<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
  <title>Finanzablog.it</title>
  <link>http://www.finanzablog.it</link>
  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 17:01:15 GMT</pubDate>
  <generator>http://lightpress.org/</generator>
  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>JpMorgan: il momento peggiore per perdere 2 miliardi nel trading</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5225/jpmorgan-il-momento-peggiore-per-perdere-2-miliardi-nel-trading</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5225/jpmorgan-il-momento-peggiore-per-perdere-2-miliardi-nel-trading</guid>
    <pubDate>Fri, 11 May 2012 11:03:38 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5225/jpmorgan-il-momento-peggiore-per-perdere-2-miliardi-nel-trading#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>banche</category><category>banche</category><category>banche d'affari</category><category>jp morgan</category><category>volcker rule</category><category>wall street</category>
    <description>Può succedere che una banca d&amp;#8217;affari come Jp Morgan perda 2 miliardi di dollari in sei settimane in operazioni di trading ad alto rischio: il problema è che nell&amp;#8217;ultima occasione,[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5225%2Fjpmorgan-il-momento-peggiore-per-perdere-2-miliardi-nel-trading" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5225%2Fjpmorgan-il-momento-peggiore-per-perdere-2-miliardi-nel-trading" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=JpMorgan%3A+il+momento+peggiore+per+perdere+2+miliardi+nel+trading&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5225%2Fjpmorgan-il-momento-peggiore-per-perdere-2-miliardi-nel-trading" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/jamiedimonjpmorgan.jpg" class="post" border="0" width="586" height="395" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Può succedere che una banca d&#8217;affari come Jp Morgan perda 2 miliardi di dollari in sei settimane in operazioni di trading ad alto rischio: il problema è che nell&#8217;ultima occasione, ammessa dall&#8217;amministratore delegato Jamie Dimon, il colosso americano ha scelto il momento meno opportuno dal punto di vista d&#8217;immagine per la sua reputazione e quella dell&#8217;intero settore bancario.</p>
<p>Giovedì, infatti, JPMorgan Chase &#038; Co ha annunciato che aveva avuto 2 miliardi di dollari di perdite nel trading in sei settimane relativi a titoli di credito di sintesi, ma proprio questa settimana era fissata un&#8217;audizione al Congresso sulla Volcker Rule a proposito delle banche: in quella sede Paul Volcker stesso ha sostenuto che la norma che porta il suo nome deve essere raffrozata sulle operazioni rischiose gestite dalle banche di grandi dimensioni.</p>
<p>Dimon ha esercitato forti pressioni per indebolire l&#8217;iniziativa, ma la sua ammissione di una perdita così consistente ha giocato a suo sfavore, tanto che poco dopo l&#8217;annuncio il senatore Carl Levin ha spiegato che &#8220;l&#8217;enorme perdita JP Morgan annunciata oggi è solo l&#8217;ultima prova che quello che le banche chiamano &#8216;copertura&#8217; sono spesso scommesse rischiose che si permettono gli istituti contando sul principio del &#8216;too big to fail&#8221;.</p>


<p>
A suo credito, Dimon ha spiegato che le perdite saranno facilmente assorbite dalla banca, ma sono correlate al chief investment office della banca, che specula con i soldi della banca e gestisce il rischio. Si tratta di un&#8217;operazione che è stato oggetto di molta attenzione da parte dei media nelle ultime settimane.</p>
<p>Le perdite anche portato un po&#8217; di incertezza a JPMorgan, che di solito è quanto di meno indicato ci sia nel mercato azionario. Dimon ha detto che le perdite associate con il trading potrebbe aumentare di 1 miliardo di dollari del secondo trimestre. &#8220;Ci sarà un sacco di volatilità qui&#8221;, ha detto Dimon. &#8220;Si potrebbe facilmente peggiorare questo trimestre&#8221; e ha ammesso i trading sono stati &#8220;mal eseguiti&#8221; e &#8220;scarsamente controllati&#8221;.</p>
<p>Il punto è che adesso si accenderà un faro ancora più luminoso non solo su Jp Morgan, ma su tutte le banche d&#8217;affari americane che dopo un difficile 2011 finora hanno recuperato terreno nel prezzo delle loro azioni. Che succederà adesso alle altre sorelle del trading?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5225/jpmorgan-il-momento-peggiore-per-perdere-2-miliardi-nel-trading">JpMorgan: il momento peggiore per perdere 2 miliardi nel trading</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:03 di venerdì 11 maggio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>&quot;Sell in May and go away&quot;? No, meglio non vendere azioni</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni</guid>
    <pubDate>Wed, 02 May 2012 08:23:25 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>up-down</category><category>azioni maggio</category><category>vendere maggio</category>
    <description>Maggio non è solo il mese delle rose e dei matrimoni, ma secondo un vecchio adagio molto diffuso nel mondo anglosassone è il momento giusto per vendere le proprie azioni e prendere una bella pausa[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5205%2Fsell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5205%2Fsell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=%22Sell+in+May+and+go+away%22%3F+No%2C+meglio+non+vendere+azioni&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5205%2Fsell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/azionistock.jpg" class="post" border="0" width="586" height="389" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Maggio non è solo il mese delle rose e dei matrimoni, ma <a href="http://www.forbes.com/sites/eamonnfingleton/2012/05/01/sell-in-may-and-go-away-not/">secondo un vecchio adagio</a> molto diffuso nel mondo anglosassone è il momento giusto per vendere le proprie azioni e prendere una bella pausa estiva: &#8220;Sell in May and go away&#8221;, &#8220;Vendi a maggio e vai avanti&#8221;, recita il detto.</p>
<p>In effetti storicamente l&#8217;estate è un momento di minore pressione sui mercati, gli scambi si riducono in volume e molti investitori preferiscono tenersi alla larga dalle Borse. Ma davvero è meglio vendere, monetizzare gli investimenti e tornare sul mercato a ottobre? </p>
<p>Su The Motley Fool, Alex Dumortier <a href="http://www.fool.com/investing/general/2012/04/30/should-you-sell-in-may-read-this-first.aspx">ha voluto verificare</a> concretamente le basi di questo principio piuttosto condiviso negli Stati Uniti e in Inghilterra e ha analizzato i risultati di Borsa del passato. Un primo dato è sorprendente: in effetti dal 1950 a oggi la gran parte dei rialzi azionari si concentrano nel periodo da ottobre ad aprile. Quindi vale la saggezza del passato?</p>


<p>Dumortier ha voluto vederci a fondo e ha analizzato i dati dal 1926 forniti da Ibbotson Associates (una unità di Morningstar) sui risultati dell&#8217;indice S&#038;P 500 e qui i risultati sono ancora più interessanti, prendendo in considerazione non solo il capital gain, ma anche i dividendi e le tasse.</p>
<p>Chi nel corso di quasi un secolo avesse venduto a maggio e acquistato a ottobre avrebbe guadagnato mediamente l&#8217;8,4%; facendo l&#8217;opposto, cioè acquistando a maggio e vendendo a ottobre, la performance sarebbe stata solo del 5,1%. Ma a sorpresa c&#8217;è un comportamento ancora più efficace: acquistare e tenere il proprio pacchetto ha fruttato un rotondo 10%, grazie anche a minori spese in tasse e transazioni e all&#8217;incasso dei dividendi.</p>
