Il processo di M&A del sistema bancario tanto atteso nel 2006 si è rivelato un fuoco di paglia oppure nei primi sei mesi del 2006 si è lavorato dietro le quinte per preparare la campagna d’autunno con relative sorprese nelle aggregazioni? Unicredit ha digerito il primo grosso boccone della fusione tedesca e ora a chiare lettere Profumo ha detto che ci si può aspettare di tutto, anche se penso che Unicredit non abbia grossi interessi in Italia, fatto salvo, forse, il Credem.
E le altre grandi banche? Nel San Paolo gli spagnoli hanno alzato la voce e adesso le possibilità sono tre.
La prima è lanciare un’opa, ma costerebbe troppo.
La seconda è un’offerta di scambio, ma ci sarebbe un premio da pagare agli Italiani.
La terza, infine, è fare la voce grossa e, sapendo che altri si muovono nell’ombra, far salire il prezzo e poi aderire all’offerta oppure vendere e fare cassa…
E se stesse accadendo proprio questo? Chi ci potrebbe essere dietro al San Paolo, è un italiano o uno straniero? Se fosse un italiano potrebbe essere Intesa, se fosse straniero potrebbe essere la Deutsche Bank?
E Monte dei Paschi? Anche qui è tutto fermo oppure si sta lavorando dietro le
quinte? Nel secondo caso il primo passo potrebbe essere quello di tornare verso Bologna o verso Brescia, sponda Curia ma con buone relazioni (il buon Chicco Gnutti era in fondo il portavoce dei bresciani che poi stavano anche a Bologna e a Siena).
Forse si tratta solo di fantaeconomia… l’importante è che ora si passi dalle parole ai fatti.
Riceviamo da Cesant e con piacere pubblichiamo
Jack Folla
07 lug 2006 - 17:54 - #1A me sembra come quando si sta tutti in trincea e il primo che si muove lo fulminano. Il problema è che qua tutti s’ingrassano e fra un po’ non li smuove nessuno, solo che saranno già troppo pesanti per scavalcare le alpi. Decrepito mondo delle banche del Belpaese