Seduta così, così fino a questo momento per Fiat: il titolo viaggia con un ribasso di circa lo 0,04% ad un’ora circa dalla chiusura. In realtà potrebbe trattarsi di un momento di pausa prima che si scateni la tempesta per le molte questioni ancora in ballo attorno al Lingotto.
La prima pseudo-novità della giornata è l’elezione di Virgilio Marrone a presidente di Ifi, la scatola cinese che controlla con circa il 63% Ifil che controlla con circa il 30% Fiat. La società ha anche approvato un bilancio con un utile per 38 milioni di euro. Virgilio Marrone è un uomo importante in Fiat. Tanto che rappresenta la società nel Consiglio di amministrazione di San Paolo Imi di cui Ifil possiede quasi il 5% (la banca ha il suo azionista di riferimento nella Compagnia di San Paolo col 14,4%), uno che lavora in Fiat dagli anni ’70.
Una novità il fatto che invece si sia riaccesa la vicenda delle manovre su Fiat che avrebbero portato a un controllo degli Agnelli sulla società tramite la Ifil e un “presunto” deprezzamento voluto delle azioni. Al centro una manovra su un equity swap che avrebbe permesso alla famiglia torinese di riacquistare azioni della Fiat fino a ottenerne il controllo. La vicenda ha avuto nuovo sprint dalla denuncia di Sergio Cusani e dell’Associazione dei Consumatori che hanno deposto dei documenti per portare in giudizio Gianluigi Gabetti (presidente di Ifil), Franzo Grande Stevens (uscente presidente della Juventus che da Ifil è partecipata) e lo stesso Virgilio Marrone.
Questo ha innescato un putiferio finito oggi sul Finanza & Mercati del Sole 24 Ore e in bocca a Marchionne e Montezemolo durante l’odierna assemblea di Confindustria. Cosa hanno detto i due big in quota alla famiglia Agnelli? Hanno buttato cenere sul fuoco riguardo alle ancora oscure manovre tenutesi nel periodo della crisi?
Per niente, anzi. Hanno confermato una versione “pesante” sull’intenzione da parte di Lehman Brothers di creare una Newco in cui versare le quote raccolte fra le varie banche creditrici in modo da generare un nuovo soggetto che avrebbe affiancato gli Agnelli nel controllo di Fiat.
Ovviamente non è cosa da poco, ma non è neanche cosa da potersi smentire facilmente tant’è che anche oggi lo stesso Marchionne ha confermato l’esistenza di una chiacchierata lettera (la data sarebbe del 22 aprile, quando Fiat era ai minimi storici) con la quale Lehman chiedeva alla altre banche di dare il via all’operazione.
Fu fortuna che la banca d’affari americana non riuscì a convincere le banche che invece convertirono in azioni il debito (facendo poi così un affare non da poco con la crescita in borsa delle stesse) ? Chi c’era dietro Lehman ? L’operazione resta ancora misteriosa, ma di certo che Fiat stia meglio e sia ancora in mani italiane ci può solo fare piacere….
Ponze
03 nov 2006 - 20:48 - #1onlinedegree onlinedegree