Bce, su i tassi ma tanto ottimismo

pubblicato da Yattaman

Il board della Bce, come previsto, ha deciso per un rialzo dei tassi di interesse dello 0,25 per cento, raggiungendo ora il 3,75%. Ma da Francoforte il capo della Bce fa sapere che non tutto va male. Se l’ex governatore della Fed Greenspan paventa una recessione dall’altra parte dell’oceano, Jean Claude Trichet invece dice che i consumi nel vecchio continente sono in crescita, che il Pil della zona euro per quest’anno crescerà tra il 2,1% e il 2,9% e, pur sottolineando che i tassi di interesse attuali sono “moderati” e non “bassi”, lascia di fatto aperta la porta a nuovi rialzi.

L’inflazione prevista sarà compresa tra l’1,5% e il 2,1% per il 2007 e tra l’1,4% e il 2,6% per il 2008. Le nuove stime rappresentano una correzione al ribasso rispetto alle precedenti previsioni dovuta al calo del prezzo del petrolio e ad una crescita attesa più elevata a partire dal 2008. Trichet ha fatto comunque sapere che l’attenzione sulla stabilità dei prezzi rimane alta: “Siamo costantemente - ha affermato - in allerta sui rischi”.

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Mercati, tutti gli indici sotto la tempesta

pubblicato da Yattaman

Continuano le difficoltà per piazza Affari dopo il brusco arresto di martedì scorso. Sembra che il mercato non si sia ancora ripreso del tutto e stamattina il Mibtel perde l’1,73 per cento, mentre l’S&P/Mib tiene un po’ di più e contiene le perdite all’1,48 per cento.

Tra i titoli più colpiti Fiat (-4%) con scambi in mattinata superiori al 2,5% del capitale (nonostante la presentazione proprio stamane del frutto di un accordo con Microsoft per la dotazione dei nuovi modelli del sistema di navigazione Blue&Me Nav), Pirelli (-3,7%), che sconta la sospensione delle trattative con la spagnola Telefonica, Tenaris (-3,3%) e Bpm (-2,8%), titolo sul quale stamane Cheuvreux ha tagliato il target price da 15 a 13,5 euro.

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Cina, fin qui tutto bene

pubblicato da Yattaman

Tira il fiato la Cina. Stamattina il mercato di Shanghai recupera dopo lo scivolone pesantissimo di ieri. Lo Sse 180 porta a casa il 3,53 per cento, dopo aver lasciato sul terreno oltre il 9% nella seduta di ieri. Accusa il colpo invece Tokyo, dove il tonfo del Dow Jones di ieri (-3,5%) condiziona ancora il listino giapponese.

Piazza Affari contiene le perdite. L’S&P/Mib arretra dello 0,3% mentre il Mibtel lascia sul terreno solo lo 0,23 per cento, rientrando nell’ambito della normalità e facendo meglio delle altre piazze europee: Ftse 100, Cac 40 e Dax viaggiano su perdite intorno all’1 per cento.

Sono in particolare i minerari a tirare giù i mercati (stoxx -3,7%). Scappano tutti anche dal petrolio: il light crude perde quasi mezzo dollaro e scende nuovamente sotto i 61 dollari.

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Deficit commerciale: peggio con Ue, meglio con extra-Ue

pubblicato da Yattaman

Deficit da 1,1 miliardi di euro per la bilancia commerciale di dicembre dell’Italia verso gli altri paesi dell’Unione europea, in miglioramento rispetto agli 1,58 miliardi dello stesso mese del 2005. Le esportazioni sono aumentate del 9,2% mentre le importazioni sono cresciute in misura minore, del 5,1 per cento.

Destagionalizzando i dati, tuttavia, le esportazioni mostrano un incremento soltanto del 4,2% e le importazioni del 4,8 per cento. Per quanto riguarda l’intero 2006, il saldo è stato negativo per 1,997 miliardi, molto peggiore, insomma, dei 791 milioni del 2005. Nel corso dell’anno le esportazioni sono cresciute del 6,6% e le importazioni del 7,3 per cento.

Per quanto riguarda il resto del mondo, invece il saldo commerciale ha registrato un deficit da 591 milioni, in miglioramento rispetto agli 1,4 miliardi dello stesso mese del 2005. Le esportazioni sono cresciute del 10,7% e le importazioni del 7 per cento, ma destagionalizzando la crescita delle esportazioni si ferma al 5,3% e quella delle importazioni al 4,5 per cento.

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Tunisia, 500 milioni per le imprese italiane

pubblicato da Yattaman

Sono 500 milioni di euro i fondi messi a disposizione per le imprese italiane che vogliono investire in Tunisia. Sono i dati dell’Abi sui gruppi bancari più attivi all’estero, presentati in occasione del forum economico di Tunisi a cui hanno partecipato Abi, Confindustria e Ice.

