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Borse: si inizia a sentire puzza di bruciato

Pubblicato: 30 mag 2006 da AleOne

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Una discesa come quella di oggi non si può spiegare solo con l’uscita di qualche dato macro o con l’andamento dei prezzi delle materie prime. Il Dax è sceso da una apertura a 5749 fino a toccare i 5600 punti (-2,6%), il future S&Pmib dal top di questa mattina ha bruciato più di 850 punti. Non si tratta di ribassi “normali”, tanto più che vengono dopo una seduta di pausa a Wall Street dove venerdì gli indici avevano chiuso in positivo. Spigolando sui notiziari si trovano spiegazioni per questo ribasso, ma sembrano tutte insufficienti. C’è chi imputa la discesa ai dati deludenti di Wal-Mart (vendite attese in crescita “solo” del 2,3%) e di General Motors, che ha visto il suo rating scendere da Hold a Sell da parte degli analisti di Deutsche Bank, chi ritiene che si tratti del rialzo del prezzo del greggio, tornato in area 72,50 dollari (futures con consegna a luglio) nonostante l’apertura da parte dell’Iran alle trattative con l’Unione Europea, e chi infine ritiene che sia stata la fiducia dei consumatori americani, scivolata a maggio dal picco di aprile a 109,8 punti (dato rivisto che rappresentava il massimo di quasi quattro anni) a quota 103,2. Ma gli economisti si attendevano ancora di peggio (100,9), e quindi i mercati avrebbero dovuto essere contenti.

Insomma, un ribasso di questa portata fa sentire puzza di bruciato. Non tanto per l’importanza dei supporti violati (i prezzi sono ancora ben sopra i minimi di settimana scorsa), quanto per l’inconsistenza della domanda. Dopo un calo del 2% senza apparenti motivi a qualcuno dovrebbe venire la voglia di comprare no? Ed invece l’impressione è quella di un salto nel vuoto. Sull’S&PMib tiene solo (per ora) Pirelli & C, il resto è un cimitero di croci rosse. Chi perde meno del 2% può considerarsi fortunato. Ed allora. In una situazione del genere forse è meglio farsi prendere dal panico e chiudere le posizioni. Ipervenduto o no il rischio che domani sia tutto più basso c’è. E se anche i minimi di settimana scorsa dovessero essere violati (35255 per il future S&PMib, 26953 per il Mibtel), allora si confermerebbe l’ipotesi che il ribasso dal top di maggio è stato solo l’inizio di un movimento correttivo più ampio, che sarebbe meglio guardare da lontano come osservatori neutrali piuttosto che da dentro, con posizioni aperte che si avvitano come un aereo in picchiata. Per ricomprare tanto c’è tempo. Se i minimi citati tenessero basterebbe il superamento dei massimi di ieri (28025 per il Mibtel) per completare un doppio minimo, cancellando il brutto segnale di oggi e riportando tutti al rialzo. Ma fino a quel momento lasciamoci pure prendere dal panico e chiudiamo un po’ di posizioni. In toscana c’è un detto “meglio aver paura che buscarne”, e questo forse è il momento di adeguarvisi.

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