, Donald C. Hambrick, ha deciso di studiare questo aspetto della gestione aziendale ed è arrivato a una conclusione che forse non ci sorprende, ma che dovrebbe spaventare molti piccoli e grandi investitori aziendali: i Ceo narcisisti <a href="http://www.forbes.com/sites/ericjackson/2012/01/11/why-narcissistic-ceos-kill-their-companies/">sono dannosi per le loro aziende</a> e, anche se a volte ottengono risultati eclatanti, spesso nel medio periodo rischiano di mettere a repentagli l&#8217;esistenza stessa della società che guidano.</p>
<p>Per narcisismo - dovremmo saperlo tutti - si intende un innamoramento eccessivo di sé stessi, che porta alla voglia di mettersi in mostra e coltivare il culto della propria immagine. In una certa misura, la fiducia in sé stessi, la spavalderia e l&#8217;ottimismo sono caratteristiche necessarie di un capo azienda, ma se sfociano in arroganza e megalomania diventano deleterie; in che senso, però, si può definire un Ceo &#8220;narcisista&#8221;.</p>


<p>Hambrick stabilisce quattro elementi per considerare un alto dirigente affetto da narcisismo:<br />
(1) Sentirsi designati al comando –> Insisto per avere il rispetto e la considerazione che merito;</p>
<p>(2) Leadership/Autorità –> Mi piace essere il centro dell&#8217;attenzione;</p>
<p>(3) Superiorità/Arroganza –> Sono meglio degli altri</p>
<p>(4) Egocentrismo/Ammirazione di sé –> Sono assorbito da quanto sono speciale e straordinario.</p>
<p>Ora, dal momento che è quasi impossibile convincere l&#8217;ad di una grande società a sottoporsi a un test psicologico, la soluzione è stata individuare alcuni elementi esterni che denotano una personalità narcisista e questi sono:<br />
1. La grandezza della foto del Ceo nel report annuale della società<br />
2. Quante volte il nome del Ceo è ripetuto nei comunicati stampa<br />
3. L&#8217;uso, da parte del Ceo, della prima persona singolare nelle dichiarazioni ufficiali agli azionisti e nelle presentazioni<br />
4. La differenza fra i compensi del Ceo (stipendio, bonus, stock option, pacchetti azionari) e quello del secondo dirigente più pagato.</p>
<p>A partire da questi elementi, le ricerche condotte dal professor Hambrick sono arrivate a concludere che, in genere, quanto più un amministratore delegato è narcisista, tanto più spenderà in pubblicità rispetto al fatturato; farà più acquisizioni, pagando le prede a un prezzo più alto; porterà la propria azienda a un andamento altalenante, a volte andranno estremamente bene, a volte malissimo; e infine dopo un periodo di risultati brillanti e invidiabili, in genere porterà la società che guida in una situazione di estrema difficoltà.</p>
<p>Non è complicato provare ad associare questa immagine a diversi personaggi e a storie aziendali recenti o più lontane nel tempo. Nel suo <a href="http://asq.sagepub.com/content/56/2/202.short">studio più recente</a>, comunque, Hambrick arriva alla conclusione che i Ceo più narcisisti tendono a vivere uno scollamento dalla realtà e continuano a pianificare operazioni ambiziose anche quando la situazione dell&#8217;azienda o del mercato consigliano maggiore prudenza.</p>
<p>E che sono troppo sensibili alle lodi e all&#8217;atteggiamento dei media nei propri confronti, tanto da sembrare più preoccupati di curare la propria immagine che di far funzionare bene l&#8217;azienda che guidano. E di casi, del genere, ce ne sono anche troppi. A voi quali vengono in mente?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5023/capi-azienda-narcisisti-una-minaccia-per-le-societa-quotate">Capi-azienda narcisisti: una minaccia per le società quotate?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:36 di venerdì 13 gennaio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>È il momento giusto per una Robin Hood tax globale?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4973/e-il-momento-giusto-per-una-robin-hood-tax-globale</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4973/e-il-momento-giusto-per-una-robin-hood-tax-globale</guid>
    <pubDate>Mon, 19 Dec 2011 09:05:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4973/e-il-momento-giusto-per-una-robin-hood-tax-globale#comments</comments>
    <slash:comments>1</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>politica</category><category>crisi finanziaria</category><category>robin hood tax</category><category>tassa speculazione</category>
