
Alla fine il caso di AceaElectrabel e dei finanziamenti ottenuti dalla Repubblica Italiana nel 2002 per una rete di teleriscaldamento a Torrino Mezzocamino e per la costruzione di una nuova centrale è rimbalzato dall’Unione europea all’Italia.
In pratica Acea, secondo quanto sostenuto dalla corte si avvantaggerebbe di aiuti di stato per tramite della Regione Lazio usufruendo di troppi incentivi per diversi progetti: da qui la sospensione dei finanziamenti atti a favorire la riduzione delle emissioni di gas serra da parte della società.
Questo significherà il pagamento delle spese per l’intervento della corte lussemburghese e anche la rinuncia a introiti importanti dalla Regione Lazio per la riduzione delle emissioni di gas serra. la gestione dunque delle emissioni di anidride carbonica di impianti importanti come quello di Torrevaldaliga rimarrà in capo alla società capitolina.

Passano un po’ in sordina i realizzi odierni sul titolo Edison. La società di Foro Bonaparte, dopo aver chiuso la seduta di venerdì con un rialzo del 4,32% oggi cede lo 0,91% a Piazza Affari muovendosi in controtendenza al mercato. In questi giorni però la multiutility, divisa tra un socio francese di peso come EdF e un pool di società italiane dei servizi guidate da A2A, ha fatto molto parlare di sé.
Per questo autunno era già previsto un dibattito sul riassetto della compagine azionaria: il primo sasso nello stagno lo ha gettato l’amministratore delegato di Enia Andrea Viero, che in molti ipotizzano come prossimo direttore generale della società che dovrebbe nascere dalla fusione tra la stessa Enia e Iride.
Viero ha annunciato entro un mese un progetto dei soci di industriali di A2A in Edison (Enia, Sel e Dolomiti Energia) per la valorizzazione delle rispettive partecipazioni nel gruppo di Foro Bonaparte. Come noto da tempo A2A cerca di salire dall’attuale 51% al 100% di Delmi, la società che divide con EdF il controllo di Transalpina e dunque di Edison.
Enia, con la propria quota del 15% di Delmi è il secondo socio italiano del gruppo dopo A2A ed è seguita da Sell e Dolomiti Energia che controllano il 10% ciascuna di Delmi. Nei mesi scorsi i soci avevano sempre rifiutato di cedere le proprie quote ad A2A a causa del forte calo delle borse che li avrebbe costretti a registrare delle pesanti minusvalenze, il recente recupero dei listini potrebbe però aver mutato lo scenario e già qualcuno oggi ipotizza uno spezzatino di Edison fra francesi e soci italiani. In realtà, al riguardo, EdF ha già chiarito di non apprezzare l’ipotesi, i diversi dossier sul tavolo potrebbero però portare a qualche novità. Il nucleare innanzitutto.
Continua a leggere: Il dossier Edison accende il dibattito sull'energia italiana

Acea oscilla in territorio positivo a fine mattinata, ma il quadro grafico del titolo risulta estremamente precario. Le quotazioni si trovano infatti poco al di sopra dei 7,70/80 euro, supporto alla cui violazione molto difficilmente potranno evitare un approfondimento sul minimo di marzo a 7,1850. Un significativo miglioramento dello scenario e’ atteso solo con i corsi al di sopra di 8,15, con obiettivo successivo a 8,45/50.
Per il momento e’ comunque difficile ipotizzare grossi movimenti da parte dei prezzi in quanto gli operatori sono in attesa degli appuntamenti di settembre quando e’ previsto il cda chiamato a dipanare la matassa rappresentata dai contrasti all’interno dell’azionariato.
Continua a leggere: Acea poco mossa sulle ultime indiscrezioni

Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Inizio di ottava positivo per A2A dopo i colpi di scena di venerdi’ scorso. Ricordiamo infatti che alla fine della scorsa settimana e’ andata in scena la vendetta di Renzo Capra, presidente del consiglio di sorveglianza sfiduciato dal Comune di Brescia. Un anno fa l’amministrazione della Leonessa cambio’ colore passando al centrodestra, evento che ha determinato lo scorso 9 aprile la sfiducia a sei consiglieri nominati dal centrosinistra.
L’assemblea doveva sancire la revoca dei consiglieri bresciani, tra cui lo stesso Capra, ex numero uno di ASM Brescia, ma quest’ultimo si e’ messo di traverso, impedendo ai comuni di Milano e Brescia (che detengono il 55% di A2A) di esercitare i loro diritti di voto.
Continua a leggere: A2A: Milano e Brescia ricorrono al Tar contro Capra