<p>Qual è il risultato di questo studio, quindi? Che al di là degli effetti stagionali, che pure esistono e non vanno dimenticati, ci sono stretegie di più lungo periodo che possono pagare di più. Su Forbes, Eamonn Fingleton suggerisce per esempio di monetizzare i pacchetti azionari che hanno guadagnato di più e acquistare azioni di società che pagano ricchi dividendi. E magari azioni europee, visto che l&#8217;euro è pur sempre la valuta della Germania.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5205/sell-in-may-and-go-away-no-meglio-non-vendere-azioni">"Sell in May and go away"? No, meglio non vendere azioni</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:23 di mercoledì 02 maggio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Gli Etf per difendersi da un calo dei mercati</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5171/gli-etf-per-difendersi-da-un-calo-dei-mercati</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5171/gli-etf-per-difendersi-da-un-calo-dei-mercati</guid>
    <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 09:45:48 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5171/gli-etf-per-difendersi-da-un-calo-dei-mercati#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>etf bearish</category><category>inverse fund</category><category>mercati usa</category>
    <description>Il 2012 è cominciato nel mugliore dei modi per i mercati finanziari, specie per le piazze americane. Dall&amp;#8217;inizio dell&amp;#8217;anno l&amp;#8217;indice S&amp;#038;P 500 ha guadagnato più del[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5171%2Fgli-etf-per-difendersi-da-un-calo-dei-mercati" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5171%2Fgli-etf-per-difendersi-da-un-calo-dei-mercati" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Gli+Etf+per+difendersi+da+un+calo+dei+mercati&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5171%2Fgli-etf-per-difendersi-da-un-calo-dei-mercati" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/mercatiazionari.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="286" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Il 2012 è cominciato nel mugliore dei modi per i mercati finanziari, specie per le piazze americane. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno l&#8217;indice S&#038;P 500 ha guadagnato più del 10%, ma non tutti sono convinti che questo livello sia solido e che la tendenza rialzista si possa mantenere a lungo nel resto dell&#8217;anno.</p>
<p>Chi ha poca fiducia nei fondamentali dell&#8217;economia americana e teme che le turbolenze mondiali possano mettere a rischio l&#8217;andamento dei mercati ha due alternative davanti a sé: uscire e realizzare i guadagni puntando sulla liquidità oppure proteggersi da eventuali cali <a href="http://seekingalpha.com/article/472881-short-etfs-to-defend-against-a-downslide">con un Etf ribassista</a>, i cosiddetti fondi <em>inverse</em> o <em>short funds</em>.</p>
<p>&#8220;Nell&#8217;ultimo decennio lo S&#038;P 500 ha ripagato circa il 4,2% annuo, con incredibili alti e bassi, mentre le obbligazioni più sicure hanno offerto un rendimento del 5,7% con una volatilità molto minore nello stesso periodo. A questo punto, le prospettive per scorte è migliorata. L&#8217;S &#038; P 500 nei primi mesi del 2012 è sugli stessi livelli del 1999, ma le aziende sottostanti sono cresciute notevolmente nel corso dell&#8217;ultimo decennio. Si prevedono profitti record&#8221;, scrive Michael Rawson per Morningstar.</p>


<p>
Ma per chi mantiene un orizzonte di breve termine e non è disposto ad attendere nel medio periodo e crede che il mercato non abbia grandi prospettive di rialzo per le prossime settimane o un investitore prudente che vuole proteggere il portafoglio, ci sono gli ETF ribassisti, gli inverse ETF.</p>
<p>ProShares short Dow 30 (DOG). Puntare sull&#8217;opposto del Dow Jones Industrial Average è il modo più semplice per coprire un andamento del mercato in calo. Fondamentalmente, Dog sale se il Dow scende.</p>
<p>ProShares short MSCI Emerging Markets (EUM). Questo fondo si muove all&#8217;opposto dell&#8217;MSCI Emerging Markets Index, l&#8217;indice più popolare dei mercati emergenti.</p>
<p>AdvisorShares activ bear ETF (HDGE). La strategia di questo fondo è quello di vendere allo scoperto titoli azionari domestici. Quindi questo è sicuramente un gioco al ribasso sul mercato.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5171/gli-etf-per-difendersi-da-un-calo-dei-mercati">Gli Etf per difendersi da un calo dei mercati</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:45 di mercoledì 04 aprile 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Con i tassi attuali meglio la Borsa dei bond Usa</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5097/con-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5097/con-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa</guid>
    <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 08:45:42 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5097/con-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>obbligazionario</category><category>up-down</category><category>titoli-esteri</category><category>borsa usa</category><category>buoni del tesoro</category><category>crescita usa borsa</category><category>mercati azionari</category>
    <description>Se guardiamo ai Buoni del tesoro sembra quasi che la Germania sia dalla parte sbagliata dell&amp;#8217;Atlantico. Le emissioni di quasi tutti i paesi europei continuano a offrire rendimenti[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5097%2Fcon-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5097%2Fcon-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Con+i+tassi+attuali+meglio+la+Borsa+dei+bond+Usa&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5097%2Fcon-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/azioniobbligazioni.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="297" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Se guardiamo ai Buoni del tesoro sembra quasi che la Germania sia dalla parte sbagliata dell&#8217;Atlantico. Le emissioni di quasi tutti i paesi europei continuano a offrire rendimenti interessanti, a partire proprio dai cosiddetti Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), ma senza dimenticare stati come la Francia e il Belgio.</p>
<p>I Bund tedeschi, invece, come ci ripetono in continuazione i rendiconti sullo spread, danno una remunerazione molto vicina alla zero, che si annulla se consideriamo l&#8217;effetto dell&#8217;inflazione. Lo stesso avviene in questo momento negli Stati Uniti, dove il Tesoro ottiene in prestito il denaro di cui ha bisogno a un tasso ridicolmente basso, tanto che mettere i propri soldi in Borsa è diventato molto più economico che investirli in buoni del tesoro.</p>
<p>In base alle rilevazioni di Bloomberg, il rapporto fra l&#8217;indice S&#038;P 500 e i Treasury Bond a 10 anni <a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-02-21/s-p-500-cheapest-to-bonds-as-bernanke-zero-rates-boost-business-investment.html">è vicino ai minimi di sempre</a>, dopo le ultime emissioni; non parliamo poi della remunerazione dei conti correnti: la politica dei tassi di interesse bassi, mantenuta dalla Fed con il beneplacito della Casa Bianca, serve a favorire una ripresa dell&#8217;economia, ma punisce i risparmiatori.</p>


