lunedì 08 febbraio 2010

Fonti rinnovabili all'attenzione del mercato in attesa del nuovo sistema di incentivi

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia Energy

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Periodo importante per i titoli del comparto delle energie rinnovabili. Il settore è sicuramente influenzato da un certo fermento visibile anche dalle performance borsistiche di gran parte delle aziende interessate.

Spiccano casi come quello di TerniEnergia, il cui titolo è passato dagli 1,5-1,7 euro di inizio anno agli attuali 4 euro (dopo massimi in zona 5 euro). Il gruppo comunica di continuo la sigla di nuovi contratti e con qualche strappo vola in Borsa. Qualcuno ritiene che dopo aver superato i 100 milioni di euro di capitalizzazione TerniEnergia quoti ormai in linea con il proprio fair value, ma il comparto e questo stesso titolo rimangono molto dinamici. Casi simili quelli di Kinexia, Pramac ed Erg Renew. Non mancano, però, società dalle performance deludenti. KR Energy in un mese è passata da 20 a 13 centesimi in buona parte per via della crescita dell’indebitamento della holding e anche Actelios, la società dei Falck attiva nel ramo dei termovalorizzatori, ha visto i prezzi scendere da 4,4 a 3,4 euro in pochi mesi. Tutto il comparto delle rinnovabili sarà comunque influenzato dall’atteso cambiamento normativo.

Qualche tempo fa un analista evidenziava che il taglio degli incentivi all’energia solare in Germania, primo produttore globale di energia fotovoltaica, ha permesso lo spostamento di notevoli capitali in Italia dove le più giovani politiche di incentivazione sembrano garantire un contesto più vantaggioso. In Italia, però, gli incentivi alla produzione da fonti rinnovabili iniziano a costare cari ed è già prevista una riduzione nel 2010, pertanto in realtà la partita si gioca ormai sull’entità del taglio e sui vantaggi che il Bel Paese potrà lasciare alle società dell’energia verde.

Il presidente dell’autorità per l’Energia Alessandro Ortis in un recente intervento in Parlamento ha ricordato che gli incentivi hanno superato i 2 miliardi di euro nel 2009, che dovrebbero raggiungere i 3 miliardi quest’anno e superare i 5 miliardi di euro nel 2015: “Rischiano dunque di emergere, nel medio termine, evidenti problemi di sostenibilita’ economica degli attuali meccanismi di incentivazione posti a carico dei consumatori – ha concluso Ortis - ciò suggerisce una necessaria rivisitazione del complesso degli stessi meccanismi”.

Sul tema è intervenuta anche l’Aper (l’Associazione produttori energia da fonti rinnovabili) che ha condannato le indiscrezioni sulle modifiche ancora in via di elaborazione, ma ha anche sottolineato che l’ultima versione del testo di decreto giuntale a fine gennaio lascia qualche perplessità. Fra le altre cose, sarebbero eccessivi i tagli previsti alle tariffe incentivanti e il decremento annuale delle stesse tariffe stimato nel documento desterebbe perplessità.

Il dibattito sull’argomento è dunque molto vivo in questi giorni e i corsi dei titoli interessati ne rispecchiano le alterne vicende. In un settore tanto complesso e variegato ogni società presenta spesso delle peculiarità che vanno analizzate singolarmente, tuttavia l’evoluzione del quadro normativo e tariffario rimane per tutti uno dei principali catalizzatori del prezzo.

martedì 24 novembre 2009

Edison a tutto gas

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia Energy

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Per quanto divisa appaia ogni giorno di più fra azionisti d’orientamento antitetico, Edison conferma negli ultimi mesi la propria attività ad ampio respiro su tutto il Mediterraneo (e oltre) e si dimostra un gruppo più che dinamico anche a livello commerciale.

Le ultime novità provengono da Galsi, il gasdotto da 8 miliardi di metri cubi all’anno di cui la società controllata da EdF e da un gruppo di azionisti italiani guidati da A2A controlla circa il 20,8% del capitale. La nuova pipeline rappresenta una grande occasione per la Regione Sardegna (che partecipa con una quota dell’11,6% al progetto tramite Sfirs) e per il gigante del gas algerino Sonatrach che è il maggiore azionista (e fornitore) con una quota nel progetto Galsi del 41,6%. In Galsi sono presenti anche Enel ed Hera, ma il ruolo di Edison è il secondo dopo quello degli algerini. Né si tratta dell’unico progetto infrastrutturale messo in piedi da Edison.

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venerdì 20 novembre 2009

Iride-Enia: non c'è accordo sul dividendo straordinario

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia Energy

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Ancora tensioni intorno alla travagliata fusione Iride-Enìa. Le difficoltà in vista della scadenza ormai prossima - per il prossimo 30 novembre dovrebbe essere siglato un improbabile accordo definitivo - invece di diminuire si accrescono, anche se bisogna dire che più che le intenzioni a mutare negli ultimi mesi è stato il contesto legale delle multiutility. Iride ed Enia insomma rischiano di cambiare o sono già cambiate rispetto a quando hanno deciso un concambio di 4,2 azioni ordinarie Iride per ogni azione Enìa: sia per via del nuovo dl Ronchi, che della maximulta Ue da 65 milioni di euro pagata da Iride per aiuti di Stato.