I nuovi affondi dei listini rispolverano l’interesse del mercato per i classici titoli difensivi e per le utility. Nonostante una recente ricerca sulle strategie e le aggregazioni delle società dei servizi abbia rivelato in Italia un rallentamento dei merger nel corso del 2008 e una flessione del valore degli accordi in tutta Europa, diversi dossier di primaria importanza rimangono aperti per le utility di Piazza Affari.
Oggi stesso il nostro campione nazionale Enel potrebbe concludere l’atteso acquisto del 25% di Endesa in mano ad Acciona: gli operatori sono già alla finestra da diversi giorni per controllare i dettagli di un accordo di primaria importanza per la società guidata da Fulvio Conti.
In molti casi i nostri fascicoli e le nostre strategie si incrociano con quelli della Francia. È ancora vivo il dibattito sullo sviluppo dei reattori Epr che potrebbero diventare uno dei cavalli di battaglia di Enel e Edf. La nostra Eni ha ceduto la rete del gas di Roma alla francese Suez-Gdf in cambio della società Distrigaz.
Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Acea si mette in evidenza per essere uno dei pochi titoli in rialzo alla fine di una mattinata negativa per le borse. A sostenere le azioni della ex municipalizzata romana, oltre alla loro attitudine difensiva, sono le attese per la nomina del nuovo presidente dopo le dimissioni di Fabiano Fabiani.
Insieme a Fabiani si e’ dimesso anche il consigliere Luigi Spaventa e sembra possibile che a breve rassegnino le dimissioni anche Piero Giarda e Luisa Torchia. Si tratta di un normale avvicendamento che segue il cambio, dopo 15 anni, della maggioranza al comune di Roma, passata al centrodestra dopo le ultime elezioni.
Sui nove membri del cda cinque sono nominati dal comune di Roma, che e’ il principale azionista con il 51%, due da Caltagirone (primo azionista privato con il 5%) e due da GdF-Suez (8,6%). Il sindaco Gianni Alemanno ha dichiarato che una soluzione capace di fornire un messaggio positivo al mercato e agli investitori verra’ trovata in tempi molto stretti.
Continua a leggere: Acea: cambia il board, ma il titolo resiste alle vendite

Come ogni estate, la finanza nostrana (ma anche quella straniera) si regala qualche rumor da portare sotto l’ombrellone, qualche voce di fusione a breve, brevissimo, che possa eccitare qualcuno di quei trader che non credono nel “sell in may and go away”. Leggiamo oggi un articolo sul Sole 24 Ore che si rimette a parlare della ormai stucchevole questione della fusione Iride-Hera-Enìa. Sarebbe il momento di dire che, alle attuali capitalizzazioni, quella fusione conviene soprattutto ad Hera. Se si guardano infatti i pesi in Borsa di queste multiutility sparpagliate fra Torino e Bologna, si vede subito che Iride pesa 1,26 miliardi (ai prezzi di ieri) contro i 2,38 miliardi di Hera (alla stessa data) e che quindi il peso di Torino, un domani, sarebbe in base a un concambio basato sui soli valori di Borsa pari a circa la metà di quello di Bologna.
Nel mezzo, anche geograficamente (e non è cosa da poco se si considera l’importanza della contiguità territoriale per le società dei servizi) si trova Enìa, che capitalizza poco più di 800 milioni di euro e che si è sempre dimostrata molto attenta alla propria autonomia.
Oltretutto in questi giorni la “piccola” multiutility a cavallo tra Parma, Reggio Emilia e Piacenza sta mettendo appunto un accordo interessante con un gruppo di colleghe del settore. Si tratta del progetto Sinergie Industriali che di fatto prevede la costituzione di un soggetto unico che medi per le associate presso i grandi fornitori di gas del settore. I soci sono, oltre ad Enìa e Ascopiave, Blugas (Linea Group), Aemme Distribuzione (gruppo Amga Legnano.), Utilità progetti & sviluppo, Ambiente Energia Brianza. Sul tavolo finiscono notevoli volumi di gas da contrattare dagli 1,5 miliardi di metri cubi iniziali ai 5 miliardi previsti per il secondo anno d’esercizio.
Continua a leggere: Risiko delle utilities? Enìa potrebbe fare la terza incomoda