<p>Chi aveva 10mila dollari a dicembre 2008 e li ha messi in un conto corrente ha guadagnato circa 185 dollari; se li ha investiti in Bond del Tesoro Usa ne ha ottenuti 1.644; invece chi li ha investiti in azioni dell&#8217;indice S&#038;P 500 ha guadagnato - in teoria - 5.690 dollari, compresi i dividendi.</p>
<p>Nonostante lo stimolo all&#8217;economia e i tassi di interesse bassi, però, la ripresa stenta a decollare e, al contrario del passato,  quando dopo una recessione la crescita era ancora più forte, stavolta la locomotiva americana riprende a un ritmo ridotto. Su quasi 9 milioni di posti di lavoro persi dall&#8217;inizio della crisi ne sono stati recuperati 3,2 milioni, secondo i dati del Dipartimento del Lavoro: la percentuale di persone in età lavorativa attive nel mercato del lavoro è al livello più basso in 29 anni.</p>
<p>Le imprese dello S&#038;P 500 imprese hanno aumentato le spese di capitale del 35 per cento da giugno 2010 fino alla fine del 2011, il tasso più veloce dal giugno 2006, secondo i dati Bloomberg e gli utili nello S&#038;P 500 sono più che raddoppiati a 96,58 dollari dal 2009 e si prevede di raggiungere un record di 104,28 dollari quest&#8217;anno, più di 11.000 analista stime compilate da Bloomberg show. Il rendimento degli utili (earning yeald) - cioè i profitti annuali divisi per prezzo delle azioni - è salito al 7,1 per cento, 5 punti percentuali in più rispetto al tasso a 10 anni del Tesoro. </p>
<p>Nonostante questo, però, i volumi di scambio restano bassi e anche se la Borsa sembra poter offrire rendimenti interessanti e le azioni sono quotate a sconto rispetto ai livelli storici, non sono arrivati nuovi investitori sui mercati azionari. Anzi, anche se l&#8217;indice S&#038;P 500 è quasi raddoppiato, molti investitori hanno ritirato parte dei soldi impegnati nei fondi comuni di investimento che comprano azioni degli Stati Uniti per il quinto anno nel 2011: i prelievi sono stati 135 miliardi dollari l&#8217;anno scorso, il secondo totale più alto dopo il 2008. </p>
<p>In pratica l&#8217;andamento della Borsa non rispecchia quello dell&#8217;economia reale: questa si riprende a piccoli passi, l&#8217;altra corre. Ma se l&#8217;economia non riparte e le risorse non vengono redistribuite, la platea degli investitori in Borsa è destinata a restringersi sempre di più.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5097/con-i-tassi-attuali-meglio-la-borsa-dei-bond-usa">Con i tassi attuali meglio la Borsa dei bond Usa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:45 di lunedì 27 febbraio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Banche commerciali e d&#039;affari di nuovo separate in Usa?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5093/banche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5093/banche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa</guid>
    <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:03:11 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5093/banche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>banche</category><category>titoli-esteri</category><category>banche d'affari</category><category>banche di investimento</category><category>volcker rule</category>
    <description>Le riforme volute dal presidente Obama per frenare la speculazione finanziaria produrranno forse la fine della &amp;#8220;banca universale&amp;#8221;? Per chi non se lo ricorda, ci fu un tempo in cui le[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5093%2Fbanche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5093%2Fbanche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Banche+commerciali+e+d%27affari+di+nuovo+separate+in+Usa%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5093%2Fbanche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/goldmansachsvolcker.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="225" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Le riforme volute dal presidente Obama per frenare la speculazione finanziaria produrranno forse la fine della &#8220;banca universale&#8221;? Per chi non se lo ricorda, ci fu un tempo in cui le banche d&#8217;affari si occupavano di affari, trading, investimenti, fusioni e acquisizioni; invece le banche commerciali si occupavano di depositi e di gestire i risparmi della clientela. Poi arrivarono gli anni Novanta e la <em>deregulation</em> e quelle commistioni che in parte hanno portato alla speculazione e alla crisi attuale.</p>
<p>Le nuove regole contenute nella riforma Dodd–Frank su Wall Street e relative alle banche riportano alcuni paletti che potrebbero dividere di nuovo il mondo del credito: è la cosiddetta <a href="http://dealbook.nytimes.com/2012/02/21/under-volcker-old-dividing-line-in-banks-may-return/?ref=business">Volcker Rule</a>, da Paul Volcker, ex presidente della Federal Reserve e scelto da Obama per guidare il comitato consultivo Economic Recovery Advisory Board formato il 6 febbraio 2009.</p>
<p>Il paradosso è che alcuni simboli della finanza e degli affari, come Goldman Sachs e Morgan Stanley, potrebbero finire dalla &#8220;parte sbagliata&#8221; del muro ed essere considerate banche commerciali e non di investimento, visto anche come sta andando il mercato in questi anni. A quel punto si potrebbe creare lo spazio per l&#8217;arrivo di nuovi concorrenti, magari più piccoli e agguerriti che prenderebbero il posto di queste istituzioni centenarie. Non sappiamo, però, con quali conseguenze.</p>


<p>
Per esempio nel 2007 Goldman aveva registrato un fatturato di 7,6 miliardi dalle attività di investment banking tradizionale, ma 31,2 miliardi dollari in ricavi grazie alle operazioni di trading, che invece l&#8217;anno scorso hanno portato appena 17,3 miliardi dollari di entrate.</p>
<p>In base alla Dodd-Frank i derivati ​​devono essere negoziati su agenzie centrali di compensazione piuttosto che tra le banche di investimento come avveniva prima della crisi finanziaria; d&#8217;altra parte il rafforzamento dei requisiti patrimoniali richiesti aumenta il costo del finanziamento. Poi c&#8217;è la regola Volcker, che rischia di ridurre sostanzialmente la maggior parte dei profitti che le banche ottengono dal trading: un vero colpo al cuore per realtà come Morgan Stanley.</p>
<p>Non è un caso che la settimana scorsa Goldman, Morgan Stanley e 15 altre banche globali siano state messe sotto osservazione dall&#8217;Investors Service di Moody&#8217;s, con la motivazione che &#8220;la combinazione di condizioni operative mutate e crescenti requisiti normativi e le restrizioni ha ridotto a più lungo termine la redditività e le prospettive di crescita per queste imprese&#8221;.</p>
<p>La Volcker Rule, per essere onesti, ha effetti benefici anche per le banche di grandi dimensioni; ma per seguire tutte le regole e le imposizioni previste dal nuovo sistema bisogna avere risorse e apparati sufficienti. Per questo motivo le vecchie banche d&#8217;affari potrebbero rinunciare ad essere holding bancarie, come avevano scelto di diventare dopo la crisi del 2008, quella che era costata il fallimento di Lehman Brothers.</p>
<p>Merrill Lynch era stata acquisita da Bank of America, Morgan Stanley si era salvata grazie all&#8217;intervento di Mitsubishi UFJ Financial Group, mentre Goldman aveva ricevuto un&#8217;iniezione di capitale dalla Berkshire Hathaway di  Warren Buffett. Con le nuove regole saranno costrette a rispettare criteri più severi e ottemperare a regolamenti stringenti.</p>