Un colpo durissimo che probabilmente ridurrà pesantemente il dividendo destinato ai comuni azionisti di Iride. Proprio le mutate condizioni della multiutility nata a cavallo tra Torino e Genova hanno suggerito la richiesta di nuove condizioni agli emiliani di Enia.

Tramontata rapidamente l’ipotesi di un intervento sul concambio che rimetterebbe in gioco tutta l’operazione, era emersa quella di un dividendo straordinario per i soci di Enia che però in questi giorni è contestata dalla stessa Iride che mette in gioco il Decreto Ronchi. Essendosi quotato dopo il primo ottobre 2003 il gruppo Enia è infatti l’unica società dei servizi quotata che rischia di dover rimettere a gara le concessioni su rifiuti e la gestione idrica già dal prossimo anno: se questi business dovessero finire in mano ad altri operatori (ma potrebbero anche essere aggiudicati agli attuali gestori), sicuramente il profilo reddituale della stessa Enia ne risentirebbe. Quanto?

Dall’ultima trimestrale di Enia si apprende che i ricavi del gruppo sono stati pari nei primi nove mesi del 2009 a 728,3 milioni di euro di cui 123,6 provenienti dal ciclo idrico e 157,7 provenienti dal settore ambiente.

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martedì 27 ottobre 2009

Hera: nessun timore per il dividendo

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia Energy

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I circa 23 milioni di euro da pagare allo Stato come risarcimento per gli aiuti pubblici del periodo 1996-98 non metteranno a rischio i dividendi di Hera. Lo ha dichiarato ieri Tomaso Tommasi di Vignano presidente della più importante multiutility dell’Emilia Romagna. I dati del primo semestre dell’anno sono stati soddisfacenti e hanno battuto le attese del mercato, ma su un eventuale incremento della cedola del 2009 il management preferisce non esprimersi.

Meglio attendere il saldo di fine anno per valutare l’andamento delle varie attività del gruppo e decidere di conseguenza sulla distribuzione degli utili agli azionisti. Nel frattempo il panorama nazionale appare già lievemente mutato e la fusione fra Iride ed Enia, un’aggregazione dalla quale già un anno fa Hera era stata esclusa per divergenze strategiche con le altre due società, oggi appare ancora a rischio a causa dei risarcimenti chiesti alla stessa Iride dallo Stato. L’accenno alla questione da parte di Tommasi di Vignano sicuramente in questa prospettiva acquista un peso particolare.

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martedì 29 settembre 2009

Utility: i risarcimenti chiesti mettono a rischio il settore

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia

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Un vero e proprio terremoto. L’ultimo Decreto Legge n. 135 per recupero degli aiuti di Stato risalenti al periodo della moratoria fiscale del 1996-1999 scuote fino alle fondamenta l’intero sistema delle multiutility italiane. Per capire perché oggi A2A ed Acea perdono più di due punti percentuali a testa o perché la fusione Iride-Enia adesso rischia di saltare bisogna fare, però, un passo indietro.

In principio erano le municipalizzate. Società controllate dagli enti locali (in genere i comuni) che gestivano energia elettrica, acqua, rifiuti, trasporti e tutti i principali servizi al cittadino. Si decise quindi di portare i capitali privati nel settore per incentivare il miglioramento dei servizi. Per fare questo lo Stato italiano promosse degli incentivi, dei veri e propri sgravi fiscali (si parla infatti di “moratoria fiscale”), per favorire la trasformazione delle vecchie società comunali in Spa con un approccio nuovo al mercato e in molti casi pronte alla quotazione.

Il settore venne completamente ridisegnato, ci furono aggregazioni e inedite alleanze fino alla formazione di quel complesso puzzle di multiutility che caratterizza oggi l’Italia. Come non detto. Una decisione della Commissione Europea del giugno del 2002 condanna quella moratoria fiscale come aiuto di Stato e chiede a tutte le municipalizzate, che fin qui avevano seguito le indicazioni della Repubblica, un risarcimento.

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mercoledì 09 settembre 2009

Acea: la corte Ue boccia il ricorso

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia Energy

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Alla fine il caso di AceaElectrabel e dei finanziamenti ottenuti dalla Repubblica Italiana nel 2002 per una rete di teleriscaldamento a Torrino Mezzocamino e per la costruzione di una nuova centrale è rimbalzato dall’Unione europea all’Italia.

In pratica Acea, secondo quanto sostenuto dalla corte si avvantaggerebbe di aiuti di stato per tramite della Regione Lazio usufruendo di troppi incentivi per diversi progetti: da qui la sospensione dei finanziamenti atti a favorire la riduzione delle emissioni di gas serra da parte della società.

Questo significherà il pagamento delle spese per l’intervento della corte lussemburghese e anche la rinuncia a introiti importanti dalla Regione Lazio per la riduzione delle emissioni di gas serra. la gestione dunque delle emissioni di anidride carbonica di impianti importanti come quello di Torrevaldaliga rimarrà in capo alla società capitolina.

