Ecco alcuni dei punti chiave del discorso (segui il link per la versione completa) sulla fiducia al Senato tenuto dal presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi. Il voto sulla fiducia è atteso per domani pomeriggio.
“Tra rischi e opportunità, l’Italia vive un momento di grande difficoltà e incertezza.” Dice il Premier. Ed ancora: “Cogliamo oggi segni incoraggianti di una ripresa congiunturale. Ma è un fatto che, a causa di problemi strutturali che si sono accumulati nel tempo, siamo in grado solo di approfittare parzialmente di un ciclo espansivo dell’economia mondiale, mentre siamo tra i paesi più vulnerabili e penalizzati quando l’espansione si arresta. E quindi è assolutamente necessario che usiamo al meglio il tempo che abbiamo davanti, attivando politiche che, da un lato consentano di beneficiare interamente degli effetti positivi della congiuntura, dall’altro comincino a rimuovere quei limiti strutturali che agiscono da freno. Il nostro Paese ha bisogno di una forte scossa, così come il nostro sistema produttivo. Il governo ritiene di avere politiche appropriate a questo fine. Ma occorre prima di tutto una forte scossa sul piano etico.”
Per quello che riguarda il mondo del lavoro “Noi qui intendiamo agire con una gamma di interventi.
Intendiamo sottoporre a revisione la legge 30 per attuare una politica del lavoro capace di armonizzare flessibilità e stabilità riducendo fortemente l’area della inaccettabile precarietà. Lo si farà all’interno di una analisi complessiva della normativa che regola il mercato del lavoro, cercando di giungere, attraverso la strumento della concertazione con le parti sociali, alla definizione di un nuovo quadro organico. E, attuando una riduzione dell’eccessivo carico contributivo sul lavoro dipendente, su cui tornerò più avanti, attenueremo anche di molto la convenienza dei contratti atipici. Agiremo poi per aprire spazi significativi ai giovani nell’università e nella ricerca perché l’Italia ha bisogno di giovani che insegnino e facciano ricerca con stabilità e libertà.”Per quello che riguarda lo stimolo alla ripresa dell’economia “Nell’immediato dobbiamo di necessità cominciare a lavorare con le risorse che abbiamo, cercando di allocarle meglio e farle rendere di più. Noi intendiamo dunque ridurre sensibilmente, in una misura quantificabile in cinque punti nel primo anno di legislatura, l’eccessivo carico contributivo sul lavoro dipendente. Una riduzione che, andando a beneficio sia delle imprese che dei lavoratori, sarà capace di agganciarci con maggiore slancio alla ripresa europea, di avviare un nuovo ciclo di investimenti, e di stimolare una ripresa dei consumi. Una riduzione che, attenuando di molto la convenienza dei contratti atipici, contribuirà come ho già avuto modo di notare a contrarre l’area del precariato.”