    <description>Stai a vedere che il momento è quello buono e che forse stavolta una tassa sulla speculazione finanziaria e sulle attività di chi fa soldi con i soldi potrebbe diventare realtà? Parliamo della Robin[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4973%2Fe-il-momento-giusto-per-una-robin-hood-tax-globale" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4973%2Fe-il-momento-giusto-per-una-robin-hood-tax-globale" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=%C3%88+il+momento+giusto+per+una+Robin+Hood+tax+globale%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4973%2Fe-il-momento-giusto-per-una-robin-hood-tax-globale" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/robinhoodtax.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="259" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Stai a vedere che il momento è quello buono e che forse stavolta una tassa sulla speculazione finanziaria e sulle attività di chi fa soldi con i soldi potrebbe diventare realtà? Parliamo della <a href="http://robinhoodtax.org/">Robin Hood tax</a>, una tassa per togliere risorse alla speculazione finanziaria e dirottarle verso il settore pubblico e il sostegno alle fasce di popolazione più deboli.</p>
<p>Ne torna a parlare <a href="http://www.nytimes.com/2011/12/07/business/global/micro-tax-on-financial-trades-gains-advocates.html?_r=2&#038;ref=business&#038;pagewanted=all">il New York Times</a>, che registra un interesse notevolmente aumentato attorno a questa ipotesi che non piace più solo ai no global e ai movimenti di estrema sinistra oppure al movimento Occupy, ma piace anche ai governi, a potenti della Terra (Al Gore), leader religiosi (Papa Benedetto XVI e l&#8217;Arcivescovo di Canterbury) e persino a protagonisti dell&#8217;industria e della finanza, come Bill Gates e George Soros.</p>
<p>Una tassa sulle transazioni finanziarie, per togliere ai ricchi (banche e operatori della finanza) per dare ai poveri (i cittadini) come faceva Robin Hood, è complicata ma possibile da realizzare e soprattutto potrebbe ottenere due risultati: da un lato rallentare e dissuadere la speculazione selvaggia, dall&#8217;altro fornire risorse per rilanciare l&#8217;economia e attenuare le disuguaglianze all&#8217;interno delle società occidentali. Ma ci sono alcune resistenze da superare.</p>


<p>In Europa una proposta del genere è sostenuta in primis da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy e, ultimamente, anche dal presidente del Consiglio italiano Mario Monti; ad opporsi, invece, c&#8217;è il premier britannico David Cameron, che non sembra disposto a rinunciare ai ricchi guadagni della City e sarebbe disposto a un piccolo prelievo solo se fosse introdotto a livello globale, almeno in tutta l&#8217;Unione Europea, ma possibilmente in tutto il mondo.</p>
<p>Negli Stati Uniti, infatti, ci sono altrettante resistenze e non potrebbe essere altrimenti, visto che Stati Uniti e Gran Bretagna sono sempre stati gli alfieri del libero mercato e della libertà di investimento in Borsa. Se una tassa del genere fosse introdotta solo in un&#8217;area si rischierebbe un risultato paradossale: i capitali fuggirebbero dalle piazze dove si applica l&#8217;aliquota di tassazione e si rifugerebbero altrove, come capitò negli anni Ottanta quando la Svezia decise di introdurre solitariamente la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tobin_tax#Sweden.27s_experience_in_implementing_Tobin_taxes_in_the_form_of_general_financial_transaction_taxes">Tobin Tax</a>, l&#8217;imposta ideata da James Tobin e applicata proprio alle transazioni finanziarie.</p>
<p>In Francia il mese scorso il Senato ha approvato una forma di Robin Hood Tax, ma si è trattato solo di un gesto dimostrativo, dal momento che l&#8217;Assemblea nazionale, in cui la destra è maggioritaria, non approverà mai quel testo che dunque non diventerà mai legge. Qualcosa, però, si sta muovendo: ma in che cosa consiste in realtà questa imposta?</p>
