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Quanto pesa la torta pubblicitaria? E la fetta di Mediaset?

Pubblicato: 07 giu 2006 da Ferry Boat

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Finalmente un paletto fermo nella lotta per la pubblicità a cavallo fra televisione, giornali, radio e Internet è stato messo. L’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) guidata da Antonio Calabrò ha infatti fissato i limiti del recinto. L’Autorità napoletana ha stabilito che il paniere pubblicitario totale previsto dalla legge Gasparri vale 21,567 miliardi per il 2004 e 22,144 miliardi per il 2005. Questo paniere che prende il nome di Sic (Sistema integrato delle comunicazioni) è stato il centro delle polemiche che hanno accompagnato la legge di regolamentazione del sistema radiotelevisivo varata dallo scorso Governo.

Quantificare le dimensioni della torta pubblicitaria è importantissimo. In base alla legge Gasparri è da questa piattaforma che si calcola quanta pubblicità ogni gruppo editoriale può raccogliere al massimo. La stessa legge stabilisce (art. 15), infatti, che nessun operatore può superare le quota del 20% del Sic stesso. Se quindi nel 2005 il Sic ha raggiunto il valore di 22,144 miliardi, nessun operatore potrà superare una raccolta pubblicitaria di 4,4288 miliardi circa. Se si considera che Mediaset nel 2005 ha raggiunto i 2.955,9 miliardi di euro di raccolta pubblicitaria si vede chiaramente che il gruppo del Biscione (ma anche la Rai) ha ancora ampi margini di crescita nel mercato pubblicitario.

Troviamo conferma del calcolo in un articolo uscito su Diario che ribadisce (in modo un po’ fazioso) come i limiti previsti dal Sic non pongono alcun tetto alla crescita degli introiti pubblicitari nel settore, anzi.

In effetti tutto era già stato previsto prima dell’approvazione della stessa Gasparri e va anche evidenziato che la cifra di 22,144 miliardi di euro comprende tutta la pubblicità immaginabile (esclusi libri e musica), si può quindi capire perché tante difficoltà: le fette di una torta troppo grnde rischiano di essere spropositate, a danno di giornali, radio etc. La questione è pure finita nell’agenda politica del nuovo Governo che dice di voler ridisegnare l’assetto del sistema radiotelevisivo, facendo qualche modifica che non appaia troppo penalizzante per Mediaset.

Sicuramente nel mantenimento dello status quo il gruppo editoriale milanese troverà una valida sponda romana nei salotti della Rai. Osserviamo di passaggio che oggi Mediaset, a dispetto di ogni calcolo, ristagna in borsa con perdite intorno allo 0,2% e volumi non molto accesi. Dopo le vendite che a inizio seduta avevano fatto scendere i prezzi fino a quota 8,68 euro per azione, il titolo viaggia sopra quota 8,7 euro. Sicuramente gli azionisti che hanno fatto i nostri conti temono più le prossime scelte (se ci saranno) del Governo Prodi, che i calcoli sul Sic.

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