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Chi storce il naso su San Paolo-Intesa

Pubblicato: 25 ago 2006 da Ferry Boat

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Continuano a guadagnare i titoli dei due promessi sposi San Paolo Imi e Intesa. Ondata di acquisti generalizzata anche sul comparto e d’altro canto a sfogliare i giornali si vede un fiorire di ipotesi che coinvolgono quasi tutti. Si scommette praticamente su ogni possibile combinazione fra le banche. Se infatti da un lato qualcuno punta su un prossimo avvicinamento di Mps e Capitalia ossia delle due belle e impossibili che rispettivamente San Paolo e Intesa hanno corteggiato in passato, molti altri si chiedono che fine faranno tutti gli altri nodi. Il primo riguarda gli stranieri. Il Credit Agricole, che sarà il maggiore azionista straniero nel nuovo gruppo (si calcola circa l’8,47%) grazie a quel 15% di Intesa che ha in portafoglio oggi, sembra abbastanza intenzionato a rimanere nella partita, sebbene la sua diluizione non debba fargli molto piacere anche perché a comandare in futuro rimarranno un pool di fondazioni, la compagnia di San Paolo e Generali, anche se per lui qualcosa dovrà pur rimanere nel piatto del potere sulla Santa Intesa.

Il più scontento è però senz’altro il Santander che poco tempo fa aveva detto di volere salire in San Paolo e ora si trova costretto a scendere: i malumori sarebbero tali da potere addirittura indurre gli spagnoli a sbattere la porta e ad andarsene. Alcuni ipotizzano persino un reimpiego di una vendita della sua quota torinese del 7,7% (scenderà al 3,83% nel nuovo gruppo) nell’acquisto di azioni proprio si Capitalia che potrebbe diventare appetibile in futuro anche per Unicredit.

Insomma un vero vortice di ipotesi, anche fantasiose, che coinvolge anche il problema Eurizon il ramo assicurativo di San Paolo in via di quotazione rischia infatti di confliggere con Intesa Vita e col suo patto con Generali. C’è anche il rischio che l’Antitrust non si trovi d’accordo e sommi al 20% del mercato totale assicurativo in mano a Intesa Vita-Eurizon anche la quota di Generali: in tal caso si sforerebbe. La cosa più probabile al momento appare perciò una cessione di Eurizon, magari approfittando del prossimo collocamento.

Altra partita accesa e da non dimenticare è quella fiorentina. San Paolo ha ancora in corso un arbitrato con l’Ente Crf per la conquista di un 10% della Cassa di risparmio di Firenze. Da una soluzione positiva per Torino potrebbero rifiorire desideri di conquista.

Altri scontenti da non sottovalutare riguardano invece il tango delle poltrone che al momento non gha affidato nulla a Pietro Modiano attuale dg di San Paolo e che rischia anche di tagliare qualche altra testa diessina. La Quercia infatti non appare troppo soddisfatta dell’operazione visto che sancisce il fallimento dell’amato progetto San Paolo-Mps e rischia anche di fargli saltare qualche uomo da qualche board. È da notare, inoltre, che da quelle parti non sembrano aver fortuna con le banche come ricorda il caso Unipol-Bnl. In prospettiva però chissà. Una cosa è certa, come dice Marco Vitale oggi su F&M, in questo genere di matrimoni assai spesso più dei vantaggi industriali di una fusione conta il potere che ne deriva. Questo ci fa pensare che il progetto andrà avanti, per i dettagli, però, bisogna attendere.

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