<p>Esistono diverse possibilità per tassare il trading finanziario e i movimenti di capitale e <a href="http://www.zerozerocinque.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=80:tassa-sulle-banche-vs-tassa-sulle-transazioni-finanziarie&#038;catid=31:general&#038;Itemid=46">non sono alternative</a> fra di loro. Quella più invocata dagli oppositori al liberismo puro è la Ftt - Financial Transaction Tax - un&#8217;aliquota (bassissima, dello 0,05%), che si applicherebbe a tutte le transazioni, azioni, obbligazioni, investimenti valutari e derivati: potrebbe raccogliere a livello globale fino a 300 miliardi di euro all&#8217;anno e costerebbe pochissimo, visto che tutti i movimenti sono telematici, dunque basterebbe introdurre un prelievo virtuale senza rallentare e complicare le operazioni.</p>
<p>Gli ostacoli sono di natura politica e di omogeneità di trattamento: sarebbe ideale che una tassa del genere venisse introdotta contestualmente su tutti i mercati per colpire in modo coerente tutte le operazioni finanziarie e dissuadere così  grandi movimenti speculativi, con un peso impercettibili sugli investimenti dei privati e degli operatori più piccoli. Le obiezioni di stampo liberista - come <a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=10727">questa dell&#8217;istituto Bruno Leoni</a> - si appuntano sull&#8217;esperienza svedese, ma in quel caso la tassa fu dieci volte più alta, dello 0,5% e non dello 0,05%, quindi anche le conseguenze non saranno così disastrose.</p>
<p>Un&#8217;altra forma di tassazione colpirebbe direttamente le banche: è la Tassazione sulle banche o <a href="http://www.bbc.co.uk/news/business-12391532">Bank Levy</a>, che in verità la Gran Bretagna e altri paesi hanno già introdotto in qualche versione al momento del salvataggio pubblico del sistema bancario dopo la crisi del 2008-2009. La tassa colpirebbe i grandi istituti finanziari, ma per esempio nel Regno Unito ha raccolto solo 2,5 miliardi di sterline all&#8217;anno e soprattutto non colpisce hedge fund e operazioni sui derivati, quindi non ha un effetto dissuasivo sulle speculazione.</p>
<p>Un&#8217;altra versione è la Fat - Financial Activities Tax - che potrebbe garantire un gettito di 93 miliardi di dollari solo nei paesi dell&#8217;Ocse, colpendo profitti in eccesso e remunerazioni come le stock option: una specie di Iva sul settore finanziario. Su questa tassa la Gran Bretagna si è detta disposta a discutere, a condizione che diventi un&#8217;iniziative comune di tutta l&#8217;Ue. Quella che è indispensabile, però, è una volontà politica che decida di colpire la speculazione e riportare la finanza al posto che le compete, quello di fornire risorse e capitali per i privati e soprattutto per il sistema produttivo, cioè l&#8217;economia reale.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4973/e-il-momento-giusto-per-una-robin-hood-tax-globale">È il momento giusto per una Robin Hood tax globale?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:05 di lunedì 19 dicembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Banche e trader contro le regole Usa anti-speculazione</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione</guid>
    <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 08:30:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>up-down</category><category>banche</category><category>borse regole</category><category>finanza speculazione</category><category>speculazione mercati</category>
    <description>La lotta alla speculazione non ha molti fan, specialmente nel mondo della finanza e tra gli operatori che temono di perdere buona parte delle laute commissioni che finora hanno sempre lucrato. Con una[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4969%2Fbanche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4969%2Fbanche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Banche+e+trader+contro+le+regole+Usa+anti-speculazione&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4969%2Fbanche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/speculazioneborse.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="322" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La lotta alla speculazione non ha molti fan, specialmente nel mondo della finanza e tra gli operatori che temono di perdere buona parte delle laute commissioni che finora hanno sempre lucrato. Con una riduzione dei movimenti speculativi, infatti, si ridurrebbero anche le movimentazioni in generale, così i primi a rimetterci sarebbero gli intermediari che per primi si ribellano.</p>
