
Amplifon ha attraversato la Manica e messo piede in Gran Bretagna. L’acquisizione appena annunciata di Ultravox, il leader Uk della distribuzione di apparecchi acustici, è la più grande mai effettuata dal gruppo guidato da Franco Moscetti. Lo shopping inglese costerà 63,4 milioni di sterline, pari a circa 91 milioni e mezzo di euro, ma questa operazione “aumenta di circa il 9% i volumi diretti e di circa il 13,5% il fatturato consolidato del gruppo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Amplifon.
Ultravox ha fatturato circa 57 milioni di sterline nell’ultimo anno e, oltre a rappresentare un pied-à-terre londinese per la società italiana delle protesi per l’udito, è anche un’occasione per entrare impetuosamente in un mercato in forte cambiamento ed evoluzione. Ultravox ha, infatti, recentemente siglato un accordo con il sistema sanitario nazionale britannico che le permetterà di applicare protesi acustiche ed effettuare test sull’udito dietro pagamento dell’NHS (il National Health Service, il servizio sanitario nazionale britannico appunto). Nel Regno Unito sono solo due gli operatori abilitati a questi servizi e la scommessa di Amplifon è quella di fare la differenza grazie alle sue abilità nella personalizzazione dei servizi e nell’assistenza postvendita.
L’acquisto non peserà molto sulle casse del gruppo che, anche dopo la fusione, conta di avere un gearing rate (il rapporto fra debito e capitale netto) di circa il 100%. Alla fine del primo trimestre del 2006 il debito finanziario netto di Amplifon era di 101,5 milioni e il patrimonio netto raggiungeva invece i 235,2 milioni: uno stato patrimoniale invidiabile insomma. Anche il conto economico della società si mostra florido: dai Ricavi all’Utile Netto tutte le voci hanno segnato un incremento positivo e durante la divulgazione dei dati del primo trimestre l’ad Franco Moscetti ha potuto dichiarare: “Abbiamo chiuso il diciannovesimo trimestre di crescita continua dalla quotazione”.
Risultati tanto positivi sono stati raggiunti anche grazie alla politica di internazionalizzazione spinta perseguita dal management: Amplifon ha infatti, anche recentemente, concluso acquisizioni di rilievo in Francia, Spagna Germania e Stati Uniti e attualmente si serve di una rete di oltre 2600 punti vendita e di 3000 centri di servizio, cui si aggiungeranno i 138 negozi e i 126 centri di Ultravox.
L’accordo appena siglato sembra fare bene anche al titolo Amplifon che, in apertura di seduta, incassa un rialzo superiore al 3% e si porta intorno ad area 6,9 euro. Osserviamo che, nonostante il ritracciamento dell’ultimo mese e mezzo, i titoli di Amplifon dalla fine del 2005 hanno comunque sovraperformato il Midex, il segmento di mercato in cui sono quotate dallo scorso settembre.