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Fiat, sprint in borsa. Crédit Agricole nuovo socio Fidis

Pubblicato: 24 lug 2006 da Ferry Boat

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Fiat comincia bene la settimana a Piazza Affari. Il rialzo dell’1,86% circa a inizio mattinata indica che il mercato gradisce le novità sull’operazione Fidis, la società che gestisce le attività finanziarie del Lingotto. Il vincitore della gara che ha schierato grossi gruppi bancari come Bnp Paribas, Mediobanca, Societe Generale e Crédit Agricole per l’acquisto del 50% delle attività in questione ha visto in dirittura d’arrivo i francesi del Crédit Agricole. I gruppo guidato da Georges Pauget pagherà un miliardo di euro per acquisire la metà esatta della Fafs (Fiat Auto Financial Services), un joint venture paritetica con Fiat che finanzierà la rete di vendita delle auto di casa Agnelli, i servizi di leasing e gestione flotte, nonché i finanziamenti al cliente finale che per il momento sono gestiti da Fidis Retail Italia.

L’operazione prevede l’esercizio dell’opzione call di Fiat su quel 51% di di Fidis che Banca Intesa, Capitalia, Unicredit e San Paolo detengono con quote paritetiche tramite la Synesis finanziaria. Queste incasseranno 460 milioni di euro, quindi la plusvalenza incassata da Fiat per l’operazione dovrebbe essere superiore al mezzo miliardo, anche se si tratta di una cifra ancora da precisare. Il tutto confluirà nella Fafs e per i dettagli i due gruppi hanno tempo fino alla fine del giugno 2007, anche se si spera in una conclusione entro la fine dell’anno.

Intanto qualche incasso la società delle automobili di Torino lo registra già a Piazza Affari. L’obiettivo di Fiat così come ha dichiarato lo stesso Sergio Marchionne, ad del gruppo di casa Agnelli, è quello di incrementare, grazie anche all’aiuto del Crédit Agricole la sua quota di mercato nell’Europa Occidentale che attualmente si aggira intorno all’8% coi marchi Fiat, Alfa e Lancia. A giudicare dai dati sulle immatricolazioni delle vetture il gruppo sembra proprio avere i numeri per farlo. Ma ovviamente in un settore penalizzato dal caro petrolio incombono ancora molte incertezze, anche se Fiat, almeno per ora, sembra reagire meglio di molte sue colleghe straniere.

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3 commenti

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  • cesant

    24 lug 2006 - 12:00 - #1
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    dal Sole di oggi

    Si rafforza l’asse Torino-Mosca per il Ducato. Il sipario che cala sul dossier Fidis non è l’unica novità di oggi, 24 luglio. Fiat ha anche annunciato di aver ampliato la collaborazione con Severstal Auto sul mercato automobilistico russo. La produzione sarà localizzata nell’area di Elabuga, nel Tatarstan, «ed è destinata a fornire un rilevante contributo allo sviluppo industriale della regione». La capacità produttiva del nuovo stabilimento raggiungerà le 75.000 unità all’anno, in parte destinate a Fiat per alcuni mercati di esportazione. Il progetto verrà interamente finanziato da Severstal. L’inizio dell’attività produttiva è previsto per l’ultimo trimestre del 2007. Il veicolo avrà un livello di componenti e contenuto locale elevato e verrà distribuito in diverse versioni. Il mercato russo dei veicoli commerciali leggeri è stimato in circa 200.000 unità all’anno ed è atteso in significativa crescita nei prossimi 3-4 anni.

  • da Riva

    24 lug 2006 - 15:17 - #2
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    Per cesant
    Per ora corre e tutti sono contenti, ma se non trova il modo di siglare degli accordi positivi con qualche colosso quanto prima rischia di essere emarginata dal mercato. Se perfino GM, con tutti i suoi problemi che Fiat conosce bene, cerca partner forse l’orgoglioso Marpionne dovrà pensare a qualcosa di più di qualche briciola sparsa qua e là… Essere competitivi in Europa conterà sempre di meno; esserlo in Cina o in India o in Russia, conterà sempre di più e bisogna armarsi bene. Ma questo Marpionne lo sa e stringe la mano qua e là. Forse però ci vorrebbero mani più grandicelle. O pensi che sia meglio così per mantenere il controllo della situazione?

  • cesant

    24 lug 2006 - 15:47 - #3
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    x riva
    certo che no..
    fino ad ora si sono visti accordi tipo quello con la Zastaya (non so come si scrive) per produrre 15k Punto in serbia, poche briciole in russia e india e niente più..
    si deve fare di più, però al momento, vista la situazione delicata, ci si deve rafforzare come si può per acquisire forza contrattuale e il Marpione lo sa.