Debutterà domani, ma è già una stella. Saras, la prossima matricola di casa Moratti sull’Mta, ha chiuso il collocamento con richieste superiori a quattro volte l’offerta. C’era da aspettarselo per un petrolifero che sbarca in borsa di questi tempi. Dagli investitori istituzionali sono giunte 490 richieste e dal retail circa 295 mila. Alla fine i 345 milioni di azioni sono andati a quasi 80 mila richiedenti.
Intanto al mercato grigio di Londra l’azione, collocata a 6 euro, ne vale già 6,3. La cosa più buffa è che la società sembra piacere anche ai concorrenti. Alessandro Garrone, l’amministratore delegato di Erg, ha infatti risposto a chi gli chiedeva di eventuali progetti in comune con Saras “Perché no? Sarebbe bello creare un grande gruppo nel settore della raffinazione in Italia e Saras è sicuramente un soggetto importante. Ora non c’e’ nessun contatto, poi vedremo. Noi siamo sempre disposti a parlare”.
Di certo La società dei Garrone ha avuto, fra incidenti e bilanci, più di un problema negli ultimi tempi. Anche oggi non brilla in borsa e perde in chiusura di contrattazioni l’1,35% del suo valore. I Moratti non hanno fatto dichiarazioni in merito a possibili fusioni e/o acquisizioni. Anche domani si terranno stretto il loro 60% di Saras e incasseranno cifre da capogiro dall’Ipo. Comunque sia sarà un successo? Forse sì, forse anche Erg si avvantaggerà di una ventata positiva sul settore. Intanto noi, nel caso vi interessasse contrattare su Saras, vi raccomandiamo di leggere il prospetto di quotazione.
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