<p>Eppure con la Volcker Rule ci sono anche spazi di crescita, perché non si applica ai fondi di private equity, hedge fund e banche d&#8217;investimento più piccole: questi attori potrebbero tentare di intervenire da sé e riempire lo spazio che le banche di investimento non possono più occupare.</p>
<p>È possibile, quindi, che le vecchie banche di investimento siano sfidate da nuovi protagonisti che non sono limitati da questa regola; oppure che scelgano di tornare piccole e si liberino dai paletti della Volcker Rule. Tecnicamente, questo è giuridicamente possibile; ma politicamente non è così facile da digerire dall&#8217;opinione pubblica: un puzzle tutto da ricostruire.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5093/banche-commerciali-e-daffari-di-nuovo-separate-in-usa">Banche commerciali e d'affari di nuovo separate in Usa?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:03 di giovedì 23 febbraio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Azioni oppure obbligazioni: dove è meglio investire?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5087/azioni-oppure-obbligazioni-dove-e-meglio-investire</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5087/azioni-oppure-obbligazioni-dove-e-meglio-investire</guid>
    <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:11:56 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5087/azioni-oppure-obbligazioni-dove-e-meglio-investire#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>obbligazionario</category><category>up-down</category><category>bond azioni</category><category>rendimento bond</category>
    <description>Ritorna ancora una volta l&amp;#8217;eterno dilemma dell&amp;#8217;investitore: meglio investire in azioni oppure obbligazioni? La risposta più tradizionale è che le azioni offrono la possibilità di[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5087%2Fazioni-oppure-obbligazioni-dove-e-meglio-investire" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5087%2Fazioni-oppure-obbligazioni-dove-e-meglio-investire" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Azioni+oppure+obbligazioni%3A+dove+%C3%A8+meglio+investire%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5087%2Fazioni-oppure-obbligazioni-dove-e-meglio-investire" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/azionibond.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="302" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Ritorna ancora una volta l&#8217;eterno dilemma dell&#8217;investitore: meglio investire in azioni oppure obbligazioni? La risposta più tradizionale è che le azioni offrono la possibilità di un rendimento maggiore, a fronte di un rischio più alto; le obbligazioni, invece, danno più sicurezza e promettono qualcosa in meno.</p>
<p>Leggendo <a href="http://seekingalpha.com/article/377011-stocks-or-bonds-which-is-a-better-investment">questo pezzo</a> su SeekingAlpha, però, si scopre che negli ultimi anni il rendimento medio dei bond è stato superiore a quello delle azioni e che dunque qualcuno potrebbe pensare di abbandonare il mercato azionario per concentrarsi solo su quello obbligazionario.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni il rendimento medio di un investimento in Borsa è stato un misero 0,6%, mentre i Titoli di stato britannici hanno garantito il 3,9% e, scegliendo bond aziendali, il rendimento sarebbe stato dell&#8217;1,6%. Negli ultimi 30 anni le obbligazioni, rispetto alla azioni, hanno sempre garantito le stesse percentuali di crescita, quando il risultato non è stato migliore. Nel 2009 Citigroup arrivò a scrivere che il culto delle azioni è morto. Ma anche qui bisogna fare attenzione e valutare le variabili che hanno condizionato gli ultimi decenni.</p>


<p>Innanzitutto in generale le azioni dovrebbero rendere di più delle obbligazioni, altrimenti sparirebbe il &#8220;premio di rischio&#8221; e affonderebbe il sistema stesso su cui si fonda la Borsa. Nel lungo periodo, poi, le azioni rendono davvero di più delle obbligazioni; da ultimo l&#8217;andamento recente dei bond appare largamente improprio.</p>
<p>La differenza fondamentale fra azioni e le obbligazioni è che con le prime si compra un pezzetto di società e dunque si partecipa, nel bene e nel male, all&#8217;andamento dell&#8217;azienda; investendo obbligazioni, invece, si presta denaro a un&#8217;impresa o a uno stato con una remunerazione fissa. Che negli ultimi anni le obbligazioni abbiano reso più delle azioni è un&#8217;anomalia che non si dovrebbe ripetere.</p>
<p>In molti si ricorderanno come negli anni Ottanta bastava investire il proprio denaro in Bot e ottenere senza rischi rendimenti vicini al 10%; anche negli Stati Uniti i titoli del Tesoro hanno goduto di rendimenti particolarmente alti, anche a causa della discesa dell&#8217;inflazione, dopo lo shock degli anni Settanta e il conseguente differenziale. Adesso invece è impossibile che si riproduca uno scenario del genere, visto che il dato di partenza è quello di un&#8217;inflazione molto bassa.</p>
<p>L&#8217;attuale successo dei bond di stato - soprattutto americani e tedeschi - è legata da una parte all&#8217;invecchiamento della società e alla ricerca di investimenti più tranquillizzanti, dall&#8217;altra parte all&#8217;incertezza di questi anni per le prospettive dell&#8217;euro e l&#8217;eccessiva volatilità dei mercati azionari. Warren Buffett è arrivato a parlare di &#8220;bolla&#8221; dei Treasury Bond alla fine del 2008.</p>
<p>Concretamente, <a href="www.stockopedia.co.uk/clicks/?url=http://corporate.morningstar.com/ib/documents/MethodologyDocuments/IBBAssociates/StockMarketReturns.pdf">l&#8217;analisi di Ibbotson Associates</a> su azioni e obbligazioni mostra che lo S&#038;P500 ha offerto un rendimento medio del 9,9% annuo, contro il 5,5% dei bond governativi a lungo termine. Per di più c&#8217;è da dire che negli ultimi tempi gli interessi sui bond governativi più solidi sono rimasti bassissimi, probabilemente anche a causa delle politiche monetarie messe in campo dalle banche centrali.</p>
<p>In definitiva dove è meglio investire i propri risparmi? La soluzione più saggia è sempre quella di diversificare gli investimenti e suddividerli su strumenti diversi. Una vecchia regola era quella di mettere in bond la percentuale di fondi che corrisponde alla propria età e il resto in azioni: se ho 30 anni, quindi, il 30% dei miei soldi in bond e il 70% in azioni, se ne ho 50 saranno il 50 e 50.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5087/azioni-oppure-obbligazioni-dove-e-meglio-investire">Azioni oppure obbligazioni: dove è meglio investire?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:11 di lunedì 20 febbraio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Downgrade di S&amp;P + nuova crisi greca= lunedì nero in vista</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/5027/downgrade-di-sp-sullue-nuova-crisi-greca-lunedi-nero-in-vista</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/5027/downgrade-di-sp-sullue-nuova-crisi-greca-lunedi-nero-in-vista</guid>
    <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:49:24 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/5027/downgrade-di-sp-sullue-nuova-crisi-greca-lunedi-nero-in-vista#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>assicurazioni</category><category>titoli-esteri</category><category>politica</category><category>crisi del debito</category><category>eurozona</category>
