Ricordo che alcuni mesi fa lessi un bell’articolo in cui si affermava che tutti e 5 gli ultimi Governatori della Fed avessero dovuto affrontare nel primo anno del loro mandato crisi finanziarie di dimensioni planetarie: nel passato ci furono il crollo del dollaro dopo gli accordi del Plaza , gli shock petrolferi degli anni 80, la caduta di Wall Street del 1987 In epoca più recente ricordiamo la crisi finanziaria asiatica del 1998, la bolla tecnologica del 2000, gli attentati dell’11 settembre….
E ora, con l’inflazione che bussa alla porta e il sistema finanziario più avanzato del mondo permeato di squilibri sempre più evidenti ( ricordiamo il deficit commerciale e federale a livelli record, nonché il tasso di risparmio delle famiglie negativo) la situazione nel paese dello zio Sam si fa decisamente critica. Bernanke, novello governatore, sarà chiamato ad affrontare un mandato irto di insidie ora che i tassi negli Stati Uniti sono cresciuti dall’1% al 5% in meno di 2 anni ma la locomotiva dell’economia mondiale non dà chiari segnali di rallentamento.
Che fare? Continuare a stringere la morsa del credito e rischiare che collassi il mercato immobiliare trascinando con se la spesa per consumi ( che rappresenta i 2/3 del PIL )? Oppure attendere, e sperare che l’inflazione non continui a salire e –soprattutto – che i mercati non inizino a pensare che lui non sia in grado di gestire le crisi come il suo predecessore era creduto fare?
Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario
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