Autostrade, se Gros-Pietro tira per la giacca il Ministero

pubblicato: venerdì 07 luglio 2006 da riva

autostrade_di_pietro_gros-pietro_anas_pozzi_aspi_benetton_abertis_barcellona_ministro_infrastrutture

Gian Maria Gros-Pietro tira ancora una volta il Ministro per la giacca. Lo aveva già detto lunedì all’uscita dall’assemblea annuale della Consob: “Spero sia una settimana che porti passi avanti”. In effetti la settimana qualche novità l’ha portata a partire dall’Anas, dove il presidente Vincenzo Pozzi e l’intero Cda hanno annunciato le loro dimissioni a partire dal 20 luglio, il giorno in cui approveranno il bilancio 2005. Era inevitabile che i vertici saltassero dopo che il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro aveva parlato di un buco di oltre 3,5 miliardi e di una gestione poco trasparente. Tuttavia Pozzi non se ne andrà in silenzio e, insieme al Consiglio di amministrazione ha approvato una relazione correlata con documenti di società di revisione e pareri di diversi enti e organi di controllo. Il documento dovrebbe, nelle intenzioni di Pozzi, garantire per l’operato del management di Anas.

Tornando a Gros-Pietro, il presidente di Autostrade che tanto sta lottando per le nozze spagnole con Abertis, nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, ha avanzato diverse richieste a Di Pietro.

Poiché “non possiamo tenere gli investitori sulla corda per mesi per capire se la fusione si fa o non si fa”, ha chiesto tempi brevi e l’aggiunta del quinto atto aggiuntivo alla Convenzione che regola la concessione ad Autostrade entro luglio. In realtà chiedere tempi tanto brevi significa chiedere al ministro Di Pietro di non avviare la rivisitazione della concessione che porterebbe ad un lungo confronto con le parti sociali.

L’obiettivo di Gros-Pietro (e dietro di lui dei Benetton che posseggono Autostrade) è quello di sistemare le cose in maniera da ottenere le autorizzazioni per ottobre e convolare a nozze spagnole entro la fine dell’anno.

Il nuovo atto aggiuntivo accoglie già diverse richieste del Ministero. Due consiglieri nel board di Aspi (Autostrade per l’Italia), l’effettivo concessionario che così sarebbe più controllato nella sua gestione. Una maggiore graduabilità delle sanzioni per dare allo Stato uno strumento più efficace. Più incerto si rivela il presidente di Autostrade quando parla degli appalti da concedere o vietare al socio costruttore: “Quella norma se vale solo per noi in tutta Europa diventa discrimiatoria”. Anzi Gros-Pietro dichiara di volere fare un maggiore ricorso alla concessione di appalti alle proprie controllate (il numero di tali operazioni sarebbe inferiore alla media europea del settore).

Per quanto riguarda i due miliardi di investimento in ritardo Gros-Pietro aggiunge di aver previsto, nella sua offerta, una fideiussione per quella cifra. Secondo lui creare un fondo sarebbe come prendere due miliardi e metterli in un cassetto: una condizione impresentabile al mercato. In questo modo, invece, le banche garantirebbero per gli investimenti.

Le parole di Gros-Pietro sono sicuramente illuminanti. Prima Autostrade ha fatto una sorta di blitz e, senza avvertire lo Stato che con la Concessione è la fonte dei suoi introiti, ha progettato un matrimonio che è di fatto un’acquisizione che porterà a Barcellona un importante asset italiano. La vicenda, insediatosi il nuovo Governo, ha portato alla luce scandali sulla cattiva gestione di Anas che hanno decapitato il management e sono ancora tutti da chiarire. Inoltre appare palese che fin dall’inizio le condizioni della concessione non sono state rispettate tanto che è emersa la stratosferica cifra di due miliardi (almeno) di ritardi negli investimenti previsti. A questo punto bisogna pure che il ministro si sbrighi a dare il suo ok?

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi 1 commento

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • ontheroad

    07 lug 2006 - 14:59 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ho appena letto questa agenzia che forse può interessare:

    Con la fusione fra Autostrade e Abertis ”si perdono 7 miliardi di tasse in vent’anni, 300 milioni all’anno che se ne vanno altrove. Si chiedono sacrifici, si apre la vicenda taxi, ma nessuno ne sta parlando”. E’ quanto afferma sull’operazione Autostrade-Abertis, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Riferendosi alla liberalizzazione dei taxi, Bonanni ricorda inoltre che ”anche Autostrade ha una concessione dello Stato, eppure vende per 6 miliardi la propria licenza agli spagnoli. Si sta costruendo un altro affare dalla gallina delle uova d’oro, depauperando il patrimonio pubblico”.

    E bravo Bonanni il punto è anche quello!

PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento

Network Blogo