    <description>Come andrà questa settimana che sta appena cominciando in Borsa? Non è difficile immaginare che almeno i primi giorni - a cominciare da oggi - potranno registrare perdite anche molto importanti, non[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5027%2Fdowngrade-di-sp-sullue-nuova-crisi-greca-lunedi-nero-in-vista" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5027%2Fdowngrade-di-sp-sullue-nuova-crisi-greca-lunedi-nero-in-vista" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Downgrade+di+S%26P+%2B+nuova+crisi+greca%3D+luned%C3%AC+nero+in+vista&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F5027%2Fdowngrade-di-sp-sullue-nuova-crisi-greca-lunedi-nero-in-vista" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/orsoborse.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Come andrà questa settimana che sta appena cominciando in Borsa? Non è difficile immaginare che almeno i primi giorni - a cominciare da oggi - potranno registrare perdite anche molto importanti, non tanto legate all&#8217;andamento delle singole aziende, quanto al deterioramento, reale o percepito, della situazione globale sotto il profilo della sostenibilità dei conti pubblici.</p>
<p>La crisi del debito - in particolare la tempesta che sta ancora attraversando l&#8217;Eurozona - non ha finito di svolgere il ruolo di questione numero uno per i mercati e lo è ancor di più dopo l&#8217;ultimo <a href="http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,455774/S_P_riduce_il_rating_di_Italia_e_Francia.aspx">taglio dei rating</a> da parte di Standard and Poor&#8217;s, che ha declassato la valutazione sul debito per quasi tutti i paesi europei, a partire dall&#8217;Italia - pecipitata a BBB+ - e dalla Francia, che ha perso la tripla A.</p>
<p>La mossa di venerdì molto probabilmente sarà scontata dai mercati proprio oggi o almeno così si aspettano gli analisti, che ricordano l&#8217;effetto del taglio di rating sul debito americano: lunedì 8 agosto le Borse di tutto il mondo <a href="http://www.voanews.com/english/news/economy-and-business/Markets-Plunge-SP-US-Spar-Over-Rating-Cut-127281713.html">reagirono al declassamento degli Stati Uniti</a> e i listini calarono notevolmente, perdendo oltre 3 punti percentuali su molte piazze europee e fino a 7 a New York.</p>


<p>Adesso non è difficile prevedere che succederà qualcosa del genere anche dopo il taglio generale di venerdì, che è arrivato forse fuori tempo massimo, visto che i rischi dell&#8217;Eurozona sono oramai chiari a tutti e Standard and Poor&#8217;s forse avrebbe dovuto avere il coraggio - e la capacità - di rilevarli un anno fa, prima che esplodesse il caso del debito e prima che alcuni governi europei, come in Spagna e in Italia, venissero travolti dalla crisi del debito.</p>
<p>La questione europea rischia di pesare notevolmente sull&#8217;andamento dei mercati azionari, anche per quei titoli che in realtà hanno buone prospettive e si possono immaginare realisticamente come buoni investimenti per il 2012. Per questo motivo per esempio stamani su SeekingAlpha David Alton Clark <a href="http://seekingalpha.com/article/319593-the-time-is-now-to-take-profits-on-these-2012-winners">consiglia di prendere profitto</a> dei titoli che sono andati bene in questi primi giorni di gennaio.</p>
<p>Lui parla in particolare di sette titoli - fra cui per esempio Ford, Cisco, Amd - che aveva consigliato e che in effetti hanno cominciato l&#8217;anno all&#8217;insegna dei rialzi e hanno messo assieme un guadagno medio del 10%. Adesso, sostiene, è il momento di vendere perché i mercati reagiranno probabilmente in modo scomposto e irrazionale alla decisione di S&#038;P e potrebbero punire anche i titoli che stanno andando bene perché il loro settore o la loro attività funziona.</p>
<p>Chi possiede titoli americani, poi, deve considerare che il taglio del rating per i paesi dell&#8217;Eurozona si rifletterà molto probabilmente sull&#8217;euro che potrebbe perdere ulteriore terreno sul dollaro: le conseguenze potrebbero essere sgradevoli per le mutinazionali americane che operano in tutto il mondo, ma poi fanno i conti in dollari.</p>
<p>A questi motivi di incertezza si somma poi <a href="http://seekingalpha.com/article/319738-greece-s-potential-effect-on-world-markets">la crisi greca</a> che non ha smesso di minacciare i mercati. Le ultime indiscrezioni lasciano trapelare l&#8217;indisponibilità di Atene ad adeguarsi all&#8217;ultimo piano di austerità: a questo punto non resterebbe che il default ufficiale e non sappiamo davvero come reagiranno i mercati. Chi ha qualcosa da realizzare forse potrebbe pensare davvero a vendere e magari rientrare dopo a prezzi più bassi.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/5027/downgrade-di-sp-sullue-nuova-crisi-greca-lunedi-nero-in-vista">Downgrade di S&P + nuova crisi greca= lunedì nero in vista</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:49 di lunedì 16 gennaio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Banche e trader contro le regole Usa anti-speculazione</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione</guid>
    <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 08:30:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>uncategorized</category><category>up-down</category><category>banche</category><category>borse regole</category><category>finanza speculazione</category><category>speculazione mercati</category>
    <description>La lotta alla speculazione non ha molti fan, specialmente nel mondo della finanza e tra gli operatori che temono di perdere buona parte delle laute commissioni che finora hanno sempre lucrato. Con una[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4969%2Fbanche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4969%2Fbanche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Banche+e+trader+contro+le+regole+Usa+anti-speculazione&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4969%2Fbanche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/speculazioneborse.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="322" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La lotta alla speculazione non ha molti fan, specialmente nel mondo della finanza e tra gli operatori che temono di perdere buona parte delle laute commissioni che finora hanno sempre lucrato. Con una riduzione dei movimenti speculativi, infatti, si ridurrebbero anche le movimentazioni in generale, così i primi a rimetterci sarebbero gli intermediari che per primi si ribellano.</p>
<p>In Italia la Consob ha limitato fortemente le vendite allo scoperto, ma mentre l&#8217;Europa sta cercando ancora una regolamentazione comune, proprio dagli Stati Uniti, patria dell&#8217;economia di mercato, arrivano le norme più severe contro cui si sono già levate le voci polemiche delle associazioni finanziarie.</p>
<p>La Cftc, Commodity Futures Trading Commission, degli Stati Uniti, infatti, ha promulgato a ottobre un Position Limits Rule, che limita fortemente il numero di contratti derivati che un operatore può comprare o vendere in un determinato periodo di tempo, con l&#8217;obiettivo dichiarato di disincentivare e contrastare la speculazione finanziaria. Ma due associazioni di categoria -  la International Swaps and Derivatives Association e la Securities Industry and Financial Markets Association - <a href="http://www.courthousenews.com/2011/12/06/41966.htm">hanno presentato un ricorso</a> davanti a una Corte federale contro la Cftc e la sua decisione.</p>


