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Aem, la supermultiutility di Zuccoli non arriva a Bologna

Pubblicato: 24 lug 2006 da Ferry Boat

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Giuliano Zuccoli, presidente di Aem ed Edison, cioè di due dei poli energetici più importanti d’Italia spinge il piede sull’acceleratore: la super-utility che dovrebbe fondere Aem con Asm ed Enìa dovrà nascere e bisogna parlarne. Insomma iniziamo a correre se non vogliamo perdere il treno che ci potrebbe portare a far sentire la nostra voce anche in Europa.

Quindi correre, ma non fino a Bologna. Il gruppo Hera è infatti ancora lontano dai piani, anche se Zuccoli smentisce che ci siano di mezzo contrasti politici fra le giunte di colore diverso a Milano e a Bologna. Effettivamente non vediamo troppo bene insieme la Moratti e Cofferati. Zuccoli ha però evidenziato detto che la questione è europea e anche la quota del 30% massimo degli enti pubblici nelle Genco pur rappresentando secondo il presidente un provvedimento incostituzionale fa parte della partita con la Francia.

Bisogna infatti precisare che in tempi di attacco dell’Enel a Suez, anche questo discorso fa parte delle trattative. Edf è infatti una degli alleati nella partita, è una società francese pubblica ed è di fatto il maggiore azionista di Edison.

Altre grane sembrano venute dalla provincia di Milano per Zuccoli. Nei giorni scorsi infatti si è molto discusso della decisione presa da Aem di vendere il 70% di Metroweb al fondo inglese di private equity Sterling Square. La decisione ha già irritato i consiglieri del Comune di Milano che siedono nei banchi del centrosinistra e ha portato in difesa della milanesità di Metroweb (società che gestisce le fibre ottiche milanesi e che rappresenta il pied à terre di Fastweb a Milano) persino Filippo Penati (foto in posa da cavaliere bianco), il presidente della provincia meneghina (ovviamente di centrosinistra).

In effetti Metroweb ha un debito finanziario netto di quasi 200 milioni di euro e quindi qualche soldino serve, anche perché come asset attuale pesa forse troppo su Aem che si sta preparando a grosse battaglie per le quali servirà liquidità. Noi intanto sediamo sulla poltrona e guardiamo questa avvincente partita energetico-politica che collega l’accesissimo scontro fra la Provincia di Milano e il Comune meneghino alle battaglie europee di Edf e di Enel. Presto i nodi, nel bene o nel male, dovranno venire al pettine. Anche se di Edf alfiere dell’energia italiana un po’ diffidiamo.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Antonello

    24 lug 2006 - 13:59 - #1
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    Certo che se stiamo a misurare la bonta’ i un progetto di fusione con il colore politico di due sindaci, stiamo freschi. Secondo me e’ ora di fare una bella vendita in blocco delle aziende pubbliche e sradicare la partitocrazia dalla vita economica Italiana.

  • karl marx

    24 lug 2006 - 14:49 - #2
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    x Antonello
    Mi sembra che i privati, a partire da Autostrade, non abbiano aiutato il Paese più dei partiti. Almeno in Francia è lo Stato e non gli enti locali a decidere, magari a torto. Ho paura che la guerra fra nani finisca per premiare un gigante dall’accento francese o russo… loro hanno comunque più soldi e quelli non hanno colore si sa