<p>In Italia la Consob ha limitato fortemente le vendite allo scoperto, ma mentre l&#8217;Europa sta cercando ancora una regolamentazione comune, proprio dagli Stati Uniti, patria dell&#8217;economia di mercato, arrivano le norme più severe contro cui si sono già levate le voci polemiche delle associazioni finanziarie.</p>
<p>La Cftc, Commodity Futures Trading Commission, degli Stati Uniti, infatti, ha promulgato a ottobre un Position Limits Rule, che limita fortemente il numero di contratti derivati che un operatore può comprare o vendere in un determinato periodo di tempo, con l&#8217;obiettivo dichiarato di disincentivare e contrastare la speculazione finanziaria. Ma due associazioni di categoria -  la International Swaps and Derivatives Association e la Securities Industry and Financial Markets Association - <a href="http://www.courthousenews.com/2011/12/06/41966.htm">hanno presentato un ricorso</a> davanti a una Corte federale contro la Cftc e la sua decisione.</p>


<p>Sia la Isda sia la Sifma riuniscono banche, intermediatori finanziari e operatori di Borsa di tutto il mondo, secondo i quali non esiste un problema di eccessiva speculazione. L&#8217;accusa è che la Position limits rule è nella migliore delle ipotesi non necessaria e, nella peggiore, dannosa per Wall Street.</p>
<p>Da un lato la Commissione punta a rendere efficace la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dodd%E2%80%93Frank_Wall_Street_Reform_and_Consumer_Protection_Act">Dodd-Frank</a> - la grande riforma del sistema finanziario approvata dal Congresso democratico e promulgata dal presidente Obama - ma per gli operatori del settore la Cftc è andata troppo oltre in questo intento regolatorio e la nuova regole </p>
<blockquote><p>renderanno più difficile per chi lavora nel mercato gestire il rischio e per i mercati restare efficienti nel fissare i prezzi; d&#8217;altro canto gli investitori pagheranno gli alti costi necessari per ridisegnare le strategie di trading. </p></blockquote>
<p>Il bersaglio grosso, però, è proprio la Dodd-Frank, che secondo i democratici <a href="http://dealbook.nytimes.com/2011/12/02/wall-street-groups-sue-regulator-over-dodd-frank/">è nel mirino delle società finanziarie</a> e dei trader che non vogliono alcun tipo di regolazione e cercano di sfuggire al controllo della politica e delle autorità di vigilanza. Ma la crisi del 2007-2008 e quella attuale nascono in parte proprio dai movimenti fuori controllo dei mercati e dalla carenza di sorveglianza da parte degli organismi indipendenti.</p>
<p>Da questo braccio di ferro - a livello globale - dipenderà il futuro del mercato globale e si dovrà stabilire se la finanza deve avere una funzione ancillare al servizio dell&#8217;economia, e quindi della società, oppure se la finanza deve crescere senza controlli e soprattutto con finalità e obiettivi distinti e slegati dalla società.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione">Banche e trader contro le regole Usa anti-speculazione</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:30 di martedì 13 dicembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Usa: prestiti per gli studenti, una bolla da  $ 550 miliardi</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4863/usa-prestiti-per-gli-studenti-una-bolla-da-550-miliardi-di</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4863/usa-prestiti-per-gli-studenti-una-bolla-da-550-miliardi-di</guid>
    <pubDate>Thu, 27 Oct 2011 08:15:09 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4863/usa-prestiti-per-gli-studenti-una-bolla-da-550-miliardi-di#comments</comments>
    <slash:comments>1</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>banche</category><category>politica</category><category>crisi finanziaria</category><category>debiti studenti</category><category>studenti usa debito</category>
