
A conti fatti si tratta di quasi mezzo miliardo di euro. Il calcolo lo abbiamo letto stamattina sul Corriere della Sera che ha fatto una somma dei sequestri milionari ordinati dai giudici in seguito al risiko bancario dell’estate 2005. Chi poteva essere più informato di Via Solferino? A pagina otto del quotidiano di oggi campeggiano le foto dei furbetti e poi un calendario di cifre che raggiungono la somma di 484.708.000 euro. Nella stessa pagina si vedono in alto le facce che hanno popolato le cronache della scorsa estate: gli sguardi astuti di Gianpiero Fiorani, Chicco Gnutti, Danilo Coppola, Stefano Ricucci e Ettore Lonati. Un po’ più piccola la foto di Giovanni Consorte. Sotto e intorno le cifre. Sono 70 milioni tondi tondi i soldi di Fiorani sequestrati da vari conti esteri, 39,6 milioni gli euro depositati (e bloccati) in varie società controllate da Emilio Gnutti. Poi vengono 24 milioni e mezzo sequestrati a Danilo Coppola. Quasi 150 milioni fra conti sequestrati e vincolati a Stefano Ricucci e una quarantina di milioni di euro collegati alla famiglia Lonati. Più giù i 54 milioni bloccati a Consorte e Sacchetti per i coinvolgimenti di Unipol alle scalate bancarie. Intorno a questi titani falliti della scalata all’Olimpo della finanza italiana si scorgono dei personaggi minori: i vari Boni, Casale, Palenzona.
Un’impressione più cupa viene dalla foto del magistrato Francesco Greco, l’uomo che è riuscito (in parte) a districare la ragnatela di holding e scatole cinesi che muoveva le montagne di denaro verso le scalate di banche e giornali. Da lui la proposta: perché non riutilizzare questo denaro per fare pagare pesanti sanzioni amministrative ai pirati della finanza? Si potrebbero ottenere cospicui ingressi per l’Erario e, se si considera che i 500 milioni di cui sopra sono stati sequestrati nel solo caso Antonveneta, è stato stimato che in totale dalle recenti inchieste finanziarie le procure potrebbero incamerare (con i sequestri s’intende) la incredibile cifra di 900 milioni di euro. A ben guardare sembra che la Guardia di Finanza sia passata dal sequestro degli ulivi in mano alla mafia a quello dei conti bancari dei raider di Piazza Affari. Anche questo è progresso.
eusebio
05 giu 2006 - 17:00 - #1Tutto sommato le scalate sono state ampliamente annunciate da tutti quotidiani e settimanali finanziari: per Antonveneta e Bnl le Opa sono avvenute con un generoso premio per tutti gli azionisti…. quasi lo stesso per Rcs…
ontheroad
06 giu 2006 - 14:17 - #2Verissimo alla fine ci hanno guadagnato quasi tutti (quelli che hanno vinto) e anche Mps ha realizzato delle plusvalenze vendendo a Bnp Paribas. Certo al banchetto furbetti e concertisti non hanno potuto partecipare, qualcuno è finito pure dietro le sbarre, ma il mondo va così…
Perché non progettare una scalata a Espresso, Mps e Unicredit per la prossima estate? Escludo Capitalia perché bisognerebbe fare la fila…
bruno p savona
22 giu 2006 - 12:39 - #3I carabineri del reparto operativo, su provvedimento emesso dalla sezione di misura e prevenzione del Tribunale, hanno sequestrato beni per un valore vicino ai 2 milioni di euro a Placido Bonna, nell’ambito della lotta dello Stato ai patrimoni di provenienza illecita. Tra i beni sequestrati, molti dei quali non intestati a Bonna ma a lui riconducibili, una villa all’Annunziata, il patrimonio aziendale della società “GB La bancarella” di Viale Regina Margherita, un deposito e un garage, situati nel complesso “Romolo Valli Palace” di via Palermo, saldi attivi di depositi in denaro o titolo intestati allo stesso Bonna, alla moglie e ad altri familiari conviventi. Placido Bonna, cognato di Stefano Marchese, ucciso all’Annunziata il 18 febbraio 2005, è ritenuto personaggio di spiccco della cirminalità organizzata di Giostra ed era sfuggito, anni fa, ad un agguato sul Viale Regina Elena. Da poco scarcerato, era sottoposto agli arresti domiciliari da qualche settimana.
insomma ci esce una finanziaria
MAXXIMO
19 lug 2007 - 20:53 - #4io penso che si facile essere invidiosi di che , con la sua inteligenza ne ha fatto una fortuna in soldi e prestigio, perche non critichiamo un Prodi che dichiara 89.000,00 di reddito oppure i semplici politici con i vari privilegi pagati da noi.
L’invidia…….
FORZA RICUCCI…..sei un grande stratega!!!