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Pirelli Tyre, le banche e i soldi che servono al Tronchetti

Pubblicato: 07 lug 2006 da Ferry Boat

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Quel flop non fa poi tanto male. Saltata la quotazione di Pirelli Tyre, che doveva portare 700 milioni di euro nelle casse di Marco Tronchetti Provera, sono spuntate le banche che hanno subito detto “ci pensiamo noi”. Quel 35% della casa degli pneumatici che doveva costituire il flottante sul mercato se lo compreranno le sette banche che avrebbero curato il collocamento: Mediobanca, Goldman Sachs, Caboto, Capitalia, JP Morgan, Merrill Lynch e Morgan Stanley.

Sette sorelle, insomma, che invece di accompagnare le gomme in borsa se le mettono direttamente in cassa, spendendo 80-100 milioni a testa. Ovviamente a un prezzo più basso. In totale Pirelli Tyre capitalizzerà 1,6-2 miliardi contro la forchetta iniziale che raggiungeva nella parte alta 2,3 miliardi di euro. Questo significa che la holding Pirelli & C incasserà fra i 560 e i 700 milioni, che serviranno per le prossime onerose operazioni. In Olimpia ci sono conti da saldare con Hopa (536 milioni) e con Unicredit e Intesa, che usciranno per la modica cifra di 1,2 miliardi. Pirelli ha comunque già in cassa 400 milioni predisposti ad hoc e altri 400 li dovrebbe ottenere dalla vendita di partecipazioni in Capitalia e Mediobanca (ascoltate appassionati del risiko).

Tutte queste operazioni rischiano di riportare il debito di Pirelli ai livelli di un anno fa, tirati ma sostenibili. Scendendo per la catena di controllo di Tronchettone si giunge però anche a Telecom dove i debiti sono nell’ordine dei 39 miliardi, ma sono abbastanza ben strutturati. Sembra proprio difficile comunque inquadrare una situazione tanto dinamica e fare delle previsioni sul futuro di questa società che è in una situazione delicata, ma ben lontana dall’essere definita fallimentare. Le banche intanto si sono prese quel 35% di Pirelli Tyre e a un prezzo probabilmente inferiore a quello previsto per l’Ipo. Per ora sembra proprio che siano loro a fare i migliori affari dai debutti falliti.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • cesant

    07 lug 2006 - 14:39 - #1
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    in pratica le banche danno dei soldi alla Pirelli, la quale a sua volta da dei soldi alle banche per prendersi le loro quote di Olimpia… un gioco di prestigio? forse le valutazioni du Telecom sono negative e si preferisce uscire fino a che c’è tempo?

  • parrot

    07 lug 2006 - 16:29 - #2
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    Secondo me le banche stanno tirando il collo a tutti quelli cui possono (e sono tanti). Fanno cassa e buttano via tutte le belle parole sui loro contributi allo sviluppo e all’industria. Non so se è perché temono altri crolli in borsa o perché nel caso specifico Telecom sembra aver preso la china da un bel po’, però che abbiano stretto le corde del borsello mi sembra un fatto incontestabile.

  • Giovanni taranto

    07 lug 2006 - 17:45 - #3
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    I giochi di prestigio sono sempre belli ma sotto c’è il trucco…
    Leggete il libro “il grande intrigo” (con il quotidiano Libero) che parla di come i risparmiatori che hanno investito in Telecom siano stati buggerati varie volte.

    VOGLIAMO IL CONSOLIDAMENTO (Draghi dove sei?).
    BASTA COI GIOCHI DI PRESTIGIO

  • site

    01 ago 2007 - 18:08 - #4
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    greatingsgreat post