Finora, spiega l’associazione delle banche, del credito disponibile sono stati utilizzati 177 milioni, pari al 35% del totale. E gli istituti potrebbero ancora aumentare le risorse disponibili, da notare l’associazione, in funzione delle opportunità di investimento, che nel paese magrebino sono crescenti.

“In un Mediterraneo sempre più integrato - ha spiegato il vicepresidente dell’Abi Giovanni De Censi - anche in vista della creazione di un mercato unico euromediterraneo prevista nel 2010 la Tunisia occupa un posto sempre più strategico perchè rappresenta un accesso importante al mercato africano e a quella fitta rete di paesi con cui ha siglato di accordi di libero scambio. D’altro canto, l’Italia è per gli imprenditori tunisini un importante ponte sul Mediterraneo e una porta ideale per accedere all’Unione Europea”.

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Fitch, il Governo sta trovando equilibrio stabile sui conti

pubblicato da Yattaman

Fitch promuove i conti pubblici. Secondo il direttore generale della sezione italiana dell’agenzia di rating Marco Cecchi De Rossi “gli aggiustamenti dei conti pubblici in Italia e alcune positive sorprese emerse nella performance delle entrate dovrebbero aiutare a prevenire un ulteriore aumento del rapporto debito/pil, sostenendo l’outlook stabile”.

De Rossi ha sottolineato che nell’arco dell’anno appena trascorso invece il bilancio aveva continuato a deteriorasi e questo aveva spinto l’agenzia ad abbassare il rating da AA- ad AA. “Lo scorso anno - ha aggiunto il direttore generale di Fitch - le perfomance fiscali sono migliorate in Europa e, con l’eccezione dell’Italia, i paesi con i maggiori deficit sembrano essere riusciti a soddisfare il Programma di Convergenza per il 2006, rafforzandone la credibilità”.

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Bce, tassi invariati

pubblicato da Yattaman

Il board della Bce come previsto ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale: rimarranno invariati rispettivamente al 4,50% e al 2,50%. Anche il tasso minimo di offerta applicato alle operazioni di rifinanziamento principali (quello cui usualmente ci si riferisce quando si parla di tasso d’interesse) è rimasto invariato al 3,50%

Le borse europee hanno reagito positivamente alla notizia, anche se si tratta di una decisione prevista e dunque non ha suscitato grande entusiasmo. Il governatore Jean Claude Trichet ha voluto comunque specificare che i passati rialzi hanno avuto un impatto limitato sulla quantità di moneta in circolazione, in particolare su M3. “la crescita annuale dell’M3 è stata del 9,3% a novembre, il tasso più alto dall’introduzione dell’euro”.

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Il Nasdaq insiste, il Lse continua a rifiutare

pubblicato da Yattaman

Se non fosse per l’offerta degli americani “il valore del Lse sarebbe molto più basso e un nostro ritiro potrebbe portare a una sostanziale caduta del titolo”. È così che il Nasdaq spera di convincere gli azionisti della società della borsa londinese a cedere all’offerta di acquisto. Ma forse non ha fatto bene i conti con l’orgoglio britannico.

Il nervosismo a New York cresce tanto che la piattaforma dei titoli tecnologici della Grande Mela ha accusato il Lse di “mungere in modo insostenibile la posizione dominante in cui si trova”. Il ceo del Lse Clara Furse ha però definito quelle del Nasdaq delle osservazioni “fuorvianti” e ha ribadito che quella newyorkese è un’offerta “inadeguata” girando la questione in un’altra maniera: è il Nasdaq “che sottovaluta in maniera significativa le nostre attività e la posizione strategica unica del Lse”.

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Ocse, bene la crescita ma occorre sistemare i conti

pubblicato da Yattaman

“Non c’è nessuna ragione per ridurre la pressione fiscale solo per una boccata d’ossigeno”, perchè è “un lusso che non possiamo permetterci nel club della moneta unica, tanto meno l’Italia”. È lapidario Jean-Philippe Cotis, capo economista Ocse, nella sua intervista al Sole 24 Ore.

Cala il deficit italiano? È una “bella notizia”, va nella “giusta direzione”, ma “non deve diventare un alibi per diluire gli effetti della manovra appena varata dal Governo Prodi”.

Insomma “bisogna evitare ogni scorciatoia sul fronte fiscale altrimenti si mette a rischio il rientro sotto il 3% del pil a fine 2007″.

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Datamat, si chiude oggi l'opa di Finmeccanica

pubblicato da Yattaman

Si chiude oggi l’opa residuale lanciata da Finmeccanica sulle azioni ordinarie Datamat. Si tratta di un’opa residuale perché Finmeccanica aveva già il controllo della società. Rispetto all’attuale offerta l’adesione risultava essere alla chiusura di ieri al 74% (attenzione: dell’offerta, non del capitale).

Datamat è una società nata nel 1971 dall’iniziativa di tre ingegneri ex ufficiali della marina militare realizzando sistemi informatici per le banche e diventando distributore esclusivo di Oracle per l’Italia.

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