Un Lingotto davvero pesante quello di oggi a Piazza Affari. Fiat cola a picco e segna intorno alle 15 un ribasso del 5,44%, dopo una mattinata nera che ha fatto passare di mano più del 2% del capitale. In poche parole una lettera pesante per la società guidata da Sergio Marchionne, un tracollo che i più attribuiscono a un tardivo effetto Juventus. La squadra torinese è infatti controllata da Ifil la holding degli Agnelli che controlla anche Fiat. Si teme insomma che sia arrivata l’onda di ritorno del caso Moggi sulla casa italiana dell’automobile.
Secondo alcuni operatori, leggiamo sul sito del Corriere della Sera, sarebbero soprattutto i fondi esteri a guidare l’ondata delle vendite. In Europa soffre però tutto il settore auto (per il calo delle immatricolazioni di cui abbiamo già parlato) anche se Fiat guida questa triste gara al ribasso del Dj Stoxx.
Già sul titolo però pesavano i ribassi generalizzati dei giorni scorsi (e di oggi) ed è difficile separare del tutto dalla congiuntura l’azienda di casa Agnelli. Certo, visto che al calo delle immatricolazioni Fiat ha risposto con dei dati positivi, ci aspettavamo un po’ più di generosità dal mercato. In ogni caso che si tratti più di Juventus o di trend negativo generalizzato, rimane il fatto che Fiat si allontana sempre più dai 10 euro e che sta tornando ai valori di marzo.
Probabilmente pesano un po’ tutti i fattori su elencati, anche perché il caso Juventus non è di oggi e avrebbe già dovuto far sentire i suoi effetti sul titolo nei giorni scorsi. La Juventus, tra l’altro, oggi in borsa guadagna. Certo qualche malizioso potrebbe pensare che questa reazione non siano tanto un riassestamento dei prezzi, quanto magari degli acquisti provenienti dalla stessa proprietà: Ifil potrebbe ricomprare a basso costo qualche azione per non fare svuotare del tutto la compagine azionaria, questo peserebbe sulle sue casse e sulle sue azioni. Bisogna anche dire che le voci di delisting precedenti lo scoppio del caso Moggi potrebbero anche avvalorare l’idea di salvare il salvabile nella barca che affonda.
Sicuramente in questa ipotesi c’è troppa dietrologia (anche se le obbligazioni emesse a inizio maggio dal Lingotto potrebbero essere inserite in questo quadro). Preferiamo quindi pensare a un’altra giornata nera della borsa anche per Fiat, anche perché di dietrologia in borsa, sugli spalti bianconeri degli stadi, in Parlamento e nel Paese ce n’è davvero già troppa…
Peppino Capocchiolo
31 ago 2006 - 18:53 - #1Perche’ nesuuno parla dei suicidi di massa di Banca Leonardo? Quattro persone su to, piu’ o meno il 7 per cento e’ stato suicidato, perche’ non ne parlate? Google Banca Leonardo suicidi, se non siete stracci codardi, controllate.I soldi non devono far suicidare nessuno, ok avidita’ massona, o anche masson/ebraica, ma coi limiti del rispetto umano!( Mai stato antisemita in vita mia, ben anzi e lo sanno benissimo)