Con un rialzo del 3,28% Asm è la prima della classe quest’oggi nel suo settore. Tirano le voci di nozze milanesi per la multiutility bresciana. Renzo Capra, il presidente della municipalizzata di Brescia e Bergamo che conta fra i suoi azionisti anche Amber Capital e la Carlo Tassara di Romani Zalensky, ha infatti confermato il suo sì al matrimonio con Aem e Enia. Il mercato sembra gradire e punta su questa società che capitalizza in borsa più di due milioni di euro e che non dista quindi troppo dal secondo gruppo italiano dell’Energia, ossia proprio Aem. Dei rapporti con Hera ancora non si parla, forse qualche comune fa gola a entrambi i poli. Intanto però anche Asm ha un partner straniero di rilievo come gli spagnoli di Endesa. Che un domani spagnoli e francesi finiscano per fornirci la luce? Capra sembra avere ben presente il rischio e ricorda bene che Edf che è socia di Aem in Transalpina e controlla così Edison (almeno dal punto di vista ella proprietà) diede ai suoi “alleati milanesi” una bella spallata sul caso Atel, che ancora gira per i tribunali. Insomma diffidate energetici degli amici troppo grandi, specialmente se parlano un’altra lingua.
Aem però festeggia anche per un altro motivo, un motivo più piccolo. La multiutility bresciana ha appena comunicato il suo piano di acquisto da 9,2 milioni di euro delle minorities di Valgas, società che gestisce il gas in alcune valli fra Brescia a Trento. Bisogna osservare anche che le azioni utilizzate per questa operazione e messe a disposizione dei Comuni con in mano delle partecipazioni di Valgas corrispondono (ma gli azionisti potrebbero scegliere anche del contante) a circa lo 0,16% del capitale sociale. In canna alla società rimane ancora parecchio, infatti ad aprile il gruppo controllato dal Comune di Brescia ha deciso di preparare una manovra di riacquisto di 15 milioni al massimo di azioni proprie, pari a quasi il 2% del capitale sociale. Con questo buy back Asm ha intenzione di salvaguardare le proprie mire espansionistiche dalla brutta aria che ancora tira a Piazza Affari ed ha per questo evitato l’emissione di nuove azioni. Una mossa per niente sciocca, anche se la partita importante rimane quella internazionale e qui Asm potrebbe apportare sangue italiano a un patto in cui i francesi che hanno chiuso la porta in faccia ad Enel hanno un peso rilevantissimo. A brillare per tutti rimane il modello della supermultiutility tedesca RWE. Speriamo che sia una buona stella.
dolly albergoli
13 mar 2007 - 20:11 - #1art
dolly albergoli
13 mar 2007 - 20:12 - #2asm aem fusiòn