Si susseguono ormai ad intervalli regolari i segnali della stretta creditizia che sta interessando i mercati di tutto il pianeta. Gi Stati Uniti hanno ritoccato al rialzo per 17 volte consecutive i loro tassi di riferimento, mentre l’Europa si accinge, con un anno e mezzo di lag temporale a portare avanti una lenta ma inesorabile politica di progressivo drenaggio della liquidità, che dovrebbe proseguire almeno per l’anno in corso. A distanza ulteriore di qualche mese, dall’altra parte del mondo, il colosso nipponico si appresta ad una svolta epocale, riconsiderando la variabile monetaria quale possibile strumento di controllo dell’economia, dopo la decennale “trappola della liquidità“ di cui è rimasto ostaggio.
Finalmente, dopo mesi di rialzo a mio avviso eccessivi, qualche nodo torna al pettine prima che sia troppo tardi: i mercati azionari mondiali stanno iniziando a flettere, visto che tutto sommato va bene l’eldorado ma le valutazioni ormai non sono più così a buon mercato come nel 2003 o nel 2004.
In poche settimane sono stati bruciati tutti i guadagni messi a segno in oltre quattro mesi e onestamente appare prematuro ipotizzare da subito l’esaurimento della volatilità e del ribasso: già mesi fa ( a febbraio se la memoria non mi inganna) da questa rubrica avevo prudentemente suggerito di chiudere la stalla prima che scappassero i buoi…. Beh forse non sono ancora tutti scappati e il portone è meglio chiuderlo comunque.
Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario
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