Paradossalmente il passaggio di Brescia da un’amministrazione di centrosinistra a una di centrodestra non sembra essere stato positivo per l’amministrazione targata Pdl del Comune di Milano. Va da sé che né la meneghina Letizia Moratti, né il nuovo primo cittadino della Leonessa Adriano Paroli hanno mai espresso alcun attrito diretto fuori dai denti, ma sicuramente quello che rappresenta uno dei legami più forti fra le due città, ossia il controllo della società dei servizi quotata A2A, è uno dei dossier che maggiormente contrappone i due amministratori.
Nulla di irreparabile, sia chiaro, ma almeno due posizioni della nuova amministrazione bresciana sembrano chiaramente esprimere uno stop alle scelte fin qui prese di comune accordo. La prima, già anticipata in fase di campagna elettorale e poi ribadita dopo le elezioni, riguarda il sistema di governance duale che è stato imposto ad A2A.
Tutti felici. Via libera della Camera all’emendamento del Dl Ue che permetterà l’applicazione della convenzione fra Anas e Aspi (Autostrade per l’Italia-Atlantia) e sbloccherà investimenti miliardari. In realtà c’è tempo fino all’8 giugno per chiudere la pratica che dovrà passare anche dal Senato, ma intanto il mercato e gli analisti approvano il segnale. Con la nuova convenzione le tariffe dei pedaggi (o meglio i loro rialzi) saranno legate al 70% dell’inflazione, senza revisioni periodiche.
Il gruppo, in base ai nuovi accordi, deve investire in Italia 18 miliardi di euro per il periodo 2007-2020. Una cifra straordinaria che però dovrebbe comunque permettere alla società di mantenere a 4,6 il rapporto debt/ebitda come per le altre colleghe europee. Secondo la maggior parte degli osservatori Atlantia dovrebbe comunque ricavare un notevole vantaggio dalla stabilizzazione delle norme che regolano il settore.
La fine dei contenziosi con il governo (memorabili quelli con l’ex Ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro che di fatto bloccò la fusione con gli spagnoli di Abertis) dovrebbe riportare il sereno sui piani della società dei Benetton e sui suoi prezzi in Borsa. Già un assaggio in questi giorni si è avuto, ma bisognerà aspettare l’ok del senato per avere la certezza che le regole del gioco siano finalmente chiarite. Atlantia ha guadagnato in Borsa il 9,53% nel corso dell’ultimo mese, il resto si vedrà.

L’elezione di Gianni Alemanno a sindaco di Roma non ha fermato i progetti di grandi integrazioni fra le multiutility del Nord Italia, anche se il “non abbiamo tempo da perdere” del sindaco di Bologna Sergio Cofferati sembra aver tradito qualche nervosismo al tavolo delle municipalizzate. Proprio la romana Acea si era assentata durante i recenti incontri fra Iride, Hera e A2A a causa delle elezioni che di fatto hanno cambiato l’orientamento politico del suo primo azionista e potrebbero dunque adesso cambiare le strategie future del gruppo, anche in tema di aggregazioni.
Tutto questo potrebbe adesso fare il gioco di A2A, la multiutility nata a cavallo fra Milano e Brescia che non poteva essere molto soddisfatta di un accordo fra le sue grandi avversarie fatto sopra la sua testa. Il presidente Giuliano Zuccoli nel frattempo ha segnato un altro punto portando fra le 2 A anche Varese e in particolare la locale Aspem che dovrebbe rientrare per il 90% (valore stimato in 45 milioni di euro) sotto il controllo del gruppo milanese in cambio di una quota dello 0,5% della stessa A2A.
Né si tratta dell’unica operazione che Zuccoli ha allo studio. Il gruppo ha infatti già delle partecipazioni vitali nelle società dei servizi di Sondrio, Como e Monza, anche se le amministrazioni locali cercano per ora di evitare di cadere troppo rapidamente entro l’orbita di questo gigante.
Secondo indiscrezioni di stampa A2A starebbe valutando ulteriori progetti sia in Piemonte che in Trentino, dove vorrebbe fondere Trentino Servizi e Dolomiti Energia.
Continua a leggere: Le incertezze del risiko energetico che aiutano A2A