Insomma la Francia continua a tenere banco nei nostri discorsi finanziari, a torto o a ragione. Basta guardare l’ultima sulla telenovela Enel-Suez su cui abbiamo scritto anche venerdì. In attesa del prossimo incontro di domani fra Chirac e Prodi e delle votazioni, domani l’altro e il giorno dopo, del Parlamento francese in merito alla vicenda, tutti i gruppi coinvolti hanno ribadito la loro posizione. Orgoglio del privato (si fa per dire in questa storia…) contro il pubblico? Prove di braccio di ferro?
A noi il fatto che Suez dica “non vendiamo Electrabel” e che Enel metta sul tavolo anche l’opzione non molto gettonata della cogestione della stessa società di generazione belga fra i contendenti fa proprio sorridere. Intanto il cacciatore (Enel) e la preda (Suez) con tanto di poison pill nel taschino si parlano solo a distanza usando i quotidiani italiani (e forse ancor di più francesi) come una cornetta del telefono. La sconsolante considerazione che ci viene in mente è che, va bene che in ballo ci sono modelli economici e settori delicati come l’enrgia, ma se questi sono i tempi dell’Europa ci viene in mente che presto il Vecchio Continente sarà decrepito.