Logo Blogo

Suez-Gdf, Bruxelles vuole regole per la concorrenza

Pubblicato: 20 giu 2006 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

enel_gdf_suez_de_villepin_ump_cirelli_telecom_tronchetti_provera
Quella di ieri è stata una sberla, diciamolo. Bruxelles, nel ribadire di non essere intenzionata a chiudere il dossier aperto sulla fusione Suez-Gdf, ha usato parole dure: si temono “significativi problemi di concorrenza a tutti i livelli per i mercati dell’elettricità e del gas in Belgio e a tutti i livelli per il mercato del gas in Francia”. Insomma l’indagine rimane aperta e il fatto che il verdetto dell’Antitrust del Vecchio Continente sia slittato al 25 ottobre non promette niente di buono.

Dominique de Villepin, il premier francese che ha fortemente incoraggiato l’operazione, stretto in un angolo dalla fronda dei suoi sostenitori e dalle accese critiche di sindacati e della “gauche”, ha deciso di riordinare le forze e ha mandato in prima linea il suo Ministro delle Finanze Thierry Breton. Così, mentre Enel incassa l’appoggio dell’Ue alle sue critiche di sempre a quella che sembra una manovra colbertista in tempo di caduta delle frontiere, Francois Loos, altro uomo di peso nell’Ump (il maggiore partito del Paese), architetta un’altra manovra.

Si potrebbe, secondo Loos, scindere il progetto di legge che liberalizza il settore energetico francese e contestualmente privatizza Gdf in due. La liberalizzazione da un lato, così si calmano liberisti al di là e al di qua della frontiera. La privatizzazione di Gdf, che dovrebbe portare lo Stato francese a una quota di poco superiore al 30% nel colosso oggi posseduto con più del 70% del capitale, dall’altro. Insomma isoliamo il problema e riflettiamoci su, anche perché già oggi i sindacati hanno indetto uno sciopero che invita i 150.000 dipendenti del settore a rischio licenziamento, ad incrociare le braccia.

Così, mentre a Roma probabilmente l’ad di Enel Fulvio Conti gongola, a Parigi si asciugano la fronte. Di ieri le decise parole di Jean-Francois Cirelli, “Sono convinto che il migliore progetto sulla piazza sia la fusione Gdf-Suez, ed è per questo che intendo avanzare su questa strada”, parole pronunciate mentre stringeva la mano a Marco Tronchetti Provera con cui ha messo su un operatore nazionale italiano del gas con una quota di mercato del 4%. Quel “c’è posto anche per Enel (dopo la fusione qualche briciola)” è sembrato quasi una mancia. Visto che l’operazione che sponsorizza è stata progettata senza riguardo per gli azionisti di minoranza; per il mercato; per le regole della concorrenza europea, belga e francese e senza alcun vantaggio per i lavoratori dell’azienda (che farà comunque dei tagli), forse poteva anche starsi zitto.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
4 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • gatto silvestro

    20 giu 2006 - 12:42 - #1
    0 punti
    Up Down

    Parigi prende tempo:

    (Reuters) - Parigi ha chiesto un rinvio del previsto incontro tra i ministri competenti per il settore energia di Italia e Francia sul dossier Enel.

    Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi ai giornalisti sull’aereo che lo ha portato stamani a Mosca per una visita lampo al presidente russo Vladimir Putin che avrà al centro il tema dell’approvvigionamento energetico.

    Il gruppo italiano ha espresso interesse per la controllata di Suez Electrabel e per reazione il governo di Villepin ha annunciato la fusione di Suez con la società statale Gaz de France.

    La settimana scorsa, dopo aver incontrato il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac e il primo ministro Dominique de Villepin, Prodi aveva annunciato nel giro di pochi giorni un incontro tra i ministri competenti dei due paesi per cercare di trovare una soluzione amichevole tra l’Enel e Suez.

  • ramona

    20 giu 2006 - 13:16 - #2
    0 punti
    Up Down

    certo che sei i francesi sono gli alleati che Prodi cerca al posto degli Usa stiamo freschi….

  • nonchalance

    20 giu 2006 - 16:46 - #3
    0 punti
    Up Down

    Novità
    Enel: Le Monde, Sarkozy Avrebbe Proposto Nazionalizzare Suez

    (ANSA) - PARIGI, 20 GIU - Per arrivare alla fusione, ostacolata dalle reticenze della maggioranza alla privatizzazione di GdF, il ministro degli interni e leader UMP Nicolas Sarkozy avrebbe proposto, “tra lo stupore generale” di nazionalizzare Suez. Lo rivela oggi il quotidiano ‘Le Monde’ nel fare un resoconto della riunione di ieri all’Hotel Matignon che ha portato a una nuova tabella di marcia dell’operazione.
    “‘Bisogna trovare 55 miliardi. Si puo’ chiedere alla Caisse des depots o a Areva di salire nel suo capitale” avrebbe detto in sostanza il ministro nel corso dell’incontro organizzato dal capo del governo Dominique de Villepin e cui partecipavano anche il ministro dell’economia Thierry Breton , quello dei rapporti con il parlamento Henri Cuq e i capi gruppo UMP alla camera e al senato.
    Sarkozy, che nella sua veste di presidente dell’UMP “detiene la chiave di un accordo politico”, avrebbe fatto ‘resistenza’ perché, secondo una persona che gli è vicina, ” non vuole che qualcuno gli rimproveri, durante la campagna elettorale, di aver rinnegato l’impegno preso quando era ministro dell’economia di non far scendere lo stato al di sotto del 70% a GdF e EdF”.
    Secondo il giornale, di fronte alle “resistenze” di Sarkozy, contrario anche all’idea di Breton di scindere in due il testo di legge su GdF per poter iniziare prima dell’estate l’esame in parlamento, de Villepin avrebbe deciso di “metterlo spalle al muro, appellandosi direttamente al presidente Jacques Chirac per ottenere il suo accordo alla convocazione di una sessione straordinaria del parlamento a settembre. “Il sì del presidente ha chiuso il dibattito” scrive ‘Le Monde’.

  • Profilo di shark

    shark

    20 giu 2006 - 22:37 - #4
    0 punti
    Up Down

    non credo nella strada della statalizzazione di suez, principalemte perche l’UE ha bloccato di fatto l’eventuale fusione privata tra GDF e suez, figuriamoci se la stessa UE permettrebbe allo stato francese di detenere le due più grandi multinazionali europee dell’energia, EDF e l’eventuale GDF-SUEZ, ovvere, aziende capaci di fatturare assieme fino a 160miliardi di euro contro i “soli” 43 di ENEL.