Veramente buffo, e strano, la borsa crolla e i manager comprano. Qualcuno dirà: e allora? Credono nelle società di cui fanno parte e investono in esse. Sicuramente peserà anche l’importanza di un segnale di fiducia ai mercati in un momento, per molti, difficile. Ma fra ieri e oggi moltissimi manager hanno comprato azioni delle società in cui lavorano, a volte per cifre consistenti.
Gli esempi sono diversi: da Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo, che hanno comprato titoli del Lingotto a Gianluigi Trevisan, vice presidente di Trevi, che ha comprato 50.000 azioni del gruppo romagnolo per un corrispettivo di 309 mila euro.
Alla lista si aggiungono altri nomi eccellenti come quello di Maria Moratti che in Saras, la matricola petrolifera tristemente nota per la brutta figura al suo debutto, ha comprato 6.000 azioni spendendo intorno ai 30 mila euro: poca roba, ma certo neanche bruscolini.
Spunta anche un altro nome eccellente: quello di Francesco Caltagirone, presidente, fra l’altro, di Cementir, il quale il 22 maggio ha comprato sul mercato 130 mila azioni della società che presiede spendendo ben 736 mila euro.
Un po’ diverso il caso di Mediobanca e Merrill Lynch che hanno esercitato per intero l’opzione greenshoe sulle azioni della matricola Nice: spesa totale oltre i 21 milioni di euro per complessivi 3,69 milioni di titoli. Azioni tipiche in tempi di incertezza sulle borse (senza considerare che la greenshoe è fatta appositamente per proteggere le giovani matricole dalle oscillazioni post-quotazione).
Di certo c’è che se i manager vanno contro il trend un motivo c’è: speriamo che si tratti di fiducia, piuttosto che di informazioni privilegiate…
MementoAudiSemper
24 mag 2006 - 08:20 - #1secondo me non è poi così strano che Marchionne si sia preso azioni fiat…secondo me è stato più irrazionale venderle…