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Deutsche Telekom resiste

Pubblicato: 22 ago 2006 da Ferry Boat

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Torniamo a occuparci di Deutsche Telekom oggi, che non sembra accusare il colpo subito nella giornata di ieri: guadagna a Francoforte un punto, nonostante la decisione della Commissione europea. Secondo l’indicazione del massimo organo comunitario l’operatore di comunicazioni tedesco dovrà concedere le proprie linee a banda larga ai concorrenti. Attualmente infatti controlla il 60% del mercato, ben al di sopra della media europea. Nella maggior parte dei paesi che hanno liberalizzato il settore delle telecomunicazioni, l’ex ente pubblico non domina più del 50 per cento del mercato. Il problema per Deutsche Telekom è aggravato dal fatto che proprio in questo periodo sta realizzando una nuova rete per la Vdsl, una nuova generazione di connessione a banda larga progettata per la trasmissione di dati audio e video e dunque molto più veloce. E naturalmente il rischio è quello di veder sfumare gli utili legati a questo consistente investimento.

L’ex monopolista tedesco ha chiuso il primo semestre con una crescita dei ricavi del 3%, che riflette le maggiori vendite nel settore mobile, ma contemporaneamente i profitti sono calati della stessa percentuale a causa di una espansione dei costi operativi e degli interessi sul debito. Proprio in relazione alla pubblicazione di questi risultati il titolo ha subito nell’arco di tre giorni un tracollo del 10%. Lo stesso amministratore delegato Kai-Uwe Ricke ha dichiarato una decina di giorni fa che “la nostra strategia di generare crescite attraverso aumenti di investimenti sul mercato e della promozione sta raggiungendo il suo limite”, concludendo amaramente che “va ammesso che il gruppo non sta più crescendo in Germania” e annunciando una nuova strategia centrata sull’abbattimento dei costi. Forse proprio questa nuova linea ha premiato il titolo, che negli ultimi dieci giorni ha ripreso stabilmente a salire; trend crescente che trova conferma anche oggi, nonostante le cattive notizie giunte ventiquattro ore fa da Bruxelles.

Ora c’è qualche possibilità che la nuova rete non venga ultimata, il che comporterebbe un passivo netto pari all’ammontare speso fino a questo momento e il disappunto degli utenti che non si vedrebbero arrivare in casa la nuova autostrada dell’informazione.

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