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Pirelli, una semestrale in vista dell'Ipo delle gomme

Pubblicato: 27 lug 2006 da Ferry Boat

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Pirelli guadagna qualcosina in borsa dopo la comunicazione dei dati semestrali che vedono i ricavi del gruppo aumentare del 7,2% su base annua a quota 2.445 milioni di euro (anche se al netto dell’effetto cambi la crescita è stata del 3,4%). Il risultato operativo del gruppo è anch’esso in crescita con un incremento del 6,7% (Ros a 8,8%), ma bisogna evidenziare che il dato sarebbe stato migliore senza quelle spese straordinarie che la società di Marco Tronchetti Provera ha sostenuto per il progetto di quotazione di Pirelli Tyre e che sono risultate pari a circa 12 milioni di euro. Non è stato invece ancora divulgato il dato sull’Utile netto perché mancherebbero i dati aggiornati sulle partecipazioni della società.

Proprio su questo fronte la società ha comunicato che l’Ipo del suo ramo pneumatici è ancora in via di definizione, ma che è prevista la cessione del 39% del capitale e che l’operazione è stata studiata con Banca Intesa, Gruppo Banca Leonardo, Capitalia, One Equity Partners - JP Morgan, Lehman Brothers e Mediobanca. Insomma solo qualche piccolo cambiamento rispetto al pool di banche che si era interessato al collocamento poi fallito di Pirelli Tyre. La cifra per la cessione è, comunque, di 740 milioni e valuta la società circa 1,9 miliardi di euro. L’operazione costituisce in ogni caso solo un rinvio del processo di quotazione e permette a Tronchetti Provera di incassare a breve parte della cifra che gli servirà per ripagare le banche delle loro partecipazioni in Olimpia e per far fronte alle altre manovre di riordino nella catena di controllo del suo impero.

Osserviamo che Banca Intesa è una delle due banche (c’è anche Unicredit che a questo punto sembra scomparire) che appunto stanno per uscire dalla holding Olimpia dove Pirelli rimarrà sola soletta con i Benetton dopo il divorzio con i bresciani di Hopa. Anche Mediobanca ha un ruolo in questa partita. La banca di piazzetta Cuccia è, infatti, attualmente partecipata da Tronchetti Provera con una quota dell’1,8%. Il Tronchetti ha fatto però sapere di non ritenere più strategica questa partecipazione, il che, fuori dalle righe, significa che la venderà per fare cassa anche da lì. En passant invece osserviamo che attualmente Mediobanca possiede invece il 3,95% circa la stessa Pirelli e si tratta, inoltre, di una quota che potrebbe crescere a seguito di questa vendita di parte del ramo pneumatici allo stesso istituto. Insomma la situazione è intricata, ma appare chiaro che le banche acquistano sempre più potere nelle vicende di casa Telecom. Si tratta di un effetto inevitabile del debito da oltre 41 miliardi di euro appena dichiarato con l’ultimo bilancio semestrale della società di telefonia. La strada per il risanamento della rete di attività che intreccia Pirelli (dagli pneumatici all’energia) con Telecom sembra ancora lunga, nonostante le singole gestioni, escluso il debito, sembrino produrre dei risultati. A meno di cessioni inaspettate Marco Tronchetti Provera dovrà forse imparare a dividere il potere con qualcun altro.

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