    <description>La crisi dei mutui sub-prime? La bolla delle carte di credito? Il debito sovrano? Il credito al consumo? Tutto questo ci sembrera quasi uno scherzo quando sarà scoppiata la vera, grande bolla che[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4863%2Fusa-prestiti-per-gli-studenti-una-bolla-da-550-miliardi-di" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4863%2Fusa-prestiti-per-gli-studenti-una-bolla-da-550-miliardi-di" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Usa%3A+prestiti+per+gli+studenti%2C+una+bolla+da++%24+550+miliardi&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4863%2Fusa-prestiti-per-gli-studenti-una-bolla-da-550-miliardi-di" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/debitistudenti.jpg" class="post" border="0" width="586" height="366" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La crisi dei mutui sub-prime? La bolla delle carte di credito? Il debito sovrano? Il credito al consumo? Tutto questo ci sembrera quasi uno scherzo quando sarà scoppiata la vera, grande bolla che minaccia - anzi ha giù compromesso - il presente e, purtroppo, anche il futuro dell&#8217;economia americana: <a href="http://www.wallstreetoasis.com/blog/is-student-loan-debt-the-real-crisis-in-waiting">l&#8217;indebitamento degli studenti</a><br />
.</p>
<p>Non è ancora del tutto chiaro a gran parte dell&#8217;opinione pubblica, anche perché i giornali di casa nostra spesso si occupano più del &#8220;colore&#8221; che dei contenuti; eppure il movimento Occupy Wall Street è formato in buona parte anche da studenti o neo-laureati, che protestano contro banche e grandi istituzioni finanziarie proprio a causa dei debiti che stanno strangolando un&#8217;intera generazione, prima ancora che cominci a lavorare.</p>
<p>Fino a qualche anno fa - lo ricordo nettamente - i lodatori del sistema capitalista americano in servizio permanente effettivo illustravano con ammirazione il sistema universitario degli States, dove gli studenti per pagare le costose rette universitarie si indebitavano a dismisura, ma ricevevano (si diceva così) il sostegno delle banche e delle finanziarie, a volte in accordo con la stessa università.</p>


<p>
Quello che non ci raccontavano è che spesso i giovani, subito dopo la laurea o addirittura prima di terminare il ciclo di studi, si accollavano qualunque lavoro non per mantenersi, ma per rimborsare le banche! E che comunque le famiglie d&#8217;origine il più delle volte erano chiamate a fare da garanti per i figli, impegnandosi a coprire il debito con il proprio patrimonio in caso di necessità.</p>
<p>Ora: finché l&#8217;economia correva e si creavano ogni anno posti di lavoro a sufficienza, almeno per chi poteva vantare un titolo post-secondario, in breve si risolveva tutto: gli studenti, ormai lavoratori, riuscivano a rimborsare il debito e in (relativamente) poco tempo vedevano il loro sforzo ripagato da un salario medio-alto. Con la crisi economica e l&#8217;aumento della disoccupazione, la situazione si sta facendo drammatica.</p>
<p>Secondo <a href="http://advocacy.collegeboard.org/sites/default/files/11b_3741_CC_Trends_Brief_WEB_110620.pdf">il rapporto</a> elaborato da The College Board sui costi dell&#8217;educazione universitaria negli Stati Uniti, negli ultimi due anni sono aumentate anche le tasse richieste dalle Università pubbliche, dal momento che gli Stati si sono ritrovati con meno risorse a disposizione.</p>
<p>In un anno le tasse annuali medie sono aumentate dell&#8217;8,3% a 8.244 dollari, mentre se calcoliamo anche le spese di alloggio e cibo uno studente fuori-sede si è trovato a spendere in media il 6% in più fino a $17.131. Chi ha scelto un&#8217;università privata ha subito un aumento &#8220;solo&#8221; del 4,5%a 28.500 dollari, per un impegno totrale di $38.589, il 4,4% in più in un anno.</p>
<p>Sommando a questi dati il calo dei nuovi posti di lavoro, c&#8217;è da sorprendersi se è in aumento il numero degli studenti non in regola con le rate da pagare? Secondo la Fed di New York, la percentuale di chi è in ritardo di oltre 90 giorni sui pagamenti è aumentata dal 10,6 all&#8217;11,2% degli studenti indebitati. Non ci vorrà molto perché questo dato cominci a pesare anche sui bilanci delle banche.</p>
<p>Il paradosso peggiore, però, è un altro: rispetto al biennio 2008-2009 l&#8217;indebitamento degli studenti è cresciuto del 25%, da 440 a 550 miliardi di dollari, mentre nello stesso periodo si sono ridotti sia i mutui ipotecari sia i prestiti per acquistare automobili sia l&#8217;indebitamento delle carte di credito. Gli studenti sono rimasti gli ultimi polli da spennare, ma a guardare la protesta di Occupy Wall street sembra che si siano stancati anche loro, al punto che anche il presidente Obama <a href="http://www.forbes.com/sites/janetnovack/2011/10/26/college-costs-up-little-debt-help-for-occupy-wall-streeters/">sta tentando di intervenire</a>, ma - secondo il movimento - in modo ancora insufficiente.</p>
