Il rally del prezzo del petrolio sta portando sempre più attenzione sulle fonti di energia alternativa e tra queste l’etanolo sembra essere una di quelle più prossime a poter concretamente essere utilizzata in termini industriali. Recentemente lo stesso Alan Greenspan, in una audizione al Senato, ha speso la sua parola (e non è abituato a sprecarle) a favore dell’etanolo, in particolare del “cellulosic ethanol” che permette l’utilizzo a scopi energetici di tutta la pianta e non solo di parte di essa.
Poteva Wall Street non correre dietro questa nuova tendenza ??
Assolutamente no, e quindi eccoci ora con la fila dei produttori di etanolo che sono pronti all’IPO: Verasun Energy, Hawkeye Holdings e Aventine Renewable Energy Holdings. Ma il primo, nel mese di giugno, a essere collocata sarà proprio Verasun Energy, il secondo produttore americano di etanolo (il primo è Acrher Daniels Midland), con la sede nel South Dakota.
Suggeriamo comunque cautela, perchè è vero che il tema è di grande attualità ma potrebbe riservare qualche sorpresa : innanzitutto la volatilità legata alla materia prima potrebbe impattare sulla redditività dei produttori e, soprattutto, un innalzamento della domanda potrebbe far crescere la richiesta delle materie di produzione, cioè granoturco e gas naturale. Come già dice qualche gestore ” i margini sono molto attraenti ma difficilmente lo saranno per sempre” !
cesant
09 giu 2006 - 08:58 - #1anche le società tradizionali stanno puntando sul settore e, a mio avviso, sarebbe un errore non considerarle (ad esempio BP ha dichiarato di voler investire 8 mld di sterline in fonti alternative entro il 2009)
Eugenio Macchia
16 gen 2009 - 11:59 - #2Il costo della materia prima si rivela come fattore critico nella realizzazione di un impianto di produzione di BioEtanolo. Infatti VeraSun è stata costretta a chiudere alcuni dei suoi impianti che usavano grano come materia prima. Occorre puntare sull’abbassamento dei costi operativi degli impianti di seconda generazione che sfruttano materia prima di scarto, e quindi a “costo zero” per produrre bioetanolo. Questo si rivela positivo sia in termini di innovazione tecnologica sia in termini di “eco compatibilità” . Gli impianti realizzati dalla società in cui lavoro tengono conto anche di questi fattori, economici , tecnologici ed ambientali. Invito gli interessati a discuterne anche sul nostro blog aziendale : http://greeneng.blogspot.com