<p>Sia la Isda sia la Sifma riuniscono banche, intermediatori finanziari e operatori di Borsa di tutto il mondo, secondo i quali non esiste un problema di eccessiva speculazione. L&#8217;accusa è che la Position limits rule è nella migliore delle ipotesi non necessaria e, nella peggiore, dannosa per Wall Street.</p>
<p>Da un lato la Commissione punta a rendere efficace la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dodd%E2%80%93Frank_Wall_Street_Reform_and_Consumer_Protection_Act">Dodd-Frank</a> - la grande riforma del sistema finanziario approvata dal Congresso democratico e promulgata dal presidente Obama - ma per gli operatori del settore la Cftc è andata troppo oltre in questo intento regolatorio e la nuova regole </p>
<blockquote><p>renderanno più difficile per chi lavora nel mercato gestire il rischio e per i mercati restare efficienti nel fissare i prezzi; d&#8217;altro canto gli investitori pagheranno gli alti costi necessari per ridisegnare le strategie di trading. </p></blockquote>
<p>Il bersaglio grosso, però, è proprio la Dodd-Frank, che secondo i democratici <a href="http://dealbook.nytimes.com/2011/12/02/wall-street-groups-sue-regulator-over-dodd-frank/">è nel mirino delle società finanziarie</a> e dei trader che non vogliono alcun tipo di regolazione e cercano di sfuggire al controllo della politica e delle autorità di vigilanza. Ma la crisi del 2007-2008 e quella attuale nascono in parte proprio dai movimenti fuori controllo dei mercati e dalla carenza di sorveglianza da parte degli organismi indipendenti.</p>
<p>Da questo braccio di ferro - a livello globale - dipenderà il futuro del mercato globale e si dovrà stabilire se la finanza deve avere una funzione ancillare al servizio dell&#8217;economia, e quindi della società, oppure se la finanza deve crescere senza controlli e soprattutto con finalità e obiettivi distinti e slegati dalla società.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4969/banche-e-trader-contro-le-regole-usa-anti-speculazione">Banche e trader contro le regole Usa anti-speculazione</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:30 di martedì 13 dicembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Così astuti da prevedere una bolla? In realtà è impossibile dirlo prima</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4915/cosi-astuti-da-prevedere-una-bolla-in-realta-e-impossibile-dirlo-prima</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4915/cosi-astuti-da-prevedere-una-bolla-in-realta-e-impossibile-dirlo-prima</guid>
    <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 08:15:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4915/cosi-astuti-da-prevedere-una-bolla-in-realta-e-impossibile-dirlo-prima#comments</comments>
    <slash:comments>1</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>bolla finanziaria</category><category>bolla tecnologica</category><category>crisi borse</category>
    <description>Si può prevedere una bolla? Da più parti si parla di bolla finanziaria, soprattutto a proposito di LinkedIn, Groupon, Zynga e Facebook, le società nate su Internet che stanno spopolando sul mercato[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4915%2Fcosi-astuti-da-prevedere-una-bolla-in-realta-e-impossibile-dirlo-prima" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4915%2Fcosi-astuti-da-prevedere-una-bolla-in-realta-e-impossibile-dirlo-prima" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Cos%C3%AC+astuti+da+prevedere+una+bolla%3F+In+realt%C3%A0+%C3%A8+impossibile+dirlo+prima&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4915%2Fcosi-astuti-da-prevedere-una-bolla-in-realta-e-impossibile-dirlo-prima" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bollafinanza.jpg" class="post" border="0" width="586" height="400" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Si può prevedere una bolla? Da più parti si parla di bolla finanziaria, soprattutto a proposito di LinkedIn, Groupon, Zynga e Facebook, le società nate su Internet che stanno spopolando sul mercato azionario, anche in tempi di crisi. La bolla scoppierà? O c&#8217;è modo di prevederla in tempo?</p>
<p>Spesso gli analisti finanziari si sono fatti <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204621904577017960729384948.html">questa domanda</a>, arrivando per lo più alla conclusione che troppo entusiasmo porta a puntare i eccesso sui titoli e sui settori che vanno bene, fino a sommergerli di denaro e provocare un aumento dei prezzi abnorme. La bolla, appunto.</p>
<p>Invididuare una bolla - e scegliere correttamente il punto in ci sta per esplodere - non è però così facile, anzi è complicatissimo e non esiste una formula per definire il momento esatto in cui è necessario uscire fuori dal mercato e mettere al riparo i propri soldi. Anche i migliori, fra quelli che ci si sono misurati, sono andati incontro a delusioni e figuracce memorabili.</p>


<p>È il caso di Charles Mckay, un giornalista scozzese che a metà dell&#8217;Ottocento, per primo, mise in guardia gli investitori dall&#8217;euforia dei mercati, specie quando è irrazionale e si basa su aspettative poco realistiche.</p>
<p>Eppure proprio Mckay, pochi anni dopo, si comportò proprio come coloro che prendeva di mira, se diamo retta a un maematico, Andrew Odlyzko, che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a ricercare le &#8220;deviazioni&#8221; sulle quotazioni azionarie nel passato. A quanto pare uno dei più grandi &#8220;gonfiatori di bolle&#8221; fu proprio Charles Mackay.</p>
<p>Quando nel 1844 in Gran Bretagna cominciò una bolla legata alle ferrovie, Mckay, che pure aveva pubblicato da poco il suo libro e non poteva aver dimenticato le follie del passato, incitò i suoi connazionali a investire in azioni ferroviarie, arrivando al punto da scrivere il 2 ottobre 1845: </p>
<blockquote><p>Quelli che suonano l&#8217;allarme su una crisi imminente delle ferrovie hanno ingigantito il pericolo: non c&#8217;è alcuna ragione di aver paura. </p></blockquote>
<p>Peccato che dal 1845 al 185 le azioni delle società ferroviarie persero i due terzi del proprio valore, circa 1000 miliardi di dollari, ai valori odierni. Una bolla mica da ridere!</p>
<p>Che lezione possiamo trarne noi? Che non ci salveremo dalla bolla tecnologica, se davvero è in agguato, continuando a evocarla per esorcizzarla; ma forse solo qualcuno, per caso, indovinerà il momento giusto di tirarsi fuori dai guai, qualche attimo prima che il grande crollo arrivi sul serio.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4915/cosi-astuti-da-prevedere-una-bolla-in-realta-e-impossibile-dirlo-prima">Così astuti da prevedere una bolla? In realtà è impossibile dirlo prima</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:15 di giovedì 01 dicembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Un rally lungo un mese per Wall Street, ma senza lavoro non durerà</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4881/un-rally-lungo-un-mese-per-wall-street-ma-senza-lavoro-non-durera</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4881/un-rally-lungo-un-mese-per-wall-street-ma-senza-lavoro-non-durera</guid>
    <pubDate>Fri, 28 Oct 2011 07:45:46 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4881/un-rally-lungo-un-mese-per-wall-street-ma-senza-lavoro-non-durera#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>assicurazioni</category><category>titoli-esteri</category><category>mercati rimbalzo ottobre</category><category>wall street ottobre</category>
