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Autostrade (e strade) d'Italia, fra cantieri a rischio e concessionari emigranti

Pubblicato: 23 giu 2006 da Ferry Boat

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La situazione è persino più drammatica del previsto e Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, ha dichiarato che se non si troveranno cinque miliardi di euro, di cui due immediatamente, i cantieri dell’Anas saranno costretti a chiudere.

Le parole dell’ex giudice di Mani Pulite riecheggiano quelle di Vincenzo Pozzi, presidente dell’Anas che ha dichiarato: “Le necessità di cassa 2006 (quelle di competenza sono ben altre) sono attualmente una mancanza di 6,619 miliardi per le Ferrovie e di 5 miliardi (dei quali almeno 2 miliardi servono immediatamente) per l’Anas”.

Intanto fioccano le accuse sulla gestione fallimentare degli anni passati e, fra le altre, arrivano le dure denunce di Roberto La Sete, presidente nazionale di Legambiente: “In questi anni l’Anas ha usato malissimo i soldi pubblici, approvando progetti faraonici e inutili coma la Orte-Venezia; dimostrando ogni genere di inefficienza nella gestione dei cantieri di manutenzione come quelli sulla Salerno-Reggio Calabria; venendo meno ai suoi doveri di controllo nei confronti dei concessionari autostradali. Ora gli amministratori dell’Anas - conclude Della Seta - avvertono che in cassa non c’è più nulla e che i cantieri vanno fermati: devono andarsene perché hanno fallito miseramente nei loro compiti istituzionali”.

Sul campo rimane la questione del matrimonio Autostrade Abertis che Di Pietro affronta rapidamente dichiarando per la prima volta che “ci sono i parametri per decidere”, e sembra che l’arma che ha in mano contro la concesionaria controllata (per ora) dai Benetton sia quella di sempre: la concessione statale. Tuttavia bisogna specificare che il ministro si è mostrato ancora più ottimista dopo lo scambio di lettere della scorsa settimana che aveva visto palleggiare fra Ministero, Anas e Autostrade offerte e richieste in merito alle nozze spagnole con Abertis. Non resta che incrociare le dita in attesa delle decisioni che le società in causa prenderanno entro il prossimo 30 giugno.

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