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Enel, quelli di Conti non sono mulini a vento

Pubblicato: 30 mag 2006 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

enel_conti_maritsa_estremadura_spagna_eufer_fenosa

Inarrestabile Enel. La società guidata da Fulvio Conti sembra non curarsi dello scacco francese e continua a fare shopping in giro per l’Europa. Le ultime novità spaziano fra l’Estremadura in Spagna e Maritsa in Bulgaria. Imponenti i mezzi impiegati per le operazioni. Potrebbe raggiungere gli 850 milioni di euro la cifra messa a disposizione da Enel per la joint venture con l’iberica Union Fenosa. L’obiettivo è quello di costruire impianti di energia rinnovabile. In questo modo Eufer, che Enel possiede all’80%, potebbe arrivare ad aggiungere una potenza di 650 Megawatt ai 9000 che già produce.

L’altra novità è invece bulgara: saranno investiti 100 milioni di euro per comprare il 73% circa della centrale da 840 Megawatt di Maritsa. L’operazione è stata resa possibile dall’ok della locale Antitrust.

Per venire invece in Italia tiene banco sui quotidiani di oggi la decisione del Tar del Lazio di dare ragione alla società di viale Regina Margherita nel ricorso contro la Regione Lazio, che aveva bloccato i lavori per la realizzazione di una centrale termoelettrica a carbone. Una sentenza che potrebbe sbloccare molte delle questioni aperte nel settore.

Ad allargarsi allo scenario non ci resta che osservare che la politica di Fulvio Conti ci sembra coerente e vincente. La differenziazione delle fonti di energia permetterà una certa autonomia al big nostrano dell’energia. È vero maggiori investimenti nel carbone (come l’ultimo nella centrale bulgara di Maritsa) che è una fonte di energia molto conveniente e, con le nuove tecnologie relativamente poco inquinante, potrebbero portare dei problemi da un punto di vista delle emissioni concesse di CO2.

Ma nel campo dell’energia da fonti rinnovabili Enel ha già una produzione da 17.000 Megawatt e prevede investimenti fino a 2,3 miliardi entro il 2010. Senza considerare che anche il nucleare con l’acquisto di Slovenske Electrarne porterà un suo contributo all’abbattimento, nel mix di produzione, delle emissioni totali di anidride carbonica.

Il titolo però non sembra particolarmente entusiasta di questi progetti e apre una mattinata all’insegna dell’Orso con un ribasso dell’ordine dello 0,57%, anche se probabilmente si tratta di realizzi dopo i forti recuperi dei giorni scorsi. Fra i venditori anche il dirigente Sandro Fontecedro, che ha messo ieri sul mercato titoli per un controvalore di oltre un milione e cento mila euro. A quanto pare non tutti i manager vanno controcorrente.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • cesant

    30 mag 2006 - 10:32 - #1
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    é di sicuro positivo l’investimento di Enel, la domanda però è: perchè si fa all’estero e non in Italia? la risposta sembra quella per cui all’estero è molto meno problematico avviare nuovi progetti, sia per fonti rinnovabili sia per fonti classiche come il carbone bulgaro.

  • Profilo di shark

    shark

    30 mag 2006 - 11:22 - #2
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    la risposta potrebbe essere che cosi facendo si rafforza la propria presenza all’estero aumentando anche l’energia a disposizione del nostro paese, ovviando sempre di più a quella che è attualmente la situazione italiana, ed è per questo che ENEL voleva entrare di forza nel mercato francese, per abbattere quelli che sono i nostri costi dell’energia elettrica e per imporsi come uno dei leader in un mercato che dispone di 59 centrali nucleari! o sbaglio?

  • Profilo di shark

    shark

    30 mag 2006 - 11:22 - #3
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    la risposta potrebbe essere che cosi facendo si rafforza la propria presenza all’estero aumentando anche l’energia a disposizione del nostro paese, ovviando sempre di più a quella che è attualmente la situazione italiana, ed è per questo che ENEL voleva entrare di forza nel mercato francese, per abbattere quelli che sono i nostri costi dell’energia elettrica e per imporsi come uno dei leader in un mercato che dispone di 59 centrali nucleari! o sbaglio?

  • silvio

    30 mag 2006 - 11:29 - #4
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    ci sono anche problemi di antitrust

  • Profilo di shark

    shark

    30 mag 2006 - 11:37 - #5
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    ciao a tutti, volevo porvi una domanda,
    sono un ragazzo che sta studiando per diventare elettricista ma che non vuole riconoscere in questa professione il proprio futuro, dal momento che ho un forte interesse per quelli che sono i mondi della politica, dell’economia e della finanza, vorrei dunque affrontare e perseguire gli studi all’università in questa direzione, senza però abbandonare questo mio indirizzo di studi che comunque mi offre alte possibilità di lavoro, quindi per prepararmi adeguatamente ad un futuro ingresso all’università, necessito di una adeguata preparazione a quello che potrebbe essere l’indirizzo di studio (economia), pertanto vi chiedo se foste ingrado di suggerirmi dei libri di testo che possano spiegarmi nel dettaglio quello che è il mondo dell’economia.

  • cesant

    30 mag 2006 - 11:54 - #6
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    x silvio…

    ok, ci possono essere probelmi di antitrust per Enel, ma in Italia nessuno riesce a costruire centrali e/o rigassificatori.

  • Profilo di shark

    shark

    30 mag 2006 - 11:57 - #7
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    non c’è nessuno che ha frequentato licei di economia o università di pari indirizzo e quindi capaci di consigliarmi i propri libri di testo? ve ne sarei profondamente grato.

  • Profilo di shark

    shark

    30 mag 2006 - 12:06 - #8
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    ma perche poi l’antitrust dovrebbe bloccare enel alla costruzione di nuove centrali di enrgia rinnovabile? non penso che inciderebbe sulla concorrenza, in fondo darebbe solo modo ad enel di essere meno dipendenti dai francesi, cambierebbe solo la provenienza dell’enrgia (non più dai francesi ma direttamente da casa nostra).

  • MementoAudiSemper

    30 mag 2006 - 22:20 - #9
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    Shark io comincerei ad informarmi anche sulla storia economica: “Impresa ed Industria in Italia” autori: Colli e Amatori. Ci ho fatto l’esame di Storia economica e merita vista l’infarinatura generale di storia economica che ti da.

  • MementoAudiSemper

    30 mag 2006 - 22:22 - #10
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    Concordo con chi ha detto che queste iniziative devono essere fatte in italia. i dati del 2003 riguardo le fonti rinnovabili sono scandalosi 0.4% dall’eolico…quando Danimarca ha il 15% e Germania e Spagna il 5%….Dobbiamo darci una cazzo di mossa. Ma l’iter di autorizzazioni ect ect non deve essere per nulla facile anzi…

  • Profilo di shark

    shark

    31 mag 2006 - 11:21 - #11
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    grazie MementoAudiSemper.

  • MementoAudiSemper

    31 mag 2006 - 13:42 - #12
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    dopo dipende dal tuo interesse in che ramo si rivolge…

  • MementoAudiSemper

    31 mag 2006 - 13:42 - #13
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    dopo dipende dal tuo interesse in che ramo si rivolge…