Giorni accesi per le quotazioni del rame i cui prezzi sono schizzati alle stelle dopo lo sciopero cileno dei minatori dell’Escondida, la più grande miniera del mondo che produce circa l’8% del fabbisogno globale. La Bhp Billiton colosso globale dello sfruttamento di commodities e proprietario dell’Escondida ha oggi rigettato l’offerta dei sindacati che hanno paralizzato gli impianti. I 2000 minatori che hanno incrociato le braccia dal 7 agosto scorso vorrebbero un incremento del loro salario del 10% e un bonus da 30 mila dollari. La Bhp Billinton offre un aumento del 3% e un bonus da 16 mila dollari al massimo: le trattative sono insomma a un punto morto nonostante il braccio di ferro sia entrato nella sua terza settimana.
Oggi sulla stampa inglese si è anche detto che la Bhp potrebbe a breve annunciare un buy back da 3 miliardi di dollari per ridurre la liquidità in eccesso. La notizia ha portato a un rialzo dei titoli sulla piazza finanziaria londinese dell’1,74% circa. Il colosso anglo-australiano aveva però recentemente dichiarato che un blocco produttivo totale dell’Escondida avrebbe causato un danno ai ricavi per 16 milioni di dollari al giorno. Ai minatori cileni insomma bisognerà dare una risposta.
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