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lunedì 07 settembre 2009

Il dossier Edison accende il dibattito sull'energia italiana

pubblicato da riva in: Utilities Enel Azioni Italia Energy

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Passano un po’ in sordina i realizzi odierni sul titolo Edison. La società di Foro Bonaparte, dopo aver chiuso la seduta di venerdì con un rialzo del 4,32% oggi cede lo 0,91% a Piazza Affari muovendosi in controtendenza al mercato. In questi giorni però la multiutility, divisa tra un socio francese di peso come EdF e un pool di società italiane dei servizi guidate da A2A, ha fatto molto parlare di sé.

Per questo autunno era già previsto un dibattito sul riassetto della compagine azionaria: il primo sasso nello stagno lo ha gettato l’amministratore delegato di Enia Andrea Viero, che in molti ipotizzano come prossimo direttore generale della società che dovrebbe nascere dalla fusione tra la stessa Enia e Iride.

Viero ha annunciato entro un mese un progetto dei soci di industriali di A2A in Edison (Enia, Sel e Dolomiti Energia) per la valorizzazione delle rispettive partecipazioni nel gruppo di Foro Bonaparte. Come noto da tempo A2A cerca di salire dall’attuale 51% al 100% di Delmi, la società che divide con EdF il controllo di Transalpina e dunque di Edison.

Enia, con la propria quota del 15% di Delmi è il secondo socio italiano del gruppo dopo A2A ed è seguita da Sell e Dolomiti Energia che controllano il 10% ciascuna di Delmi. Nei mesi scorsi i soci avevano sempre rifiutato di cedere le proprie quote ad A2A a causa del forte calo delle borse che li avrebbe costretti a registrare delle pesanti minusvalenze, il recente recupero dei listini potrebbe però aver mutato lo scenario e già qualcuno oggi ipotizza uno spezzatino di Edison fra francesi e soci italiani. In realtà, al riguardo, EdF ha già chiarito di non apprezzare l’ipotesi, i diversi dossier sul tavolo potrebbero però portare a qualche novità. Il nucleare innanzitutto.

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venerdì 21 agosto 2009

Acea poco mossa sulle ultime indiscrezioni

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia

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Acea oscilla in territorio positivo a fine mattinata, ma il quadro grafico del titolo risulta estremamente precario. Le quotazioni si trovano infatti poco al di sopra dei 7,70/80 euro, supporto alla cui violazione molto difficilmente potranno evitare un approfondimento sul minimo di marzo a 7,1850. Un significativo miglioramento dello scenario e’ atteso solo con i corsi al di sopra di 8,15, con obiettivo successivo a 8,45/50.

Per il momento e’ comunque difficile ipotizzare grossi movimenti da parte dei prezzi in quanto gli operatori sono in attesa degli appuntamenti di settembre quando e’ previsto il cda chiamato a dipanare la matassa rappresentata dai contrasti all’interno dell’azionariato.

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lunedì 01 giugno 2009

A2A: Milano e Brescia ricorrono al Tar contro Capra

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Inizio di ottava positivo per A2A dopo i colpi di scena di venerdi’ scorso. Ricordiamo infatti che alla fine della scorsa settimana e’ andata in scena la vendetta di Renzo Capra, presidente del consiglio di sorveglianza sfiduciato dal Comune di Brescia. Un anno fa l’amministrazione della Leonessa cambio’ colore passando al centrodestra, evento che ha determinato lo scorso 9 aprile la sfiducia a sei consiglieri nominati dal centrosinistra.

L’assemblea doveva sancire la revoca dei consiglieri bresciani, tra cui lo stesso Capra, ex numero uno di ASM Brescia, ma quest’ultimo si e’ messo di traverso, impedendo ai comuni di Milano e Brescia (che detengono il 55% di A2A) di esercitare i loro diritti di voto.

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venerdì 20 febbraio 2009

Multiutility per i tempi difficili

pubblicato da riva in: Utilities Enel Azioni Italia

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I nuovi affondi dei listini rispolverano l’interesse del mercato per i classici titoli difensivi e per le utility. Nonostante una recente ricerca sulle strategie e le aggregazioni delle società dei servizi abbia rivelato in Italia un rallentamento dei merger nel corso del 2008 e una flessione del valore degli accordi in tutta Europa, diversi dossier di primaria importanza rimangono aperti per le utility di Piazza Affari.

Oggi stesso il nostro campione nazionale Enel potrebbe concludere l’atteso acquisto del 25% di Endesa in mano ad Acciona: gli operatori sono già alla finestra da diversi giorni per controllare i dettagli di un accordo di primaria importanza per la società guidata da Fulvio Conti.

In molti casi i nostri fascicoli e le nostre strategie si incrociano con quelli della Francia. È ancora vivo il dibattito sullo sviluppo dei reattori Epr che potrebbero diventare uno dei cavalli di battaglia di Enel e Edf. La nostra Eni ha ceduto la rete del gas di Roma alla francese Suez-Gdf in cambio della società Distrigaz.

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