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Enel, Suez, GdF... l'effetto domino dell'Antitrust europea

Pubblicato: 21 ago 2006 da Ferry Boat

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In via di raffreddamento, dopo le indiscrezioni della scorsa settimana, la partita energetica francese che vede le brame di Enel ostacolate dal matrimonio fra Suez e Gaz de France. Un comunicato dell’Ue che esprimeva alcune valutazioni preventive sulla nascita del nuovo colosso d’Oltralpe dell’energia aveva scosso i mercati. In particolare l’Autorità per la concorrenza europea aveva manifestato alcune perplessità sui nuovi assetti del mercato del gas e dell’elettricità in Belgio e su quello del metano e delle “reti di calore” in Francia. Oggi però un breve articolo uscito sul quotidiano Les Echos sembra gettare acqua sul fuoco: i management delle due società francesi hanno dichiarato di avere sott’occhio le 200 pagine della relazione pervenuta da Bruxelles e di avere allo studio le possibili contromosse per non mandare a monte le nozze Suez-GdF.

L’appunto europeo ha, comunque, già dato degli scossoni e generato una serie di gossip. Il quotidiano francese Le Parisien ha anche ipotizzato un accordo italo-francese che prometteva un salvataggio dell’Alitalia grazie ad un intervento provvidenziale della Air France-Klm. In cambio Enel avrebbe dovuto accantonare ogni progetto su Suez. La voce è stata subito smentita da Parigi e sembra, almeno per il momento, non avere seguito. Oggi la compagnia di bandiera perde l’1,36% a piazza Affari dopo i guadagni del 5% di venerdì scorso.

Sempre viva rimane invece la possibilità di una cessione di Electrabel a Enel per evitare guai con l’Antitrust. Se, infatti, la fusione fra Suez e Gaz de France avvenisse alle condizioni attuali la neonata dell’energia controllerebbe circa il 90% dell’elettricità belga: una posizione incompatibile con i progetti di un libero mercato europeo. Nei piani dei francesi potrebbe rientrare la cessione di Spe o di altri asset anche nell’Esagono. In linea con questa ipotesi la valutazione fatta oggi dai tecnici di Cheuvreux. Enel proprio in virtù della presa di posizione europea potrebbe riuscire a conquistare Electrabel. Ma anche questa operazione è a rischio poiché, se la società elettrica belga fosse venduta tramite un’asta internazionale, il suo prezzo potrebbe lievitare sensibilmente. Un’eventualità che la società guidata da Fulvio Conti potrebbe sventare con un’opa congiunta con Gaz de France su Suez e una successiva spartizione. Non rimane che aspettare le scelte politiche dei due governi a cavallo delle Alpi.

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