
Avete visto le pene chieste dal pm Eugenio Fusco per Consorte, Sacchetti e Gnutti? Il pubblico ministero ha chiesto una detenzione “moderata” di sei mesi, perché l’insider trading è grave, ma si è visto di peggio. Fusco ha però chiesto il massimo possibile di pena pecuniaria (nel caso 300.000 euro) perché gli imputati “i soldi ce li hanno”.
L’accusa riguarda solo un aspetto marginale delle vicende che l’estate scorsa hanno visto un assalto parallelo di Unipol a Bnl e di Bpl (oggi Bpi) alla Antonveneta. Si parla infatti di sandun prestito obbligazionario da 100.000 euro che risale al 2002. Secondo Fusco, anche se non agivano sempre insieme, Gnutti e Consorte (Hopa e Unipol) erano amici e in qualche caso hanno progettato assieme alcune delle loro operazioni. Uomini dell’alta finanza che si conoscono e guidano alcuni importanti gruppi industriali. Da questo l’accesso ad informazioni privilegiate e il loro uso per fini distorti.
Intanto Consorte ha pubblicato il suo memoriale difensivo (“per evitare distorsioni”) che denuncia l’esistenza di un complotto.
Isvap e Consob soprattutto avrebbero perso troppo tempo per concedere le autorizzazioni al lancio dell’opa su Bnl: qualcosa non torna, anzi, dietro c’era un piano diabolico ordito con la complicità niente meno che di Della Valle e Montezemolo. Le autorità del mercato avrebbero insommma usato due pesi e due misure.Un po’ ci fa sorridere pensare a Fiorani (che nel complesso intreccio di interessi della scorsa estate ha un ruolo di primo piano) che entra dalla porta sul retro della Banca d’Italia e che parla a notte tarda col governatore Fazio (suo controllore in teoria) e, saputo dell’ok alla sua opa, gli manda pure un bacio in fronte. Oggi lo stesso Fiorani un giorno sì e l’altro pure accusa Fazio di avere orchestrato lui il concertino dall’inizio alla fine. Ingratitudini di un uomo in carcere?
Non sappiamo se davvero ci siano state manipolazioni del mercato fatte da soggetti tanto potenti da dirigere le azioni di Isvap e Consob, però il pulpito non ci sembra proprio dei migliori. Anche se l’idea che “le leggi si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici”, come diceva Andreotti, pervade un po’ tutta questa oscura vicenda. L’impressione, ingenua e qualunquista quanto si voglia, che rimane alla fine è che al solito i vincitori portino le spoglie degli sconfitti in piazza.