    <description>Mancano ancora un paio di giorni, ma salvo sconvolgimenti improvvisi il mese di ottobre si dovrebbe chiudere all&amp;#8217;insegna del rally per le Borse finanziarie, in particolare Wall street.[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4881%2Fun-rally-lungo-un-mese-per-wall-street-ma-senza-lavoro-non-durera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4881%2Fun-rally-lungo-un-mese-per-wall-street-ma-senza-lavoro-non-durera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Un+rally+lungo+un+mese+per+Wall+Street%2C+ma+senza+lavoro+non+durer%C3%A0&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4881%2Fun-rally-lungo-un-mese-per-wall-street-ma-senza-lavoro-non-durera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/spottobre2011.png" class="post-h" border="0" width="432" height="234" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Mancano ancora un paio di giorni, ma salvo sconvolgimenti improvvisi il mese di ottobre si dovrebbe chiudere all&#8217;insegna del rally per le Borse finanziarie, in particolare Wall street. Sull&#8217;onda delle notizie di un accordo europeo sui debiti sovrani, l&#8217;indice Standard &#038; Poor&#8217;s 500 - il benchmark di riferimento per la Borsa di New York - <a href="http://http://www.bloomberg.com/news/2011-10-27/asian-stocks-euro-advance-on-europe-s-expansion-of-bailout-metals-rally.html">ha guadagnato ieri</a> più del 3 per cento, salendo fino a 1284,59 punti: in mese lo s&#038;P 500 è salito del 14 per cento ed è riuscito a ridurre buona parte delle perdite di quest&#8217;anno.</p>
<p>Basta guardare <a href="http://seekingalpha.com/article/302843-94">il grafico</a> elaborato da Seeking Alpha: il 94% delle imprese di S&#038;P 500 quota oltre i livelli medi degli ultimi 50 giorni, a dimostrazione che il rally - almeno temporaneo - è  una realtà confermata da dati oggettivi. Rimane da capire il valore e soprattutto la solidità di questo rally. Metalli e petrolio hanno trascinato in rialzo gli indici e sul fronte valutario l&#8217;euro si è rafforzato sul dollaro.</p>


<p>L&#8217;accordo europeo sul debito sovrano, anche con il &#8220;default tecnico&#8221; della Grecia (visto che i creditori hanno accettato una riduzione de, ha rassicurato i mercati e rafforzato le prospettive di risalita degli indici. Se dal lato del debito sovrano la situazione potrebbe stabilizzarsi (ma a che prezzo!), rimane da capire che ne sarà della crescita. E su questo argomento bisogna guardare agli Stati Uniti.</p>
<p>Il problema numero 1 per consolidare una risalita dell&#8217;economia è la creazione di nuovi posti di lavoro: senza un nuovo slancio occupazionale la ripresa rimane un miraggio e il recupero dei mercati a ottobre un semplice rimbalzo. Molto interessante, a questo proposito, è <a href="http://seekingalpha.com/article/302665-is-the-fall-melt-up-over-no">l&#8217;analisi </a>di Michael Gayed su Seeking Alpha: la sua opinione è che il recupero è solo all&#8217;inizio e che le prospettive sarebbero buone.</p>
<p>Su quali basi, però, formula questa teoria? Il suo focus è centrato sulle small caps, che in genere sono più volatili e reagiscono all&#8217;economia interna. Solo adesso le piccole e medie imprese stanno cominciando a risalire dopo un luglio all&#8217;insegna delle perdite. Attenzione, però: con i tempi che corrono è facile anche che, presto o tardi, arrivino le prese di profitto da parte di chi non si fida. Staremo a vedere.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4881/un-rally-lungo-un-mese-per-wall-street-ma-senza-lavoro-non-durera">Un rally lungo un mese per Wall Street, ma senza lavoro non durerà</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:45 di venerdì 28 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Le banche? Pessime per investire, ottime per il trading</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4875/le-banche-pessime-per-investire-ottime-per-il-trading</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4875/le-banche-pessime-per-investire-ottime-per-il-trading</guid>
    <pubDate>Mon, 24 Oct 2011 06:53:22 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4875/le-banche-pessime-per-investire-ottime-per-il-trading#comments</comments>
    <slash:comments>3</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>banche</category><category>educational</category><category>banche investimenti</category><category>borse bancari</category><category>crisi del debito</category>
    <description>Comincia una nuova settimana in Borsa e di certo non c&amp;#8217;è molto da stare tranquilli, in particolare se guardiamo al settore finanziario e nello specifico alle banche è praticamente[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4875%2Fle-banche-pessime-per-investire-ottime-per-il-trading" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4875%2Fle-banche-pessime-per-investire-ottime-per-il-trading" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Le+banche%3F+Pessime+per+investire%2C+ottime+per+il+trading&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4875%2Fle-banche-pessime-per-investire-ottime-per-il-trading" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/banchetrading.jpg" class="post" border="0" width="586" height="387" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Comincia una nuova settimana in Borsa e di certo non c&#8217;è molto da stare tranquilli, in particolare se guardiamo al settore finanziario e nello specifico alle banche è praticamente impossibile individuare un investimento da consigliare. Ciò non significa però che i titoli bancari non possano offrire opportuntà di guadagno in Borsa, a condizione di essere spregiudicati e straordinariamente vigili; e anche pronti a subire anche qualche perdita.</p>
<p>La crisi del debito è tutt&#8217;altro che rientrata: nel vertice europeo di ieri Merkel e Sarkozy hanno dato atto alla Spagna di non essere più un sorvegliato speciale, ma invece Grecia e Italia restano i malati d&#8217;Europa. In particolare il governo Berlusconi deve assolutamente intervenire per rilanciare la crescita economica e restituire slancio al Pil, altrimenti la pur lodevole riduzione del deficit sarà insufficiente, se non addirittura controproducente.</p>
<p>Quanto all Grecia i piani di correzione dei conti pubblici e di austerità non solo stanno esasperando la popolazione e sfibrando la stessa classe politica, che non ne può più di sfidare l&#8217;opinione pubblica in nome dei diktat di Ue, Fondo monetario e Banca centrale europea; ma stanno deprimendo ulteriormente l&#8217;economia. Quest&#8217;anno il Pil greco dovrebbe scendere del 5,5% e nel 2012 del 2,5%. In queste condizioni il rapporto fra debito pubblico e Pil raggiungerà il 162% alla fine del 2011 e il 181% nel 2012.</p>


<p>
In un quadro del genere è molto più probabile che Atene arrivi al default, piuttosto che riesca a tirarsi fuori dalla fossa in cui si è cacciata con anni di gestione allegra della finanza pubblica, conti truccati e crescita a dismisura della burocrazia e del settore pubblico, a fronte di risorse molto limitate, poche esportazioni e un settore manifatturiero quasi inesistente. Ma se la Grecia dovesse fallire davvero, le prime a pagare il conto saranno le banche europee e a seguire quelle di tutto il mondo.</p>
<p>I maggiori istituti di credito del Vecchio Continente, specie quelli francesi e tedeschi, possiedono quote significative del debito greco e subiranno forti perdite in caso di bancarotta o ristrutturazione del debito sovrano. In una sorta di domino, anche le altre banche europee e quelle americane - che hanno acquistato titoli di grandi istituti oppure derivati - subiranno un contraccolpo severo.</p>
