Dopo la decisione di alzare per la 17° volta consecutiva i tassi sui Fed Funds, portandoli al 5,25% (massimi dal marzo 2001), i listini Usa hanno messo le ali ai piedi. Oltre che a mettere in guardia i mercati riguardo il surriscaldamento dei prezzi, che potrebbe comportare ulteriori rialzi in futuro, la banca centrale Usa ha sottolineato il rallentamento dell’economia. Ed è stato proprio questo richiamo a tranquillizzare i mercati: se l’economia cresce ad un tasso più facilmente sostenibile, significa che la politica monetaria degli ultimi anni ha sortito gli effetti desiderati, e che forse all’orizzonte si puo’ vedere uno stop del ciclo rialzista. Il future S&PMib aveva gia’ beneficiato nel pomeriggio del sentiment positivo di mercato (da notare anche il passaggio della indicazione derivata dal sistema di trading basato sugli indicatori di medio da neutrale a rialzista), ma ovviamente non ha potuto partecipare all’ultima onda rialzista, sviluppatasi sugli altri mercati dopo il comunicato della Fed, e quindi con la Borsa Italiana ormai chiusa. Gia’ ieri comunque i prezzi avevano fatto registrare la chiusura di seduta piu’ alta dal 5 giugno, superando il massimo del 26 giugno a 36145, quota praticamente coincidente con il 62% retracement del ribasso dal top di inizio mese. Superando area 36100 i prezzi hanno completato anche il testa spalle rialzista disegnato a partire dal minimo del 22 maggio (prima spalla, la seconda il minimo del 28 giugno), la cui neckline, oggi a 35900 e quindi coincidente con la media a 200 sedute, rappresenta il supporto che le quotazioni non dovranno violare perche’ il future mantenga una intonazione positiva. Il primo target del testa spalle e’ sui 36900 punti, i successivi a 37150 ed a 37900.