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Toro su Lottomatica, colpa dei giochi pericolosi di Gtech

Pubblicato: 21 lug 2006 da Ferry Boat

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Circa il 3,9% di ribasso a Piazza Affari è una brutta notizia per qualsiasi titolo, ma stamattina per Lottomatica la giornata era cominciata anche peggio. Il macigno che appesantisce le azioni della controllata di De Agostini sui listini è un macigno a stelle e strisce; si chiama GTech. La casa statunitense del gioco è, infatti, finita nel mirino delle autorità del Texas che avrebbero scoperto grosse irregolarità nel comportamento dei vertici della società. In particolare si discute sulle manovre di acquisizione degli appalti in diversi stati del mondo dalla Polonia, alla Repubblica Ceca alle isole di Trinidad-Tobago. In pratica Gtech avrebbe pagato, secondo gli inquirenti, delle cifre notevoli per ottenere le concessioni per avviare il “servizio” di lotteria quella che nel linguaggio giuridico insomma si chiama concussione.

Tutte cose che risalgono a prima della manovra di acquisto fatta dalla De Agostini, s’intende. Indagini che per giunta erano indicate nel prospetto con cui Lottomatica ha avviato la ricapitalizzazione da 1,4 miliardi di euro necessaria all’acquisto americano sottolinea oggi Finanza & Mercati. Nel prospetto è infatti contemplato il danno che alcune indagini in corso potrebbero causare ai margini di Gtech. Tuttavia l’estraneità di Lottomatica alle operazioni contestate sembra evidente e, almeno al momento, non sembra che ci sia alcun coinvolgimento del gruppo italiano nella vicenda. Ciò però non sembra avere tranquillizzato gli azionisti che hanno cominciato a vendere da già ieri sera.

Il timore è quello di uno slittamento dell’operazione. Entro la fine del mese l’accordo con Gtech sarebbe dovuto andare in porto, ma a questo punto non ci sono certezze e, mentre le azioni della società statunitense crollano, in molti si chiedono se ora Gtech non sarà costretta a pagare una penale a Lottomatica e questa a distribuire un dividendo straordinario. Questi infatti sarebbero gli effetti del fallimento di un accordo che ha costretto al società italiana del lotto e delle schedine a una ricapitalizzazione da 1,4 miliardi di euro e alla vendita di Toro assicurazioni.

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