Si prepara ancora una volta un’estate calda per la nostra compagnia di bandiera. I conti in rosso di Alitalia la pongono di nuovo al centro delle polemiche. Una situazione tanto grave che il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa nel forum su La Repubblica di oggi ha dichiarato che, sebbene “l’ultima ricapitalizzazione offra un po’ di respiro per scegliere una strategia. La completa autosufficienza non mi sembra, alla lunga, ipotizzabile. Meglio ragionare su nuovi rapporti con altre compagnie”.
Insomma lo Stato, che controlla Alitalia proprio tramite quel 49,9% del capitale detenuto dallo stesso Ministero dell’Economia, non intende svendere la compagnia e ha intenzione di monitorare una situazione fattasi sempre più grave negli ultimi mesi. Mercoledì si terrà la prima riunione della cabina di regia sui trasporti. Sarà coordinata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta che avrà il duro compito di mettere d’accordo sindacati e management per intavolare un quadro credibile entro cui ridisegnare il rilancio della società. Sul tavolo anche l’alleanza con Air France, che potrebbe diventare un socio forte di Alitalia.
Stamattina Antonella Baccaro su Corriere Economia si chiedeva ciò che il mercato (e il Paese) si chiedono da tempo: perché la terapia Cimoli (al nastro di partenza data fra le favorite) non ha funzionato?
C’è stato un aumento di capitale di 1,8 miliardi di euro che doveva portare a crescite nei ricavi che nel primo trimestre non si sono viste e che difficilmente spunteranno durante il resto dell’anno. C’è stata anche una forte collaborazione della politica che ha permesso di fare degli accordi molto liberi sulle forniture di carburante, ma sembra che non sia bastato. Anche i sindacati hanno fatto delle concessioni, dal taglio del 30% dei costi all’ok allo spacchettamento della compagnia fra servizi di volo e servizi di terra.Sembra che non sia servito a niente. I numeri di Alitalia segnalano implacabili una situazione in deterioramento. L’Alitalia è l’unica compagnia europea che nei primi cinque mesi dell’anno ha tagliato la capacità di trasporto (del 2,5%) mente le altre crescevano in media del 4,3%. Non si è ancora deciso se puntare su un’alleanza con Air France-Klm, che ormai metterebbe in una posizione subalterna la compagnia guidata da Giancarlo Cimoli, o se puntare su alleanze strategiche con le compagnie del Sud-Est asiatico. Serve un rinnovo della flotta che si fatica a portare avanti con coerenza e strategia. Anche i notevoli tagli dei costi si sono trasformati spesso in spese accessorie che ne hanno ridotto vistosamente i vantaggi. Sembra sempre più chiaro che il management è inadeguato e ora tutti coloro che hanno appoggiato la compagnia, dai politici ai sindacati, leggono cifre in rosso e probabilmente adesso vorranno la testa di Cimoli e un piano serio per correggere la rotta. Sperando che non sia troppo tardi.