<p>L&#8217;indebitamento degli studenti - se non sarà riportato sotto controllo - rischia di diventare una nuova bomba a orologeria per il sistema creditizio americano che per troppo tempo ha illuso gli Stati Uniti di vivere in un eterno benessere, garantito però solo a rate.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4863/usa-prestiti-per-gli-studenti-una-bolla-da-550-miliardi-di">Usa: prestiti per gli studenti, una bolla da  $ 550 miliardi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:15 di giovedì 27 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Con la crisi attenti alla &quot;febbre dell&#039;oro&quot;</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4752/con-la-crisi-attenti-alla-febbre-delloro</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4752/con-la-crisi-attenti-alla-febbre-delloro</guid>
    <pubDate>Tue, 26 Jul 2011 10:53:19 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4752/con-la-crisi-attenti-alla-febbre-delloro#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>commodities</category><category>inevstire oro</category><category>oro crisi</category><category>oro quotazioni</category>
    <description>La crisi morde, le Borse tremano, i mercati paventano l&amp;#8217;eventuale default degli Stati Uniti e molti investitori puntano sull&amp;#8217;oro. Il metallo giallo tocca ogni giorno nuovi record[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4752%2Fcon-la-crisi-attenti-alla-febbre-delloro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4752%2Fcon-la-crisi-attenti-alla-febbre-delloro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Con+la+crisi+attenti+alla+%22febbre+dell%27oro%22&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4752%2Fcon-la-crisi-attenti-alla-febbre-delloro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/orogoldcrisi.gif" class="post-h" border="0" width="432" height="283" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La crisi morde, le Borse tremano, i mercati paventano l&#8217;eventuale default degli Stati Uniti e molti investitori puntano sull&#8217;oro. Il metallo giallo tocca ogni giorno nuovi record anche nei tempi attuali in cui non c&#8217;è una forte inflazione; e anche il piccolo investitore si chiede se sia o no il caso di investire sull&#8217;oro.</p>
<p><a href="http://www.finanzablog.it/post/4706/loro-aggiorna-il-record-largento-vola-vale-la-pena-di-investire">Altre volte abbiamo spiegato</a> che non è più necessario comprare gioielli o addirittura lingotti per investire nell&#8217;oro. Adesso ci sono fondi specializzati indicizzati al valore dell&#8217;oro: basta comprare quote in quei fondi, gli Etc, e si può partecipare alla &#8220;corsa all&#8217;oro&#8221; senza dover possedere una cassaforte in cantina.</p>
<p>Detto questo, vale la pena investire adesso nell&#8217;oro? Avevamo espresso dubbi quando il metallo giallo era sotto i 1450 dollari l&#8217;oncia, adesso è volato sopra i 1600. Quindi? Nel breve periodo è possibile che le quotazioni salgano ancora, ma è davvero improbabile che ci sia spazio per rialzi importanti.</p>


<p>
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-25/contro-rischi-bunker-210543.shtml?uuid=AafmFJrD">Sul Sole24Ore ci ricordano</a> che l&#8217;oro non dà cedole né dividendi e che quando la crisi finirà, presumibilmente le quotazioni scenderanno. Ora: se qualcuno crede che la crisi sia senza fine e che stiamo correndo verso il disastro mondiale, potrebbe investire massicciamente sull&#8217;oro.</p>
<p>Diversamente, se nel medio periodo usciremo dalla crisi, ci saranno correzioni anche importanti per cui entrare adesso nell&#8217;oro, a questi prezzi, può costare caro, anche se il metallo giallo è diventato una materia prima molto richiesta per i circuiti elettronici. La soluzione più saggia, come al solito, è - se lo si desidera - investire una piccola parte dei propri capitali nell&#8217;oro, mettendo un piccolo &#8220;chip&#8221; anche su quel tavolo. Ma sapendo che a questi prezzi, non sembrano alle viste buoni affari.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4752/con-la-crisi-attenti-alla-febbre-delloro">Con la crisi attenti alla "febbre dell'oro"</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:53 di martedì 26 luglio 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>


</channel>
</rss>

