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In Francia Bersani porta il bastone e la carota

Pubblicato: 08 giu 2006 da Ferry Boat

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Dopo un’apertura in netto ribasso sotto i 7 euro per azione, Enel si è pian piano ripresa fino a chiudere la seduta con un ribasso dello 0,46%. Comunque un risultato accettabile in una giornata in cui il Mibtel ha chiuso con una perdita del 2,36%.

Oggi però gli investitori puntavano la loro attenzione su Parigi dove si è svolta l’amichevole Francia-Italia fra il Ministro italiano dell’Industria Bersani e il suo omologo francese Francois Loos. La partita dell’energia si è giocata ovviamente sul matrimonio Gdf-Suez e sulle intenzioni di Enel di lanciare un’opa sulla stessa Suez. Con accortezza Bersani ha usato il bastone e la carota. Il randello è stato sfoderato quando si è parlato di liberalizzazione dell’energia europea e il nostro ministro ha potuto mettere sul piatto quel provvedimento recente col quale si sbloccano i diritti di voto stranieri sopra il 2% nelle utility italiane facendo un regalo notevole a Edf. È stato un colpo di fioretto molto preciso, anche perché richiamava indirettamente ai dubbi europei sulle manovre francesi contro l’opa di Enel.

La carota è venuta quando Bersani ha invece detto che è ancora possibile trovare una soluzione che accontenti tutti.

Gli osservatori hanno fatto un breve calcolo: Gdf sposa Suez, ma sale troppo in Belgio e deve vendere Electrabel. A questo punto entra in campo Enel che compra Electrabel (che poi è l’unico asset che ha sempre voluto dall’operazione) e rinuncia così a un’opa ostile per la quale ha già preparato munizioni per 50 miliardi.

“In merito alla vicenda deciderà il Parlamento alla fine”, è stata l’ultima risposta del Governo francese in merito. Il calendario è comunque ferreo. Prodi incontrerà Chirac, e probabilmente discuterà con lui della cosa, il 13 giugno. Nei due giorni successivi i due rami del Parlamento francese saranno chiamati a deliberare sulla privatizzazione di Gdf, un’operazione necessaria se si vuole procedere alla fusione tra le due utility francesi. A quel punto la politica avrà fatto la sua scelta. O con o contro la nascita del secondo colosso francese dell’energia che scontenterà molti azionisti.

La cosa più buffa però è che gli analisti finanziari in molti casi danno per scontato che Enel non lancerà la sua opa ostile su Suez e, nonostante questo, continuano a premiarla con giudizi positivi perché attratti dalla sua politica di espansione per piccoli passi. Dai paesi dell’Est presto la società guidata da Fulvio Conti si sposterà in Russia. Mosca ha, infatti, appena deciso di aprire le quote di minoranza di alcune sue centrali di generazione ai gruppi stranieri, siccome Enel è già presente nella gestione di una centrale a ciclo combinato nell’area di San Pietroburgo è probabile che adesso si trovi in prima fila per l’accesso al business energetico russo.

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