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Adf, l'opa dei Benetton e loro tentacoli "aeroportuali"

Pubblicato: 29 giu 2006 da Ferry Boat

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Blitz aeroportuale dei Benetton. La Aeroporti holding ha comprato l’1,13% del Vespucci di Firenze per circa 1,5 milioni die euro e così si è portata oltre 31% circa, facendo scattare l’obbligo di Opa. Un’opa stanca in effetti: il prezzo per azione è di 14,7 euro esatti che significa una valutazione superiore di appena il 3,52% alla chiusura di martedì a 14,2 euro per azione. Ieri le azioni dell’aeroporto fiorentino sono state sospese in borsa tutta la giornata e anche oggi non tutti i quotidiani riportavano la notizia (noi l’abbiamo letta su Finanza & Mercati). L’operazione ha però anche una chiara impronta torinese. Aeroporti holding è, infatti, controllata dalla Sagat al 60% e in Sagat, il gestore dell’aeroporto di Torino, spunta la Edizione Holding dei Benetton che possiede il 24,39%. Ma il primo azionista rimane il Comune di Torino che ha una partecipazione del 38% circa nella società. Osserviamo che nella Aeroporti Holding sono presenti, oltre alla Sagat, la Tecno Holding (nel cui azionariato sono presenti tutte le Camere di Commercio Italiane, alcune Unioni Regionali e l’Unione Nazionale) col 10% e soprattutto la San Paolo Imi che ne ha il 30%. La presidenza di questi due istituti è nelle stesse mani, quelle di Enrico Salza. L’anima dell’operazione insomma più che nel Nord-Est sembra nata proprio all’ombra della Mole antonelliana, sebbene nella mente dei Benetton sia sicuramente vivo un disegno più ampio.

Osserviamo infatti che la stessa Aeroporti Holding, secondo quanto riportato oggi da Finanza & Mercati, ha offerto 10,7 milioni per quel 5% del Marconi, l’aeroporto di Bologna, che la Camera di Commercio felsinea ha recentemente messo sul mercato. Problemi grossi non ne dovrebbero sorgere anche perché lo stesso Marconi ha una quota del 4,13% nella stessa Sagat, la società che gestisce appunto il Vespucci di Torino e che ha partecipato alla cordata con la quale i Benetton, insieme a Imi investimenti (sempre il San Paolo) e ad Avia partners, ha comprato quel 41,3% della società messo in vendita dai vari enti torinesi.

Un’altra società aeroportuale in cui i Benetton hanno di recente messo piede è quella che gestisce gli aeroporti di Roma, la Adr controllata dalla Gemina di Romiti. Nella Miotir, la holding di Cesare Romiti, sono infatti entrati con una quota di poco superiore al 30% sia i Benetton che il fondo Clessidra esattamente lo scorso 10 novembre. Da notare che, sempre in Adr quest’anno sono entrati anche i veneziani di Save.

Insomma da un rapido sguardo sembra proprio che i Benetton siano fra gli attori principali di quel progetto di network fra gli aeroporti italiani che sta lentamente prendendo forma attraverso intrecci azionari spesso assai calibrati. Sicuramente se ne vedranno ancora delle belle. Osserviamo da ultimo, en passant, che comuni, regioni e province, e i vari piccoli enti pubblici a cui spesso gli aeroporti appartengono giocheranno probabilmente un ruolo non indifferente. Anche se bisogna agire in fretta visto che molti gruppi internazionali già premono: a partire dalla Baa che controlla già l’aeroporto di Napoli, alla Macquarie che di Aeroporti di Roma è il secondo azionista.

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