Anche in una giornata di rimbalzo come queste ci sono oscillazioni di rilievo. Qualcuna lascia pure perplessi ed alludiamo a quello strappo al rialzo che porta la Banca di Intra a un rialzo del 7,8%: che scatto per la banca di Verbania. Che è successo? Semplice: Giovanni De Censi ha annunciato che a giorni presenterà un’offerta vincolante per rilevare il malandato Istituto.
La cosa non ha portato molta fortuna al Creval che, in un settore come quello bancario che oggi incassa a Piazza Affari alcuni tra i rialzi maggiori, che tiene a stento il prezzo di apertura. Poca roba, ma significativa. Noi immaginiamo già una schiera di azionisti che mormorerà a De Censi: “Ma chi te lo fa fare?”. In realtà non sono ancora escluse le altre candidature e in particolare quella della banca Popolare di Vicenza che sta ancora valutando. Il presidente Gianni Zonin dell’istituto vicentino che ha già una quota del 4,9% circa di Intra ha pronunciato un attendista “Vedremo”, ma non si tratta di una grande attesa perché il termine per le offerte vincolanti è fra 12 giorni.
Ci saranno altri colpi di scena? Riusciranno le banche a fare una fusione (o un salvataggio?) anche piccola piccola entro l’anno? Intanto il boss di bankitalia Draghi sembra volere accelerare il processo e ha anche tolto alcuni obblighi di comunicazione nei passaggi di quote di controllo bancarie che potrebbero ostacolare operazioni di conquista nel settore.
Sempre a proposito di banche rileviamo che lo stesso Mario Draghi ha appena affermato che: “Sarà abolito l’obbligo di comunicare all’organo di vigilanza il progetto di acquisto di partecipazioni di controllo nelle banche prima che essi vengano proposti al consiglio di amministrazione”. Si tratta di una manovra che dovrebbe favorire le fusioni. Per il resto la solita fuffa. Sembra un altro oracolo questo governatore. Quando disse che bisognava superare personalismi e campanilismi, qualcuno lo prese come un attacco alle fondazioni (c’è ancora in ballo quel discorso sul massimo delle quote che una fondazione può avere in un istituto di credito), qualcuno si chiese se alludesse a Banca Intesa, qualcun altro si è detto (e in qaulche caso in questi giorni si è ripetuto) che è meglio tacere che non farsi capire.
In compenso, a parte lo stesso Creval, Carife e Carige che perdono (meditate gente), il resto delle banche italiane sembra decisamente improntato al rialzo. Forse la cosa importante non è quel che Draghi dice, ma che dica qualcosa…