<p>L&#8217;investimento nel settore bancario, quindi, come <a href="http://moneymorning.com/2011/10/21/bank-stocks-are-bad-investments-but-excellent-trading-opportunities/">sottolinea Money Morning</a>, è tutt&#8217;altro che sicuro e rassicurante, anzi in una prospettiva industriale e di medio periodo è del tutto sconsigliabile. Ciò non significa che i titoli bancari non possano essere presi di mira in un&#8217;ottica di trading, rischiosa certo, ma con buone opportunità di guadagno.</p>
<p>In particolare la volatilità del settore provoca movimenti significativi, che si traducono in rapidi guadagni per qualcuno e, attenzione, perdite rapide per altri. Il ragionamento che da Shah Gilani si riferisce ai titoli di banche americane, ma a maggior ragione si può riprodurre su quelle europee: gli istituti di credito vanno incontro a ulteriori incertezze (costi non preventivati, perdita di capitali dati in prestito, nuove regole di credito, interventi delle Banche centrali, esposizione alle banche di altre aree), dunque l&#8217;unica ottica con cui possono essere trattati i loro titoli è quella del trader.</p>
<p>Per comprare e vendere al momento opportuno, però, bisogna prima di tutto analizzare con estrema attenzione il settore, imparare a comprendere i fattori che spingono il mercato in una direzione o nell&#8217;altra e muoversi al momento giusto. Per esempio, di fronte ai dati di bilancio cercare bene tra le pieghe dei comunicati e non accontentarsi degli aspetti positivi che le banche tendono a mettere in evidenza, sorvolando sui numeri meno graditi.</p>
<p>Al tempo stesso cercare di variare le posizioni e creare un portafoglio diversificato è un modo per garantirsi di più. Ma la parola d&#8217;ordine è &#8220;non innamorarsi&#8221; dei titoli su cui si investe. Quindi, appena c&#8217;è un guadagno teorico si può pensare di vendere metà delle azioni possedute e cominciare a incamerare una parte di capital gain, aspettando di vedere che succede al resto delle azioni, ma con in mente una perdita massima che si è disposti a tollerare: a quel punto si vende.</p>
<p>Dopo un&#8217;ondata ribassista che ha travolto un titolo da cui si è tratto profitto, si può tornare ad acquistare a prezzi più bassi: in genere presto o tardi arriva un rimbalzo. Se invece sono in vista movimenti macro-economici o un intervento restrittivo delle banche centrali, allora si può vendere allo scoperto per poi ricoprirsi quando i prezzi saranno scesi.</p>
<p>Un atteggiamento così spregiudicato nei confronti degli investimenti è certamente rischioso e va bene solo per chi è disposto a perdere anche parte del capitale, ma visto il gioco che molte banche hanno fatto in questi anni, forse si può provare a giocare con le stesse regole. Ma stavolta contro le banche.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4875/le-banche-pessime-per-investire-ottime-per-il-trading">Le banche? Pessime per investire, ottime per il trading</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 08:53 di lunedì 24 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>I listini americani seguono la discesa dell&#039;euro</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4841/i-listini-americani-seguono-la-discesa-delleuro</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4841/i-listini-americani-seguono-la-discesa-delleuro</guid>
    <pubDate>Fri, 14 Oct 2011 07:28:51 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4841/i-listini-americani-seguono-la-discesa-delleuro#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>up-down</category><category>valutario</category><category>assicurazioni</category><category>borse euro dollaro</category><category>europa crisi del debito</category><category>wall street euro</category>
    <description>A Wall Street gli indici di Borsa sono in calo, ma riusciranno a recuperare nel terreno in un futuro prossimo? Tutto dipenderà dall&amp;#8217;euro e dall&amp;#8217;andamento dell&amp;#8217;economia[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4841%2Fi-listini-americani-seguono-la-discesa-delleuro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4841%2Fi-listini-americani-seguono-la-discesa-delleuro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=I+listini+americani+seguono+la+discesa+dell%27euro&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4841%2Fi-listini-americani-seguono-la-discesa-delleuro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/eurodollaro.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="267" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>A Wall Street gli indici di Borsa sono in calo, ma riusciranno a recuperare nel terreno in un futuro prossimo? Tutto dipenderà dall&#8217;euro e dall&#8217;andamento dell&#8217;economia europea. Questo almeno <a href="http://www.cnbc.com/id/44863504">sostiene John Melloy su CNbc.com</a>, che invita gli investitori a non prendersela con le trimestrali aziendali, con la Federal Reserve o con il presidente Obama: se i listini scendono è perché seguono l&#8217;andamento della moneta unica europea.</p>
<p>In questo momento, quindi, i mercati sono più che mai appesi alle turbolenze dell&#8217;economia e agli equilibri - o meglio, squilibri - dei conti pubblici europei. Negli ultimi 60 giorni il rapporto fra l&#8217;andamento dell&#8217;indice S&#038;P 500 - il benchmark dei titoli americani - e l&#8217;euro è stato di 0,72, secondo il BBH Global Currency Strategy Team: quindi, di fatto, hanno camminato a braccetto, com&#8217;è successo <a href="http://www.ibtimes.com/articles/228908/20111011/us-stocks-s-p-500-index-dow-jones-industrial-average-nasdaq.htm">anche l&#8217;altro giorno</a>.</p>
<p>Ma per quale ragione i mercati sono così sensibili alle debolezze dell&#8217;euro? La moneta unica, in questo periodo, risente in particolare della debolezza del settore bancario, che è esposto alla crisi del debito e che, secondo i più pessimisti, potrebbe saltare da un momento all&#8217;altro. Non a caso, dopo il no slovacco al Fondo salva-stati - poi comunque corretto dal Parlamento di Bratislava - i futures sui mercati americani <a href="http://online.wsj.com/article/BT-CO-20111011-705281.html">sono subito scesi</a>.</p>


<p>Ieri <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gm6Vl0tU4VmH8v6kUJrfLN5u1CfA?docId=CNG.35a8b720b1074f7f6b4d4ed838e9e297.5d1">abbiamo avuto un antipasto</a> di quello che potrebbe succedere se alla fine i mercati considerassero insostenibile il peso dei debiti che gli istituti di credito europei hanno in pancia: le Borse europee hanno bruciato altri capitali, Milano ha perso il 3,7% ed è stata la peggiore piazza europea.</p>
<p>Fitch, che <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Aki/English/Business/Italy-Fitch-ratings-agency-downgrades-three-Italian-banks_312530633974.html">aveva tagliato il rating</a> di Intesa Sanpaolo, Ubi e Monte dei Paschi, ha messo sotto osservazione sette grandi banche europee e americane, tra cui anche Unicredit. Se le banche crollano, i listini non potranno evitare di affondare.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4841/i-listini-americani-seguono-la-discesa-delleuro">I listini americani seguono la discesa dell'euro</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:28 di venerdì 14 ottobre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>


</channel>
</rss>

